La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Nove anni senza Enzo Baldoni: tutti i misteri di quell’incrocio maledetto di Malmudyia

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Ogni anno, quando sta per finire agosto, mi ritrovo a fare i conti con la memoria. E per la nona volta cerco di ricordare puntigliosamente i dettagli, non tanto per rinnovare il dolore (sempre presente) ma per cercare di capire cosa è successo. Anzi, perché. Hanno scritto molte cose di lui, in genere molto generose, ma talvolta anche infami da parte di non ha mai avuto neppure un pizzico della sua umanità, per non dire della genialità. E’ stato detto che i terroristi lo hanno scambiato per una spia. L’unico elemento può essere un viaggio a Falluja, cioè in territorio sunnita, con la Luna Rossa, prima di quello sciita, a Najaf, con la Croce Rossa. Sempre seguendo Ghareeb. Ma è una scemenza: all’Esercito Islamico dell’Iraq, poi addirittura assoldato dagli americani in un indecente accordo con il generale David Petraeus, sarebbe bastato conoscerlo. Sapere quello che diceva, che pensava, che scriveva: tutto dalla parte degli insorti contro gli occupanti. Ucciso per dare un segnale all’Italia? Non funziona perché, con tutto il rispetto, non era così importante. Poi c’è qualcosa che non quadra perché stato sgozzato barbaramente ancora prima della scadenza dell’ultimatum, circostanza che annulla anche l’ipotesi di una trattativa andata a male, perché non c’è mai stata. C’è invece una domanda che da allora mi frulla per il cervello, ma a cui non so dare una risposta.
Malmudjia, l’incrocio maledetto a quaranta chilometri da Baghdad, è sempre stato ben noto a tutti per gli attacchi. A tal punto che anche gli americani avevano tolto il posto di controllo. E anche a Maurizio Scelli, allora commissario della Croce Rossa, avevano evitato accuratamente in passato quel posto per non correre rischi. All’andata invece passiamo proprio per quell’incrocio, con il convoglio della Croce Rossa, e ci fanno scoppiare una bomba sotto il sedere. Quando alla sera ci salutiamo dentro la moschea di Kufa decido di tornare a Baghdad da solo, nell’auto del capo militare di Moqtada al Sadr. Mi suggerisce molte accortezze, fra cui quella di stendermi e di togliermi gli occhiali da sole che gli irakeni non usano. Mi addormento quando le urla di Norberto (l’operatore che stava con me) mi svegliano: si è accorto che entriamo dentro la cittadina di Malmudyia, aggirando l’incrocio. Non succede niente e gli uomini di al Sadr mi scaricano più tardi sotto il “Palestine”. Anche loro, dunque, hanno evitato il pericolo.
Gli uomini di al Sadr (e Ghareeb) accompagnano anche la mattina dopo il convoglio della Croce Rossa nel viaggio di ritorno. Ma passano di nuovo invece per quell’incrocio dove attaccano l’auto di Baldoni, uccidono subito (pare) Ghareeb e rapiscono Enzo. Perché? Perché non evitano Malmudyia? Due giorni dopo, nel tentativo di capire qualcosa, chiedo al mio fido Mahdi di andare a vedere. Si rifiuta: “Andare lì è un suicidio”. In quella cittadina Baldoni è prigioniero e in una di quelle baracche è ucciso. Anni dopo ritrovano i suoi resti proprio lì. Il Dna ha dimostrato che erano proprio quelli di Enzo, dunque raccolti da qualche parte (probabilmente dentro la sabbia al lato della strada) ma non in una fossa comune.
Ripeto: non ho risposte. Ma so che tutti i misteri ruotano intorno a quell’incrocio. Nessuno ha mai saputo spiegare cosa c’è dietro. Perché è stato ucciso barbaramente nel deserto un uomo che si definiva un “turista curioso”, ma che per me resta soprattutto un poeta. I blog paralleli

4 comments on “Nove anni senza Enzo Baldoni: tutti i misteri di quell’incrocio maledetto di Malmudyia

  1. ivano1974
    21 August 2013

    triste storia… tragica fine di una brava persona che ha sempre lavorato per aiutare gli altri

  2. Fam
    21 August 2013

    Uno dei giornalisti francesi, rapiti negli stessi giorni e negli stessi luoghi, disse che i rapitori non gli credettero. Erano convinti che Baldoni fosse una spia. Anche in Italia c’era chi non credeva a Baldoni, in senso opposto. Qualcuno scrisse che si trattava di un finto rapimento. Secondo me il mancato intervento del governo italiano va cercato anche in quella direzione.

    • pinoscaccia
      21 August 2013

      non ci fu neppure il tempo di intervenire
      lo so che la storia della spia la dissero i giornalisti francesi ma non è chiaro perchè lo considerassero tale
      l’unico elemento, come ho scritto, e che prima di andare a najaf era stato a falluja ma non mi sembra sufficiente
      forse la spia non era lui, ma ci addentriamo in ipotesi già fatte su un’altra figura, quella di cui io diffidavo

  3. GiorgiusGam
    25 August 2013

    [OT] US official: Chemical weapons likely used in Syria

    …The official said the U.S. intelligence community based its assessment given to the White House on “the reported number of victims, reported symptoms of those who were killed or injured,” and witness accounts. The official spoke on condition of anonymity because the official was not authorized to speak publicly…

    MORE: http://bit.ly/14RE4XT

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This entry was posted on 21 August 2013 by in baldoni.

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