La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Quella foto a Najaf, nove anni fa

baldoni

Scherzavamo, quando gli ho scattato questa foto, nove anni fa esatti. Stavamo in quella stradina di Najaf, chiusa dagli americani, che avevano circondato anche noi che volevamo andare verso il mausoleo. Scherzavamo mentre sparavano. Poi, finalmente siamo riusciti a uscire dalla trappola con Enzo che a piedi faceva da staffetta con la bandiera della Croce rossa. Perchè prima di far passare il convoglio con le auto bisognava farsi riconoscere, ad ogni incrocio, il nervosismo era tanto. Siamo usciti da Najaf e ci siamo rifugiati a Kufa, in una moschea. Mentre i medici della Croce rossa medicavano i feriti (a ridosso della città santa) gli irakeni ci hanno offerto da mangiare. Io ho rifiutato. Enzo invece è andato a pranzo. Quando è tornato mi ha chiesto in prestito il telefono satellitare, per chiamare casa. Poi ci siamo salutati. Io, accompagnato con qualche rischio dal capo militare del giovane ribelle sciita, sono tornato a Baghdad, per fare i servizi per i Tg, lui è rimasto con Ghareeb, di cui si fidava forse troppo ciecamente. L’idea di restare un pò lì me l’ha confidata più volte. “Per capire, servono tre, anche sette giorni” mi aveva detto. Quasi un sogno da blogger curioso ed entusiasta, che ci scambiavamo spesso per gioco: “Pensa se becchiamo al Sadr!” L’ho rivisto molti anni dopo dentro una piccola bara di legno, a Preci il suo tranquillo paesino umbro. Con gli appuntamenti è sempre stato un disastro. Peccato, perché anche lui mi aveva scattato un sacco di foto, ma non sono mai riuscito a vederle.

Morire in Mesopotamia [26 agosto 2004]

“Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch’io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L’indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato”.  (Enzo G. Baldoni) I blog paralleli

5 comments on “Quella foto a Najaf, nove anni fa

  1. Maria Concetta Oronzio
    17 August 2013

    Io ancora ti sto aspettando, Enzo…

  2. Morena Silingardi
    18 August 2013

    Un uomo eccezionale: tra tanto altro, anche il traduttore di uno dei miei fumetti preferiti.

  3. Maria
    18 August 2013

    Ci vogliono persone come te Pino per far ricordare un inviato come Baldoni e per farlo conoscere a chi non ne ha mai sentito parlare. Baldoni da lassù si sentirà fierissimo di averti avuto come suo grande collega nonchè amico. Il tempo passa ma lui in te c’è sempre.

  4. albertotuf
    19 August 2013

    Chiunque abbia conosciuto Enzo sa quanto fosse umanamente incontenibile, debordante, eccessivo: era la classica persona che non poteva lasciarti indifferente, o la si odiava o la si amava. E a volte poteva succedere di provare questi due sentimenti contemporaneamente, ma era impossibile ignorare quello che diceva. Quando fu ucciso piansi per molti giorni, perché avevo litigato con lui pochi giorni prima che partisse e non ho mai avuto l’opportunità di scusarmi e riconciliarmi con lui. Forse per questo -ancora oggi- la sua vita, i nostri carteggi e le sue teorie sulla comunicazione a 360° gradi (giornalismo, pubblicità, traduzioni di un noto fumetto americano, blog, provocazioni online) sono un punto di riferimento imprescindibile per me. E mi manca tanto. A lui la normalità non interessava, cercava di andare oltre e sapeva come toccare le corde del cuore di chi aveva di fronte; ma lo faceva sempre e solo per cercare di stimolare una crescita. Spero un giorno di diventare un giornalista bravo come te, Pino, e un uomo umanamente enorme come Enzo. Ciao, panzone, e grazie di tutto.

    • pinoscaccia
      19 August 2013

      anch’io ci litigavo spesso, abbiamo passato tutta la notte prima di najaf a litigare…. ma mi manca tanto

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This entry was posted on 17 August 2013 by in baldoni.

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