La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Malta, l’ultimo approdo

mata bn

L’Italia ha deciso di accogliere i 102 migranti salvati da un gommone in avaria al largo delle coste libiche e che il governo di Malta, nonostante le pressioni europee, ha respinto. Con un comunicato diffuso questa mattina, il governo della Valletta ha reso noto che la petroliera Salamis, battente bandiera liberiana, che era andata in soccorso dei naufraghi, è partita questa mattina alla volta di Siracusa. Sull’imbarcazione ci sono anche quattro donne incinte. La notizia completa

Isola di Malta [aprile 2005] – Canale di Sicilia. Al largo di Pozzallo, gli scafisti maltesi costringono un gruppo di immigrati cinesi a gettarsi in mare. Nove muoiono annegati, sei si salvano. L’ultimo viaggio della morte è partito da qui, da St.Paul’s bay, una delle zone più eleganti e visitate della cattolicissima Malta, proprio davanti all’isolotto dove San Paolo naufragò. Il gruppo di cinesi è portato qui con un pulmino, poi le scale e l’imbarco, di notte, come sempre. Neppure due ore di mare e poi la tragedia, l’ennesima. Quando ancora mancavano quindici miglia alla costa siciliana, gli scafisti hanno costretto con le armi i cinesi a gettarsi in mare. L’opinione pubblica maltese è scossa, il governo si muove in fretta, la polizia arresta sei scafisti. Due sono sospettati di essere i protagonisti della strage del 31 marzo. Gli altri quattro dovrebbero avere responsabilità su altri due viaggi recenti, compiuti il mese scorso: il 3 e il 12 marzo, partiti da una zona più a sud, Marsakala. Lo stesso punto da dove partì un altro barcone a giugno sempre con clandestini cinesi, un viaggio che solo per un soffio non si trasformò in un’altra ecatombe.

Malta è l’unico filtro prima dell’Italia. Dalle sue acque passano le rotte dei clandestini che arrivano dal Nord Africa, dal Mediterraneo orientale, e negli ultimi tempi, risalendo dallo stretto di Gibilterra, perfino dall’oceano Atlantico.  Malta, da sempre il luogo strategico per eccellenza, oggi lo è diventato più che mai nella lotta al traffico di immigrati. Se la sua piccola flotta riesce a contrastare i mercanti di uomini, l’Italia e l’Europa possono trarne sollievo. Altrimenti la situazione a Lampedusa, nelle coste siciliane e calabresi non può che peggiorare. L’ultimo fenomeno di massa riguarda i cinesi. Sono almeno duemila quelli ospitati attualmente sull’isola, arrivati quasi tutti nell’ultimo anno. Un numero considerevole in rapporto a una popolazione di appena 400 mila abitanti. Troppi. C’è un’inchiesta in corso all’ambasciata maltese a Pechino: pare che i visti siano rilasciati con troppa facilità. Sono tutti studenti ma il vero scopo del viaggio è poi d’infilarsi in Europa. I cinesi continuano ad arrivare. E a partire. Soltanto negli ultimi mesi sono stati trecento quelli sbarcati clandestinamente in Italia, e altri cinquecento sono pronti a imbarcarsi. Il capo della polizia John Rizzo è intenzionato a stroncare il traffico, chiede leggi più severe, intanto sequestra una decina di scafi sospetti. L’offensiva (dice) è appena partita. A Malta non vogliono altre tragedie. Ricordano tutti la strage di Natale del ’96. Il barcone della morte partì da qui, dal porto più a sud di Malta, Marsaxlockk. Il peschereccio si chiamava Yohan. Il mare era grosso. Durante il trasbordo da un ex traghetto della marina inglese, la sigla era F-174, ci fu una collisione, il barcone affondò. I morti quasi trecento: indiani, pakistani, cingalesi tamil. Il viaggio era stato organizzato dentro questo bar, il Carrubia, da un certo Tony, vero nome Turab Ahmed Sheik, che si è sempre vantato di aver traghettato diecimila clandestini guadagnando in pochi anni quindici milioni di dollari. Ora è sotto processo a Siracusa per quella strage. Certo, la responsabilità per Malta è molto alta. Ma il governo è deciso a difendere la frontiera europea da quello che si annuncia un vero e proprio assalto. Non è facile gestire l’emergenza. A Malta non ci sono solo cinesi. Ma molti africani. Soprattutto somali. Arrivano qui da Mogadiscio attraverso un lungo, infernale viaggio attraverso il deserto libico. Provano ad andare direttamente in Italia, se non ci riescono si fermano a Malta, pronti all’ultimo trasbordo. Incontriamo la comunità somala davanti a un locale della vecchia capitale,La Valletta. Raccontano i loro problemi, chiedono solo di proteggere la loro identità.  Le condizioni degli extracomunitari sull’isola sono due. Mille, come questi somali, sono ospiti dei centri aperti in stato di protezione umanitaria. Trecento sono di fatto detenuti. Non sono criminali, ma sono quelli che sono entrati in maniera clandestina. Stanno rinchiusi in attesa di chiarire la loro posizione. Il periodo per gli accertamenti però e’ troppo lungo, arriva fino a diciotto mesi. Una situazione che provoca spesso tensione. La protesta è esplosa a Capodanno. Queste sono immagini inedite degli scontri all’interno degli istituti. La vigilanza e’ affidata all’esercito maltese. La manifestazione pacifica degli immigrati è stroncata con grande violenza, suscitando molte polemiche. C’è nervosismo sull’isola, si cercano di studiare metodi più efficaci e meno repressivi.

Andiamo a nord, a Chirqana. Ci imbarchiamo per l’isola di Gozo. Dicono che sia la vera base degli scafisti. Nei giorni scorsi in questo tratto di mare è stato recuperato il cadavere di una donna. Forse è il segno di un’altra tragedia. Gozo, un’isola bellissima e ricca di storia e di leggende (si dice che Ulisse scoprì qui il fascino di Calipso) è una sorta di repubblica a se stante Abitata da gente dura, omertosa. Intenzionata a farsi gli affari propri. Un posto dove il settanta per cento della popolazione possiede due case di proprietà ma dove solo il quattro per cento paga le tasse.  Dicono che dopo l’arresto di Tony, il nuovo capo dei trafficanti sia un cinese grasso e basso, cinquant’anni, arrivato da poco qui per gestire gli affari della triade nel Mediterraneo. Lo chiamano il ciccione ma ne hanno tutti paura. Forse sta proprio a Gozo. Di sicuro la polizia ne ha perso le tracce. Il ciccione ha fama di grande crudeltà. Proprio due giorni fa sulla spiaggetta di Ghar Qawla è stato trovato il corpo di un uomo. Ucciso con una coltellata allo stomaco. E tutti sanno chi è stato.

11 comments on “Malta, l’ultimo approdo

  1. ceglieterrestre
    7 August 2013

    “dovere umanitario” indove sta?
    Sto pianeta è de tutti quanti, sortanto se lo vonno sparti in pochi. Puro sti pochi prima oppoi lo deveno lassà a quarchiduantro, allora semo bboni fino a quanno lo potemo addoprà.

  2. ceglieterrestre
    7 August 2013

    Era l’estate del 1990, abitavo a Marsaxlockk in una gita a Gozo e Gomino ricordo una storia di magia. Chissà se un giorno tornerò e troverò su quel libro la mia firma. Mo leggo ste storicce de morte, me piagne er core come tutto se fa marcio. Gabbià è mejo che m’aricordo l’estate der 1990 armeno sa de vita.

    Forse

    Abbracciati sul ponte
    della nave, vedemmo
    spuntare un pallido
    sole…
    Stanchi tra la folla,
    la mano mi stringevi.
    Mi voltai ti vidi…
    Ti persi…
    Ti rincontrai…
    Sento ancora le tue
    braccia stringermi,
    appoggiati al muretto
    di Gozo, le stelle
    in cielo vidi.
    Quando al mare mi
    lasciasti…
    Mi voltai ti vidi…
    Ti persi.
    Ora ricordo nella
    mia mente, i bei momenti
    con te vissuti…ricordo…
    O forse è stato solo un
    sogno…

    franca bassi
    (Malta 1990)

  3. JO FIORI
    7 August 2013

    Traffico di esseri umani…aumenterà….e’ come sempre uno sporco e lurido business…ininterrotto nei secoli…

  4. ceglieterrestre
    8 August 2013

    Me pare che su sto pianeta tutto se ripete istesso a un inzogno strano. Forze la vita è sortanto questa. Leggo e rileggo avanti e dereto ner tempo e trovo istessi probbremi. Guere morte e potente che schiaccia er poraccio. Gabbià, mesà che nun semo ‘na razza intelliggente.

  5. Walter
    8 August 2013

    Certo sentire ste robe sulla sede storica dell’ “Ordine dei Cavalieri di Malta” … Ordine cavalleresco “con finalità assistenziali” … bah.

  6. ceglieterrestre
    8 August 2013

    Ciao Wartere, so cavajeri senza er cavallo

  7. ceglieterrestre
    9 August 2013

    mo a sti cavajeri je spedimo una navicella co li cavalli a donnolo.

  8. è l’immagine sintetizzata di quella che è diventata “la società”
    proprio una bella schifezza…di disumanità.

  9. ma stiamo pure parlando di estremi.
    odio i blog per questo: sembra TUTTO… così. E invece, per quanto si proceda sempre di più nella “vegetalizzazione dell’anima, animalizzazione del corpo, meccanizzazione dello spirito”, NON è tutto così.

  10. ceglieterrestre
    10 August 2013

    Accosto nun ciè er mare, ma quanno soffia er vento, l’arberi canteno istesso l’onne. Un caro saluto a tutti l’amichi der brogghe

  11. OT – http://www.corriere.it/esteri/13_agosto_10/oprah-zurigo-borsa_811f98aa-0195-11e3-92ac-e02b389c51e0.shtml

    bo, veramente io fossi ricca e famosa mi sarei divertita un mondo… sarà che vado ‘controcorrente’ o mi piace troppo giocare, che ne so (ma siccome quelli nei “binari” stanno messi peggio… :))) diciamo che probabilmente è proprio quest’ultima constatazione a divertirmi come al solito ;)))

    (mentre va da sè che l’unica vergogna è chi la vende e chi la compra una borsa di quel prezzo. – sapete che su un blog tocca sempre specificare l’ovvio… insieme alla mia personale opinione della mancanza di umorismo da parte della signora Winfrey).

    Poi siccome le commesse ce l’hanno questi atteggiamenti ignoranti come zappe…una volta è successo al contrario: uno guarda un bel maglione ma dice che è caro, e la commessa “ma no non è affatto caro!…” alchè lui risponde: “beh senta per quello che guadagno io è caro, non so per quello che guadagna lei magari non lo è…” :)))
    eh.. e và a quel paese! scusa eh.

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This entry was posted on 7 August 2013 by in immigrazione.

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