La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Il mondo visto attraverso una retina

mamma 001Articolo uscito sul numero 10 di “Mamma!”

E’ sempre girata fra noi cronisti di frontiera una battuta: “sai che sotto il burka potrebbe nascondersi anche un marinaio?” per dare l’idea di quell’obbrobrio di lunga tanica azzurra (a Kabul) che trasforma una donna in un essere che cammina. E non è solo una battuta se è vero che un reporter inglese, nei primi anni di occupazione, ha tentato di infilarsi dentro le linee talebane nascosto da un burka. Non so se il burka sia una divisa, ma certamente rappresenta da solo tutto il grande mistero afghano.

Una volta l’ho voluto provare. Sono andato nella solita Chicken street, la via dei (pochi) turisti e di negozi che vendevano burka ne ho trovati molti. Il paradosso era che insieme a noi cretini di occidentali che lo cercavamo come souvenir c’erano le donne tagike che lo acquistavano per rinnovare il guardaroba. Ho scoperto anche che sembrano tutti uguali, ma non lo sono. I tessuti sono diversi, così come i prezzi. Insomma, ci sono burka per afghane ricche e afghane povere. Io ne ho comprato uno di qualità media, a trenta dollari, che lì sono una cifra. Prima di portarlo a casa, come ricordo di un mondo lontanissimo, l’ho voluto provare.  Alla sera, chiuso nella mia stanzetta fredda della guest house l’ho infilato. La sensazione è stata sconvolgente. Non per quello che gli altri potevano vedere, ma per quello che vedevo io. Quella retina davanti agli occhi la sentivo come una prigione. Il mondo visto attraverso una retina: l’alba, il tramonto, i colori, tutto filtrato da quella retina. Mi sono chiesto: ma che mondo è? Può essere accettabile per una donna un mondo senza dignità, pieno di sogni repressi, senza luce né speranza, prigioniera di una cultura che le assegna un destino così triste?

kdonnaLa mattina dopo ne ho parlato, con Fausia: cinque figli,  uno piccolissimo. L’ho incontrata a casa dove non è obbligatorio il burka ma lei ce l’aveva perché doveva parlare con un uomo. E’ già una che sta avanti, sulla strada per la riscossa. Le ho chiesto di toglierselo: l’ha fatto.

– Si sente diversa adesso?

“Sì, molto diversa. Quando mostro il mio viso sono felice”

– Che cosa desidera di più nella vita?

“Voglio poter vivere, mangiare, bere, non morire di freddo, mandare i figli a scuola”

– Cosa invidia alle donne occidentali?

“Niente, non invidio niente. E neanche chiedo aiuto. Siamo noi donne afghane a dover lottare per l’Afghanistan, dobbiamo cambiare, da sole”.

–          Un sogno, Fausia.

“Io ho tre sogni. La pace innanzitutto. E poi cibo, e libertà”.

Quando sono andato via ha trovato il coraggio di stringermi la mano. Ma attraverso quella tela azzurra cucita da lei stessa. Il futuro è ancora lontano. Ho ancora quel burka. Ma non l’ho più messo: ho voglia di vedere il mondo pulito, senza filtri.

6 comments on “Il mondo visto attraverso una retina

  1. Brava.
    Continuo a pensare, tra lei e i bambini, quello che ho letto tempo fa, che in quei luoghi si stanno probabilmente incarnando anime neoplatoniche e aristoteliche, che non sono interessate a proseguire un mondo che è quello che è diventato… ma a trasformarlo, pur attraverso mille difficoltà.
    “Niente, non invidio niente. E neanche chiedo aiuto. Siamo noi donne afghane a dover lottare per l’Afghanistan, dobbiamo cambiare, da sole”.
    Ecco, questa donna ha molto più presente di tanti di noi il senso della vita.

    • ..di noi che ci siamo infognati in un materialismo senza fine, intendevo dire. Necessario, non sono una moralista, epperò….diventato un tunnel di cui non si vede uscita.

    • anzi: che non sono interessate a proseguire un mondo che è quello che era prima… (oltre che diventato naturalmente perchè sembrerebbe che involve). Era così, l’articolo.

  2. Pure noi lo guardiamo attraverso la retina delle nostre paure. La diseducazione dell’altra parte del globo ci ha portato ad altre inciviltà e paure. Non se ne può uscire se non nasce un nuovo Umanesimo… e lo dico anche in campo artistico dove tutto si è svuotato anche là, proprio quasi tutto. Ex diritti conquistati diventati “ex”, o sete di diritti rabbiosa e incancrenita nell’odio….
    Abbiamo fatto tilt, il mondo intero ha fatto tilt, il fondo l’abbiamo toccato… secondo me, ma la nostra “retina” non ci permette di vedere neanche questo??
    Vabbè tanti auguri.

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This entry was posted on 27 July 2013 by in afghanistan.

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