Finchè c’è inchiostro nel calamaio

Questo è un post almeno indirettamente personale. E cade a caso proprio nel giorno del secondo anniversario della “smagnetizzazione”. La Rai dei nuovi amministratori ha fatto fuori anche Minoli, uno dei pilastri dell’azienda. Dicono che “La storia siamo noi” non chiuderà, ma certamente senza il conduttore sarà un’altra cosa, nella politica di Gubitosi che parla troppo spesso di “villa arzilla”. A parte la mancanza di eleganza, forse il dg dovrebbe avere maggior rispetto per la memoria che è la forza della Rai. Un mio vecchio direttore diceva che per costruire un inviato come me, scusate l’autoriferimento, ci vogliono vent’anni. Non è questione di bravura, ma di esperienza. Certi ruoli, insomma, non si improvvisano: sono frutto di un lavoro lungo e duro. Certo, per un dg appena approdato da ben altri lidi, è facile parlare di rinnovamento: è anche giusto, ma il passato non si cancella. Se esiste un archivio ricco e imbattibile lo si deve al frutto di decenni di impegno.  Per uno aziendalmente imberbe è anche comodo pensare all’anno zero, ma è un errore clamoroso. Non vorrei citare per l’ennesima volta Carmelo Bene ma “noi siamo quello che siamo stati”. Ho sempre tifato, e tifo, per i giovani e mi auguro che prendano il nostro posto, ma il solco di memoria rimane. Quando sono arrivato al Tg1 ho sempre guardato a chi c’era prima di me con grande rispetto: nel momento in cui ho avuto il privilegio di stare sugli eventi non potevo dimenticare che Frajese era quello di via Fani o Vespa quello della stazione di Bologna. Potevo anche diventare più bravo, ma non avrei mai potuto parlare di Moro o della strage meglio di loro. Perchè loro c’erano. Quando poi sono andato in Bolivia a cercare i resti del “Che” mi sono precipitato da Franco Catucci che era lì quando è stato ucciso, sarei stato un imbecille a non chiedergli consigli. Per farla breve, è un delitto spezzare il filo che unisce vecchie e nuove generazioni, ci vuole sapienza e coraggio per non buttare all’aria un patrimonio. Del resto i giornali lo fanno. Non hanno mai liquidato i grandi, le firme se non quando hanno lasciato questa terra perchè la conoscenza è buona finchè il cervello funziona, è anzi quella che fa la differenza in questo mare di informazione ormai tutta appiattita.  Poi capita che un fresco direttore chieda in giro: ma dov’è un vero cronista? E si senta rispondere: sono finiti. 

Ecco cosa significa essere “smagnetizzato”. E’ un fatto naturale, legato all’età, ma proprio per questo non piacevole.

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Qui c’è il gabbiano citato. Di quella piccola festa, che poi c’è stata, ricordo brindisi e cioccolate, abbracci, sorrisi e ricordi, un regalo pratico dagli ultimi compagni di viaggio, ma anche gli auguri di un fantastico quasi coetaneo che rappresenta tutti: Vincenzo Mollica. Uno che ha frequentato Fellini, mica pizziefichi. Ecco il suo saluto: è un regalo privato e lo faccio vedere per la prima volta.

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Ed ecco, in conclusione, la mia ultima stanza: la “mitica” 126, nella redazione speciali. Torno a guardare con piacere, ma anche un pò di malinconia quello che avevo attaccato alle pareti: una vignetta di Repubblica sullo scoop di Farouk, un’altra su Chernobyl, la dedica di Oriana Fallaci, una foto con Baldoni, il manifesto della diretta con la Torre di Babele e un poster sull’11 settembre. Piccoli segni di una vita professionale intensa ed estremamente ricca. Non ho rimpianti: ho fatto tutto quello che dovevo fare, forse anche oltre. Soprattutto ho appagato i due sogni che avevo da ragazzino: viaggiare e scrivere. Non solo li ho appagati, ma addirittura mi hanno pagato per girare il mondo e raccontare. Sono stato molto fortunato e adesso sto bene così. Non tornerei mai, il dg stia tranquillo. Anche perchè non è più la “mia” Rai, stenterei a riconoscerla. Ma non sto a villa arzilla e non vivo di ricordi. Finchè c’è inchiostro nel calamaio continuerò a fare per me quello che ho fatto per gli altri. Non più pagato, ma profondamente libero.

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25 thoughts on “Finchè c’è inchiostro nel calamaio

  1. Mi sono un pó commossa a leggere queste tue parole, perdere un giornalista e sopratutto un inviato come te per la Rai non deve essere stato facile, perchè come giustamente diceva il tuo direttore, per fare un’inviato ci voglion vent’anni.
    Già vent’anni di sforzi, sfide, attaccamento ad una azienda; odio la tanto famigerata flessbilita con cui ci si riempie la bocca adesso, che c’è di più bello che sentirsi parte di un’azienda, lavorare per tenerne alto l’onore e il valore, sentirla propria. La storia siamo noi senza Minoli sarà una bella tristezza e sti prepensionamenti non li capisco, vanno in pensione solo i migliori?!
    Nel mio lavoro ho cercato e cerco di prendere il meglio da chi ha più esperienza di me, stando umile ad ascoltare, perchè se uno per trent anni a fatto quel lavoro, qualcosa da insegnarti ce l’ha di sicuro! Un abbraccio
    p.s.: Ma ti hanno smagnetizzato il giorno del tuo compleanno?! Che amarezza!

  2. Mi piace il termine “smagnetizzato” riferito a chi ora si sente fuori dai quei contesti che sono di un certo rilievo , ma tu rimani sempre uno dei giornalisti più importanti della storia del giornalismo. Si evince una sfumatura di malinconia.Non essere malinconico perchè non tutti hanno dietro le spalle una esperienza da reporter come la tua, TU SEI LA STORIA e oggi continui a farcela rivivere. Attendiamo dunque ulteriori tuoi scritti per non dimenticare la tragicità del passato. Su con la vita Pino e soprattutto….AUGURI.

  3. ecco perché mi spaventa chi fa populismo sulla rottamazione e sul “mandiamoli tutti a casa”. Perché non si rottama il passato, non si mandano a casa i maestri. Non si dovrebbe, almeno.
    Un augurio sincero.

  4. M’aricresce che nun ciò la mano pe pittura mejo. La sora Cencia e de campagna e fa quello che po. Tanti Tanti auguri Pino e grazie a te se oggi so camminare e se ho ritrovato la strada. ciao :)

  5. Ringrazio la rete e in particolare i blog per avermi dato l’opportunità di avvicinarmi a un mondo a me lontano. Grazie Pino, io continuo a leggerti!

  6. Sottoscrivo pienamente questo articolo. L’esperienza è un valore aggiunto, ed è importantissimo per un giovane ad inizio carriera avere dei modelli di riferimento. Mi dispiace molto per Minoli e per noi telespettatori. Lo seguo infatti dai tempi di Mixer ed ho sempre apprezzato moltissimo i documentari su RAI storia.
    La sua “smagnetizzazione” non è un rinnovamento, è un patrimonio che viene dissipato.

  7. Mi sono commossa a leggere queste parole!!! Nel far spazio ai giovani (cosa che va tanto di moda ma poi alla fine a comandare davvero ci sono sempre i vecchi!!) si deve scindere tra chi ha scaldato una poltrona per anni e chi invece è stato l’ESEMPIO, il sogno di ogni giovane! Che tristezza..! E poi vedere la tua stanza, non so perché, mi ha dato l’impressione di un viaggio a ritroso nel tempo, quando le cose erano più semplici, non ci si scannava per nulla.
    Era Vik che diceva sempre “Restiamo umani”, giusto? Ecco, io conierei un nuovo motto per questo momento che stiamo vivendo: “Torniamo umani”.
    Tanti auguri Pino!!

  8. Caro Pino io mi sono autosmagnetizzato quando una mattina, dopo mesi che cercavo di fargli capire dove statva un grosso problema, il mio capo mi ha detto “…quello che è stato fino ad ora non conta più nulla…” Lì ho sentito il peso della superficialità rampante di chi arriva per ultimo e rimesta nella tinozza senza nemmeno immaginare che cosa c’è dentro. Amore, professionalità, esperienza, voglia di fare. Tutto buttato nel cesso. A distanza di anni la cosa che mi fà più male è che non riesco ad avere rimpianti per essermene andato se non quelli, come dici tu, legato al naturale trascorrere del tempo.

  9. ….ribadisco l’opinione già espresso altre volte : invece ti tanti chiacchieroni soporiferi o piacioni preferirei ascoltare la Storia raccontata da Pino….ma evidentemente non funziona così….. tanti auguri Pino

  10. Beh, finito l’ inchiostro nel calamaio c’ è il gessetto della lavagna. Potresti sempre insegnare Giornalismo, o continuare a farlo. I gabbianelli di sicuro non mancano. E in questo caso non c’ è dg che tenga.
    Auguri Pino.

  11. “Soprattutto ho appagato i due sogni che avevo da ragazzino…” E’ il massimo che un uomo possa ottenere :)

  12. Buona sera Pino la data di questo post coincide con quella del tuo compleanno: Auguri di cuore posticipati Quindi se il 17 maggio 2013 ti hanno smagnetizzato significa che in tutto questo tempo eri … forse … radioattivo e non ci hai detto nulla probabilmente potevi infettarci Pazienza !!! al cuor non si comanda :)

          1. :) buona sera p sai con il disastro incombente annunciato da anni dei Maia sono rimasta in sospeso in uno stato senza tempo e spazio :)

  13. A proposito per la foto delle Torri consiglio per chi avesse tempo questa pellicola : Molto forte, incredibilmente vicino – Extremely Loud and Incredibly Close.grazie :)

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