Andreotti: intervista sulla mafia

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Roma, 1996 – La battuta e’famosa: “Mi hanno accusato di tutto meno che delle guerre puniche”. In realta’ nelle novantamila pagine d’istruttoria preparate dalla Procura di Palermo, Giulio Andreotti e’ veramente accusato di tutto. Attraverso le dichiarazioni di tre pentiti – Buscetta, Mannonia e Di Maggio – il senatore sarebbe coinvolto almeno indirettamente negli omicidi Pecorelli e Dalla Chiesa (strettamennte legati, per i magistrati) ma anche nel sequestro di Moro. E poi ancora nel riciclaggio del denaro sporco, tramite Sindona, e nell’aggiustamento di molti processi di mafia, tramite il giudice Carnevale. Accuse si aggiungono alle accuse. Arriva il primo pentito-politico, Gioacchino Pennino, per tradizione di famiglia in realta’ piu’ mafioso che politico e spara ancora a zero sul potere adreottiano in Sicilia. Ma come risponde Andreotti, il grande accusato, il presunto “Belzebu'”?
– Senatore, cosa a che fare lei con la mafia?
“Con la mafia? Ho un rapporto da nemico, non certo da amico. Io ho fatto molte leggi, e molto dure, contro di loro”
– I giudici di Palermo le danno invece del mafioso, anzi del capomafia
“Sembrano accuse pesanti e invece sono talmente generiche… Da un anno e mezzo mi accusano di tutto, dicono che aggiusto processi. Ma quali sono i processi che ho aggiustato? Dove sono le prove?”
– Lei e’ pronto ad andare in tribunale?
“Certo che sono pronto. Ma come cittadino pretendo garanzie. Non si puo’ prendere per buono , senza un minimo di controllo, quello che dice qualche pentito”.
– Allora, chi ce l’ha con lei e perche’?
“Innanzitutto i mafiosi: usano tutte le armi, non solo la lupara. La Procura di Palermo ha sentito, ad esempio, Martelli ma non ha sentito Vassalli con il quale ho preparato molte leggi antiimafia”.
– Chi altri?
“Ce l’hanno con me certamente tutti i trafficanti di droga, sia in Italia che in America. Andrebbe ricordato che Buscetta passo’ dalla nostra parte quando io ero ministro degli esteri”.
– Ha pensato a una vendetta politica?
“Puo’ essere. Piu’ che vendetta una lotta politica. Certo togliendo noi… il cambiamento e’ stato piu’ facile. Poi non so a chi siano riusciti i progetti e a chi no. Sono indignato. La verita’ dovra’ venire fuori prima o poi”.

L’intervista riproposta a Speciale Tg1   [minuto 28’33”]

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7 thoughts on “Andreotti: intervista sulla mafia

  1. Bellissima intervista che la dice lunga sulla zone di luci ed ombre della vita di questo grande, machiavellico, uomo di Stato ! Difficile poter sapere la verità su questo enigmatico personaggio per 70 anni sulla scena, e che anche dopo da solo Senatore a vita, ha avuto detrattori e appassionati in Italia e nel mondo!

  2. Grazzie Gabbià pe sti giojelli. Da quanno te seguo, quanto ho imparato? Tantissimo,è istesso fa scola.
    “La verita’ dovra’ venire fuori prima o poi”. Speramo de trova quarche verità.

  3. é morto l’ultimo del triumvirato MCA – moro cossiga andreotti. “dalla vita nessuno ne é uscito vivo”. diminum parcat illi

  4. Buona sera Pino e a tutti certo che stare vicino a G Andreotti anche solo per un ‘intervista deve essere stato inquietante per la sua calma. Una calma che secondo me celava nervosismo nel non voler essere disturbato ; forse per questo si pensa a tutti questi misteri. Che per me ha conservato se non fosse per le ripetute cariche e la lunga vita La cosa che mi ha sorpreso di più sapere adesso ovvero in questi giorni dai media è che in realtà sebbene fosse un deputato della DC in realtà è stato sempre considerato un al di sopra delle parti per questo Amministratore solo del potere senza alcun riferimento all’ex governo tecnico Lui proprio come un TECNICO o un CARDINALE quasi un contemporaneo Mazzarino grazie buona serata

      • Buon giorno Pino ma da te non poteva aspettarsi chissà quali accuse o attacchi; non mi sembri una persona che incontra gli altri per demolirli ma per conoscerli e farli conoscere. Penso che abbia fatto bene a non dare mai nella mia vita il voto alla DC perché l’On. G Andreotti docet “La politica è l’arte della menzogna” e detta da lui che è stato un carismatico di quel partito. E poi come si dice “La donna ne sa sempre una più del diavolo” chissà se mi avrebbe dato ragione !? Ciao a tutti e buon lavoro .

  5. “Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce sarebbe bellissimo”.

    (Aldo Moro, lettera alla moglie Eleonora, recapitata il 5 maggio 1978)

    Se ci fosse luce.

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