La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Che c’azzecca Grillo con gli americani?

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Scherza il parlamentare grillino: «Chissà cosa leggeremo su WikiLeaks tra qualche anno…«. Scherza, ma non troppo, perché i Cinquestelle da tempo incuriosiscono gli Stati Uniti. Così tanto da spingere l’ambasciatore Usa David Thorne ad incontrarli ieri a pranzo, faccia a faccia nell’ambasciata americana e in piena crisi di governo. Un modo per prendere le misure all’oggetto non identificato della politica romana e ragionare sulla palude prodotta dal voto del 2013. «Siamo in stallo, ma non è colpa nostra», hanno spiegato i capigruppo Crimi e Lombardi. «Siamo preoccupati dallo stallo», ha replicato la delegazione diplomatica a stelle e strisce. In realtà, si annusano da tempo. Da quando nel 2008 Beppe Grillo – ancora fuori dai radar dei Palazzi – fu considerato degno di attenzione dall’allora ambasciatore Usa Ronald Spogli. Cinque anni dopo, appena consumato il boom elettorale del Movimento, Thorne ha azzardato un vero e proprio endorsement dei grillini: «Voi giovani – ha detto agli studenti di un liceo romano – siete il futuro e potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il M5S, per le riforme e il cambiamento». In effetti, la pattuglia grillina piace. Non lo nasconde al termine dell’incontro il deputato Massimo Baroni, ospite in ambasciata: «Gli Stati Uniti ci guardano con interesse perché siamo un’avanguardia». Colpisce, in particolare, l’agilità con la quale il movimento corre sul web. Rete a parte, è però soprattutto il rebus di governo e l’incognita del Quirinale a far discutere i commensali. Tocca a Crimi chiarire le dinamiche di democrazia diretta del M5S, toccando corde sensibili: «Noi, come voi, usiamo molto la parola “cittadini”». Per poi aggiungere: «La politica in questi anni si è chiusa nel Palazzo. Noi siamo il nuovo, qualcuno ci ha definito un movimento di futurismo ideologico. Vogliamo cambiare la legge elettorale, introdurre le preferenze e il reddito di cittadinanza». Eppure il cambiamento stenta a decollare. Per questo Thorne, avido di risposte, chiede lumi sul perimetro ideologico e politico entro il quale si muovono i grillini. E i capigruppo provano a spiegare: «Noi siamo nuovi. Ma il quadro è bloccato a causa della tripartizione delle forze in campo». Le preoccupazioni, però, restano: «Adesso siamo in una fase diversa – sottolinea un diplomatico americano – il tema di dare un governo all’Italia è centrale. Colleghi di altri paesi, di ambasciate Ue come la Germania, sono molto preoccupati dalla deriva che movimenti come il M5S potrebbero avere».Responsabilità resta la parola chiave, perché la crisi economica incombe e il confine tra rinnovamento del sistema (auspicato) ed emergenza economica (temuta) resta sottile anche per gli Usa. Nel menù dell’incontro – definito di routine, come per Pd, Pdl e Sc – non sono mancati cenni alla questione ambientale e alla sanità pubblica. Mentre, giurano i grillini, non si è discusso del Muos, la stazione radar siciliana bloccata dalla Regione. Si è parlato invece di intellettuali: «Non ne abbiamo d’area, anche perché ultimamente si sono chiusi in un recinto come la classe politica», hanno assicurato. E Dario Fo? «Lui dà voce alla gente comune». Non tutti, nel movimento, hanno gioito per l’appuntamento in ambasciata. Eppure anche un senatore filo Chavez come Bartolomeo Pepe fa sfoggio di realpolitik: «Ormai siamo nelle istituzioni, se c’è un invito si va a parlare». Tommaso Ciriaco (La Repubblica)

12 comments on “Che c’azzecca Grillo con gli americani?

  1. ceglieterrestre
    3 April 2013

    Gabbià che c’azzecca nun lo so! ma me sento istesso ‘na pora disperata che, nun ritrova più la strada de casa.
    :(

  2. Walter
    3 April 2013

    Si, loro sono il nuovo, ma qualcuno glielo spieghi che il pane non esce ancora dalle stampanti e men che meno il latte dall’ I-phone. Qualcuno glielo spieghi che invecchieranno pure loro. E stando al nulla, in merito alla soluzione dei problemi previdenziali del loro programma, non conteranno più niente ad una certa età. Qualcuno glielo spieghi che nel problema Italia, esiste anche l’ istruzione e l’ adeguamento formativo della struttura didattica nel suo insieme. Qualcuno glielo faccia capire che la politica marcia va sostituita ma non va buttata giù con l’ arroganza e la forza di una mandria di buoi, sparando nel mucchio.

  3. Caro Pino se ci siamo ridotti a far parlare l’Ambasciatore degli Stati Uniti con Grimi e compagnia grillini , siamo proprio al fondo!!

  4. Ma ormai non ci salva neanche il padreterno, con la vita che se ne va in tasse. Inutile girarci intorno e chiedere progetti economici a “grillo”.

  5. Se noi fossimo come loro… diremmo “voi come cipro: serve patrimoniale del 15% sui conti correnti tedeschi”
    (solo?)

    http://www.corriere.it/economia/13_aprile_03/indagine-bundesbank-deutsche-bank_51cc20f6-9c90-11e2-aac9-bc82fb60f3c7.shtml

  6. Poi vanno a parlare con Grillo capito… è uscito un nuovo libro di Saviano sulla cocaina e le banche che ne riciclano i proventi (lo speciale su Repubblica). E li chiedono a “grillo” i progetti economici?…
    ma ancora che commentiamo noantri di quaggiù???
    (almeno grillo una parolina l’ha azzeccata, sempre la stessa… l’unica che resta).

  7. certo “loro” lo sanno bene che il pane (e mica solo quello) non esce dalle stampanti e neanche il latte dall’i-phone. Gli dev’essere sfuggito solo che invecchieranno, ma fra guerre e nascite in vitro programmate… hanno già provveduto pure alla “sopravvivenza per la conservazione della specie”.

  8. GiorgiusGam
    5 April 2013

    5 Stelle Bologna nel mirino degli hacker: rese note mail private del periodo delle espulsioni

    …Il forum dei 5 Stelle bolognesi manomesso dai pirati informatici: rese pubbliche le mail che risalgono al periodo dell’espulsione di Giovanni Favia e di Federica Salsi. Denuncia alla Polizia Postale…

    MORE: http://bit.ly/YYbqUZ

  9. senzanord
    7 April 2013

    Il M5S avrebbe potuto sostenere un governo Bersani per fare esclusivamente:
    1-nuova legge elettorale
    2-abolizione rimborsi ai partiti, sotto qualsiasi forma
    3-divieto di eleggibilità alle Camere oltre il secondo mandato ed esclusione dei condannati per reati penali.
    Poi tutti a casa a rifare le elezioni. Forse il Pd non avrebbe accettato tali imposizioni, ma in questo caso se ne sarebbe assunto la responsabilità davanti agli elettori.
    Occasione perduta.

    • pinoscaccia
      7 April 2013

      sono d’accordo
      e forse bersani, con l’acqua alla gola, avrebbe accettato

  10. senzanord
    7 April 2013

    Nessuno scende a patti con nessun altro.Togliere il tappo alla nave e farla affondare, allora, sta bene a tutti, tanto non ci sarà un comandante che affonda con la nave. Ognuno dell’equipaggio avrà la propria scialuppa di salvataggio, con buona pace dei passeggeri, naufraghi e senza salvagente.
    Viva l’Italia degli Schettino!

  11. E a proposito di barche

    riporto qua la “favola” di Pipistro, perchè ancora non è chiaro dove siamo arrivati.

    La barca – volenti o nolenti – doveva riprendere rapidamente il mare. I cannibali erano emersi dalla fitta vegetazione dell’isola e urlando si apprestavano a nutrirsi di noi. Ci guardavamo, eravamo ancora in molti, feriti, angosciati, esausti, sconfitti. Ma eravamo sopravvissuti. Alcuni si organizzarono e cercarono di spingere in acqua l’imbarcazione nonostante il grosso squarcio nella carena e la mancanza di alcuno che sapesse veramente condurla. Urlavano che non c’era più tempo per riparare la falla che era stata provocata per l’imperizia dei marinai che su quell’isola ci avevano fatto arenare, trasformando la precarietà di un viaggio iellato nella quasi certezza di una morte orribile. Sapevamo che sarebbe affondata in breve tempo e poco contava, a quel punto, che quelli che lì ci avevano condotto fossero dei cialtroni incompetenti e che ancora, più arroganti che mai, blaterassero ordini fasulli invece di sparire nel silenzio e nella vergogna. Sull’incapacità e disonestà della ciurma che ci aveva gettato su quell’isola e sulla criminale prosopopea degli ufficiali di bordo, che ancora si pavoneggiavano ridicoli nelle loro uniformi sbrindellate, eravamo tutti d’accordo. Buttarli a mare alla prima occasione sarebbe stato un punto d’onore. La rabbia e la paura montavano nei naufraghi – noi, disperati – chiusi tra il mare in tempesta e la discesa degli antropofagi. Ma se i novelli nocchieri non avessero consentito al nostro sgangherato naviglio di prendere il largo e di seguire una rotta, quand’anche riparato alla meglio, presto avremmo imbarcato acqua. Saremmo stati restituiti alla spiaggia e i selvaggi infoiati ci avrebbero fatto comunque a pezzi. Ci guardavano, i cannibali, e ci vedevano ora affannati, disperati, ora piangenti e vinti. Aspettavano che gli ultimi lamenti e le grida si spegnessero, che i gesti scomposti scemassero nella stanchezza lasciando che anche la paura e il residuo istinto di sopravvivenza si afflosciassero nella rassegnazione. In breve saremmo stati cibo per loro e i nostri resti manipolati e trasformati in merce di scambio per specchietti e perline.

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This entry was posted on 3 April 2013 by in grillismo.

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