I marò stavolta non tornano in India

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“L’Italia ha informato il Governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso”. Lo si legge in una nota della Farnesina. “L’Italia ha sempre ritenuto che la condotta delle Autorità indiane violasse gli obblighi di diritto internazionale gravanti sull’India”, in particolare “il principio dell’immunità dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero”. Lo si legge nella nota della Farnesina con la quale si annuncia che i marò resteranno in Italia. “L’Italia ha ribadito formalmente al governo indiano, con la nota verbale consegnata oggi dall’Ambasciatore Mancini, la propria disponibilità di giungere ad un accordo per una soluzione della controversia, anche attraverso un arbitrato internazionale o una risoluzione giudiziaria”.

Finalmente un atto concreto. Era ora.

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22 thoughts on “I marò stavolta non tornano in India

  1. Nei giorni scorsi, l’Alta corte del Kerala aveva, con un notevole ritardo, avviato le procedure per costituire un tribunale speciale chiamato ad esaminare la questione della competenza giurisdizionale (indiana o italiana) sull’incidente in cui rimasero coinvolti il 15 febbraio 2012 al largo delle coste del Kerala i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. I due fucilieri sono rimasti in India per oltre un anno.

    La Farnesina ricorda inoltre che “all’indomani della sentenza del 18 gennaio 2013 della Corte Suprema indiana l’Italia ha proposto formalmente al governo di New Delhi l’avvio di un dialogo bilaterale per la ricerca di una soluzione diplomatica del caso, come suggerito dalla stessa Corte, là dove richiamava l’ipotesi di una cooperazione tra Stati nella lotta alla pirateria, secondo quanto prevede la citata Convenzione UNCLOS”.

    “Alla luce della mancata risposta dell’India alla richiesta italiana di attivare tali forme di cooperazione, il governo italiano ritiene che sussista una controversia con l’India avente ad oggetto le regole contenute nella predetta convenzione e i principi generali di diritto internazionale applicabili alla vicenda”, prosegue la nota. Di conseguenza, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non ripartiranno per l’India al termine del permesso, “decisione assunta d’intesa con i Ministeri della Difesa e della Giustizia e in coordinamento con la Presidenza del Consiglio dei Ministri’.

  2. E han fatto bene. Si terranno però, gli 800.000 € versati dallo Stato italiano, a garanzia.
    Un anno e anche più. Un anno e anche più senza aver ancora deciso la competenza giurisdizionale dei fatti accaduti. Hanno tirato troppo la corda, peggio per loro.

  3. Peggio per loro? Peggio per noi che abbiamo impiegato un anno e più per affermare la dignità nazionale, per fare quello che qualsiasi paese, anche con una palla sola, avrebbe fatto!

  4. Walter, secondo l’espresso questa volta la Corte suprema si è accontentata di una lettera di intenti. Quindi ci saremmo risparmiati pure gli 800 mila euri. I commenti agli articoli sui giornali indiani non sono lusinghieri ma ognuno dovrebbe guardare a casa sua prima di esprimere giudizi.

    1. Anche l’Unione europea è intervenuta nella questione: il portavoce dell’alto rappresentante della politica estera della Ue, Catherine Ashton, ha auspicato che «si trovi una soluzione nel pieno rispetto della convenzione Onu sul diritto del mare e delle leggi internazionali e nazionali».

  5. Barba, può essere pure che sia tutta una messa in scena, per chiudere una faccenda che non portava a niente di buono per nessuna delle due parti diplomatiche.
    Non sappiamo.
    Ma sappiamo del perché di questo accanimento da parte di alcuni politici indiani nei confronti dell’ Italia. Le elezioni in India però, si sono concluse da diverso tempo, e un anno per stabilire chi è competente per processare due persone è troppo pure per la Repubblica delle banane.

  6. Già, finalmente! Mi ha sorpreso questa presa di posizione, ne sono piacevolmente stupita! Allora, è vero che la crisi aguzza l’ingegno…

  7. Brava Farnesina.
    Non ne so niente dal punto di vista ‘tecnico’, ma in base al diritto internazionale l’India ha già commesso un abuso – punto n. 1 – . Poi c’è sempre uno Stato la cui funzione principale ‘sarebbe’ quella di tutelare e difendere i diritti…. e per finire ho letto altri approfondimenti tecnici su facebook che per non sapere se sono autorizzata a riportarli qui, li riduco intanto a uno solo: “poche settimane prima dell’incidente in circostanze simili una vedetta indiana attacco’ un peschereccio thailandese che supponeva in mano ai pirati. A cannonate. Facendo 15 morti. E non hanno neanche chiesto scusa”.

    Ma la cosa più assurda di tutte è che mancano disegni politici, mancano politiche economiche, e si continua a barattare i diritti umani e individuali per una partita di soldi o uno schieramento ‘nazional-popolare’: la giustizia diventa merce…. sulla pelle delle persone.

    (interessanti quelle cose lette su facebook, da tale G.B., se si possono riportare anche qui…)

  8. La molla che, secondo me, ha fatto scattare la diplomazia italiana è stata l’ammissione, all’interno della sentenza del 18 gennaio, che l’ evento sia accaduto in acque internazionali. Da quel momento, rimandare i militari italiani agli arresti in India non aveva piu’ senso.
    Detto questo, ribadisco la mia convinzione: i nostri militari si attengono a delle ferree regole di ingaggio, e non hanno sparato.

  9. E ora, dopo aver preso impegno formale che i marò sarebbero rientrati al termine dell’ultima licenza, dopo aver detto che, nò, non sarebbero rientrati, ora nuova giravolta e voilà li rispediscono nel paese delle vacche sacre, Politica estera? Si! da “principianti allo sbaraglio”

  10. Sono sconcertato. Patria e Onore, chiedono le Istituzioni a coloro che portano le stellette. Salvo poi vendere i militari in cambio degli accordi commerciali in corso. Uno Stato, Sovrano di se stesso, deve poter affrontare conseguenze anche serie, quando difende dei principi di giustizia. Mi aspetterei le dimissioni del Signor Ministro degli Esteri, e del Signor Ministro della Difesa. Mi vergogno. Non tornero’ piu’ sull’argomento.

  11. I marò tornano in india. Usciamo dalla metafora: stiamo facendo una figura di merda dopo l’altra. Trattati come pezzenti dagli indiani. Era molto più dignitoso allora rispettare i patti. notizia

  12. Quando era scoppiata la bagarre del non rientro ho letto i commenti ad un articolo su India Times. Se andava bene gli italiani venivano descritti come inaffidabili e codardi. A uno di questi post di un signore indiano ho reagito pregandolo di leggere, oltre ai quotidiani, anche qualche libro di storia. Oggi, dopo l’ennesima figuraccia, mi domando se non facevo a tacere.

  13. Poi dovrebbero almeno comunicare “su quali basi” li hanno rispediti là visto che era in acque internazionali. Allora ormai è chiaro che non esistono regole.
    Se la canta e se la suona il potente di turno, che non può certo vantare pretese di civiltà….. e che ritiene di poter fare “politiche economiche” mercificando persone e diritti. La nuova moda del terzo millennio.

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