Tre paroline che… conosceremo

INF 100

Ilvie – Tobin – Tares.
Tre paroline che sanno di folletti, quasi magiche. Invece sono tre nomi maledetti che impareremo tristemente a conoscere quest’anno. Sono le nuove tasse.

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16 thoughts on “Tre paroline che… conosceremo

  1. case all’estero e transazioni? e la tares cos’è? (io già è tanto se sto appresso alle bollette…)
    bene, di queste allora..non me ne frega niente :))

    (il gatto, la volpe e l’albero dei miracoli! non gli si moltiplicano più i denari? tiè :))

  2. si effettivamente però una scelta c’é, basta non pagare tanto il risultato é sempre lo stesso più si paga più rubano quelli che sono al volano delle istituzioni (senza nessuna eccezione) sono una banda di cleptomani fanfaroni così imbecilli da lavorare per conto terzi

  3. Ma che domande fa Lilli Gruber?? (eppure non le manca l’approfondimento sottile)
    Abbiamo capito la soddisfazione per il fallimento del B. ma alla lucidità ci tengo io: Monti sta dicendo che vede populismi e interessi “nell’immediato” e di categoria, anzichè guardare avanti (?! ah la famosa luce d’immenso in fondo al tunnel sì), e poi “anzichè pensare ai giovani” (i giovani stanno con gli slogan del ’68 francese…contro questo governo, informatelo), e infine, magnifico: “non si può distruggere ciò che il paese finora ha costruito”
    ???????????????????????????????????????????????????

  4. Comunque non posso negare che gli unici che si oppongono a questa nuova dittatura sono Grillo e i leghisti. Tutti gli altri? tolti quelli che portano la loro croce in silenzio… tutti gli altri sono troppo impegnati nell’ideologia vendicativa dei disastri precedenti.
    Se ne accorgeranno… dove andremo a finire, ma soprattutto, tutti gli altri, non rompessero i cosiddetti sia con la guerra tra poveri sia nell’approfittamento all’incontrario e relative pretese di beni di consumo: andassero a chiederli a Monti i soldi, no?

  5. Spiego perchè questo non è nemmeno uno “stato di polizia” – come dice l’articolo che segue – ma proprio più simile a una dittatura: per il semplicissimo motivo che i reati, di qualsiasi genere, vanno PROVATI…..servono le prove. Oltre a tutti i logicissimi ragionamenti presenti nell’articolo, ma troppo sottili per i carrarmati fiscali, per me ne emerge intanto uno, il principale: “siccome non posso provare che hai evaso, tu hai evaso”.
    Alias, capite bene: “siccome non posso provare che sei colpevole, tu sei colpevole”.

    ….i princìpi “etici” fino alla reductio ad absurdum della pratica (mi piacciono gli eufemismi…)

    http://www.corriere.it/economia/13_gennaio_08/tasse-contribuenti-onesti_8779982e-595a-11e2-bf1c-a7535a9f5f63.shtml

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