La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Il destino non esiste: dipende da noi

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Tanto tempo fa, ho partecipato a una serata buddhista. E ho imparato il principio fondamentale della loro filosofia. In sostanza, i buddhisti sostengono che non esiste il fato, ma che ognuno di noi è protagonista del suo destino: credo che fondamentalmente abbiano ragione. Siccome il web è terreno fertile per gli equivoci, spiego. Se sono tollerante, cioè se il mio approccio è di tolleranza, non potrò che riceverne altrettanta. Se sono aggressivo, non posso che ricevere in cambio aggressività. La generosità può provocare lo stesso spirito, così come l’avarizia. Se sono violento intorno a me non potrò che trovare violenza. Lo stesso vale generalmente per tutti gli altri comportamenti. Insomma, siamo noi e soltanto noi che indichiamo la via del rapporto, quindi del destino. Ecco perché continuo ad essere un profondo sostenitore del sorriso. La chiave di un mondo migliore.

27 comments on “Il destino non esiste: dipende da noi

  1. irisilvi
    1 January 2013

    In linea di massima e di principio posso essere pure d’accordo con questa analisi. In fondo si, siamo noi che determiniamo i nostri rapporti , spesso veicolati dagli equivoci , dalle sottili cattiverie e dalla inconsistenza delle variegate esistenze.

    • pinoscaccia
      1 January 2013

      Giusto. Talvolta però dovremmo riflettere su quello che noi veicoliamo.

      • irisilvi
        1 January 2013

        La riflessione è un cammino lastricato di spine … Tutti noi lo auspichiamo ma pochi lo mettono in pratica.

  2. sissi
    1 January 2013

    …che non costa nulla ma dona tanto! (il sorriso) :))

    Io l’avevo trovato affascinante tutto questo, all’inizio, poi pensandoci bene fa paura…però, ecco perchè tanta gente rifiuta l’idea della reincarnazione. Sarebbe più comodo pensare che tutto finirà in un grande Pensiero… e nello stesso tempo è liberatorio anche pensare che tutto dipende da noi (epperò faticoso pure).
    Perchè l’idea fondamentale è quella della reincarnazione, altrimenti di solito non si vedono davvero queste famose “cause” che generano effetti indesiderati (e il karma è comunque complicatissimo), ma viene da lontano..da vite precedenti.
    Anch’io lo penso.

    • lorena
      1 January 2013

      La mia vita è stata complicata , non vorrei pensare ad un’altra vita , mi sembra già tanta questa che cerco di vivere al meglio

      • sissi
        1 January 2013

        ;)) infatti, proprio questo. Siccome abbiamo capito tutti che l’inferno è qua… l’idea di ritornarci non so quante altre volte non che garba proprio a tutti. (me compresa).
        Nel contempo lo trovo liberatorio…sapere che dipende tutto unicamente da noi. – per quanto, insisto che il karma è complicatissimo, non esistono facili e riduttive regolette (ora quasi quasi riattacco con Steiner… ;)) no è serio il discorso, davvero).

  3. marisamoles
    1 January 2013

    Reblogged this on Marisa Moles's Weblog and commented:
    Il ragionamento non fa una piega. Una buona riflessione d’inizio anno.
    Grazie, Pino!

  4. lorena
    1 January 2013

    non vorrei trarne un equivoco si dice che ” il sorriso abbonda sulla bocca degli stolti ” pure io sono una sotenitrice del sorriso, ma da solo è un po’ poco per essere “la chiave di un mondo migliore ” se il sorriso non è accompagnato da disponibilità, comprensione, accoglienza , generosità , coerenza , onestà, amore .Leggendo il tuo post capisco che pensiamo le stesse cose abbiamo piu’ o meno lo stesso approccio alla vita.
    Noi abbiamo comunque una vita da spenderci molto ne siamo artefici , ma altrettante la cusaulità , puo’ cambiarne il corso , credo che il fato esista , se non vogliamo chiamarlo il fato diciamo meglio che non sempre siamo gli artefici di quello che ci succede , certe tragedie , si fissano nella nostra carne ,cambiandone il corso . malattie improvvise , perdita del lavoro, figlio malato , disabilità , violenze subite ecc . ecc.
    Si, possiamo continuare a ridere ed è importante farlo , molte volte il peso è talmente gravoso che non sempre ci si riesce .

  5. Rosaria
    1 January 2013

    Buona sera P. Ho frequentato per più di una sera a differenza tua i buddisti Una piccola comunità italiana per qualche anno. C’è qualcuno che ha citato NAM-MYOHO-RENGE-KYO : Sutra del loto definizione corretta. Seguendo il percorso sino all’ adesione di conversione passo non compiuto da me per un qualcosa di più profondo, già, presente in me e motivi privati molti forti; e non per pregiudizi verso di loro. Spesso sono tacciate come sette e quindi viste di cattivo occhio queste stesse persone. Senza scendere nei dettagli su un gruppo di amici che tali ritengo, anche non frequentandoli da tempo, e i loro motivi verso questa scelta ( per discrezione essendo fatti propri) per me è stata una bella esperienza. Non è facile affrontare queste religioni in occidente devi viverle direttamente sebbene l’esperienza è sempre filtrata dagli altri partecipanti. Come per tutte le religioni ci sono regole e una disciplina da rispettare come anche per la nostra religione cattolica cristiana. Condivido le opinioni di qualche persona che ha commentato su fb l’argomento. La preghiera continua , come per la religione cristiana dovrebbe portare al cambiamento, non solo l’azione smuovendo prima in te e poi per effetto l’ambiente. Solo che noi preghiamo i santi o il Dio Cristiano; nel buddismo una forza che potremmo definire “panica” per rendere l’idea da occidentale. Il motivo della non scelta da parte mia è anche stata dettata dal riferimento adottato verso Ghandi, come simbolo della pace. Infondo ha conosciuto la religione cristiana fortissimi sono stati i suoi rapporti con Maria Teresa di Calcutta ed è documentata la loro reciproca stima. Difatti molti di questi buddisti che hanno ricevuto una educazione cattolica ma non praticanti battezzano i loro figli. spesso questa comunità aveva tra i principale riferimenti e che nella mia realtà razionale non convince in tutto sia per il concetto di pedagogismo da lui predicato e i rapporti con al comunità islamica altra religione che ha voluto giustamente conoscere per coglierne le differenze Chi più di te come reporter e inviato ha girato il mondo e conosciuto quel mondo Per dire che potresti farci lezioni in tal senso Ma in questi giorni in India per quello che stanno vivendo i riscontri negativi dei rapporti tra le comunità e la bestialità del non rispetto è forte forse. È stato forse un errore scusandomi per l’ingenuità con la quale utilizzo questo termine, parola spigolosa se utilizzata per una personalità definita a livello mondiale saggia e alla quale è stata conferito un Nobel .

  6. pinoscaccia
    1 January 2013

    Ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio ma solo dodici per sorridere!!

    • sissi
      2 January 2013

      ahahhhh :)))

      (comunque non sono buddista, sono dei bellissimi scritti…ma continuo a ritenerli adatti per l’umanità di quei tempi, un’umanità ancora molto inserita nei mondi spirituali…per cui tutta la realtà circostante è maya, illusione…e che doveva ancora compiere tutto il processo d’incarnazione che è avvenuto poi, con la nascita dell’Io. Tant’è che il Buddismo è ascetico: tuttora invita a concepire la materia come un’illusione, un qualcosa da cui distaccarsi… per giungere al nirvana, e far sì che non sia più necessario incarnarsi. Invece nel frattempo è sorto l’Io. L’umanità è completamente scesa sulla terra, completamente incarnata e razionalizzata, ormai quasi del tutto distaccata dai mondi spirituali. E la direzione, adesso, non è quella di “distaccarsi” dalla materia, ma di compenetrarla fino in fondo…per spiritualizzarla di nuovo. Lotta (nel senso nella vita) e Coscienza, non astrazione… questo è quello che mi differenzia dal buddismo. In fondo la Chiesa è buddista e non lo sa. Anche la religione cattolica astrae dalla vita terrena in vista di una ricompensa in paradiso… così come tanti buddisti che si credono diversi dai cattolici, sono identici nel porre azioni positive per la legge del Karma-causa-effetto come una polizza assicurativa sul proprio destino futuro. Ovviamente, per me..non ci siamo proprio).
      Scusate la lunghezza.

      • sissi
        2 January 2013

        cioè ci credo anch’io alle legge di causa ed effetto, ma intendevo dire che quando il discorso s’impoverisce al punto che si prega o si recita per un proprio tornaconto personale..ridotto in questi termini non trovo quelle risposte serie e profonde di cui invece ho bisogno. E invece per me è più importante l’individualità (l’io) che evolve, tenendo conto della legge di causa ed effetto (che poi è l’unica vera legge morale che c’è…), e soprattutto allargando la Coscienza….che così si è in grado di Scegliere, costruendo anche tutto il futuro successivo – in questa vita e nelle prossime. Vabbè insomma è un casino è complicato così..buonanotte a tutti!

    • Marco Alici
      2 January 2013

      Non so se sia vero, ma mi va benissimo! :)

  7. Monique
    2 January 2013

    Letto in chiave di rapporti umani, o anche di occasioni magari professionali sono d’accordo, ma in assoluto non potrei esprimermi con granitica certezza. Credo ci siano meccanismi ed eventi che comunque sfuggano al nostro totale controllo.
    Buon anno!

  8. Penso ,infatti, che un sorriso riesca ad aprire spesso porte che con malagrazia resterebbero altrimenti chiuse!

  9. sissi
    3 January 2013

    Comunque mi dispiace ma non è affatto come dici, perlomeno messa in questi termini, per mille motivi che non so nemmeno se riesco ad elencarli tutti. Si crea confusione, equivoci, e rischia pure di diventare offensivo per chi soffre, quasi a fargliene una “colpa”.
    Persone aggredite da perfetti estranei, cos’è, non hanno sorriso nel modo giusto?
    Donne aggredite e uccise “se la sono cercata” perchè troppo nervose?
    E al vaglio e al giudizio “di chi” e di quali canoni dobbiamo passare per usufruire del sacrosanto diritto di vivere come cavolo ci pare dal momento che non pretendiamo niente da nessuno tranne il diritto di essere lasciati in pace? (più che filosofia, così, ci si avvicina a un certo periodo italico… e vi ci porto con la logica a capirlo che è tutto sballato, nient’altro che con la logica, con degli esempi concreti e oggettivi).

    Inoltre, è come minimo semplicistico dire che basta sorridere per ricevere altrettanto: ma sapessi quanti sorrisi ho fatto io per ritrovarmi invece di fronte persone arroganti che sarebbero state da appiccicare al muro! Viceversa, quante volte ho assunto atteggiamenti per cui avrebbero dovuto mandarmi a quel paese nel giro di un secondo, e invece sono stati evidentemente più gentili di me.
    E per non parlare della ‘meccanicità’ insita nel ragionamento – se sorridi-sorrido; se sei aggressivo-sono aggressiva…ma mica siamo marionette eh, l’istinto si auto-educa… senza necessariamente livellarsi nel peggio che si riceve – ma, peggio ancora, dell’eventuale giustificazione che potrebbero trovarci alcuni nella vendetta…nell’attuare la legge del taglione definendola altresì di “causa-effetto” ! – sai coi trogloditi è impossibile ragionare, specie quando non si capisce se ci sono o se ci fanno.

    Dunque mi ha sempre fatto una certa tenerezza…l’ingenuità di quella fede cieca nella cosiddetta “forza di volontà” (! – e perchè non altrettanto nella bacchetta magica?…).
    Ma davvero c’è chi ancora pensa che basti soltanto “la forza di volontà” per ottenere ciò che si desidera? Uhh..siamo onnipotenti e non lo sapevo! e se “dipendesse tutto da noi”… – perlomeno secondo il delirio di onnipotenza di taluni – non gli sfiora l’idea che staremmo tutti in barca in costa azzurra anzichè, che so, in miniera? O pensano che la grande maggioranza della gente sia masochista, che preferisca rinchiudersi in fabbrica piuttosto che in una villa di Bel Air? e in nigeria a farsi massacrare piuttosto che in un salotto newyorkese?!
    ah già dimenticavo… “basta volerlo”…. ahahahah.! :))) ma come siamo masochisti…. :))))

    Comunque in tutto ciò neanch’io credo all’elargizione divina…ma ci sono proprio cresciuta con l’insegnamento che il fato non esiste e il nostro destino lo costruiamo noi. Ora qualcuno immancabilmente penserà che dico tutto e il contrario di tutto, ma invece è proprio perchè c’è una logica, e su fondamenta serie, che la penso così. Ma che non sono quelle di cui sopra. (solo che qua diventa troppo lungo e rimando a secondo post – chi ne avrà voglia mi legga e chi non ne ha no).

  10. sissi
    3 January 2013

    Dimenticavo una domanda: prego di comunicarmi esattamente quali muscoli facciali devo muovere per sorridere nel modo giusto e non urtare la suscettibilità di taluni – persone non proprio evolute… ma questo naturalmente è un dettaglio ;)) – e non rischiare altresì un calcio in bocca. Ci facciano un manuale, please :)))

    Vabbè, seriamente…poi continuo.

  11. ceglieterrestre
    3 January 2013

    Gabbià pe sorride me so venute puro le créspe de lato a la bocca ma li vicini so listesso violenti. Me sa che quarcosa nun quadra a sta filòfosia.
    ;)

  12. sissi
    3 January 2013

    Oddio non mi va più…io non posso prendere impegni tanto non ne rispetto mezzo (neanche qua). Ma casomai aspettaste una risposta comunque il discorso è semplice: siamo gli artefici del nostro destino, e cioè dipende da noi..ma vista nell’arco di più vite! non solo di questa.
    Esempio: a uno che desideri far l’attore ma che vive in Africa, non gli si può andare a dire “dipende da te”….perchè magari ha tutte le qualità per farlo ma gli mancano le circostanze esterne no. E’ come quando si costruisce una casa (altro esempio): all’inizio le possibilità sono tutte aperte e c’è libertà a 360 gradi; poi, mano mano che si costruisce..si riducono (le possibilità) perchè nel frattempo sono state fatte delle scelte, tipo quella di costruirla al piano terra o un attico al dodicesimo piano.
    Una volta finita, è quella, non la posso più cambiare, perlomeno nei suoi elementi base. Posso fare altre scelte, tipo scegliere se abitarla o affittarla, di farne una comune hippy o viverci da sola, in coppia o in tre, oppure non abitarla per niente, ma se l’ho costruita al piano terra non posso più pretendere che sia un attico, e viceversa. Uguale con la nostra vita, e di vita in vita…sottolineato. In più, ci prendiamo pure le conseguenze delle nostre libere azioni (libero arbitrio giornaliero) che diventano karma successivo.
    Quando si vedono in atto delle degenerazioni dell’io…non è che ci si arriva in una vita sola (e tantomeno in un quarto d’ora) ma di vita in vita sempre… si è fatto un percorso a regredire anzichè evolvere.
    Così, spiegato.
    In questo senso… il nostro destino lo facciamo noi.

  13. sissi
    9 January 2013

    Devo aggiungere una cosa importante, visto già il semplicismo con cui l’ho spiegato… soprattutto per evitare in ogni modo che la cosa assuma carattere “punitivo” o di “colpa”…mentre invece qui si parla di responsabilità.
    Dunque sottolineato: non si può (non si deve) giudicare o biasimare nessuno… intanto perchè ci riguarda tutti (la questione) e comunque perchè molto spesso una vita difficile, tormentata o caratterizzata da malattie importanti è una scelta individuale. Cioè non bisogna mai fare associazionismi facili e terra-terra in relazione alla legge di “causa-effetto”… facendola equivalere automaticamente a chissà quali azioni. La legge (morale) è quella…. ad ogni causa corrisponde fuori di dubbio l’effetto…. e quindi torna ciò che facciamo (responsabilità individuale), ma a parte, come già detto, che ci riguarda tutti… ma spesso sono invece libere scelte che il nostro “io superiore” (è Steiner, NON occultismi oscuri eh) si è dato, prima di nascere, perchè sa che gli porteranno un grandissimo avanzamento a livello interiore-spirituale.
    Insomma ripeterò all’infinito che il karma è difficilissimo da capire, sottolineato, quindi voglio evitare assolutamente regolette e colpevolismi e punizionismi di tutti i generi!
    (evito battutine facili..in merito capito a cosa, che già leggo ci sono cause in corso, ma insomma diciamo che per quelli c’è chi ci ha pensato già :))

  14. sissi
    20 January 2013

    Devo continuare (tanto ancora per stasera non ho di meglio da fare) e poi mi ha sempre divertito passare per pazza: è l’unica forma di ribellione senza violenza che io conosca per andare contro il piattume delle cosiddette persone ‘normali’…quelle che mi hanno sempre fatto venire l’orticaria. – e che più sono normali più hanno da insegnare…. coi loro proseliti da chiesetta.
    Due cose mi sono rimaste impresse di qua dentro, comincio da qua: una, non mi ricordo il nome, che una volta parlando “in generale”…disse a proposito di non ricordo cosa e chi “sembra che gli siano stati per lo più inculcati certi princìpi”. E poi Francesco (sicuramente molto più libero di me) che reputava migliore la vita delle persone “normali” piuttosto che delle dive che poi di solito fanno una brutta fine. Beh, la prima ci ha preso: mi sono stati inculcati, veramente, certi princìpi, dei quali, ormai ne ho la certezza, non me ne frega assolutamente niente.
    E’ una liberazione dirlo: NON ME NE FREGA ASSOLUTAMENTE NIENTE!
    E’ stata una bella scoperta, per un po’, come tutte le novità…. in assoluto, come tutte le curiosità…da soddisfare, come tutte le voluttà…da appagare, ma a dirla sinceramente tutta, per ciò che concerne un reale interesse: nothing. zero, nada.
    Devo proprio dirla tutta? il marxismo materialista e idealista mi appartiene di più, tira fuori il mio lato rivoluzionario e libertario, idealista e soprattutto “di testa”, che, materialista come dannatamente sono, mi appartiene inevitabilmente. Se non fosse che poi non c’è LIBERTA’….. come in tutti gli schemi, e allora la mia anima si richiude e si riallontana, in particolare dalle rabbie e le invidie e le lotte di classe e di malcelato desiderio di potere. E poi i decandentismi di Baudelaire e Rimbaud: hanno il sopravvento su qualsiasi voluttà/scoperta…che al dunque è sempre solo pesante (altro che liberatoria), tanto sempre qua stiamo, e più di tanto non ci è dato (per quanto “dipenda da noi”….) ogni piccolo passetto sempre troppo piccolo sempre troppo breve sempre troppo NOIOSO PESANTE RIBUTTANTE e soprattutto INSOFFERENTE.
    Francesco invece, con “la brutta fine delle dive” mi ha fatto sorridere: la brutta fine la facciamo tutti… e in particolare può essere perfino meglio che una vita idiotamente inutile. Le vite dei “corsi”….. le vedo quelle che vengono da me, una massa di semplici che dopo il lavoro vanno al corso di tango….o in palestra a far la ginnastica: orticaria orticaria orticaria.
    che differenza c’è, di grazia, tra il trascorrere una serata a un tavolo riservato o un bancone di un bar? la “selezione”, nient’altro che una ‘selezione’…in quest’ultima ipotesi, un lungo attimo di seduzione.
    O quelle dei viaggi organizzati con le amiche? varicella: le brave ragazze della porta accanto, casa e parrocchia (fortunatamente queste non mi capitano mai, allora un destino veramente esiste….uno di quei pochi casi in cui davvero credo lo facciamo noi – il destino . ).

    Dove sono le feste
    Che ci avevano promesso
    Dov’è il vino Novello…
    (sulla vite morente)

    …liberami dalle ragioni per cui
    preferiresti piangere, preferiresti volare.

    Jim Morrison

    (l’unico che ha saputo starci a questo mondo…andandosene per tempo).
    Il karma…spero lo faccia qualcun’altro: è troppo per “Sissi” :))

    Bye, Torre.

  15. irisilvi
    20 January 2013

    Bye, Principessa. Se ne avessi voglia, ormai se n’è andata pure quella, persa alla ricerca di ” corsi inesistenti” quante cose potrei raccontare. Sai una cosa? Non me ne frega più nulla , pure a me. Cerco solo di farmene una ragione.

    • sissi
      20 January 2013

      :) svegliata ora…. ancora qua. Grazie per aver ‘raccolto’ i miei sproloqui notturnini…:) che poi altro non erano che una contrapposizione furibonda e testarda tra “modi di essere”: già mi manca la vecchia ‘follia’… a me, già è tanto che sopporto sto piattume che dura ormai da qualche anno, troppo, ci mancano solo le persone “serie” e i loro altarini di sentieri di buona volontà e corsi di lingue o di pittura su ceramica perchè “devi maturare”! per me lo fanno apposta, io ormai ho capito che dev’essere una specie di presa in giro…nei confronti, appunto, di un certo (del mio) modo di essere. Ma lo fanno senza ironia, con quel “giudizio” giudicante di fondo che non solo è estremamente stupido e niente illuminato ma addirittura ordinariamente biasimante….verso tutte le mie “pretese”, anche queste EVOLUTIVE allora, rispetto al loro “piano terra” (e proprio terra-terra……..eh).
      Sai guardavo il sito di un albergo a 5 stelle ieri, e mi ero fissata che volevo andare là come circolo-palestra (odio lo Sport, e tutti gli impianti olimpionici sportivi dove tutto sa di cloro e varechina e muscoli e bicipiti), e invece lì c’è una piscina all’aperto da mille e una notte… poi giacchè c’ero mi sono soffermata sulle suite… anche quelle con piscina panoramica e candele accese… e allora ho ripensato al karma ;)) (è inutile, l’eccessiva serietà non fa al caso mio); poi una mia amica mi ha detto che lì ci vanno tutte escort ecc, ma meglio dei desideri “reconditi” delle ‘brave ragazze’ sportive tanto “disciplinate”! ;))) e compagnia ‘bella’.

      Ma invece volevo dirti…racconta! di te mi fido :)) e poi mi piace troppo sentire pezzi di vita….di interiorità ‘vissuta’. E poi…cerchiamo di NON farcene una ragione… della bella follia che a un certo punto svanisce e se ne va chissà dove. Anche se, come sostiene Oscar Wilde, per ritornare giovani basta ripeterne le follie…. io non sopporto invece le “ripetizioni”, l’appiattimento dell’appiattimento in assoluto.
      anime in pena insomma :)

      (sto dicendo un mucchio di cazzate, ne sono consapevole, ma questo è il risultato…infatti, anche di questo sono consapevole: stessi in vacanza al sole di miami non avrei di queste elucubrazioni… “ogni tanto”).

  16. sissi
    20 January 2013

    Comunque seriamente, non è che mi sono state “inculcate”…certe cose, sarebbe una mancanza di rispetto e di riconoscenza verso chi, invece, mi ha salvato la vita: le ho seguite per mia scelta, perchè le ho “sentite” evidentemente, anche se la mia ‘natura’ ogni tanto…. ritorna quella della nota insofferenza.
    Allora seriamente, una dedica di nuovo “in tema”, scusandomi per tutta la divagazione…fuori tema. :)

    Per la serie “tutto comincia dai pensieri”…..

    “Abbi cura dei tuoi Pensieri perché essi diventano Parole.

    Abbi cura delle tue Parole, perché esse diventano Azioni.

    Abbi cura delle tue Azioni perché esse diventano Abitudini.

    Abbi cura delle tue Abitudini perché esse formano il tuo carattere.

    Abbi cura del tuo Carattere perché esso formerà il tuo Destino

    Il Dalai Lama.

    (e io ci credo. lo sento come…Vero – oltre che una gran fatica ;)
    e su questo serissimo augurio…di nuovo bye bye.

  17. irisilvi
    20 January 2013

    Vorrei morire ucciso dagli agi. Vorrei che di me si dicesse: ” Come è morto? Gli è scoppiato il portafogli” Grande Marcello Marchesi

  18. sissi
    20 January 2013

    Struggente…poesia allo stato puro… che MERAVIGLIA di dedica grazieeee!!! :))))
    GRANDI tutti, dal tenerissimo Troisi al Sentimento di Pino Daniele….
    (ecco quando la vita ha un Senso. e poi diciamolo: il loro il più bel lavoro del mondo :)

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