La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Sono cinque gli italiani sequestrati nel mondo

f134d7bdf3b407925fd0c4ca1a619a6f--330x185Tante polemiche sul ruolo dei marò in India. La realtà è che le navi italiane, senza scorta, sono di nuovo preda dei pirati. Cerchiamo di non dimenticarlo.

Tre marinai italiani, tra cui il comandante della nave, sono stati sequestrati il 23 dicembre dai pirati al largo dello stato petrolifero di Bayelsa, sud della Nigeria, in una zona in cui i rapimenti di navi ed equipaggi sono molto frequenti. La notizia, confermata dalla Farnesina, è stata diffusa dall’International Maritime Bureau (Imb) che ha precisato che non ci sono feriti. Con i tre italiani, è stato sequestrato anche un altro membro dell’equipaggio, ucraino. La nave su cui viaggiavano – Mv Asso Ventuno dell’armatore Augusta Offshore, con sede a Napoli – è stata rilasciata ed è approdata in un luogo sicuro. L’assalto da un commando formato da sette persone armate a bordo di un mezzo veloce. Tra i rapiti c’è il comandante della nave: si tratta di Emiliano Astarita, 37 anni originario di Piano di Sorrento (Napoli). Gli altri due italiani sequestrati sono Salvatore Mastellone, 39 anni, di S. Agnello (Napoli), primo ufficiale, e Giuseppe d’ Alessio, 32, di Pompei (Napoli), secondo ufficiale motorista. segue

33e1fcdb23f460979f3646061c2f7c11--U1010349731351JSE-120x130--330x185Con il sequestro di tre marinai italiani da parte di pirati al largo della Nigeria, salgono a cinque i connazionali nelle mani dei rapitori nel mondo. Oltre all’equipaggio della Mv Asso Ventuno, gli altri due italiani sono l’ingegnere Mario Belluomo (63 anni, catanese), rapito in Siria lo scorso 17 dicembre tra Homs e Tartus assieme a due colleghi russi, e il cooperante Giovanni Lo Porto (38, palermitano), finito lo scorso 19 gennaio nelle mani di un gruppo talebano pakistano. I rapitori dell’ingegnere Belluomo, detenuto con i suoi due colleghi russi Viktor Gorelov e Abdel Sattar Khassun hanno chiesto pochi giorni fa il pagamento di un riscatto di 530.000 euro in cambio della loro liberazione alla Hmisho, l’acciaieria privata siriana per la quale i tre lavorano.  Nelle mani dei sequestratori e ancora non liberato, c’è anche Giovanni Lo Porto, 38 anni, di Palermo. Il cooperante è stato rapito insieme ad un collega tedesco a Multan nella parte pakistana del Punjab, facendo entrare per la prima volta il Pakistan nella lista dei Paesi pericolosi per i sequestri. Si è laureato alla London Metropolitan University e alla Thames Valley University. Ha lavorato come «project manager» con il Gruppo Volontario Civile, con Cesvi Fondazione Onslus, Coopi-Cooperazione Internazionale. Quindi è passato a collaborare con l’Ong tedesca «Welthehungerhilfe» (Aiuto alla fame nel mondo) creata nel 1962 sotto la protezione e il sostegno della Fao. Era arrivato in Pakistan nell’ottobre scorso per partecipare alla costruzione di alloggi di emergenza nel sud del Punjab.

10 comments on “Sono cinque gli italiani sequestrati nel mondo

  1. sissi
    26 December 2012

    Ma che c’entra? non colgo il nesso tra le due vicende.
    Siccome si va a schieramenti di solito nella vita, posso anche capire come “le parti” pretendano che si stia o completamente “con” (prendendosi anche tutti gli annessi e connessi e derivati, cioè) o completamente “contro” (e quindi, in questo caso, se ne sbattono degli eventuali riconoscimenti-complimenti altrui per azioni di valore).
    Io che invece sono capace solo di valutazioni individuali, e basate sulle singole azioni valutandole secondo i fatti, di valore o di non-valore, come sempre non trovo punto d’incontro, in questi termini.

    • sissi
      26 December 2012

      …specificando comunque, che il caso in questione dei due marò lo ritengo un incidente (o non esisterebbero quelli che vengono chiamati “incidenti”) visto che non gliene viene certamente nulla..dalla morte di due innocui pescatori.
      (con tutto rispetto, come già detto, ai due poveri pescatori).

  2. Secessionista
    26 December 2012

    Hai fatto bene a parlarne. Altrimenti sapremmo soltanto dei due marinai arrestati in India (e nessuno sarebbe informato del fatto che ora le navi italiane viaggiano senza scorta). Al di là della verità dei fatti (ancora da stabilire), l’incidente indiano ha avuto il deprecabile effetto di far tornare appetibili i rapimenti di nostri connazionali.

  3. sissi
    26 December 2012

    Ma perchè, non ho capito..c’erano solo loro? ora non ci sono più scorte italiane?!

    • pinoscaccia
      26 December 2012

      L’ultima nave assaltata dai pirati era senza scorta.

      • sissi
        26 December 2012

        Certo non è che l’epoca brilli per quel chiamato il famoso ‘equilibrio’…

  4. senzanord
    27 December 2012

    Forse per certi paesi affacciati sull’oceano indiano, la presenza di militari sui mercantili in transito rappresenta comunque una violazione della loro sovranità. il limite internazionale delle 12 miglia nautiche è una convenzione, non da tutti riconosciuta. Forse la pirateria, nei paesi sottosviluppati, rappresenta comunque una risorsa economica,ecco perchè, secondo me, l’impegno dello Stato nel fornire uomini e mezzi a tutela del nostro traffico mercantile non è casuale, ma purtroppo l’importanza si è evidenziata nella sua assenza, e la vicenda dei militari trattenuti in India ha il suo peso.
    Se è vero che per il nostro Governo l’iter giudiziario indiano è illeggittimo perchè incompetene territorialmente, avendo affermato che devono essere giudicati nel paese di appartenenza, oggi, un Tribunale italiano dovrebbe vietare loro l’espatrio, tranttenerli e processarli, senza pregiudizio alcuno. Permettere il loro ritorno in India significa accettare definitivamente la competenza dell’India nella vicenda, e accettare il verdetto che ne seguirà, anche se fosse di colpevolezza.
    Ritengo che il servizio di scorta, in quelle acque, sia importante, come lo è la tutela politica dello stesso servizio.
    Le due cose sono assolutamente legate.

  5. undicinque (@undicinque)
    5 January 2013

    Sui due “eroi” appena rientrati in India (e per questo glorificati dalla totalità della stampa italiota) segnalo questo articolo.
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=10639

  6. sissi
    6 January 2013

    Lo dico sinceramente, io non ci ho capito niente di tutta la vicenda ma di una cosa sono certa, anzi due: l’india non è certo nella posizione di potersi permettere un processo a due militari italiani – farebbe meglio a occuparsi della sua inciviltà e di altri silenzi imbarazzanti – e, non ultimo, io non li avrei mai fatti ritornare là ma li avrei difesi e tutelati, e lasciato anche i soldi della compravendita…. come elemosina.

    (un’altra cosa ho capito: la vicenda del cermis è successa IN italia, la loro in acque internazionali).

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This entry was posted on 26 December 2012 by in sequestri.

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2016: morti 105 reporter.
[341 in prigione]

Un fiocco giallo per padre Paolo Dall'Oglio e Sergio Zanotti, rapiti in Siria.

Aspettando i 984 anni che mancano al 3000


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