La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Il mondo che vorrei è quello di una gabbianella

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Mi chiamo Felicita. Il nome me lo ha messo il mio amico Lupino che vado a trovare spesso a Scilla. Mi poso sul suo balcone, trovo sempre qualcosa da mangiare, come se lui mi aspettasse. In realtà sono una gabbianella. Chissà come ha scoperto che sono un gabbiano femmina, con i maschi non abbiamo grandi differenze, siamo gabbiani e basta. E’ confortante arrivare da lui quando il mare è grosso ed esalta gli scogli, è bello riposarsi per tipi come noi abituati a volare contro i venti. Ma ci riposiamo poco: diciamo di amare la quiete marina ma in realtà, per dirla con il poeta, il nostro destino è di vivere balenando in burrasca.

In fondo non è una brutta vita quella del gabbiano. Si sorvola il mondo, lo sfioriamo appena per acciuffare il cibo ma stiamo sempre in alto, sopra tutti. Lassù, sapete, non ci sono differenze. Non si distinguono i colori della gente, voi umani per noi gabbiani avete la stessa pelle. Che colore? Inventatevelo voi che avete sempre il problema di distinguervi, di notare le differenze. Per noi è semplicemente il colore della pelle, è tutto uguale come tutto il sangue è rosso. Per uno strano miracolo che solo a noi gabbiani può riuscire notiamo le differenze solo negli occhi. Eh sì, gli occhi non sono tutti uguali. Ci sono occhi neri come la notte, blu come il mare, verdi come l’erba, gialli come il fieno.

Una volta, volando da gabbiano di frontiera sopra una terra insanguinata dalla guerra, ho notato una bambina che aveva gli occhi color miele selvatico. Correva, stranamente felice, nonostante le bombe. Aveva una sola cosa più bella degli occhi, anzi due. Il sorriso. E la voglia di libertà.  [Pino Scaccia]

14 comments on “Il mondo che vorrei è quello di una gabbianella

  1. marisamoles
    21 December 2012

    E’ un racconto dolcissimo. Grazie, Pino. Se non ci sentiamo, ti auguro di cuore buone feste.

    Un abbraccio.

  2. madamepina
    21 December 2012

    però un bel privilegio volare sopra a tutti.
    Invece che confrontarsi, condividere, combattere, inerpicarsi in questo caos e cercare di rimetterlo a posto. Anch’ io vorrei guardare solo gli occhi:: sono lo specchio dell’animo. promuovere sorrisi, ripristinare la gentilezza, vivere la semplicità. insomma far raggiungere a tutti la felicità. Ma quanto è difficile.

    • aurelianoflavio2
      21 December 2012

      bè, la serenità è già un bel traguardo!

    • Rosaria
      21 December 2012

      :)

  3. RENZA MARTINI
    21 December 2012

    ..un altro scorcio poetico di Pino,
    un altro “frammento di cuore”….
    una tavolozza di “colori della vita”….

  4. Maria Carrozzo
    21 December 2012

    Quando la realtà si fonde con la fantasia, si generano pensieri armoniosi, proprio come quelli da te riportati in questo articolo. La bravura di un vero giornalista sta proprio in questo: riuscire a trasmettere, attraverso un’accurata descrizione,emozioni, anche in un contesto bellico.

  5. Lucio Gialloreti
    21 December 2012

    Stupendo articolo , PIno ! E quella bambina…!!

  6. luciogialloreti
    21 December 2012

    Grazie Pino, il sorriso di una bambina afgana fra le bombe!

  7. Patrizia M.
    22 December 2012

    Grazie Pino per le emozioni che le tue parole donano. E’ vero, gli occhi delle persone sono tutti diversi, forse è proprio l’unico particolare che ci rende diversi uno all’altro. Shatia è splendida, le auguro ogni bene!!

  8. rita
    22 December 2012

    bellissima!!!..grazie!..

  9. barbara brunati
    22 December 2012

    ed è vero che gli occhi rispecchiano l’anima…l’anima pura di una bimba che ha già visto tanti orrori, ma che conserva la vivacità nell’iride color del miele. Grazie, gabbiano…

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This entry was posted on 21 December 2012 by in tribù.

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