Un quaderno per i bambini di Keriabad

Salve, sono la sorella di un soldato che l’ha vista e scortata in questi giorni a Farah. So che è appena tornato e sarà stanchissimo ma la prego di raccontare al più presto ciò che ha visto con i suoi occhi. la ringrazio di cuore perchè è fondamentale documentare quanto più possibile per sentirli più vicini… è come se avessimo avuto noi la possibilità di stare li,  la invidiamo. Le confesso che, sapendola li, io e mia madre siamo state quasi più serene e finalmente consapevoli che uno di noi possa esser penetrato in un mondo ai confini della realtà e di averlo reso quasi più “accettabile”. Maria Chiara 

Con il fratello di Maria Chiara sono stato a Keriabad, il villaggio più lontano dalla base di Farah. Al di là delle montagne c’è Kormalek, un posto molto…turbolento. Abbiamo portato regali ai bambini, soprattutto penne e quaderni con la speranza di aver offerto qualcosa che invita alla speranza. Pubblico un pò di foto di quel messaggio, nel tentativo di aver inquadrato anche il fratello.

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22 thoughts on “Un quaderno per i bambini di Keriabad

  1. Continuo a guardare e riguardare queste foto, mi ha colpita tantissimo la penultima, dove si vede molto bene il bambino che tiene stretti i quaderni e altri doni. Eppure sul suo visino non c’è l’ombra di un sorriso…sembra quasi voglia scappare per paura di vedere sparire ciò che ha avuto.

  2. “”Orrore in Afghanistan. Due bambini, un maschietto di 12 anni ed una bimba di 6, sono stati decapitati. I due episodi, riferisce la polizia, non sono collegati tra loro. Il bambino è stato rapito e poi ucciso mercoledì scorso nella provincia meridionale di Kandahar, mentre la bambina è stata decapitata nella provincia orientale di Karpisa. Il portavoce del governo provinciale di Kandahar, Jawid Faisal, ha detto ai giornalisti che sono stati i talebani a decapitare il bambino, per vendicarsi del fatto che il fratello maggiore si fosse arruolato nella polizia afghana. Lo stesso Faisal ha detto che il bimbo è stato bloccato mentre dal distretto di Zherai si stava recando a quello di Panjwai. Il suo cadavere è stato abbandonato sul ciglio della strada.””
    Con queste notizie che ci arrivano purtroppo quasi quotidianamente, come potrebbe un bambino afghano sorridere se il vero dono sarebbe quello di svegliarsi al mattino e apprendere che anche lì è giunta la pace? L’altro giorno è stata la giornata dei diritti del bambino, in quel giorno ho pensato molto anche a tutti quei bambini che sono poco fortunati, proprio come i bambini afghani…Un giocattolo o un quaderno nn è nulla, è vero, ma rimane sempre bello pensare che questi piccoli gesti nn li fanno sentire soli.

    • Si lo so che non è facile sorridere per loro, non l’ho certo scritto perché penso che debbano sorridere per un quaderno, anche se dentro loro secondo sentono che è un gesto d’amicizia. E poi come potrebbero sorridere con quello che succede, quanto hai appena riportato è atroce, non trovo nemmeno le parole per commentarlo…

  3. Ma da dove spuntano questi bambini , non si vedono case , solo deserto ? questi piccoli sono nati con la guerra , forse non hanno voglia di ridere

  4. Sbaglierò, ma la mia impressione è stata un’altra… è quello sguardo serio che hanno a volte i bambini…quella gravità di chi sperimenta realtà drammatiche, sì, ma anche qualcos’altro…come se veramente fossero anime che si sono incarnate – cariche di responsabilità per un destino difficile – con l’impulso di cambiare qualcosa…in un mondo ormai marcito.
    E’ l’intensa serietà che colpisce di quel bambino, e credo che la “paura” (di perdere i doni) sia un’interpretazione di carattere tipicamente occidentale.

    • …cioè, correggo, avranno anche paura di non ricevere i doni… eh, poveri piccoli, oltretutto non è che mi permetto di mettere in discussione impressioni ed emozioni di chi là c’è stato e le ha vissute direttamente. Ma dalla serietà di quel visetto io la prima cosa che ho sentito è stata “anche” questa…non so perchè.

  5. Io…non ho parole. Forse non riesco a trovarle perchè i regali giungono così raramente… oggi lo sono queste immagini e sai perchè?
    PERCHE’ RITRAGGONO BAMBINI VIVI.
    Grazie Pino.

  6. Piccoli oggetti. Sono piccoli oggetti confezionati, plastificati, lucidi. Portano l’ aria dell’ occidente. Ma rappresentano un simbolo, più che il loro valore in sé. Sono un pensiero piccolo e semplice, ma che significa tanto per questi bambini e anche per chi li dona. Chissà se i bambini di un collegio in Svizzera provano le stesse emozioni quando si presentano delle persone a fargli questi regali.
    Sta tutta qui la differenza tra “noi” occidentali e “loro”.
    Forse.

  7. “Mio fratello, dopo giorni di assenza, è riuscito a connettersi e mi ha confermato che è nella prima foto dell’articolo di Keriabad è il ragazzo sul lince” (Maria Chiara)

  8. ciao Sono il Famoso fratello di mariachiara :).Spero tutto bene!!Sto vedendo le foto proprio ora Molto Belle complimenti!!puo mandarmi l’amicizia?Un abbracciO!!! (davide)

  9. Un quaderno per i bambini di Keriabad | La Torre di Babele

  10. Un quaderno per i bambini di Keriabad « La Torre di Babele

  11. Ancora sangue italiano in Afghanistan |

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