La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

La battaglia di Montesano: no alla stazione di morte

“Carissimo Pino, ti scrivo questa lettera a nome di un Comitato Cittadino costituitosi contro la costruzione di quella che potrebbe essere una mastodontica Stazione “di morte” Elettrica di 70.000 metri quadri, ad altissima tensione, che dovrebbe essere realizzata a pochi metri dal popoloso centro abitato dove io vivo e dove vivono altre 3000 persone: nella frazione Scalo di Montesano Sulla Marcellana in provincia di Salerno. Tutto è iniziato nel giugno della scorsa estate, quando molti di noi, percorrendo la strada obbligatoria che collega le diverse frazioni del paese, notammo che si lavorava a ritmi serratissimi di giorno e addirittura di notte, con enormi sbancamenti di terra e dunque con un via vai di camion spropositato, ad un cantiere enorme, apparso all’improvviso dal nulla, al posto del quale, fino a qualche giorno prima vi erano dei campi agricoli fertilissimi, attraversati dal Fiume Imperatore e dal Torrente Pantanelle. In quei giorni, nel pieno della calura estiva, nei vari bar e nei ristoranti, si incontravano gli operai che uscivano cantiere per la pausa pranzo, tutti provenienti da altre regioni d’Italia, e facevano discorsi strani, lasciando afferrare delle frasi come: “ questi sono dei pazzi” oppure, rivolgendosi alla gente del posto, domandavano perplessi: “ma cosa vi state facendo fare?” o ancora “non abbiamo mai realizzato un’opera del genere così vicina al centro abitato! Prima, per bere un caffè dovevamo prendere la jeep e fare minimo cinque chilometri, adesso andiamo a piedi in cinque minuti!”. Queste affermazioni ci lasciavano sgomenti e la tensione non faceva che salire tra la gente, mentre i lavori dell’ignoto cantiere procedevano così repentinamente e rumorosamente da rendere impossibile anche il riposo notturno ai residenti. Iniziando così ad insinuarsi in noi il sospetto che potesse trattarsi di un’opera non lecita, dato il modo di condurre le cose, e, non avendo mai sentito parlare di grandi progetti per quella località, ci rivolgemmo subito ad alcuni consiglieri comunali ( insediatisi con le elezioni che si erano svolte non più di venti giorni prima) per chiedere spiegazioni. I consiglieri di minoranza, anch’essi alquanto turbati e, ancora nella confusione del caos elettorale, iniziarono immediatamente ad acquisire informazioni… Intanto l’estate si faceva sempre più torrida, molti partivano per le vacanze, rendendo la cosa più difficile, mentre il cantiere continuava a ritmi serrati anche in pieno agosto, addirittura lavorando anche la notte del 14 ! Dopo che la minoranza consiliare ebbe acquisito tutti i documenti, e fatta richiesta di un consiglio comunale straordinario, tenutosi il 22 settembre 2011, capimmo definitivamente che stava accadendo qualcosa di molto grave, ad un passo dalla nostra vita… Non si sarebbe realizzato nessun parco eolico! Si, se ne era parlato, ma nel lontano 2006! E quel progetto parlava di in un posto lontano da lì almeno trenta chilometri, in piena montagna! Che senso aveva allora costruire una sottostazione di quelle dimensioni senza il Parco? Che senso aveva in quella località pianeggiante a ridosso di un fiume, dove non soffia un alito di vento e che molto spesso con le forti piogge si inonda?

Decidemmo di costituirci in comitato cittadino denominato“Nessun Dorma”.

Con i nostri legali ed i nostri tecnici, tutti volontari, passammo le notti ad esaminare tutta la documentazione fornitaci dalla minoranza consiliare, saltarono subito all’occhio numerosissimi illeciti amministrativi, primo tra tutti l’abuso edilizio in un’ area sottoposta a vincolo paesaggistico ( ex legge 42/04 art. 142 – fascia di rispetto fluviale- vallone Pantanelle n. 126 elenco acque pubbliche ) per la quale non fu, né è mai stato rilasciato lo svincolo da parte della Soprintendenza ai beni Architettonici e Paesaggistici di Salerno, Avellino e Benevento. Mancava inoltre la V.I.A. da parte della Commissione Ambientale della Regione Campania; mancava la Valutazione della Commissione Paesaggistica del Comune di Montesano; il progetto veniva presentato su mappe catastali vecchissime, dove sembrava non esservi presenza umana a chilometri…ma più di tutto il progetto reale, per cui erano stati ottenuti i permessi ( alcuni dei quali negativi, come quelli del Parco del Cilento e Vallo di Diano e quello della Provincia di Salerno) si riferivano ad un Parco Eolico denominato “Montesano-Casalbuono”, situato su una dorsale montuosa , con una piccola sottostazione elettrica di trasformazione dell’energia del parco stesso, realmente molto lontana dal centro abitato. Erano i permessi del 2006, acquisiti prima della Seconda Conferenza dei servizi, prima del cambiamento totale del progetto e della sua delocalizzazione! Subito promuovemmo una petizione popolare che raccolse in poco meno di 15 giorni circa 2000 firme, depositate in Comune e presso tutti gli Enti che avevano partecipato alle Conferenze dei Servizi tenutesi a Napoli, evidenziando la truffa ed il raggiro nel voler far passare una mega-stazione elettrica di raccordo e smistamento per l’energia nazionale, per la quale occorrono tra l’altro permessi ministeriali, per un piccolo parco eolico posizionato lontano, sulla dorsale di una montagna. Consapevoli che si stava per compiere uno sterminio di massa, grazie al consulto con oncologi di fama e di pediatri, valutando le conseguenze che quel tipo di onde elettromagnetiche avrebbero avuto sulla salute di noi tutti organizzammo un importante convegno, che si tenne il 28 dicembre 2011 invitando come relatori vari tecnici e medici specialisti che scrupolosamente esaminarono la situazione, rilevando e sottolineando che le nostre preoccupazioni erano tutte lecite. La petizione intanto raggiunse anche al Presidente della Repubblica, che la Prefettura, ci espresse il Suo sostegno. L’intero paese, il Comitato e l’Amministrazione Comunale tutta, i paesi limitrofi e l’Ente Parco, da allora si sono mobilitati con tutti i mezzi a disposizione per dire “NO” alla Stazione Elettrica in pieno centro abitato a Montesano e all’elettrodotto che ne deriverà. Denunciando che non è stata effettuata nessuna preventiva ed adeguata campagna di informazione per la popolazione, né sull’opera costruenda né sulle misure di prevenzione che s’ intendono adottare contro l’elettrosmog a quella distanza ravvicinata con le case, le scuole di ogni grado, la chiesa e tutte le attività commerciali. Tenendo conto che il territorio di Montesano S/M si presta notevolmente ad uno sfruttamento turistico per la presenza della vicina Certosa di Padula ( cinque chilometri ) ed è zona di grande interesse paesaggistico e tenendo altresì conto della naturale vocazione termale del comune ( sorgenti S. Stefano) e, evidenziando che sul medesimo territorio insiste già una mastodontica Stazione di pompaggio Gas Snam. Dall’ottobre 2011, i lavori sono stati bloccati con un ordine cautelativo della Procura della Repubblica di Sala Consilina, grazie alle denunce dei cittadini che si sono costituiti parte civile e dalla Soprintendenza. Ma la società costruenda ha fatto ricorso al T.A.R. Lazio contro il Comune e contro la stessa Soprintendenza. Come comitato ci siamo costituiti anche dinanzi al Tar, ma la società Terna S.p.A., ritiene che i termini per il ricorso sono scaduti! In questi giorni si sta decidendo il nostro futuro. Il 7 Novembre 2012, c’è stata la seconda udienza dinanzi al T.A.R. Lazio, stiamo aspettandola sentenza che se malauguratamente sarà negativa decreterà la fine. Abbiamo paura, tanta! Per la nostra vita, per i nostri affetti, per il futuro buio che potrebbe aspettarci, nessuno è più incentivato a fare progetti, ma dove potrà andare d’altro canto dopo aver investito i risparmi di una vita per comprare una casa? Abbiamo paura che un Tribunale Amministrativo guardi solo al rispetto delle date e delle scadenze, ma non al valore della vita umana, senza dar peso a conseguenze disastrose ed irreparabili.

ABBIAMO BISOGNO DI AIUTO, DI FAR CONOSCERE QUESTA STORIA FUORI DAL CONTESTO DELLA PROVINCIA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI! grazie infinitamente. Montesano Sulla Marcellana (Salerno) 10/11/2012 Comitato Cittadino “Nessun Dorma”. Barbara Gallotto
Pagina FB “No alla costruzione della stazione elettrica a Montesano Scalo”

31 comments on “La battaglia di Montesano: no alla stazione di morte

  1. Patrizia M.
    11 November 2012

    La vita umana non ha nessun valore pur di arrivare allo scopo che si prefiggono certi imprenditori e società…. Che fare per poter fermare il tutto se i lavori riprenderanno?? Possibile che non ci sia modo di fermare una centrale che porterà solo ed unicamente morte??….

    • Barbara
      11 November 2012

      Ciao Patrizia e grazie per il tuo commento. Ti giuro stiamo lottando con tutti i mezzi a nostra disposizione ed in questa battaglia sono scesi tutti, cittadini comuni, politici di tutti i colori, ma la lotta contro le multinazionali è assurda, anche quando è evidentissimo tutto il raggiro e la corruzione che c’è intorno a questa storia. L’unica speranza è il chiasso mediatico, non smettere di parlarne e noi stiamo chiedendo una mano a tutti. Grazie

  2. Walter
    11 November 2012

    Se si ha la faccia di costruire quel mostro senza una V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) e su territorio sottoposto a vincoli paesaggistici, facendo anche ricorso al T.A.R. si presuppone che costruiranno pure se il territorio è considerato Patrimonio dell’ UNESCO.
    La foto postata è eloquente. Non c’ è distanza minima in relazione all abitato.
    Tutta la solidarietà al Comitato Cittadino e agli abitanti di Montesano.

    • sissi
      11 November 2012

      Non sono d’accordo. Io dico che non solo hanno fatto un lavoro grandioso e certosino di approfondimento, carte alla mano, andando fino in fondo con quell’onestà e quel desiderio di chiedere solo e unicamente LEGALITA’ nient’altro che legalità…dinanzi a certe porcherie di prepotenza degne dei banditi. Ma soprattutto, il fatto che sia uscito tutto alla luce del sole PRIMA…. della realizzazione del sinistro progetto, è un grande limite per la credibilità (già sputtanata) di certe ‘istituzioni’. Per lo meno ci si risparmia il solito piagnisteo… DOPO – dopo qualche catastrofe ad abuso avvenuto – e sarebbe una grave conferma che allora è vero…che siamo sotto una “dittatura burocratica”. (dopo quella della corruzione).
      Insomma mi sa che gli tocca metterle in pratica per primi, “ogni tanto”, le famose regole con cui si riempiono la bocca con la parola “etica”.

      • sissi
        11 November 2012

        dimenticavo: naturalmente anch’io piena solidarietà al Comitato Cittadino di Montesano, e le SUE istituzioni locali, e a tutti i loro cittadini veramente degni di lode.

      • Walter
        11 November 2012

        Sissi, ma non sei daccordo su cosa?

        • sissi
          11 November 2012

          …sul fatto che ci sono poche speranze, che “costruiranno pure se il territorio è considerato Patrimio Unesco”.
          Se il TAR non gli dà ragione per termini scaduti…la figura è troppo ovvia.

    • Barbara
      11 November 2012

      Walter hai perfettamente ragione, a certi “livelli” di potere si passa sulla vita umana, su tutto! Pensare al reticolato di cavi dell’altissima tensione che ci passerà sulle teste fa pensare al peggio! Grazie infinite per la solidarietà!

  3. sissi
    11 November 2012

    Patrimonio Unesco

  4. Walter
    11 November 2012

    Forse mi sono espesso male, riformulo il commento: hanno la faccia talmente tosta che non gli frega niente nemmeno se quel territorio fa parte del Patrimonio dell’ UNESCO.
    Se poi ne fa parte (non credo) è altra storia. Comunque la foto è eloquente. Non è ammissibile costruire a ridosso dell’ abitato, neanche se ci sono vincoli paesaggistici.
    Non è un problema di T.A.R., perché non è che ognuno fa quel che vuole se i termini sono scaduti. E’ posto in essere il problema e il rischio di salubrità ambientale e di salute dei cittadini.
    Detto problema, una prescrizione dei termini non la annulla affatto.

    • sissi
      11 November 2012

      Walter avevo anche capito, ma allora usiamo il condizionale: diciamo che fosse per loro, e l’assenza totale di scrupoli, “costruirebbero” pure se fosse patrimonio dell’umanità, ma non è che il rivolgersi al Tar (e relativi termini scaduti di ricorso per i cittadini) li garantisca nel loro folle progetto.
      Ormai è uscito fuori… e sono tutti contrari.
      Il Tar non potrà non tenere conto del Tutto…insieme ai termini ‘fiscali’.
      (praticamente Walter siamo d’accordo).

  5. Walter
    11 November 2012

    Bene. Sta di fatto che un vincolo Paesaggistico o urbanistico è un vincolo transitorio, cioè può essere un giorno annullato. E in controversie del genere l’ intervento del T.A.R. ci può stare.
    Il diritto alla salute però, non è un diritto transitorio o che ha termine. Per questo, anche se il progetto è realizzato, tutti gli interessati possono fare in modo, prove alla mano, che un’ opera venga dismessa per grave rischio di insalubrità, anche dopo anni dalla sua entrata in attività.

    • sissi
      11 November 2012

      Walter, forse sono io che non mi spiego mi sa, ma loro (i costruttori) possono rivolgersi a chi gli pare…pure al padreterno, resta il fatto che il Tar non può non dare ragione ai cittadini per “termini scaduti”! questo dicevo.
      Proprio perchè il diritto alla salute non ha scadenze, come dici tu
      Capito? :))).

      • Barbara Gallotto
        11 November 2012

        Io ti dico grazie Sissi, per essere intervenuta in questa conversazione, abbiamo assolutamente bisogno se se ne parli, che il valure della vita, della salute sia il primo per tutti.

        • Barbara Gallotto
          11 November 2012

          scusa gli errori!

          • sissi
            11 November 2012

            Figurati, sarcasmi a parte – non posso farne a meno, e sono un po’ al peperoncino oggi, specie perchè non sopporto più niente quando leggo che è tutto così – non è che mi devi ringraziare per una solidarietà… atto voluto nonchè dovuto.
            E lascia perdere pure quell'”addirittura” più sotto, non ci avrete capito nulla ma mi capisco da sola come al solito :))
            il fatto è che io sono sgomenta perchè penso davvero che siamo sotto una specie di dittatura, burocratica, finanziaria, perfino “etica” – naturalmente nel degrado morale che la smentisce subito poi – e, in questo sì, nutro poche speranze di ripresa.
            Si è presa una direzione che di umano non ha più niente o molto poco.
            Fervidi Auguroni a tutti Voi, bravissimi, veramente.

  6. sissi
    11 November 2012

    Prego Barbara, non c’è di che!
    a nome mio e , mi permetto, anche di Walter

    (una cosa, senza polemica, ma proprio solo per giustezza di valutazioni che io non posso proprio reprimermi: ma allora è vero quando una (grande) Persona mi suggeriva di non dare mai aiuto se non è richiesto, perchè nella maggiorparte dei casi non ti dicono neanche “grazie” … ;)))

  7. Barbara Gallotto
    11 November 2012

    Vi ringrazio per la solidarietà espressa, addirittura l’amministrazione ha cercato di “far ragionare” gli ingegneri che stavano costruendo il “mostro” come lo chiamiamo qui, per trovare un altro sito, dato che il nostro territorio è molto vasto e vi sono zone molto lontane e disabitate a chilometri, ma per loro era troppo “costoso” costruire lquella piattaforma di 7 ettari in montagna! Per quanto fosse stato un peccato massacrare una zona bellissima come la nostra ( siamo area attigua al Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano), almeno non si rischiava che la gente si ammalasse di leucmia e cancro al seno o al cervello, perchè questi sarebbero i risultati!

    • Walter
      11 November 2012

      Se si accetta un modesto consiglio, per debellare “il mostro” occorre prendere la direzione del grave rischio alla salute cittadina. Ci sono maggiori strumenti a disposizione per ottenere tutela dei diritti. Quella del danneggiamento ambientale è una strada più tortuosa, e facilmente aggirabile.
      L’ ILVA, qualcosa insegna.

      • Barbara Gallotto
        11 November 2012

        Grazie Walter, stiamo cercando di combattere anche questa battaglia, che è la più difficile, nonostante l’ILVA e tantissimi altri casi come il nostro di altre stazioni elettriche così vicine al centro abitato, in Italia è difficilissimo dimostrare il danno alla salute. Per il momento oltre al processo amministrativo al TAR, voluto dalla ditta committente dell’ “opera”, stiamo combattendo sul fronte civile…sperando che presto deventi penale, con varie denunce alla Procura della Rep che ha aperto un fascicolo e le varie indagini! Speriamo! Non ci arrenderemo!

  8. sissi
    11 November 2012

    “addirittura”?!
    continuo a non capire, ma ora mi sa che diventerei un po’ polemica, perciò passo e chiudo, stabile nelle mie idee di sempre.

  9. michele
    11 November 2012

    buonasera a tutti anche io come barbara sono parte attiva del Comitato Cittadino e vivo questa situazione in prima linea, perche’ mi ritrovo ogni mattina ad aprire il balcone della mia camera da letto e ritrovarmi “IL MOSTRO DI MORTE” di fronte, un’opera che e’ stata costruita fino a quando la Procura della Repubblica non la bloccasse senza che nessuno di noi avesse il tempo di rendersi conto di quello che stava succedendo, addirittura facendo lavorare gli operai di notte tipo lager (questa e’ stata la mia impressione) tanta era la fretta di concludere i lavori. gli stessi operai increduli commentavano nei bar che non gli era mai capitato di poter andare a prendere un caffe’ a piedi in centro abitato. Nel momento in cui ci siamo resi conto della gravita’ della situazione e’ successo tutto quello che barbara ha ampiamente e chiaramente descritto nell’ articolo sopra pubblicato. io non sono un tecnico e non sono in grado di dare giudizi in merito, pero’ da cittadino posso dire e chiedermi e’ giusto tutto cio? e’ giusto che il potere economico possa fregarsene della salute della gente? e’ giusto vivere in mondo dove nessuno pensa al suo prossimo se non alle proprie tasche ed ai proprio tornaconto?

    scusate il mio sfogo, la mia testimonanzia e’ quella di uno che ha impiegato una vita di sacrifici per costruirsi una casetta decente per se e per la sua famiglia, e che ora forse dovra’ soccombere per colpa di qualcuno che se ne e’ fregato di noi e che per le nostre e future generazioni ci ha reso la nostra quotidanieta’ invivibile!!!

    • Patrizia M.
      11 November 2012

      No Michele, non è affatto giusto, ma la prepotenza e la mancanza di scrupoli dei potenti non si ferma davanti a nulla, eppure dovrebbero capire che le conseguenze poi saranno negative per tutti quanti a lungo andare… eppure non si fermano, le vite degli abitanti dei luoghi che deturpano per loro non hanno valore a quanto pare e tutto questo è orribile…

      Il tuo sfogo è più che legittimo e spero di tutto cuore che questo mostro venga fermato, affinché possiate continuare a vivere serenamente nelle vostre case e le vostre future generazioni possano godere di territori incontaminati.

  10. michele
    11 November 2012

    grazie Patrizia, le tue parole mi rincuorano, ma la mia rabbia e’ tanta ma proprio tanta…nell’essere impotenti davanti a questi Colossi economici, il “MOSTRO DI MORTE” e’ fermo da ormai un anno e piu’ mi auguro che tutto vada per il meglio e che qualcuno apra gli occhi e faccia giustizia!

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  13. Barbara Gallotto
    29 November 2012

    E’ FINITA! Il tar Lazio ha decretato la nostra morte! Grazie ancora “giustizia” italiana!

    • pinoscaccia
      29 November 2012

      barbara, ci spieghi cosa è successo?

      • Barbara Gallotto
        14 January 2013

        Caro Pino, prtroppo il 29 novembre scorso il TAR Lazio ha annullato la sospensione dei lavori di realizzazione della stazione elettrica a Montesano Scalo. Il Comune ha promesso nell’ultimo consiglio comunale di continuore la battaglia in Consiglio di Stato. Per fortuna il cantiere ( del tutto abusivo come volevasi dimostrare ) rimane ancora sotto sequestro dal punto di vista penale, ad opera della Procura della Repubblica. Il TAR ha applicato una sentenza da “manuale” attenendosi strettamente alle date di scadenza dei termini, pur rilevando gli evidenti abusi! Resta il fatto che combatteremo fino alla fine!

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