Vivere dei resti

A Ostia, dietro casa mia, il lunedì e il venerdì mattina ci sono due mercati. In una strada c’è la solita sfilata, comunque dignitosa, di bancarelle. Ma nella strada parallela, in mezzo alla pineta, c’è un altro mercato, molto più frequentato. E’ il mercato straccione, di quelli che vivono con i resti. Mi ricorda Mosca dove noi turisti andavamo in cerca di rarità a Ismailov, il mercato dei ricchi, ma ce n’erano altri due dove ci guardavamo bene dall’andare: era destinato ai figli della grande crisi nella Russia del post-comunismo. In Italia stiamo vivendo probabilmente la stessa situazione o ci siamo quasi. Quel mercato-bis di Ostia è fatto di robaccia, quella trovata nei cassonetti dell’immondizia: sì, spesso sono gli zingari a rovistare e a farne un affare. Ma sempre più spesso mi è capitato di vedere persone “normali”, anziani, donne vestite modestamente. Stamattina ho voluto vedere da vicino: c’era di tutto, da quadri antichi a vestiti usati, da tazzine rotte a vhs vecchi. Vi confido che ho anche guardato con attenzione se c’era roba mia, perchè i cassonetti stanno proprio a un passo e a tutti noi succede di sbarazzarci di cose ormai inutili. Quel mercato in effetti era pieno di roba inutile, ma c’era la fila a sbirciare, provare, acquistare a pochissimi euro. Lo ammetto: quella strada invasa dai resti mi ha fatto un’impressione angosciante. Molto più di tante parole sofisticate.

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25 thoughts on “Vivere dei resti

  1. La stessa angoscia e tristezza che provo passando dopo la fine dell mercato dove vado io. Un quadro post-bellico: i camion dell’Amsa sembrano carri armati, le persone che rovistano dei sopravvissuti. Nel centro o quasi di Milano.

  2. Ultimamente vedo sempre più persone rovistare nei cassonetti o attendere la fine del mercato settimanale per rovistare tra i cassettini delle bancarelle di frutta e verdura…

  3. La Fornero dice ai giornalisti: “Per parlare con voi devo pensare ogni parola”. Sarebbe sufficiente pensare e basta.

    Bel post, Pino. Qui ancora non ho visto nulla del genere ma mi sa che non attenderò molto, purtroppo.

  4. Se ognuno di noi invece di lamentarsi delle disgrazie e di scandalizzarsi facendosi venire l’angoscia nel vedere certe scene,si rimboccasse le maniche per tirare fuori la” parte migliore”, quella parte di noi necessaria a muoversi al costo di provocare una lotta civile, avremmo sicuramente una vita più accettabile e meno umiliante , non solo dal punto di vista lavorativo, ma soprattutto umano.

    1. Non è facile. Appunto li chiamano i poteri forti. La “parte migliore” cozza contro interessi troppo alti. E forse tra un pò non ci resterà più neppure l’angoscia.

  5. a me sale l’angoscia quando vedo buttare via piatti di cibo riempiti solo perché “tanto pago, quindi prendo” e poi lasciati lì, ma anche quando vedo gettare pane (perché ordinato in eccesso), pizze e dolci che potrebbero essere donati alla mensa dei poveri, i quali avrebbero un pasto decente con cibo di giornata e i cassonetti non sarebbero saccheggiati. Qualcuno già lo fa, quindi non è impossibile.

  6. …sai Pino cosa pensavo ? che capitalismo e comunismo alla fine danno i medesimemi risultati….miseria e angoscia….dov è lo sbaglio ? mah !!?? esiste un mondo giusto ? e se sì quale ??

  7. Che tristezza ! E pensare che c’è quello che ora chiede scusa agli italiani , per non esser riuscito a farci uscire dalla crisi ; e guarda caso è lo stesso che fino a pochi mesi prima dell’avvento dei “tecnici” bellamente faceva finta di ignorarla!

  8. “Ha insegnato allo scientifico di Frattamaggiore, a Sant’Antimo, anche all’Ipsia di Scampia, dove i ragazzi si presentavano senza matite e carta da disegno: glieli comprava sempre lui”. Un allievo a cui dava ripetizioni diceva: “Ma perché a scuola non abbiamo professori bravi come lei?”

    http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/11/06/news/mio_marito_carmine_ucciso_dalla_disillusione-45987812/?ref=HREC2-10

    Non aggiungo parole. Ce ne sono sicuramente tanti di casi così, in questa che è una terrificante e schifosa guerra economica, tenuti accuratamente nascosti. Ma a questa famiglia, a questo Uomo con la maiuscola e pieno d’amore dedico tutto proprio tutto il cuore.

  9. Voglio tirare fuori la parte migliore. Sarà per questo che ho sempre preferito una Belen alla Fornero? ;))
    (ahhh l’antico concetto ellenico di bellezza esteriore quale riflesso di quella interiore!… al confronto degli ‘ideologici’, capaci, in fondo in fondo, di preferire perfino le frasi agghiaccianti della ministra bancaria-ministeriale, chissà magari sperando di entrare in prima fila col colbacco in testa)

    Questi (invece) sarebbero quelli che ci salvano dallo spread… per mezzo dei “compro oro all’ingrosso globale”, com’è scritto nell’articolo che segue

    Un esercito di spagnoli sfrattati
    e il suicidio diventa un’epidemia
    http://www.repubblica.it/esteri/2012/11/09/news/spagna_sfrattati-46223730/?ref=HREC1-2

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