Una vita violenta

Un monumento semplice, stilizzato. Una volta stava all’Idroscalo su quel prato dov’è morto. Ma Ostia, in questi trentasette anni, è molto cresciuta, dove c’era quella baracca maledetta adesso ci sono palazzi,  e allora è stato spostato al centro, in piazza Anco Marzio, in piena isola pedonale. Quando Pier Paolo Pasolini è stato ucciso, anzi massacrato, non stavo a Ostia ma la notizia mi arrivò in maniera squassante. Non ho mai giudicato l’uomo, nè le sue perversioni, ma sono stato sempre attratto dai suoi racconti che erano scritti da vero cronista. Ritrovavo i suoi “ragazzi di vita” negli amici dell’adolescenza. Sono nato e cresciuto a ridosso delle sue borgate, così magistralmente descritte insieme al sottoproletariato urbano. Ritrovo le passeggiate annoiate e oscure sotto i portici della stazione Termini e quel racimolare pochi spiccioli per comprare le sigarette e andare al cinema, come succedeva a noi ragazzi di allora in un’Italia difficile. La sua vita alla scoperta della violenza non poteva che finire in modo violento. Non si conosce ancora la verità sulla sua morte, non ho mai creduto all’azione di quel bulletto, Pelosi. Forse c’è molto di più dietro quella che è sempre apparsa come un’esecuzione. Pasolini dava fastidio. E forse dà fastidio anche oggi. Dove si riparla di miseria, anzi di disperazione.

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21 thoughts on “Una vita violenta

  1. Pasolini un delitto italiano :

    Buona sera tutti,
    non condivido quanto scritto, nel post a commento su youtube, da chi ha caricato il video del film. Pur non avendo conosciuto di persona il poeta. Non è nemmeno una difesa a favore dell’emulazione della sinistra nei confronti dell’autore scomparso e tanto meno l’accusa verso gli estremismi di destra o della stessa sinistra che avrebbero potuto assassinarlo Ho sempre pensato che sia stato ucciso per il suo troppo amore nei confronti della conoscenza di un mondo che non gli apparteneva e che descriveva nelle sue opere ma aveva l’esigenza di conoscere per nutrirsi e nutrire le sue opere mentre questo stesso mondo lo ha rifiutato con dabbenaggine e crudeltà . Purtroppo il non sapere la verità e / o non riuscire a dimostrarla – non esiste una verità processuale – in quanto il fascicolo è stato chiuso attanaglia e corrode. Alla fine mi chiedo gli autori degni di nota tutt’ora viventi allora devono mantenere una distanza dalla società civile essere elitari – si spera solo per difesa – oppure no ? Ma tu Pino lo hai conosciuto ?
    grazie

  2. Ricordo di aver sempre apprezzati i racconti e i libri , nonchè i film crudi di Pasolini ! Era comunque un personaggio che dava fastidio sicuramente e ho sempre pensato che il massacro non poteva essere opera della reazione di un ragazzo!

  3. Un uomo che era capace anche di far accendere forti polemiche per il suo modo di esternare giudici critici rivolti alla borghesia e all’evoluzione negativa della società in genere.

  4. …grande intelligenza, grande scrittore, grande poeta, grande artista…occhi profondi e critici sulla nostra società, quella italiana, ammalata ed in declino…ed ha vista molto molto lontano.

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