Da Rimini a Offida: don Oreste Benzi e Tonino Carino

Tra pochi giorni saranno cinque anni che don Oreste Benzi, definito dal Papa “l’apostolo della carità”, se ne è andato. Un altro grande prete di frontiera che ho avuto il privilegio di conoscere. L’ho incontrato alla fine del 2005. A ottant’anni abbondantemente suonati, davanti a Oana una delle tante ragazze che ha salvato, mi parlò di paradiso e di inferno. Ma non da prete. Si riferiva all’inferno terrestre dove, purtroppo, i diavoli siamo noi. Domani sarò a Rimini per partecipare alla grande manifestazione di memoria che la sua comunità ha deciso di organizzare. Ma non sarà una commemorazione, piuttosto una festa, secondo il suo stile e i suoi insegnamenti. Personalmente parteciperò a un talk show dal titolo “Il cinico non è adatto a questo mestiere”: in pratica una discussione su etica nell’informazione e del senso profondo del giornalismo come servizio. Festa dunque, ma soprattutto riflessione. 

Il giorno dopo, percorrendo l’Adriatica, mi trasferirò nelle Marche, a Offida per la terza edizione del premio giornalistico intitolato a un vecchio e caro amico scomparso troppo presto, Tonino Carino. Anche in questo caso nessuna commemorazione, ma l’occasione per lanciare nuovi cronisti e addirittura un convegno dei giornalisti europei. Certo, anche l’occasione di ricordare il suo impegno e la sua passione. Mi onoro di far parte della giuria del premio perchè per me Tonino non solo è stato per molti anni un generoso compagno di viaggio, ma soprattutto un amico che probabilmente mi ha cambiato la vita. Non solo professionale. 

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30 thoughts on “Da Rimini a Offida: don Oreste Benzi e Tonino Carino

  1. probabilmente ci incontreremo , sono anni che collaboro con una mia amica per la papa giovanni , io come sempre ai margini , mai integrata completamente . A giorni apriremo offerta dal comune di cesena due aule in una vecchia scuola , dove raccogliamo vestiti scarpe corredini , da offrire alle famiglie bisognose , ho conosciuto tanti anni fa Don Benzi un prete straordinario . Il piacere del donare è gratificante .

    1. In vena di (cretine) considerazioni “stasera”, ma forse devo dargliene atto a Lorena: è solo l’amore che salva la vita. Anche con me è sempre successo così…
      però, c’è un ma: con l’amore rischia di finire anche la (bella) follia.
      E’ un bel dilemma…come con la parola “maturità” (mai sopportata).
      E allora come si fa??

      Niente resto d’accordo con Oscar Wilde: il culto della bellezza è troppo splendido per non essere folle.
      (è inutile) :))

  2. Ricordo don Oreste Benzi, grande uomo, prete, l’inferno e in terra i diavoli siamo noi, interessante il talk show, sorrido nel leggere che il cinico non è adatto a questo mestiere (giornalista) tutto sta nella giusta misura delle cose, come il saggio diceva..

  3. NovantesimoMinuto: Tonino Carino da Ascoli. Indimenticabile la sua figura professionale e rasserenante.
    Qui in una intervista di qualche anno fa:

  4. leghismo . anche chi è in un paese vicino sarà diverso per il leghista , rifiutare lo straniero , essere straniero diventa una colpa , allora siamo tutti stranieri : percio’ nemico, l’incontro non per visitarlo e condividere ma per farci dei guadagni sfruttarlo .
    stare insime per passione , virtu’ e santita’ è una passione ,lo straniero nel mondo ha bisogno dell’altro . giovani prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro

    1. L’ho sempre detto, i giovani americani sono stupidi come i vecchi italiani; Basta una telecamera in diretta e spuntano dal nulla manine che salutano, pirla sullo sfondo che saltano come canguri, il classico con il cell con il suo personale “ciao mamma” slengato…

  5. Signor Scaccia, buongiorno.
    Sono un suo lettore fedele, seguo gli aggiornamenti del suo blog e l’ho sempre stimata per la grande professionalità che mette nel suo difficile, affascinante lavoro. In questi giorni, però, ho avuto notizia di un fatto che rischia di offuscare le mie più sincere convinzioni sull’operato della categoria e vorrei chiederle alcune spiegazioni. Ho letto in rete, e ho poi potuto verificare anche io (sempre grazie alla rete), che al concorso giornalistico di Offida è stato assegnato un premio a una giornalista a cui non spettava. La professionista ha infatti presentato un lavoro cartaceo ed è stata premiata nella categoria ‘online’, invece che in quella ‘stampa’.
    Il premio ‘stampa’ è stato assegnato a un’altra persona. Dunque risultano due premi per la stessa categoria.
    Ho visto anche che Lei era nella Giuria che assegnava il premio.

    Ecco il link al lavoro a cui è andato il premio per la sezione ‘online’: http://it.scribd.com/doc/96556796/Se-essere-bambini-diventa-un-lusso

    Confido nel fatto che possa fornire a tutti una risposta chiara ed esaustiva sul perché di questo fatto, soprattutto per rispetto nei confronti di chi ha presentato veri lavori per il web, ossia produzioni integrate di video, audio e testi collegate fra loro tramite link e ipertesti da fruirsi su Internet.
    La ringrazio per l’attenzione e le auguro buon lavoro.

    1. Non ho difficoltà a rispondere per quanto mi riguarda. Personalmente ho partecipato alla fase finale del giudizio, nel pomeriggio che ha anticipato la premiazione, quando le sezioni erano già state codificate. Dunque ho dato il mio contributo nel valutare le opere che erano in lizza dopo una pre-selezione. Ed è stato un lavoro serio, onesto e approfondito: abbiamo discusso molto. Capisco che c’è stato probabilmente un equivoco nell’assegnare le sezioni, ma confermo l’onestà assoluta del giudizio. Trattandosi di una questione tecnica più che di merito e non avendo gli elementi per approfondire i dettagli ti consiglio di rivolgerti direttamente agli organizzatori del premio che hanno sicuramente una visione completa.

  6. [OT Nucleare]: La ragazza ucraina che rischia la vita per realizzare il suo Docu-Tube sull’attuale presenza di alte concentrazioni di radiazioni nella zona di Chernobyl.

  7. Ot

    Stasera, domenica 4 novembre, alle 21.00 su Raisport1, andrà in onda il documentario dal titolo “Invisibile Speciale” a cura di Andrea Fusco. Per la prima volta le telecamere sono andate dietro le quinte dei Gis (Gruppo d’Intervento Speciale dei Carabinieri) e con Umberto Pelizzari (pluriprimatista mondiale di apnea), è stato possibile seguire tutte le loro fasi di addestramento. Nello speciale vengono ripercorsi alcuni momenti fondamentali: dalla creazione dei Gis subito dopo il tragico epilogo della vicenda Moro, la strage di Nassirya, con la testimonianza del figlio di uno dei soci fondatori del Gis, Fregosi, anch’egli carabiniere, a alcune liberazioni celebri come la vicenda legata a Patrizia Tacchella. Nei 55 minuti di filmato vengono anche sottolineate le caratteristiche che deve avere un carabiniere che entra a far parte dei Corpi Speciali, come viene selezionato, quali i requisiti mentali e fisici richiesti. Il documentario sarà commentato dagli ospiti in studio: Pino Scaccia, storico inviato di guerra del Tg1, Fabio Chiucconi, inviato di guerra del Tg2 e Santo Della Volpe inviato di guerra del Tg3.

          1. eppure mi pare che su facebook(il gabbiano) hai scritto “in diretta”…..infatti mi chiedevo come facevi ad essere in video, e su FB contemporaneamente….

          2. mi riferivo alla trasmissione: stava andando in onda in quel momento
            infatti appunto…non avrei potuto scrivere, forse non sono stato chiaro

          3. poco male….ti ho definito “ubiquitario”..non sarebbe così impossibile, per uno come te…ah ah

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