La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Il prefetto che non voleva essere chiamato signore

“Signori si nasce” diceva Totò. Aggiungendo “e io ci nacqui….”, un modo un pò vezzoso per far dimenticare le sue origini nobiliari. Proprio a Napoli, città del principe-genio, c’è invece chi un appellativo del genere lo ritiene un’offesa. Credo che per una donna essere definita signora, specie di questi tempi, sia un grandissimo complimento, ma per il prefetto in scadenza Antonio De Martino (tra dieci giorni farà altro) è mancanza di rispetto per le istituzioni. Così ha redarguito un prete coraggioso, don Maurizio Patriciello parroco di Caivano, che in un incontro pubblico (sui rifiuti, argomento serissimo e grave) ha chiamato “signora” il prefetto di Caserta, Carmela Pagano. Qui c’è il video: non l’avesse mai fatto, il povero prete ha dovuto subire una strigliata con i fiocchi che manco ai tempi (evidentemente non dimenticati) dei Borboni. In difesa di don Maurizio è intervenuta una donna, cioè una signora, urlando una cosa saggia: “Il prefetto, ancora prima che signore, è un cittadino. Che abbia rispetto lui per tutti i cittadini”. Specie per quelli, aggiungo io, che rischiano la vita per combattere il degrado. Perchè quel prete è un noto baluardo contro la camorra, sostituendo guarda caso quello Stato rappresentato sul territorio proprio dai prefetti.  Il rispetto poi non si pretende, si conquista.

47 comments on “Il prefetto che non voleva essere chiamato signore

  1. sissi
    20 October 2012

    …no il rispetto si pretende eccome, SEMPRE (perchè sennò, personalmente, a chi manca il senso del rispetto non dico neanche “buongiorno e buonasera”).
    E’ più giusto dire che il rispetto non sta certo in un “titolo”…
    …ma signori si nasce.

  2. marisamoles
    20 October 2012

    Sono d’accordo con Pino: il rispetto bisogna meritarselo, prima di tutto. Poi lo si può anche pretendere.

  3. lino mura
    20 October 2012

    altra dimostrazione di come le istituzioni a tutti i livelli siano lontane dalle necessità e dalla vita dei cittadini..

  4. Secessionista
    20 October 2012

    Questi non si stanno rendendo conto che l’arroganza attuale diventerà la loro condanna futura. Lascia che facciano. Lascia che mostrino i loro “valori” con la solita tracotanza. Non manca più molto alla resa dei conti che la società presenterà ai tanti personaggi che hanno fatto della loro funzione pubblica un comodo veicolo per la loro umana miseria.

    • ags117
      20 October 2012

      è così che funziona, bravissimo, condivido in pieno

  5. sissi
    20 October 2012

    Quindi Marisa, tu appartieni a quella categoria che ancora pensa ci siano persone “che sanno farsi rispettare ed altre no”?
    ahahahah! :)))

    (strano perchè di solito dovrebbe capitare di notarlo…che se si monta con i piedi in testa a qualcuno – mancandogli di rispetto o magari sostituendo quest’ultimo con l’attitudine a schiacciare l’altro… – l’altro si sposta perchè non te lo permette).

    • pinoscaccia
      20 October 2012

      Di che stai parlando? Quel prete non è salito con i piedi in testa a nessuno. E’ stato rispettosissimo. Dall’altra parte ha trovato solo arroganza. Conquistarsi rispetto è un’altra cosa: significa autorevolezza. Non c’è bisogno di mostrare i gradi per essere rispettato: un vero comandante si riconosce.

      • sissi
        20 October 2012

        Forse non mi sono spiegata: mi sto riferendo alla frase “il rispetto non si pretende, si conquista” (o “bisogna meritarselo”, che dir si voglia), non al prete.
        Mentre ho già specificato che per me, totalmente “non-istituzionalizzata” in tal senso, il rispetto (o la mancanza di rispetto) non consiste certo in un “titolo”, qualunque esso sia.

        • pinoscaccia
          20 October 2012

          Appunto. Quando …ci si appella al titolo, significa che non si è stati capaci di meritare il rispetto.

          • marisamoles
            20 October 2012

            Continuo ad essere d’accordo con te, Pino. Però mi fa piacere aver divertito Sissi … di questi tempi, c’è poco da ridere.

          • ags117
            20 October 2012

            (y)

          • sissi
            20 October 2012

            Niente, ‘declinavo il sostantivo’ :)) (quanto mi piace questa frase della De Gregorio non sai)

            Intendevo dire che il rispetto non è un optional da concedere arbitrariamente “a discrezione” ma un dovere/diritto di tutti VERSO TUTTI, a prescindere da eventuali meriti o demeriti, autorevolezza di ruolo o meno, comportamenti altrui più o meno consoni a un prestabilito canone: è semplicemente la differenza tra una persona educata – quindi nel pieno rispetto altrui chiunque esso sia – e un cafone.
            Questo intendevo.

            Ora, se questo prefetto è fissato col titolo, secondo me significa che è fissato coi titoli e le etichette, come tutte le persone di cariche istituzionali del resto, ma anche non – sicuramente è gente che ama comandare…nella vita – .

            (una volta parlavo in pubblico, pensa non mi ricordo neanche di che… doveva essere uno di quegli stage aziendali sai – da cui sarei in seguito scappata – in cui a un certo punto parlavo proprio di quelle persone che guai a non mettergli il titolo davanti tipo “dott.ssa”… ecc., e se n’è uscita una che ha detto “infatti ci teniamo molto che ci chiamino così”!
            …e io ci tenevo ad andare in azienda con i cappellini di velluto ricoperti di fiori ;)))

            Insomma, “declinazione sostantivi” a parte, sto a favore del prete! ogni tanto mi accade :)))

  6. aurelianoflavio2
    20 October 2012

    il classico italiano, che appena ottiene un posto “di potere”, si sente Dio in terra!!!! Odioso! Proprio la mentalità borbonica e quelle del “Lei non sa chi sono io”, non accenna a sparire! Tutta la mia solidarietà al sacerdote, che forse si merita molto più del prefetto, il titolo di Signor!

  7. madamepina
    20 October 2012

    Don Maurizio parla di tumori, di esalazioni da diossina, di gente che muore, ma, per il prefetto De Martino, viene prima il rispetto per le istituzioni, poiché è stata una grave mancanza, da parte del parroco, riferirsi al prefetto Pagano, chiamandola “signora”.. Ma chi siamo, da dove veniamo. dove andremo a finire

  8. Marco Alici
    20 October 2012

    Non saprei esprimere la mia opinione su questa vicenda meglio di M. Smargiassi: “di fronte a questa sequenza il disagio diventa davvero sconcerto e rasenta il disgusto” (http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2012/10/20/signore-e-signori-buonanotte-al-cittadino).
    Suggerisco la lettura integrale del suo articolo.

  9. sissi
    20 October 2012

    Infatti Marisa, il punto è proprio quello: non mi diverte affatto sentire (ancora) che c’è chi crede che il rispetto sia un optional da concedere a “chi se lo merita”.
    Forse confondete il rispetto con la stima: la stima va conquistata…. mentre io posso anche non avere stima di qualcuno ma stai tranquilla che non gli manco di rispetto.

  10. Walter
    20 October 2012

    La sostanza concreta di una persona umile e nobile che parla di problemi reali e la forma decrepita di un vecchio ammuffito. Evidentemente sto tizio, pomposamente assiso in cattedra barocca, non è mai stato signore, ma solo prefetto. E su questo titolo si aggrappa, forse perché è stato punzecchiato a dovere su un argomento di cui se ne è altamente fregato.

    Mi assumo la piena responsabilità di quello che scrivo:
    “Prefetto … sei una merdaccia. Te lo dico con il tu, come si usa fare con le persone da scansare con schifata sufficienza. Fatti sti dieci giorni e vattene affanKulo. Si sentirà meno olezzo di rifiuti. Impara a vivere. E adesso denunciami, così avrò il piacere di passarmi il tempo a sputarti in faccia davanti al Presidente del Tribunale.”

  11. pinoscaccia
    20 October 2012

    Don Maurizio, dopo lo scontro verbale, che ormai abbiamo visto tutti, cosa vi siete detti?
    «All’uscita mi sono subito avvicinato alla dottoressa Pagano, ci tenevo a chiarire. Le ho chiesto se si fosse davvero sentita offesa, mi ha risposto di no e ha aggiunto che non dovevo preoccuparmi. Poi mi sono avvicinato a De Martino e gli ho detto che io sono il parroco del parco Verde, sono abituato alle mortificazioni, vivo nelle terre dei Casalesi. Non mi ha rivolto una parola».

    Si aspetta delle scuse da De Martino?
    «Se lo fa pubblicamente fa onore a quella Repubblica che, secondo me, lui stesso non ha rispettato. Ma se questo deve servire a riportare l’attenzione sul vero problema, sul problema che viene messo sempre in ombra, che è un problema ambientale diventato dramma umano e sanitario, io voglio essere mortificato un milione di volte».

    • Marco Alici
      20 October 2012

      “Beati voi, quando vi insulteranno…”. Una concreta incarnazione del Vangelo che predica. C’è da prendere esempio da uomini così.
      Mi chiedo anche se nell’intervento di De Martino si possa ravvisare una qualche figura di reato, trattandosi di palese intimidazione di un pubblico ufficiale proprio per abuso di potere.

      • pinoscaccia
        20 October 2012

        Bravo, fossi in don Maurizio chiederei a un avvocato.

  12. pinoscaccia
    20 October 2012

    Ho appena visto un video in cui un sedicente “signor” Andrea De Martino, che in realtà è soltanto un maleducato “signorotto” d’altri tempi, ha interrotto con urla e strepiti una dichiarazione di don Maurizio Patricello, un prete anticamorra che pacatamente stava parlando di rifiuti tossici. Evidentemente sentendosi tirato in campo per l’argomento, il novello don Rodrigo ha inveito contro l’attonito sacerdote, che ha faticato un po’ a capire quale fosse stato il suo sgarro.

    Il gravissimo reato in cui era incorso, è poi stato spiegato, era di aver chiamato il prefetto di Caserta “signora”, invece che “signor prefetto”. E per buona misura, il signor De Martino ha precisato urlando che chiamare “signora” un prefetto offendeva non soltanto colei alla quale il sacerdote si riferiva, ma anche lui. Perché sì, apparentemente questo energumeno è pure lui un prefetto, di Napoli per la precisione, e pretende rispetto! E non gli viene in mente che già chiamarlo anche solo “signore” sarebbe un’esagerazione, visto il suo stile tutt’altro che signorile!

    In una successiva dichiarazione il malcapitato funzionario pubblico ha ribadito che la sua maleducazione era un “doveroso” richiamo al rispetto “delle istituzioni”. Secondo lui, sullo stesso piano delle lezioni di legalità che si fanno ai giovani. E ha aggiunto che “certe cose bisogna viverle, per capirle”. Ma in questo, almeno, il signor De Martino ha ragione. Perché bisogna vedere e sentire le registrazioni del suo comportamento, per capire che quei modi sono più consoni a un bulletto di periferia che a un prefetto di una grande città. E che effettivamente non fanno onore alle istituzioni, e nemmeno a lui. PIERGIORGIO ODIFREDDI (Repubblica)

  13. sissi
    20 October 2012

    La semplicità e l’umiltà delle persone di cuore… sono l’eleganza più grande che io riesca a concepire. Quindi quella di Don Maurizio, ovviamente.
    A parte il chiarimento nella ‘disquisizione’ di prima, era ovvio per me che stavo dalla sua parte e che non mi riferivo certo a lui!
    Ci tenevo a dirlo.

  14. pinoscaccia
    20 October 2012

    Padre Patriciello che afferma di aver notato da parte del prefetto De Martino un atteggiamento ostile fin dall’inizio della riunione: “Mi ha fatto parlare solo alla fine – sostiene il sacerdote – quasi che desse fastidio che raccontassi della discarica di amianto scoperta tra Napoli e Caserta. Da parte mia non avevo alcun intento offensivo nei confronti del prefetto di Caserta, Carmela Pagano, che ho incontrato alcuni giorni prima ed è stata gentilissima. Chiamandola signora volevo farle una cortesia, altro che insultarla”.

    E, invece, è scattata la reazione del prefetto partenopeo, immortalata da un video: “E’ stato lui ad aggredirmi verbalmente in maniera durissima – sostiene padre Maurizio – un atteggiamento inspiegabile dittatoriale che mi ha sorpreso fin dall’inizio della riunione. Tra l’altro, subito dopo, ho parlato con il prefetto Pagano nei corridoi: è stata di nuovo cortesissima. Mi ha detto che non si sentiva affatto offesa. Una vera signora”.

    E sulla vicenda è intervenuto Roberto Saviano: “Il prefetto di Napoli Andrea De Martino si scusi con don Maurizio Patriciello o bisognerà chiedere le sue dimissioni immediate”. “Da anni don Maurizio è presidio di legalità e umanità in terre difficilissime. Don Maurizio – conclude Saviano – è lo Stato in quel territorio”.

    • ags117
      21 October 2012

      la signora prefetto sarà anche stata gentilissima (dopo) con don Maurizio, ma ciò che trovo strano è che (durante) nn abbia minimamente sentito il dovere (che verbo è??) di accennare un intervento x ricondurre a più miti consigli il suo collega tal signor prefetto di Napoli, informandolo di nn aver bisogno di essere difesa. Anzi, sembrava alquanto compiaciuta della sfuriata di quest’ultimo. Se c’è una cosa che nn mi piace, è l’atteggiamento di certe donne che sembra abbiano bisogno,si trastullino, della difesa d’ufficio dell’uomo, quasi fossero impedite ad agire. Questo genere di cavalleria se lo risparmino i signori (prefetti) e certe signore donne la smettano di fare le biancaneve sperdute nel bosco.

    • Marco Alici
      21 October 2012

      Se “Don Maurizio è lo Stato in quel territorio”, il prefetto cos’è?

  15. sissi
    21 October 2012

    Io non avevo neanche visto il video a dir il vero ma perchè sono stufa di parlare dell’assurdo (veramente alcuni non hanno nient’altro a cui pensare), comunque ora l’ho guardato: ma la signora prefetto chi è, quella seduta a fianco al prefetto dalla figuraccia meschina e piccina piccina?
    Se è lei, condivido con ags che sembrava quasi “compiaciuta”, sicuramente non ha proferito una parola…. – e non per dire che ‘non aveva bisogno di essere difesa, ma proprio per sottolineare che non c’era stata nessuna offesa!… – ma non ci vedo quell’atteggiamento di tante ipocritelle dalla (falsa) “anima candida”. Sembra invece quell’autocompiacimento tipico del potere che schiaccia… tronfio di titoli e di boria, e che poi, magnanimamente, fa la grande concessione: “non si sente offesa”…..
    ma va?! e DI CHE, di grazia?

    vabbè va, ve l’ho detto mi rincretinisco a parlare di ste cazzate, non ce la posso fare. Tutt’al più mi viene in mente una lite tra due, (in un ufficio, guarda caso) in cui uno urlava all’altro: ..perchè fra me e te c’è tutta la treccani!!…
    da piegarsi in due dalle risate.

  16. irisilvi
    21 October 2012

    (OT) mi scuso ma non saprei dove inserire questo video per Francesco, spero abbia la pazienza di guardarlo tutto.

  17. GiorgiusGam
    21 October 2012

    [OT] USA: Ennesima sparatoria di un folle dentro un centro commerciale – Diverse vittime. polizia cerca nordafricano…

    [LIVE VIDEO-RADIO]: http://bit.ly/T5GRp6

  18. Rosaria
    21 October 2012
  19. Rosaria
    21 October 2012

    Parla il prete “richiamato” dal prefetto “Infastidito non da me, ma dall’amianto”http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/10/21/news/parla_il_prete_richiamato_dal_prefetto_infastidito_non_da_me_ma_dall_amianto-45015833/?ref=HREC1-10

  20. Walter
    22 October 2012

    La lettera scritta dal Prete, al prefetto:
    Signor Prefetto,
    sono appena ritornato a casa dopo l’incontro in prefettura di mercoledì 17 ottobre.
    Come può facilmente immaginare mi sento tanto mortificato dalle sue parole gridate nei miei confronti e senza motivo davanti a un consesso così qualificato.
    Che dirle? Se a me, prete di periferia, è concesso di ignorare che chiamare semplicemente “signora”, la signora Prefetto di Caserta fosse un’offesa tanto grave, non penso assolutamente che fosse concesso a lei, arrogarsi il diritto di umiliare un cittadino italiano colpevole di niente, presente in prefettura come volontario per dare il suocontributo alla lotta contro lo scempio dei rifiuti industriali interrati e bruciati nelle nostre campagne. Alla fine dell’incontro ho ricevuto la solidarietà di tante persone presenti all’increscioso episodio e la rassicurazione da parte della, signora Prefetto di Caserta che non si era sentita per niente offesa da me nell’essere chiamata “ signora”.
    Forse le sarà sfuggito che lei non era e non è un mio superiore.
    Mi dispiace. Tanto.
    Avrebbe certamente potuto consigliarmi di rivolgermi al Prefetto di Caserta, chiamandola “signora Prefetto”. Avrei accolto immediatamente il suo consiglio. Invece, con il tono di voce del maestro che redarguisce lo scolaro, e con parole tanto dure quanto inopportune, ha quasi insinuato che il sottoscritto non avesse rispetto per lo Stato. Scrivo sovente per Avvenire, il giornale che ha il merito di aver portato il nostro dramma alla ribalta della cronaca nazionale. Se vuole può controllare se tra i miei numerosi editoriali c’è una – dico una sola – parola dove non risuona un amore sviscerato per la mia terra, la mia Patria, la mia gente. E un rispetto sofferto per le Istituzioni. Al contrario, se una cosa mi addolora (l’editoriale del 16 ottobre lo conferma ), se una cosa mi addolora, dicevo, è constatare che tante volte è propria la miopia delle istituzioni, la pigrizia di tanti amministratori, il cattivo esempio di tanti politici che fanno man bassa di denaro pubblico, a incrementare la sfiducia e la rabbia in tanti cittadini. Personalmente sono convinto che la camorra in Campania non la sconfiggeremo mai. Lo dico non perché sono un pessimista. Al contrario. Non la sconfiggeremo perché il “pensare camorristico” ha messo radici profondissime in tutti. Quel modo di pensare e poi di agire che diventa il terreno paludoso nel quale la malapianta della camorra attecchisce. Come ho potuto dirle in corridoio, io alle mortificazioni sono avvezzo. Spendo la mia vita di prete nella terra del “ Clan dei Casalesi”. La mia diocesi, Aversa, è quella di Don Peppino Diana. Quante umiliazioni, signor Prefetto. Quante intimidazioni. Quanti soprusi. Quante minacce da parte dei nemici dello Stato o di semplici delinquenti. Ma io dei camorristi non ho paura. Lo so, potrebbero uccidermi e forse lo faranno. Io l’ ho messo in conto fin dal primo momento in cui sono stato ordinato prete. No, non sono loro che rendono insonni le mie notti. Loro non sono lo Stato. Loro sono i nemici del vivere civile. Loro hanno sempre e solamente torto. Io credo allo Stato. Alla democrazia. Io credo alla libertà. Io credo alla dignità dell’uomo. Di ogni uomo. Io spendo i miei giorni insegnando ai bambini, ai ragazzi, ai giovani che non debbono temete niente e nessuno quando la loro coscienza è pulita. Ma aggiungo che bisogna sradicare il fare camorristico sin dai più piccoli comportamenti. Perché tutto ciò che uno pretende in più per sé e non gli appartiene, lo sta rubando a un altro. Perché ogniqualvolta che una persona si appropria di un diritto che non ha, sta usurpando un potere che non gli è stato dato. Tutti possiamo cadere in queste sottili forme di antidemocrazia. Ecco, signor Prefetto – glielo dico con le lacrime agli occhi – lei stamattina mi ha dato proprio questa brutta impressione. Lei ha calpestato la mia dignità di uomo. Ha voluto mortificare il prete o il volontario impegnato sul dramma dei roghi tossici? Ha voluto insegnarmi l’educazione – a 57 anni! – o mettermi a tacere perché già immaginava ciò avrei denunciato? Le nostre campagne languono, signor Prefetto. I giovani sono scoraggiati. I tumori sono aumentati a dismisura. La gente muore in questa terra avvelenata e velenosa. Le amministrazioni locali – qualcuno glielo ha ripetuto anche stamattina – non riescono a tutelare i loro territori e la salute dei loro cittadini. E proprio a costoro viene ricordato il dovere farlo. È una serpe che si morde la coda. Noi abitanti di questi paesi a Nord di Napoli, ci sentiamo prigionieri in questo “ Triangolo della morte” dal quale desideriamo uscire quanto prima, pur sapendo che per tanti di noi i danni alla salute sono ormai irreparabili. Lo facciamo per le generazioni future. Per andare con serenità incontro a sorella morte quando sarà il momento. Ci ripensi. In mezzo a tanti problemi in cui siamo impelagati; mentre nei nostri paesi tanta gente scoraggiata non ha fiducia più in niente e in nessuno; mentre la camorra ancora ci fa sentire il suo fiato puzzolente sul collo; mentre i rifiuti tossici continuano ad essere mbruciati e interrati nelle nostre terre, il signor Prefetto di Napoli, mette alla berlina un prete davanti a una cinquantina di persone, perché si è rivolto al Prefetto di Caserta chiamandola semplicemente “signora”, anziché “ signora Prefetto”. Incredibile. Resto, naturalmente, coi miei dubbi. Ai miei diritti non rinuncio facilmente. Ma, mi creda, cerco a mia volta di non invadere quelli di nessuno. Purtroppo, stamattina, credo che lei, signor Prefetto, pur forse senza volerlo, abbia maltrattato e rinnegato i miei.
    Le auguro ogni bene.
    Il parroco.

  21. Rosaria
    22 October 2012

    Altro esempio, sebbene trascorso, di stupidità altro che bene comune
    Il parroco che aiuta i poveri. “Se ne vada”, le proteste dei fedeli http://affaritaliani.libero.it/sociale/parroco-aiuta-poveri-proteste-fedeli100912.html?refresh_ce

  22. sissi
    23 October 2012

    Molto bella quella lettera (anche se io al suo posto non l’avrei scritta), commovente perfino.

    Comunque ormai so anche un’altra cosa: proprio i primi che si mettono in bocca la parola “mancanza di rispetto”, “ignoranza” ecc. SPESSO – non sempre perchè ironie a parte PERSONALMENTE MI ESCLUDO – sono i primi a cui mancano perfino le più elementari basi dell’EDUCAZIONE.

  23. sissi
    23 October 2012

    Ot personale
    …perchè comunque io ho un problema: vero che non mi sarei minimamente disturbata a scrivere quella lettera, ma in compenso faccio i “comizi”: aiutatemi ad essere SINTETICA , per favore, di parole e di ‘immagini’, perchè funziona meglio quando devo mandare qualcuno a fanc……lo!!
    (per esempio, oggi, bastava un semplice “buongiorno!” perchè non ho detto solo buongiorno?!? – le virtù del buongiorno e buonasera… in certi casi ;))

    • pinoscaccia
      23 October 2012

      ne hai facoltà ;)))

      • sissi
        23 October 2012

        …di dire buongiorno al posto del vaffa? ;)))
        magari….da sempre la mia predisposizione naturale preferita.

  24. lorena
    24 October 2012

    ho visto in ritardo il filmato , quello che mi ha maggiormente colpito e’ quando il prete ad un certo punto si guarda intorno sgomento , non capiva perchè il prefetto lo rimproverasse , lui aveva parlato con tanto garbo , aveva tante cose gravi da raccontare , forse per questo non ,lo volevano fare parlare , d’altronde la ministra oggi ha affermato che non si puo’ giudicare un prefetto da un unico episodio . Io quello che ho visto mi è bastato e lo condanno

  25. GiorgiusGam
    25 October 2012

    [OT Italia] The Great Economic Depression: Cia, 2 famiglie su tre costrette a tagli radicali spesa

    … il 53% dei consumatori gira piu’ di un negozio alla ricerca di sconti, promozioni e offerte speciali; il 42% privilegia le grandi confezioni o formati convenienza; il 32% abbandona le grandi marche per prodotti piu’ economici “senza firma” e il 24% ricomincia a fare cucina di recupero con gli avanzi della cucina, per evitare del tutto gli sprechi…

    MORE: http://bit.ly/UFKW9X

    • GiorgiusGam
      25 October 2012

      La famiglie italiane sono sempre più povere

      …Sono soprattutto le famiglie del Sud, i monogenitori e le coppie con un figlio che più frequentemente mostrano gravi segnali di difficoltà economiche, non essendo riuscite negli ultimi sei mesi a coprire per intero tutte le spese. Anche tra le famiglie con mutuo immobiliare aumentano le situazioni in cui la restituzione della rata diventa più difficile…

      MORE: http://bit.ly/UFKW9X

      • GiorgiusGam
        25 October 2012

        il segnale allarmante nella zona dove abito sono le imminenti attivazioni di centri Caritas locali all’interno del comprensorio vescovile senigalliese. Recentemente mi ritrovo a sistemare-vendere vecchi Pc Pentium 3 per diverse famiglie/singoli che non possono permettersi di spendere 100/150 Euro per un buon Pentium 4 usato. Brutta situazione economico-sociale con rischio d’implosione a livello nazionale già a fine 2012. “Call Iceland”

  26. Rosaria
    25 October 2012

    Pace prefetto-parroco stretta di mano e doni Il prete era stato rimproverato per aver chiamato ‘signora’ e non ‘signora prefetto’ la collega di Caserta http://ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/10/25/Pace-fatta-prefetto-parroco-stretta-mano-scambio-crocifisso_7689298.html

  27. pipistro
    27 October 2012

    Storie di ordinaria italianità. Quando smetteremo di sentirci sudditi dentro, simili episodi e relativi protagonisti verranno ricondotti al rango di barzelletta.

    • sissi
      28 October 2012

      ..infatti per me che non mi sono mai sentita suddito, lo è già!! da quel dì! :)))
      che poi a me pure questo “signora”… dovendo proprio essere sincera… ;)))
      ecco:

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