La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

I marò da oltre otto mesi sono in carcere in India. E stiamo pure molto attenti a non urtare i signori di Delhi

Tra pochi giorni, il 28 ottobre, si correrà in India il gran premio di Formula Uno. In molti chiedono alla Ferrari di mostrare un gesto di solidarietà per i due marò italiani reclusi da più di otto mesi. Ma il governo tentenna, anzi ha detto no per “non urtare” i signori di Delhi. La storia comincia a diventare paradossale e conferma tutta la debolezza della politica estera italiana. Non dimentichiamo chi sono Massimiliano Latorre e Salvatore Girone: sono due militari impiegati su navi mercantili contro l’assalto dei pirati. Forse hanno sparato, ma all’interno delle loro funzioni e sicuramente in acque internazionali, dunque su “territorio” italiano. Una cosa è certa: non sono criminali. Eppure la magistratura indiana continua a rimandare ogni decisione e noi abbiamo paura che si urtino… Dopo l’ennesimo rinvio la Suprema Corte di Delhi deve decidere sull’immunità o sulla giurisdizione, altrimenti i due marò saranno processati per omicidio: forse colposo o forse addirittura volontario. Nel frattempo è stato approvato un trattato che prevede lo scambio di prigionieri, cioè i condannati sarebbero trasferiti nel proprio Paese d’origine a scontare la pena. Attualmente ci sono 108 indiani in carcere in Italia, mentre sono soltanto il dieci per cento, 18, gli italiani rinchiusi in India. Bel baratto, non c’è che dire. Due militari scambiati con due banditi. E quasi dobbiamo dire grazie, in puro stile diplomatico. Avete mai visto un ambasciatore che batte i pugni sul tavolo? Per carità, poco elegante. Vale la pena di ricordare che l’Italia, dieci volte più piccola dell’India, ospita una comunità indiana  numerosissima (oltre 120 mila immigrati) e perfettamente integrata. Alla faccia dell’orgoglio dei nazionalisti di Delhi. E dobbiamo pure farci prendere a schiaffi? 

58 comments on “I marò da oltre otto mesi sono in carcere in India. E stiamo pure molto attenti a non urtare i signori di Delhi

  1. Monica
    19 October 2012

    Saprei io a chi prenderei a schiaffi. E basta con questa diplomazia spicciola che sta facendo di due militari italiani un libero bersaglio.

  2. pinoscaccia
    19 October 2012

    Mi dispiace ammetterlo, ma anche i giornali hanno le loro responsabilità: li hanno completamente dimenticati persi in mille stupidi gossip.

  3. RENZA MARTINI
    19 October 2012

    ..certo, è più interessante sapere se Belen è incinta o no….

  4. Pino Schiavoni
    19 October 2012

    l’errore principale è stato quello di abbandonare la nave xchè quella è terra italiana ,una volta a terra ci siamo giocati tutte le ns ragioni e con stati e democrazie traballanti ed incerte è difficile dialogare….i media dopo pochi giorni hanno cambiato registro….il governo è quello che è..portiamoceli a casa ,turiamoci il naso ma portiamo a casa

  5. vincenza63
    19 October 2012

    La diplomazia ha scambiato la nostra bandiera per carta igienica e la nostra nazione per un fantoccio da prendere a calci. I Tg dove sono?

  6. sissi
    19 October 2012

    12 anni di carcere per aver contraffatto cd

    http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2012/10/19/news/alioune_12_anni_di_carcere_per_aver_contraffatto_cd-44857297/?ref=HREC2-8

    Dobbiamo farcene una ragione mi sa: la vita umana non conta più niente, vendono e comprano le persone secondo quello che contano o non contano, come con i due militari italiani.
    Solidarietà, ma non basta…dal mondo CIVILE.

  7. Maria
    19 October 2012

    La prolungata assenza di notizie aggiornate, nn vi nascondo, aveva fatto dimenticare anche me l’increscioso episodio dei marò. So solo che hanno mandato degli incapaci a mediare con le autorità indiane, giusto per far vedere che se ne stanno occupando.CAZZATE. Ho il forte sospetto che il governo italiano abbia solo timore di compromettere i già deboli rapporti instaurati con l’India, addirittura penso che dei due marò nn gli importi proprio nulla e che sia pronto a farli sacrificare pur di nn compromettere i conquistati rapporti con quel paese.Di certo c’è che, se i due militari, dovessero essere uccisi, noi modificheremmo il nostro atteggiamento con gli indiani che risiedono nel nostro paese. E’ sbagliato? Lo so, ma ci sono atteggiamenti che vengono spontanei.

    • pinoscaccia
      19 October 2012

      Il problema è che non può diventare ministro un ambasciatore. Sono i peggiori, ne ho conosciuti tanti in giro per il mondo: il loro obiettivo è sempre mediare non scontentando il Paese che li ospita, la politica è un’altra cosa.

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  9. Walter
    20 October 2012

    Se si potesse entrare nei pensieri dei due militari italiani ostaggi dei fachiri del Gange, si scorgerebbe certamente questo rendiconto:
    – “ma per quale cacchio di Paese abbiamo reso i nostri servigi?”
    Io al posto loro strapperei il passaporto italiano e chiederei asilo politico in un paese civile. Dove “civiltà” non è solo progresso tecnologico o spread, ma una parola, nel senso più nobile del termine, che rende senso alla dignità di ogni individuo della Società.
    Siamo governati da scarpari della Finanza e contasoldi, che non sanno un tubo di diplomazia. Forse non è nemmeno questione di politica, ma di attributi.
    Attributi che in questo caso vanno tirati fuori e messi in mostra e in funzione. A forza.

    • ags117
      20 October 2012

      un esempio tratutti: la Ferrari non dovrebbe correre. Ma figurati se

  10. barbara brunati
    20 October 2012

    Ma non avevamo riconquistato un posto agli occhi dell’Europa e del mondo? La triste vicenda dei due marò ci riporta alla cruda realtà: no, non sappiamo imporci, o meglio non sappiamo far valere le nostre ragioni.Avessimo un quinto dell’insistenza degli indiani, Salvatore e Massimiliano sarebbero già a casa. Avessimo un Ministro che sa fare il suo mestiere, non ci preoccuperemmo di urtare la sensibilità di Nuova Delhi, perché avremmo già trovato argomentazioni a iosa.

  11. Salvo
    21 October 2012

    Mi risulta che (mi vergogno a scriverlo) ai nostri sottufficiali prigionieri in un paese straniero, per motivi che il governo italiano ha dichiarato chiaramente illegittimi, sia stato sospeso lo stipendio. Nel Battaglione San Marco c’è rabbia e amarezza, ma prevale il silenzio e la solidarietà: una colletta mensile garantisce sostegno ai familiari dei compagni.
    “Per quale paese sacrifico la mia libertà? un paese che, nel dubbio, mi ha già condannato”.
    Pino, dov’è un cronista che renda pubblica questa notizia?

  12. paolo dinucci
    25 October 2012

    ma i due marò hanno ammazzato oppure no due cittadini indiani che non avevano niente a che fare con i pirati? se li hanno ammazzati é giusto che vengano giudicati una divisa non rende impunibile nessuno.
    sempre che abbiano ucciso cittadini inermi otto mesi sono quisquilie nei confronti dei tempi processuali dei paesi europei italia compresa (…)

    • pinoscaccia
      25 October 2012

      I due marò stavano facendo servizio di scorta in una zona di mare infestata dai pirati. Oltretutto su una italiana con un equipaggio in massima parte indiano. Non li hanno “ammazzati”, sempre se sono stati loro, ma al massimo si è trattato di un incidente. Non si chiede l’impunità, ma giustizia, e anche il rispetto delle regole visto che l’incidente è avvenuto in acque internazionali e sono trascinati a riva con un inganno.

      • paolo dinucci
        26 October 2012

        non voglio entrare nel merito se erano o no in acque internazionali però che ci siano stati due morti é un fatto e che questo sia stato un incidente lo dice la farnesina che come ho avuto modo di costatare per altri fatti non va tenuta in nessuna considerazione. quindi é giusto attendere la risoluzione del tribunale indiano che é sicuramente più rapido dei tribunali europei

        • pinoscaccia
          26 October 2012

          che pensi che li abbiano voluti uccidere apposta?
          è evidente che è stato un incidente, o magari un equivoco, pensando che fossero pirati

          • paolo dinucci
            26 October 2012

            chissà, la fretta la superficialità la voglia di fare gli eroi tanti si sono attirati guai più grossi di loro.(sempre basandomi sulla mia trentennale esperienza) quello che dicono i rappresentanti della farnesina lascia il tempo che trova aspettiamo e vediamo cosa scriveranno i giudici indiani nella sentenza

          • pinoscaccia
            26 October 2012

            quello che dice la farnesina non conta niente (anche se conoscono la versione dei militari), perchè pensi che i giudici indiani – spinti dalla politica e dall’opinione pubblica – saranno al di sopra delle parti? o vorranno soddisfare il forte spirito nazionalistico?
            non puoi sapere, come non lo so io, quello che è successo

  13. pinoscaccia
    25 October 2012

    Il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi di Sant’Agata, si è congratulato su Twitter con la Ferrari per la decisione di correre il prossimo Gran premio di Formula Uno in India con la bandiera della marina militare sulle sue auto, in segno di solidarietà con i due Marò.

  14. Salvo
    26 October 2012

    Signor Dinucci, lei ha sicuramente una rispettabile esperienza, ma non conosce le regole d’ingaggio ricevute per questa missione. E non conosce la cura dell’addestramento, e neanche l’abitudine ai teatri operativi che ormai, da anni, ha il Battaglione S. Marco. La invito ad approfondire la materia. Nel frattempo abbia maggiore rispetto per chi è stato giudicato da un tribunale illegittimo, che non ha consentito una contro-perizia balistica, ed ha distrutto il peschereccio in questione.

    • paolo dinucci
      28 October 2012

      é vero che non conosco le regole di ingaggio ricevute per questa missione pero é incontestabile che ci sono stati due morti ed é ancora più incontestabile che il governo italiano abbia tentato di dare dei soldi alle famiglie delle vittime riconoscendo l’errore e la diretta responsabilità dei due marò.
      per quanto riguarda la cura dell’addestramento non voglio entrare nel merito anch’io ho avuto parecchio personale ai miei ordini e quei teatri operativi forse li conosco meglio di lei. io rispetto la decisione del tribunale di una nazione. per quanto riguarda l’imparzialità del tribunale credo che non arrivi mai a raggiungere la parzialità che esiste nei tribunali di alcune nazioni dell’unione europea Corte europea dei diritti dell’uomo di strasbourg compresa. i due marò ancora non sono stati giudicati da nessun tribunale per questo dico aspettiamo il giudizio !

      • pinoscaccia
        28 October 2012

        Lo scandalo è proprio questo lunghissimo….carcere preventivo.

        • paolo dinucci
          29 October 2012

          facilmente si dimentica di quanto tempo passano,in italia, tante persone mandate in carcere preventivo. io sono stato tenuto sequestrato per 15anni da una nazione europea con la criminale complicità del governo italiano. quindi lasciamo giudicare al tribunele adito.

  15. Valentino
    27 October 2012

    Ci provo a riscrivere la mia opinione per la seconda volta (visto che la prima non è comparsa) su questo sito.
    Prima di tutto ho letto qui le opinioni come che “acque internazionali, dunque su “territorio” italiano”. A dir la verità, non credo che le acque internazionali sono “territorio” di qualcuno. E se i due marò, sono stati arrestati, ho il forte dubbio che si trovavano nel “territorio italiano” (leggersi acque internazionali).
    Poi vorrei dire che mi sembra un nonsenso fare appello alla onesta della giustizia indiana, ma nel frattempo fare delle pressioni su di essa con il boicottare delle Ferrari. Se vogliamo il “fair-play”, dobbiamo essere primi noi a farlo.
    Terzo. La diplomazia italiana è la prima a stendere il silenzio, ciò che mi sorge il fortissimo dubbio come che si trovano davanti a delle prove non molto positive sui due marò. Ed in questo caso, credo che la miglior strategia….. sarebbe il silenzio.
    Quinto. Mi pare che qui si parla di un “incidente”. Non si ammette minimamente di catalogare l’accaduto come un crimine. Ma se ci fosse cosi? Potete ammetterlo? Siete capaci di farlo? Qual tipo di incidente possiamo catalogare questo qua? Morti per “incidente maritimo”? O magari “di lavoro”? Ci avreste coraggio a dirlo ai famigliari dei deceduti? Provate a mettere un specchio davanti e di farlo. Ci riuscirete? E stato un errore dirette. Errore? Con due pallottole in testa?
    Come si può cancellare ad uno l’accusa del crimine, sostituendo con quella del “errore” o “incidente” quando toglie una vita, mi dite?
    Vi ricordate di Calipari? Anche esso è morto per “un incidente”. Scommetto che avete fortemente chiesto la punizione dei marines colpevoli. Ed anche la…. erano in “territorio americano”. Dio, quanto si ripete la storia.
    Vi ricordate Amanda Knox? Anch’essa è stata liberata seguito ad una opinione pubblica americana che non si fidava della giustizia italiana. E con delle pressioni “mass mediatiche”. Vi sembra giusto?
    Si, mi dirette, sono stati altri fattori. Non centra. L’idea di rendere impunibile una persona che “ha ucciso” per sbaglio, mi da dei brividi. Chi ha sbagliato…. DEVE PAGARE.

    • pinoscaccia
      27 October 2012

      Stai fuori strada, appena posso te lo spieghero’.

    • Walter
      27 October 2012

      La nave mercantile sulla quale prestavano servizio i due militari è Territorio italiano, su acque internazionali. Il Diritto Internazionale e della Navigazione è chiaro in merito. C’ è una competenza specifica su chi deve giudicare i delitti commessi in questo ambito. E non è l’ India. Ciò non significa che non hanno commesso omicidio, ma non è il governo indiano che li deve giudicare.
      Stesso dicasi per il Cermis, dove per fare “fair-play” tal quali a sudditi, l’ Italia è stata buggerata. Siamo anche servi dell’ India oltre che degli USA adesso?

      Tral altro la Ferrari, può esporre la bandiera che gli pare sulle sue vetture. Quello stemmino adeso al corpo vettura è la rappresentazione di una delle Bandiere Ufficiali dell’ Italia. Pertanto il signor Ecclestone, si sta zitto e se ne va in una delle sue roulotte disseminate in qualche circuito a contare i chili di soldi da regalare alla sua figliuola.
      Le sue intemperanze di apoliticità sportiva le vada a raccontare a qualcun altro.
      Se non è politica questa, cos’ è?

      http://www.corrieredellosport.it/formula_1/2012/10/27-274980/Ferrari,+marcia+indietro+Ecclestone

  16. Salvo
    27 October 2012

    condivido l’opinione e i fatti esposti da Walter. Incontestabilmente esiste un diritto internazionale disatteso dall’India. Solo rispettando delle procedure universalmente condivise, si può avviare un procedimento dove accusa e difesa hanno pari possibilità. Voglio ricordare a Valentino che l’ordine di rientro in porto fu recepito in acque internazionali. Il sottufficiale più anziano, se avesse voluto, avrebbe potuto girare la prora della nave verso l’Italia. Qui se la sarebbe cavata con un procedimento disciplinare serio, ma non paragonabile ad un’accusa dalla quale non ci si può difendere.

  17. Valentino
    27 October 2012

    Prima di tutto si debba vedere se la fonte delle informazioni sono esatte, e sopratutto imparziali. Stanno a quello che mi ditte esse sono di provenienza italiana e quindi parziali. Se avessimo la possibilità di leggere quelli indiane sono sicuro che i dati differenzierebbero. Non che gli indiani avrebbero più ragione, ma comunque, di solito la verità sta da qualche parte in mezzo. E non ditemi che gli indiani avrebbero qualcosa contro i italiani e quindi falsificherebbero le prove con uno scopo oscuro.

    • pinoscaccia
      28 October 2012

      Gli indiani sicuramente non ce l’hanno con gli italiani ma altrettanto sicuramente hanno un forte spirito nazionalistico, anche sulla spinta politica del partito di maggioranza che lo cavalca. Ci sono alcuni fatti oggettivi. 1. E’ successo in acque internazionali ma su nave italiana per cui secondo i codici di navigazione si tratta di territorio italiano. E quindi dovrebbe essere un tribunale italiano a giudicare. 2. I marò sono stati attirati a terra con un inganno. 3. La corte indiana non ha accettato la contro perizia balistica, inconcebile e sospetta carenza investigativa. 4. E’ stato distrutto il peschereccio, cioè le prove. Inoltre bisogna ricordare che si tratta di due militari in servizio, non di due civili, ingaggiati per difendere una nave in una zona di mare infestata dai pirati, situazione che le autorità indiane si sono sempre rifiutate di affrontare. Nessuno di noi conosce i motivi per cui è accaduto quello che continuo a definire incidente, poichè è inimmaginabile pensare che i marò hanno voluto uccidere volontariamente due pescatori. Il peschereccio che manovra ha fatto? Perchè i militari di scorta si sono sentiti in pericolo e quindi hanno reagito? I magistrati indiani non hanno mai spiegato questo e nascosto i risultati dell’inchiesta. Ce n’è più che a sufficienza per parlare di giustizia (indiana) scandalosa. E lo Stato italiano ha tutto il diritto di chiedere il rispetto di due suoi militari e l’accertamento della verità. Il resto è solo acredine antimilitarista. Anche irritante per come è posta in chiave anti italiana. Chi dovrebbe spiegare è la giustizia indiana. E non lo fa ormai da otto mesi e mezzo, rifugiandosi in una sovranità letteralmente scippata con un tranello.

  18. sissi
    27 October 2012

    Anch’io condivido molto Walter, tutto il primo pezzo prima della ferrari (chè mi ci perdo per capirne ancora meno) : non fa una piega.

    (per il resto preferisco il sarcasmo – si sa – più o meno velato, in un pezzetto di Pino che riporto qua: “Il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi di Sant’Agata, si è congratulato su Twitter con la Ferrari per la decisione di correre il prossimo Gran premio di Formula Uno in India con la bandiera della marina militare sulle sue auto, in segno di solidarietà con i due Marò”)…

    • sissi
      28 October 2012

      (e Pino, letto adesso).

  19. Valentino
    28 October 2012

    Come dicevo…. sui fatti accaduti abbiamo notizie da (e soltanto da) fonti italiane.
    Per dare soltanto un esempio.
    Voi dite che l’arresto è avvenuto soltanto con un inganno.
    La parte indiana invece…. afferma che l’arresto è avvenuto soltanto dopo trattative con le autorità italiane. E accusa esse di aver ritardato a lungo il fatto.
    Ok. Stando a quello detto di loro, mi chiedo, perché mai la diplomazia italiana avrebbe dovuto permettere che esse siano arrestati? A meno che… non si trovavano nelle acque indiane.
    Non solo. Su Enrica Lexie non si trovavano soltanto i due marò. Dove sono i altri membri? Cosa dichiarano? Non si parla niente. E questa cosa mi fa dubitare molto. A quanto pare, il peschereccio si è trovato sotto “fuoco amico” per il fatto di non aver risposto ai avvertimenti dell’Enrica Lexie. E non perché erano armati.

    P.S. Per quanto riguarda la distruzione del peschereccio, mi pare la più grossa palla possibile. Qualsiasi diplomato o politico avrebbe capito che facendolo sarebbe stato uno sbaglio. Enorme. Distruggere una prova sarebbe come riconoscere la colpevolezza. Se volessero davvero falsificare, non sarebbe meglio far sparire le armi e farlo vedere come un innocuo peschereccio? O magari, sostituirlo?

    • pinoscaccia
      28 October 2012

      Non è assolutamente vero. Anzi, quando la …diplomazia italiana ha saputo che erano scesi a terra si è imbufalita. E’ stato un grande errore: i marò sono scesi in buonafede proprio per fornire spiegazioni. Evidentemente avevano la coscienza pulita altrimenti sarebbero rimasti su territorio italiano. Gran parte dell’equipaggio, guarda caso, era indiano. Non ho detto che sul peschereccio erano armati, ma che probabilmente hanno compiuto una manovra sospetta. Decine di navi, specialmente italiane, sono state attaccate dai pirati in quelle acqua. Sulla distruzione del peschereccio ci sono fonti certe, come sulla contro perizia negata. Probabilmente si sentono talmente arroganti in casa propria da fare quello che vogliono. E non c’entrano nè la diplomazia nè la politica indiana, ma la magistratura. Abbiamo avuto altri esempi (Battisti in Brasile, per esempio) di autonomia assoluta, al di là della comunità internazionale. Poi continuo a non capire perchè, da italiano, dovrei credere più agli indiani. A meno che, appunto, non ci sia – ripeto – una avversione preconcetta per i militari. I marò non facevano la guerra ma stavano difendendo un mercantile pescatori del mio Paese. E starò sempre dalla loro parte.

  20. Valentino
    28 October 2012
  21. Valentino
    28 October 2012

    Non è assolutamente un discorso di essere o non essere con italiani. Ma si tratta dei fatti che sono poco chiari. Sia da una parte…. che da l’altra.E non le chiedo nemmeno di credere “di più” gli indiani. Ma nemmeno di prendere alla lettera le fonti italiani. Se italiani dicono che sono stati ingannati, se i marò hanno fatto soltanto il loro dovere….allora perché la parte italiana chiede di giustiziarli in Italia. E non si ribella invece nel dichiarare la legalità del fatto accaduto. Allora vuol dire che anche la diplomazia italiana riconosce “l’incidente” come non proprio non corretto.
    Credere arroganti i indiani? Vada a chiedere loro cosa pensano dei italiani. Ma se dobbiamo imprigionare o sprigionare due persone in base alla arroganza dei loro popoli…. mmmmh…. io non vedo niente di giusto (visto che facciamo tanto appello a questa parola)
    Grazie.

    • pinoscaccia
      28 October 2012

      Non parlo del popolo indiano: è arrogante il loro modo di fare giustizia. Le autorità italiane pretendono il rispetto delle convenzioni internazionali. Stavano su territorio italiano, non indiano quindi non spetta a un tribunale di Delhi decidere la loro eventuale responsabilità. Su questo semplice principio si batte la diplomazia. Trattandosi di due militari in servizio in ogni caso è scandaloso questo carcere preventivo: otto mesi e mezzo e ancora non hanno deciso neppure l’accusa. Questa è mancanza di rispetto. Mi sembra chiaro.

  22. Valentino
    28 October 2012

    Proprio qualche minuto fa, ho esposto i fatti (e ovviamente, anche i commenti del suo blog) ad un amico indiano. Al di la del fatto che anche lui non ha voluto esprimere un giudizio affrettato (sopratutto per la mancanza delle prove reali) ha pero fatto un unica notazione. Esprimo testualmente le sue parole:
    . E’ vero…. forse… che i due militari si trovavano sul loro territorio, italiano. Ma anche i due defunti….. si trovavano sul territorio indiano…. quando gli hanno sparato.

    • pinoscaccia
      28 October 2012

      Con tutto il profondo rispetto per i defunti, è una scemenza giuridica. Esiste il diritto internazionale. I reati vanno giudicati (ed eventualmente puniti) dalla giustizia del Paese dove sono stati consumati. In Italia ci sono 108 indiani in carcere per delitti commessi in Italia. E le vittime erano italiane.

  23. sissi
    28 October 2012

    Sarà una scemenza a livello giuridico…però colpiscono le parole di questo indiano…sembra proprio l’anima indiana quando parla il linguaggio del cuore. – a proposito di “popoli” e delle loro somiglianze…nella bellezza o nell’arroganza secondo come intendono essere.
    (a proposito, non c’entra niente, ma ho visto un film indiano, “la tartaruga”, su Gandhi… bellissimo).

    • sissi
      28 October 2012

      (però, dovendo essere pratici, in tema di leggi e di diritto internazionale e soprattutto di “rispetto”, condivido che i due militari non lo stanno avendo, e anch’io non lo trovo giusto).

  24. Valentino
    29 October 2012

    Non voglio essere un “rompi palle”. Per ciò, insisto per un ultima volta. E prometto di non rompere più. Ma con la praticità sono morte due persone. Nessuno ha colpa, ma sono morte due persone. Chiedo soltanto una riflessione. Anche nel caso Calipari è stato “un incidente”. Anche nella sua morte è stata una praticità. Ed anche in quel caso diplomatico, i due marines sono stati assolti. Ora…… ditemi che è giusto. Ditemi che cosi doveva essere. Ditemi che Calipari e morto per un “incidente”. Perché con tutto il rispetto, se non fosse stato giusto per i americani, perché debbano essere per italiani. E qui chiudo. Chiedendo anticipatamente scusa se ho offeso qualcuno con la mia insistenza nel essere contrario. Non sono un anti – italiano come potrebbe sembrare. Ma mi è sembrato coretto esprimere dei dubbi su un caso che 2non mi convinceva”. Grazie.

    • pinoscaccia
      29 October 2012

      Il caso Calipari è molto diverso. E comunque è stato assolto proprio perchè operava in territorio di guerra.
      Per anni le navi italiane in quel tratto di mare sono state attaccate dai pirati perchè non scortate.

      • paolo dinucci
        29 October 2012

        i soldati americani sono stati assolti perché il governo italiano si é tirato giù le braghe (altro che operare in territorio di guerra). quello del calipari é stato un omicidio doloso anzi gli ordini erano di uccidere tutte le persone che si trovavano sulla macchina come segnale nei confronti di berlusconi a causa del fatto che per liberare gli ostaggi praticava di pagava riscatti milionari in dollari ad “al qaeda” e per gli americani di fatto finanziava il terrorismo.

        • pinoscaccia
          29 October 2012

          E’ solo un’ipotesi (è anche la mia). Sta di fatto che stava di guardia alla strada più pericolosa di Baghadad. E se è vero che ci siamo calati le braghe con gli americani, dobbiamo calarcele anche con gli indiani?

          • paolo dinucci
            30 October 2012

            be con le mezze calzette che lavorano alla farnesina può succedere anche molto peggio. comunque non ho mai detto di calarsi le braghe ma di attendere le azioni del tribunale indiano che é obbligato ad intraprendere.
            quella di calipari non era un ipotesi (almeno da parte mia) e se avessero accolto la mia proposta sarebbe ancora vivo

    • sissi
      29 October 2012

      @ Valentino ( e a tutti)

      con “dovendo essere ‘pratici'”, non intendevo “menefreghismo” e ancora meno mancanza di rispetto verso le persone morte, e anzi mi scuso io se ho involontariamente offeso qualcuno dando quest’impressione.

      E’ che nella mia testa… – ma come RISULTANZA DELLA REALTA’ ESTERNA, – c’è la profonda quanto infastidita convinzione di una sorta di ‘dicotomia’ tra quello che rappresenta la parte più interiore ed elevata dell’essere umano – quindi le parole di quell’indiano… o il citato film “la tartaruga”… – dove infatti il protagonista che deve interpretare il ruolo di Gandhi in un film, finisce quasi per diventarlo realmente nella vita, interiorizzandolo, ed è l’UNICO che ha veramente compreso i principi gandhiani, ma totalmente incompreso dagli altri, si ritrova inserito nella meschinità e nella miserabilità dei contorni ‘ordinari’ invece, quelli che chiamano di “tutti i giorni”, della cosiddetta “vita normale”, di “chi si spacca di lavoro”….e così via.

      “Dovendo essere pratici”… si finisce alle regole e alle leggi, giustamente comprese quelle del DIRITTO perchè giammai vi rinunceremmo ancora , ma è una sfera logico-razionale-minerale nella quale non c’è posto per l’autocoscienza e la conoscenza…più approfondita della vita e dei suoi infiniti risvolti e significati.

      Questo intendevo.
      E nella logica dei diritti e delle leggi, pur leggendo attentamente tutti i tuoi ragionamenti che giustamente fai bene a sollevare (non siamo dei cadaveri incapaci di avere un’opinione su qualunque cosa al pari dei vegetali) , a livello razionale condivido anche quanto chiaramente espresso da Walter, in tema di regole internazionali (che peraltro io nemmeno conosco, le ho lette qua).

    • Salvo
      2 November 2012

      Tutti i morti per mano dei veri pirati, in difesa dei quali il Governo indiano non è intervenuto, sono di serie B? O aveva urgente bisogno di dare risposte politiche?
      Per Calipari non sappiamo, perchè siamo nel campo dell’intelligence, se via sia stata comunicazione tra Italia e USA.
      In condizioni di normale visibilità una nave rileva nel proprio campo visivo un peschereccio almeno venti minuti prima della collisione (il radar 1 ora prima), so di cosa parlo. Un intervallo di tempo enorme perchè una vedetta di guardia possa stabilire se la rotta del peschereccio sia o no ostile. Per questo non accetto l’ipotesi dell’incidente: non è un posto di blocco notturno, non è un Carabiniere assediato in una jeep.

      • pinoscaccia
        2 November 2012

        E’ la tua opinione. La rispetto, anche perchè non conosco i dettagli (per Calipari potrei dirne di più, visto che quelle parti le ho molto frequentate). Ma non ti puoi permettere di dare lezioni, anche perchè qui sei un ospite, accolgo tutti i pareri, ma decido io chi merita rispetto e chi no. Tutti siamo dichiaratamente di parte, a cominciare da te. Chiaro?

  25. pinoscaccia
    3 November 2012

    «Siete ingiustamente trattenuti in India». Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola si è rivolto in questo modo ai due marò Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, arrestati da più di otto mesi e bloccati a Kochi, nello Stato di Kerala. Nel corso di un collegamento audio-video in occasione del messaggio di saluto dello stesso ministro al personale militare italiano impegnato nei teatri operativi all’estero, Di Paola ha portato il saluto dell’Italia ai due militari, assicurando loro la vicinanza di tutte le istituzioni «fino alla giusta risoluzione del caso». «Sono convinto – ha detto il ministro – che questa soluzione sarà il riconoscimento da parte della Corte Suprema indiana del diritto dell’Italia a giudicarvi in Italia. Siamo fiduciosi su questo».

    • Salvo
      3 November 2012

      Pino,
      forse non mi sono espresso bene nella mia ultima. Voglio chiarire circa la mia convinzione che non sia stato un incidente, semplicemente perchè i militari italiani non hanno sparato a nessuno, avendo avuto il tempo e la competenza per valutare la minaccia in mare aperto e, fino ad una reale prova contraria, sono innocenti e ingiustamente detenuti.
      Ho chiesto una risposta a Valentino (che asserisce di non voler più fastidio), anche se non condivido assolutamente la sua opinione.
      Credo che ascoltare una replica sia rispettoso.
      Credo che il nostro paese, con tutti i difetti che ha, lasci ancora esprimere una opinione contraria al comune sentire.
      Credo inoltre che non tutti i paesi, nel mondo, concedano questo privilegio.
      Ti chiedo scusa per il malinteso.

      • pinoscaccia
        3 November 2012

        E io chiedo scusa a te. Nel web i malintesi sono frequenti. Sono contento di averlo chiarito.

  26. pinoscaccia
    4 November 2012

    «Continueremo a compiere ogni tenace sforzo per riportarli a casa». Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto ricordare Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, i due militari italiani prigionieri in India da più di otto mesi , nel giorno della festa delle forze armate. A tutti i giovani militari impegnati su fronti internazionali, il presidente ha voluto manifestare «vicinanza e gratitudine con particolare affetto e ansietà per chi è ancora privato della libertà».

  27. Salvo
    4 November 2012

    Sono ottimista. Ritengo che il fattore decisivo sia il pressing diplomatico, e quindi i media non devono abbassare il livello di attenzione, mentre le Istituzioni non devono abbassare il livello dell’impegno. Alla fine anche l’India dovrà considerare l’opportunità di rilasciare i nostri militari. Un eventuale esito negativo di questa vicenda avrebbe in realtà una sola vincitrice: la pirateria.

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This entry was posted on 19 October 2012 by in persone.

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[341 in prigione]

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