La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Un bambino conteso non è un criminale, ma una vittima

Quando c’è di mezzo un figlio, specie se minore, ogni causa di separazione diventa comunque lacerante. Non è facile giudicare, anche se bisognerebbe innanzitutto pensare a loro, ai bambini. Il caso di Padova apparentemente cozza contro questo principio poichè un ragazzino di dieci anni viveva con la madre e rifiutava di vedere il padre, ma un giudice ha deciso di ribaltare la situazione strappandolo dalla casa materna e affidandolo a una casa famiglia. Avrà avuto le sue ragioni. Il problema, sia pur drammatico, non è neppure questo. E’ la modalità dell’esecuzione dell’ordinanza del giudice che fa rabbrividire. Una volante della polizia, sembra con le sirene accese, si è presentata a scuola.  Il ragazzino conteso è stato prelevato con la forza. Non è un modo di dire: proprio con la forza mentre si divincolava disperatamente. Insomma come se fosse un criminale. Se è vero, indigna il comportamento di almeno uno degli agenti che avrebbe detto a una zia del piccolo: “Io sono un ispettore di polizia, lei non è nessuno”. Bisognerebbe cominciare proprio da qui: che un ispettore di polizia è (e deve sentirsi) un cittadino qualsiasi che ha un lavoro importante ma non superiore agli altri cittadini. Anche perchè il giudice nell’ordinanza era stato chiaro: l’azione della forza pubblica doveva “esplicarsi nelle forme più discrete e adeguate al caso”.  Il video

95 comments on “Un bambino conteso non è un criminale, ma una vittima

  1. laura
    11 October 2012

    diritti dei bambini sempre mortificati. Nn entro nel merito del provvedimento del giudice. I metodi sono sbagliati. Il piccolo è stato traumatizzato. Quando capiranno i grandi che gesti simili possono destabilizzare i bambini con effetti a lungo termine? Prima di farsi le lotte, che si pensasse alla serenità e al bene dei bambini. Una vergogna! Ieri quando ho visto e soprattutto sentito il bimbo che chiedeva aiuto, mi sono vergognata di essere italiana.

    • pinoscaccia
      11 October 2012

      Anch’io non ho elementi per entrare nel merito dell’ordinanza, ma a occhio dovrebbe innanzitutto essere rispettata la volontà del bambino. E comunque non è certo quello il sistema, anche contro le indicazioni del giudice.

      • ags117
        20 October 2012

        ma tu ci credi che nn sono riuscita a vederlo, quasto filmato? mi basta la foto del fermo immagine. Molto eloquente, troppo.

    • Soqquadro
      21 March 2013

      E’ tornato a casa…. :-)

      • Diemme
        21 March 2013

        Quale casa?

        • pinoscaccia
          21 March 2013

          A casa sua. Con la madre. notizia
          La Cassazione ha stabilito che quella sentenza fu un errore.

          • Diemme
            21 March 2013

            Vado subito a leggere, grazie!

          • Diemme
            21 March 2013

            Letto: ma il trauma del bambino, chi lo ripaga? O qualcuno pensa che siano di gomma, che siano in grado di subire senza portarne conseguenze ogni follia di noi adulti, genitori, giudizi o polizia che sia?

  2. Marco Alici
    11 October 2012

    Quello che si vede è raccapricciante da qualsiasi punto di vista lo si guardi.

  3. marcellolupo
    11 October 2012

    ho visto le scene ieri sera…posso dire che una roba STOMACHEVOLE! degna del miglior PAESE INCIVILE… quei poliziotti (o non so bene cosa) devono dare delle spiegazioni e pure chi li ha mandati a compiere questo tipo di operazione DISGRAZIATA !!

    • ags117
      20 October 2012

      pensa che il questore di Padova si è affrettato a dichiarare che i “suoi” uomini (se li tenga stretti) hanno avuto una condotta ineccepibile e cristallina. Capito? siamo messi bene, se c’è una difesa ad oltranza dell’indifendibile, anche dove si è contavvenuto a un preciso ordine del giudice che parlava dell’adozione di mezzi idonei

  4. pinoscaccia
    11 October 2012

    Pare che quell’infelice frase (“lei non sa chi sono io”) l’abbia pronunciata un ispettore donna, cioè un’ispettrice: perchè usare i termini maschili, per avere più autorevolezza? Lo dico chi è: non è proprio nessuna quando non ha la divisa che la protegge.

    • ags117
      20 October 2012

      questo perchè da noi (e un po’ dovunque) è ordinario che la divisa incuta soggezione e reverenza. Dire a chiunque “lei non è nessuno” da parte di un pubblico ufficiale, rende bene l’idea di che tipo di distanza ci sia tra cittadini e che abusi siamo costretti a subire

  5. Stefano67
    11 October 2012

    La cosa che mi indigna come italiano è che la notizia è già filtrata all’estero…di nuovo un paese alla gogna.

    • pinoscaccia
      11 October 2012

      colpa nostra

      • sissi
        14 October 2012

        Un episodio analogo è successo in america veramente, dove un insegnante (o il preside non so chi) ha chiamato la polizia perchè una bambina aveva scritto sul banco di scuola. (letto tempo fa sul corriere).
        Credo proprio che in tema di violenza e prevaricazione non ci sia luogo del mondo che possa permettersi di dar lezioni a qualcun’altro.
        (compresi gli atteggiamenti “da dover adottare” in fase di sofferenza… brrr non saprei neanche da dove cominciare perciò concludo con un grande… anche qua)

        “La stessa violenza, a parole tanto deprecata, è solamente l’effetto, la conseguenza della repressione collettiva delle coscienze”
        Jim Morrison

        (oggi mi è presa così, quando non sopporto più niente ritorno ai grandi del passato, o mi avrà ispirato l’avatar di un partecipante del blog – compreso il video dedicato alla tribù e relativa sequenza d’immagini ;)))

  6. pinoscaccia
    11 October 2012

    «Anni di lavoro per affermare i diritti universali dei minori buttati al vento proprio da quanti sono preposti al controllo della loro applicazione». È il commento del sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, rispetto a quanto accaduto nel Padovano. Per Marziale «esistono regole che travalicano le norme scritte e che appartengono alla logica del buonsenso e del rispetto naturale dovuto ai bambini, che stando alle immagini divulgate dalla trasmissione “Chi l’ha visto?” sono state deprecabilmente disattese». Il presidente dell’Osservatorio nel dichiararsi «sdegnato» chiede al prefetto Antonio Manganelli «del quale conosco personalmente lo spessore e la sensibilità, di voler provvedere all’individuazione degli uomini che hanno eseguito quanto disposto dalla magistratura, ma in spregio alla Dichiarazione Universale sui Diritti del Fanciullo, e intraprendere provvedimenti volti a risarcire il danno emotivo irreversibilmente e indiscutibilmente cagionato al piccolino. Il suo gesto – conclude – attenuerebbe, seppur lievemente, gli effetti di un’azione incivile e da non affidarsi mai più a simili esecutori».

  7. tirso
    11 October 2012

    Ma la volontà del bambino non conta proprio nulla? Agli impiegati dello stato non interessava il bene del bambino? E il padre? crede che portando via dalla madre il figlio per rinchiuderlo con estranei sia la cosa migliore per lui? Certo che certe volte essere poliziotti è proprio brutto, costretti a trattare un ragazzino di 10 anni come un no global per eseguire ordini demenziali! Se poi quel bambino odierà il padre o peggio, di chi sarà la colpa?

  8. bruno
    11 October 2012

    a me non interessa se ha ragione il padre o la madre, so solo che un bambino di 10 anni non può e non deve essere portato via in quella maniera. al solito i figli pagano le colpe dei genitori! come può un padre vedere il figlio dimenarsi in quella maniera e non bloccare tutto e parlare con il figlio. dove sta l’amore del padre? io preferirei morire piuttosto che vedere mio figlio soffrire e dimenarsi in quella maniera. se non voleva andare via forse cosi male non stava? se chiedeva aiuto alla zia, forse affetto e affido verso i parenti materni c’era. un bambino a dieci anni è in grado di parlare di dire la sua…….questa italia non mi piace piu. trovo assurdo tutto questo. trovo assurdo i polizziotti che eseguono cosi un’ordinanza, trovo il giudice superficiale e senza animo visto che non ha bloccato tutto per e capire meglio e rendersi conto che non è la miglior soluzione la sua!..complimenti avete traumatizzato un bambino in una età in cui si porterà dietro per la vita tutto questo.

  9. giovanni
    11 October 2012

    Se ho capito bene lo hanno tolto alla madre, che lo faceva alloggiare a casa sua circondato dall’affetto di mamma e nonni, per affidarlo al padre che lo ha fatto mettere (o ha acconsentito a farlo mettere, dall’articolo non si capisce bene) in una comunità terapeutica (per curarlo da cosa poi)? Il tutto mentre il bimbo scappava e cercava in tutti i modi di stare insieme alla madre (segno evidente che le ragioni del provvedimento non possono essere violenze o maltrattamenti o carenze affettive da parte della madre)?

  10. pinoscaccia
    11 October 2012

    l’encomiabile ispettrice video

  11. lorena
    11 October 2012

    ho visto riconfermo il mio disagio , soprattutto il non sentirmi piu’ in sintonia con questo paese , per motivi vari ho avuto esperienza diretta dei danni che i servizi fanno nei confronti dei minori , sopratutto non ascoltandoli mai , un ragazzino di 10 anni va ascoltato , un’equipe valida lo segue e cerca di capire i suoi bisogni , i suoi desideri , ma questo mai avviene .
    Non conosco il motivo del contendere , ma vorrei un po’ parlarne per quel poco che si sa , il ragazzino è conteso dai genitori, sembra pero’ che al momento voglia rimanere con la mamma e i parenti della mamma, perchè per il conflitto dei genitori il bambino dovrebbe andare in una casa famiglia con persone che non conosce , perchè deve pagare lui solo.
    Ammesso che la mamma abbia influenzato il figlio bene , cioè male ma stà di fatto che lui vuole stare con la mamma , poi il ragazzo crescerà saprà meglio distinguere le ragioni del padre e quelle della madre , potrà a quel punto scegliere , perchè un bambino affidato stà meglio che con la propia madre ?
    Mettiamo il bambino in mezzo a questo punto conteso da entrambi i genitori .
    Porca miseria ma questi genitori sono propio così aggressivi inaffidabili? sembta di si ….ma vediamo cosa è il meglio per il ragazzo per favore .
    Certo il meglio non è lo spettacolo che abbiamo visto , il dramma anche di un’intera classe , i servizi sociali prima e le forze dell’ordine ne vengono fuori sputtanate , si sono digeriti qualsiasi convenzione .
    Io posso solo dire … coraggio leonardo purtroppo si cresce anche con questi dolori , a volte si cresce in fretta e non è detto che tu sia peggio anzi nella mia vita ho visto famiglie apparentemente normali crescre figli davvero debosciati , altre famiglie con tanti conflitti in cui sono cresciuti figli splendidi , tu sarai fra questi ne sono sicura , credo sia un tuo diritto anche alla tua età poter scegliere con chi stare

  12. pinoscaccia
    11 October 2012

    Tre minuti di impotenza 1. Un bambino preso dagli agenti di polizia, tenuto per le mani e le gambe mentre cerca di divincolarsi. Il video, andato in onda ieri sera nella trasmissione Chi l’ha visto? su Raitre, ha lasciato col fiato sospeso tutti. E oggi anche Renato Schifani ha chiesto chiarimenti al capo delle forze dell’ordine, Antonio Manganelli: “Le immagini hanno creato indignazione e sgomento in tutti noi italiani. I bambini hanno diritto ad essere ascoltati e rispettati – ha detto il presidente del Senato – e ogni provvedimento che li riguardi deve essere posto in essere con la prudenza e l’accortezza imposti dalla loro particolare situazione minorile. Comportamenti come quello al quale abbiamo tutti assistito, meritano immediati chiarimenti ed eventuali provvedimenti”.

  13. Patrizia M.
    11 October 2012

    Nemmeno i peggiori criminali vengono trattati come è stato trattato questo bambino
    Un bambino conteso dai genitori che con la forza e con metodi brutali viene prelevato dalla scuola per assere allontanato dalla famiglia…. ma come mai non voleva vedere il padre?? Hanno indagato su questo?? Anche se spesso nei casi di separazione molti bambini vengono messo volutamente contro il genitore al quale non sono affidati…
    Un comportamento da parte delle forze dell’ordine veramente assurdo.. eccessivo.. indecoroso ed indegno… VERGOGNATEVI

  14. irisilvi
    11 October 2012

    Non posso far altro che condividere i commenti fatti in merito a questo doloroso, terribile fatto. Vi posso assicurare che qui ho solo sentito persone indignate in merito al trattamento subito dal piccolo. Speriamo che dopo il grande dibattito scaturito qualcuno prenda provvedimenti. Povero bambino. Quale genitore vorrebbe un figlio per se a queste condizioni?

  15. aurelianoflavio2
    11 October 2012

    il questore dice che uno degli uomini che hanno preso in quel modo il bambino, è il padre!

    • Walter
      11 October 2012

      Se ciò che dice il Questore risponde al vero, si può dire senza eufemismi che ha detto una cretinata così enorme, che si sente pure nello spazio.
      Ma lo sa costui, in che consiste il suo lavoro e soprattutto la sostanza della professionalità che riveste?
      Che significa? Cos’ è un alibi questa affermazione, o vuole essere addirittura una giustificazione?
      Ma gli hanno detto dei metodi utilizzati alla Diaz di Genova o ne ha anche preso parte?

  16. irisilvi
    11 October 2012

    Il padre del bimbo è avvocato….

    PADOVA – L’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani (Ami) esprime sconcerto per la vicenda del bambino prelevato con la forza da agenti in borghese da una scuola elementare di Cittadella e preannuncia un «dettagliato esposto al Ministero della Giustizia, affinché vengano svolte immediate indagini per fare luce su un caso di giustizia minorile che ha già fatto il giro del mondo».

    «Occorre verificare eventuali responsabilità di magistrati e forze dell’ordine – afferma il presidente dell’Ami, Gian Ettore Gassani – perché un episodio del genere non può essere liquidato come mero incidente o difetto di comunicazione tra le autorità competenti».

    «Fermo il potere del Giudice di emettere idonei provvedimenti a tutela del minore quando ricorrono i presupposti di legge – prosegue – non è accettabile l’esecuzione in modo così violento e plateale. Senza voler entrare nel merito dell’ordinanza della Corte d’Appello veneziana, c’è da rimanere sconcertati dalle modalità di esecuzione dell’ordine dell’Autorità, per gli effetti psicologici e familiari in danno del minore catturato davanti ai suoi compagni di scuola».

    «Di sicuro – continua il matrimonialista – il bambino proverà per tutta la vita un senso di vergogna sociale per quanto gli è successo. E se i provvedimenti di giustizia minorile vanno regolarmente emessi nell’interesse prevalente del minore, si può certo affermare che nel caso specifico, al di là di qualsivoglia argomentazione processuale, gli interessi, la dignità e la personalità del bambino sono stati violati in modo imperdonabile». Per Gassani è mancato un raccordo tra la giustizia minorile e le forze dell’ordine, e ciò ha evidenziato la «preoccupante inadeguatezza» del nostro sistema giudiziario

    • Rosaria
      11 October 2012

      buona sera a tutti
      la colpa è degli adulti dei genitori e per quello che si è compreso, secondo me, del padre poteva entrare lui a scuola e accompagnarlo serenamente fuori anche se ha voluto essere scortato perché la polizia stava lì per lui e per timore dell’intervento dell’ex moglie … e poi prelevarlo per darlo a degli estranei. Nessuno potrà ripagare il trauma che si è provocato a questo bambino anche se hanno detto che sta bene.
      L’unica azione positiva è stato il video girato dalla zia e che è arrivato ai politici perché di questi casi c’è ne sono e sono stati :(

  17. marisamoles
    11 October 2012

    Come ho fatto notare, intervenendo sul blog di un’amica che si sta occupando dello stesso deplorevole fatto, non vi pare strano che una zia se ne stia davanti alla scuola con la VIDEOCAMERA e filmi il tutto? Cioè, dico, non è che io vada in giro con la videocamera in borsetta. A me onestamente sembra una messa in scena (forse anche con la complicità del bambino, magari istruito sul comportamento da adottare) per attirare l’attenzione mediatica.

    Ciò non toglie, ovviamente, che si tratti di un caso umano davvero pietoso. Ma i miei dubbi restano, soprattutto considerando che la zia “camerawoman” si è premurata a far recapitare il filmato a “Chi l’ha visto?” nella stessa serata. Io, da zia, me ne starei a casa a piangere e disperarmi per il nipote, casomai.
    E poi alla fine del video si sente la zia che, rivolgendosi all’ispettrice, dice “Questi [sic] vi vedono alla televisione perché siete dei disgraziati”. E’ la conferma che il piano era stato architettato dalla famiglia della madre, che probabilmente sapeva dell’esecuzione dell’ordinanza. Altrimenti non si spiega il motivo della presenza all’uscita di scuola dell’intero parentado.

    Non voglio dire che la polizia abbia agito bene, ci mancherebbe. Ma non mi piace la strumentalizzazione di un caso umano, soprattutto se da parte dei diretti interessati, guarda caso coloro che si ritengono vittime di un’ingiustizia (madre, nonni materni, zia, tutti presenti davanti a scuola, come se fosse una cosa assolutamente normale). Anche ottenendo la condanna dell’opinione pubblica mondiale, la sentenza del giudice non cambia. Può essere sbagliata ma noi sappiamo solo una parte della verità e non possiamo criticare o giudicare. Io non giustifico l’azione di forza da parte della polizia ma non approvo il comportamento dei parenti. Certe situazioni dovrebbero essere vissute con maggiore dignità e dai comportamenti della zia di questo bambino posso immaginare che la decisione del giudice non sia priva di fondamento.

    • pinoscaccia
      12 October 2012

      Nessuno di noi conosce la situazione nè gli antefatti. Ma il padre stava lì mentre lo portavano via come come un malfattore. Personalmente da genitore non vorrei mai mio figlio con la forza. E neppure per portarlo a casa, ma dentro un istituto. Rinuncerei a lui piuttosto che vederlo infelice e disperato.

      • sissi
        12 October 2012

        Quanto amore :))
        Naturalmente condivido i commenti di tutti.
        (eccetto il discorso “premeditazione” di marisa che, se anche di premeditazione si sia trattato, non sposta di una virgola i fatti di quanto accaduto. Anzi forse qualcuno “immaginariamente” se li aspettava….. – quando si dice “le paranoie”, no? alias che “a pensar male ci si azzecca”).

      • lorena
        12 October 2012

        caro Pino è esattamente come dici tu , anzi aggiungo che se il padre avesse questo coraggio il figlio tornerebbe a lui , la mia è una famiglia allargata , con figli miei , io ero vedova e figli del mio attuale marito lui separato , non dico che tutto sia stato rose e fiori , ma oggi che i nipoti di mio marito mi chiamano nonna , e la ex moglie viene in vacanza da noi coi bambini credo che sia una grande conquista .
        Ogni scelta che abbiamo fatto in età piu’ giovane era sempre funzionale al bene dei bambini e questo ora ci viene restituito con gli interessi ciao

      • Diemme
        14 October 2012

        Infatti.

    • lorena
      12 October 2012

      carissima io vivo un’esperienza tragica con un bambino in affido , ebbene piu’ volte mi è stato chiesto di filmare quello che succede , è l’unica verità possibile , non sono le parole , gli esempi , solo vedendo quello che succede si puo’ essere credibili , certo che era organizzata , ma non mi stupisco era l’unico mezzo perchè se ne parlasse , altrimenti si soffre in silenzio e nulla si ottiene . io se avessi piu’ coraggio non mi troverei nella condizione di non vedere piu’ il mio bambino che per anni ho curato , amato e cresciuto , e che lui ci ama con lo stesso amore

      • Diemme
        14 October 2012

        Filmare era necessario, quello io sto sostenendo, ma pare che non tutti siano d’accordo. La madre e la di lei famiglia ha fatto tutto il possibile per documentare questa situazione assurda, e secondo me hanno fatto non bene, ma benissimo. Documentare i fatti non potrà che venire utile ad appurare la verità.

  18. sissi
    12 October 2012

    N.b. – con questo non ‘parteggio’ per nessuno eh, come in tutte le vicende che non conosco, (NON è un tifo per la madre piuttosto che per il padre o viceversa) ma una condivisione all’unisono su certi metodi che traumatizzerebbero anche un adulto che abbia l’anima di un bambino…figuriamoci un bambino.

    E’ ora di finirla con la violenza, in tutte le sue forme.
    In primis con la violenza di certe manifestazioni d'”amore”….quando non si fa altro che calpestare la persona oggetto di tanto “””amore””” – e che di “questo” tipo di ‘amore’ farebbe volentieri a meno. (nelle coppie, come con i figli, come nell’amicizia e in tutti quei rapporti ipocriti dove “ci si vuole tanto bene” e BLA BLA BLA).

  19. Lucio Gialloreti
    12 October 2012

    Caro Pino ho collegato questo inqualificabile episodio al tuo precedente post sulle ..”mele marce” ! Ma allora queste “mele” sono più di quanto non debba preoccuparci o sbaglio?

    • sissi
      12 October 2012

      No, Lucio – mi permetto di rispondere io intanto, per come la penso personalmente – non c’entra niente con le “mele marce”. Ma è perfino peggio: è la radicata convinzione, anche tra molti onesti concittadini, che la violenza sia una soluzione indispensabile e inevitabile.

  20. pinoscaccia
    12 October 2012

    «L’intervento della polizia non è sembrato adeguato. Per il trascinamento del bambino, come già fatto dalla polizia, il governo si scusa». Termina così il discorso del sottosegretario all’Interno Carlo De Stefano, che ha riferito alla Camera dei deputati sul bambino di 10 anni prelevato dalla polizia nella sua scuola in seguito all’ordinanza della Corte d’appello di Venezia.
    «Il bambino si è opposto in maniera violenta ai tentativi del padre e dei poliziotti di portarlo fuori dalla scuola». De Carlo ha detto che «altri accorgimenti andavano presi in un contesto ambientale ostile». Per quanto riguarda il trascinamento del fanciullo, «non è sembrato adeguato ad un contesto ambientale difficile e ostile che avrebbe potuto suggerire altre modalità operative. Il prefetto Manganelli ha già avviato una inchiesta interna e con queste considerazioni ‘non si vuole anticipare alcun giudizio». Poi, alla parola che anche il governo si scusa per quello che è successo, sono arrivati gli applausi dell’emiciclo.

  21. GiulioL
    12 October 2012
  22. GiulioL
    12 October 2012

    Tutta la questione gira attorno alla PAS. Il bambino e’ stato assegnato al padre perché secondo un “esperto” e’ malato di PAS ,una malattia che non esiste in base alla comunità scientifica internazionale. Ci sono anche interpellanze parlamentari in merito. Leggete…http://ilmalpaese.wordpress.com/2012/10/12/pas-e-bambini-sottratti-alle-famiglie/

    • sissi
      12 October 2012

      …da brividi… (ho letto l’articolo).
      Infatti la scienza sta in un vicolo talmente cieco da diventare in alcuni casi totalmente folle. Questo perchè è impregnata di materialismo che poi sfocia in violenza, psicologica, (tipo alcune forme di psicanalisi) perchè si tende a “riformare” qualcuno secondo un “modello” schematico e omogeneo a cui tutti, secondo loro, dovrebbero appartenere. Ne va dell’approfondimento della persona, spirito unico e originale, per assemblarlo come fosse pezzo da catena di montaggio in un “sistema”.

      “Al posto del conforto materno, seguendo le teorie di Gardner, si potrebbe adottare per lui la “terapia della minaccia”, ovvero gli si potrebbe dire che se se non fa tutto ciò che gli viene richiesto, lui la mamma non la vedrà più. Azzerare le difese del bambino, in modo da ottenere un completo e totale asservimento che, sempre secondo Gardner, favorirebbe la ricostituzione del legame padre-figlio.”Deprogrammare il bambino”, per poi riprogrammarlo in modo più consono alle aspettative”.

      E’ orripilante.

      Pure vero però, in troppi casi, che uno dei due genitori (o entrambi) tende a strumentalizzare i figli nelle loro cause di separazione o di convivenza conflittuale, mettendoli contro l’altro genitore (altra cosa bruttissima, logicamente).

      Siccome nessuno è in grado di stabilire poi cosa è meglio per un’altra persona – quindi neanche per un bambino, che poi a 10 anni proprio piccolissimo non è – io sono dell’idea di rispettare la volontà individuale di ognuno….punto e basta. (quindi in questo caso quella del bambino, da difendere a maggior ragione che non ha la minima voce in capitolo essendo piccolo).

  23. pinoscaccia
    12 October 2012

    La preside: ”Ho provato ad oppormi, ma la polizia è entrata lo stesso”
    Marina Zanon è la preside della scuola elementare Cornaro di Cittadella. “Quando la polizia è arrivata a scuola – afferma – ho pensato di oppormi al decreto di esecuzione. Ho interpellato un avvocato e mi ha detto che non potevo fare resistenza. Loro sarebbero comunque entrati. Mi hanno detto: professoressa, noi siamo la forza pubblica, noi entriamo”

    • Diemme
      14 October 2012

      “Noi siamo la forza pubblica”: peraltro, non era neanche vero che stavano eseguendo gli ordini, perché gli ordini erano di agire nelle “forme più discrete e adeguate al caso”: alla faccia!

  24. Frank
    12 October 2012

    spero che questo piccolo eroe abbia trovato subito dopo delle braccia sicure che lo hanno coccolato e gli abbiano fatto provare l’affetto e la protezione di cui ha bisogno dopo lo shock..
    Leonardo sei stato grande, hai difeso il tuo diritto di sceglie dove e con chi stare..un abbraccio da un papà

  25. marcellolupo
    12 October 2012

    ..un paese, dove neanche le istituzioni sono in grado di rispettare i bambini è un paese che mi fa schifo…. noi italiani diamo il peggio di noi stessi.
    Attraversiamo un periodo di una cupezza imbarazzante……

  26. Rosaria
    12 October 2012
  27. irisilvi
    12 October 2012

    Intanto il nonno e la zia di Leonardo sono stati denunciati per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale….

    • pinoscaccia
      12 October 2012

      Mi pare che più si va avanti e più ci si rende conto del comportamento assolutamente condannabile del padre di Leonardo.

      • irisilvi
        12 October 2012

        già…. poi rimane il dubbio su quella sindrome di alienazione genitoriale non riconosciuta dalla comunità scientifica…

      • lorena
        12 October 2012

        non si conquistano i figli con la forza , ma con l’amore e l’ascolto

  28. alessandro
    12 October 2012

    Ovviamente, come mi aspettavo, la polizia ha detto di aver eseguito solo gli ordini. E’ la banalità del male.

    • pipistro
      14 October 2012

      è per lo meno da Norimberga che la storia degli “ordini” come scusa non vale…

  29. sissi
    12 October 2012

    Certo.! Altro che la zia, che ha giustamente ripreso tutto con una telecamera! (E poi se si sentono tanto dalla parte della ragione che problema c’e` nella documentazione di una cosa a loro dire “positiva”?)

  30. sissi
    14 October 2012

    e questa la dedico al bambino… :))

  31. Mouse On Mars
    14 October 2012

    E’ una vicenda vergognosa e preoccupante. La polizia serve solo a manganellare. Non sono addestrati per aiutare il popolo , ma per odiarlo. Mi chiedo perchè non hanno presso a schiaffi quel coglione del padre del bambino che lo tirava per i piedi. Eppure quando caricano i manifestanti la forza non gli manca.
    Ma le forze dell’ordine non dovrebbero servire proprio a risolvere queste situazioni complesse ?

    • pinoscaccia
      14 October 2012

      Hanno sbagliato tutto, specie i modi, ma erano lì comunque per eseguire l’ordinanza di un giudice.

      • Diemme
        15 October 2012

        No Pino, mi dispiace, dell’ordinanza del giudice facevano parte i modi consoni, e quindi l’ordinanza del giudice non è stata rispettata se non nella sua parte più odiosa.

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  33. irisilvi
    15 October 2012

    Verdetto – Compare anche il nome dello psichiatra della vicenda di Cittadella

    Tolto alla madre a 12 anni
    Un nuovo caso a Padova

    Stessa diagnosi: condiziona il figlio contro il padre:
    «Mi hanno fatto andare all’ospedale, ci hanno divisi,
    da allora il mio piccolo vive in comunità»

    Dal nostro inviato Giusi Fasano

    PADOVA – Quelle parole sono un tarlo, tornano alla mente ogni sera, quando il sonno tarda ad arrivare: «Signora, la aspetto oggi pomeriggio, venga con suo figlio». Chissà quante volte si è poi detta: se non fossi andata… se avessi capito… «È successo qualcosa?» ha invece chiesto in quel momento. «Niente, non si preoccupi, va tutto bene».

    Alcuni genitori dell’associazione ”L’Italia Vera” durante la manifestazione a Roma in favore dei diritti del bimbo di Padova(Ansa)
    Alle due e mezzo la signora era davanti all’ingresso dell’Unità sanitaria locale dove le avevano dato appuntamento. Suo figlio, 12 anni, ha visto i carabinieri: «Che ci fanno qui, mamma?». «Faranno un giro d’ispezione» ha risposto lei tranquillizzandolo. Pochi minuti dopo il bambino era in una stanza, la madre in un’altra al piano di sopra. E attorno a loro c’erano tante persone a spiegare che per il bene del piccolo, così dicevano, era necessario staccare la spina degli affetti, che dal quel giorno in poi avrebbe vissuto in una comunità, a un’ora e mezza di strada dalla sua casa, dai suoi giocattoli, dai suoi amichetti e dalla sua mamma. Così è stato.

    Uno strappo doloroso come quello di Leonardo, il bambino conteso fra i genitori e portato via a forza da scuola, nel Padovano. Stessa zona di questa seconda storia che conta un’altro punto in comune con quella di Leo: anche questa volta compare nelle carte il nome del perito dei giudici che ha suggerito l’allontanamento di Leonardo dalla madre, Rubens De Nicola. «È una coincidenza che le storie trattate da lui finiscano in modo così drammatico?» si chiede la mamma divisa dal suo bambino tre mesi fa.

    In realtà De Nicola era solo ausiliario del consulente tecnico scelto dal tribunale dei minori di Venezia: ha firmato una relazione sulla personalità della signora e del padre del bambino (non sono sposati) stabilendo peraltro che nessuno dei due mostrava aspetti patologici.

    «Mi hanno detto che io avrei manipolato il bambino e che lui ha gravi problemi psicologici» dice la madre del piccolo. «Ma non è vero, la verità è che lui non voleva vedere suo padre, che assieme a lui non stava bene. Io non l’ho mai condizionato e credo che un bimbo abbia il diritto di essere ascoltato. È da luglio che non dormo e adesso dico grazie a Leonardo perché con il coraggio della sua ribellione è riuscito a portare a galla la tragedia che c’è sempre dietro alle storie come la sua». Magari ci sarà anche lei stasera alla fiaccolata organizzata per Leonardo…

    «Sono adulta e voglio essere rispettata, io chiedo soltanto questo. Voglio che i sentimenti di mio figlio contino qualcosa, non mi sembra di chiedere la luna. Adesso lo vedo una volta ogni quindici giorni e morirei se non potessi incontrarlo nemmeno così poco. Io so che quella mattina alla Usl, mentre era lontano da me, ha singhiozzato e implorato senza che nessuno lo ascoltasse. Era disperato al punto che avevano deciso di sedarlo. E per amor suo io stessa l’ho accompagnato in comunità, perché ha problemi di cuore, non può essere sedato. Non lo scorderò mai, siamo saliti su un furgone scortati come criminali e io avevo la morte nel cuore mentre provavo a dirgli che sarebbe andato tutto bene».

    Notti e notti senza sonno, mille volte a riavvolgere il filo dei ricordi per capire se e cosa aveva mai sbagliato per meritare una decisione così drastica dei giudici. E adesso il terrore di fare un passo sbagliato, una leggerezza qualsiasi che possa compromettere ancora di più la situazione. «Io vivo solo per riportare a casa il mio bambino e per farlo riavvicinare anche a suo padre. È mi fa impazzire ricordare quel pomeriggio di luglio, il viaggio fino alla comunità, le parole di mio figlio. Mi ha detto “mamma aiutami ti prego”. Può una madre sopportare tutto questo?»

    @GiusiFasano
    Dal Corriere.it di oggi

  34. Soqquadro
    17 October 2012

    Ricapitoliamo ragionando:
    Un bimbo vive con la mamma e vede il papà secondo un calendario definito.
    A un certo punto pare che il bimbo da questo papà non voglia più andare. Perchè “troppo autoritario” dicono nonno e mamma e descrivono dei “castighi” un po’ pesanti su un bimbetto che all’epoca dei primi accadimenti ha 4 anni. Vero? Boh. Però uno che ti trascina per i piedi sul selciato non mi sembra esattamente questo padre amorevole, almeno, io uno così non lo vorrei.
    Partono le querele per “mancata consegna”. Al che si arriva al Tribunale dei Minori.
    Il Tribunale dei Minori, per salvare il rapporto tra padre e bambino come legge prevede, limita la potestà della madre (cosa ben rimarcata dal padre, che è avvocato, sui giornali) lasciandole la collocazione del bimbo ma affidandolo ai servizi sociali che hanno il compito di organizzare gli incontri tra papà e bambino in luoghi protetti con personale preposto. Secondo quello che hanno pubblicato delle relazioni del caso agli incontri il bambino è ostile al padre, e quando ne parla al personale non nasconde un totale disprezzo. Si dimostra più “collaborativo” e “accomodante” nei confronti del padre solo quando gli viene dato ad intendere che diversamente sarebbero pasticci seri per lui e mamma, ma appena la “pressione cala” ricomincia come prima. (Ma questi cavolo di assistenti sociali cosa stavano a fare? A far capire al bambino che o faceva il figliolo amorevole o facevano passare guai a tutti? A un bambino delle elementari??? Insomma a fargli fare il bambino affettuso sotto “minaccia”? Oddio, per chi ha visto lavorare degli assistenti sociali, purtroppo, comportamenti come questi non sono una sorpresa, per referenze contattare i bambini finiti in questo girone infernale).
    Parimenti la mamma: quando sono fissati gli appuntamenti d’obbligo porta il bambino ai colloqui con il padre, diversamente no (insomma, spontaneamente sia lei che il piccolo ne farebbero anche a meno, la scoperta dell’acqua calda, se lo vedessero volentieri non sarebbero necessari i colloqui protetti).
    A qualcuno viene da chiedere “perchè” questo bambino sia così ostile al padre? E perchè sia “collaborativo” solo se subodora guai ancora più grossi? (Tra l’altro, notevole metodo pedagogico, complimenti).
    Il papà del piccolo ha la risposta: è tutta colpa della madre e dei parenti che hanno indottrinato il bambino contro di lui con una sindrome chiamata PAS. Una patologia che secondo la psichiatria internazionale è semplicemente inventata di sana pianta. Ma il papà del piccolo è attivista in un’associazione che invece la rivendica e ne chiede l’utilizzo in tribunale. Così chiede al Tribunale dei Minori una perizia psichiatrica sul figlio per tale patologia.
    Il perito psichiatrico del tribunale la diagnostica al bambino, ma tu guarda le coincidenze, (che peraltro è sempre più insofferente a tutto questo girotondo, ma va?) e suggerisce che il bambino venga allontanato in un ambiente “neutro” per “resettare (ha scritto proprio così) i suoi affetti” (poi gli installeranno il programma “Amo il mio papà”, magari con l’opzione “preparo io il caffè”?).
    Il Tribunale quindi emette l’ordinanza di allontamento del bambino e la sua collocazione in una struttura protetta (quella dove “resettare i suoi affetti”) con affido al padre. Niente più la sua scuola, eventuali sport o attività ricreative, amichetti (dopotutto deve resettarsi, no?).
    Il padre quindi si presenta a casa della madre con gli assistenti sociali e il perito del tribunale a prendere il figlio per portarlo in codesta struttura, ma il bambino scappa e si nasconde, con l’aiuto dei parenti.
    Al che si decide di effettuare l’operazione a scuola con l’aiuto degli agenti di polizia.
    Quindi il padre, il perito del tribunale, l’assistente sociale, e tre poliziotti vanno a scuola a prendere il bambino per farlo uscire da una porta secondaria. E scoppia il casino: il bambino si ribella, urla, strepita, si divincola, cerca di scappare, si getta a terra, il padre lo prende per le caviglie per trascinarlo via, qualcuno lo aiuta (nella foto si vedono due uomini attaccati alle gambe del ragazzo, la polizia parla di UN poliziotto che ha sollevato il ragazzo, e dalle spalle, l’altro uomo chi è? dal completo non si direbbe uno dei poliziotti in borghese, mica il medico o l’assistente sociale?- che però in maggioranza sono donne), mentre uno dei poliziotti solleva il ragazzo per le braccia e la spalla (almeno non ha trascinato la testa sul selciato?). Il genitore di un amichetto, vedendo un bambino trascinato come un capretto il giorno di Pasqua, si mette in mezzo insieme al nonno e alla zia (sembra siano stati denunciati tutti e te), mentre quest’ultima filma la scena. Finchè il bambino urlante non viene caricato in macchina e portato in struttura (insomma, l’unico che non ha fatto niente è quello in galera).
    Il video finisce in televisione e sui lanci di agenzia internazionali.
    Questo è l’inferno che ha vissuto fino ad ora questo ragazzino. Ed è appena cominciato.
    Finiranno molto prima i cancan e i servizi alla tv in cui:
    – la madre e la zia piangono e urlano all’ingiustizia
    – la polizia prima si scusa, poi apre un’inchiesta, poi precisa che il ragazzino non lo hanno trascinato loro, è stato il padre, loro hanno solo aiutato, poi ci faranno sapere gli esiti dell’inchiesta.
    – il padre dichiara fieramente di aver salvato il figlio (a me sto atteggiamento pare da trofeo di guerra, però…) perchè la madre e la sua famiglia gli hanno causato una patologia
    – il medico spiega della situazione di tale PAS, poi sembra che l’Ordine dei Medici gli abbia chiesto di andare a chiarire cosa ha scritto, e quindi interpellato di nuovo nega di avere diagnosticato tale PAS e che esista tale PAS, mentre contemporaneamente spiega che cosa è la PAS (a me sto atteggiamento pare da unghie sugli specchi)

    Salta fuori che la madre è stata denunciata per non aver rispettato l’ordine del Tribunale e per aver causato la PAS al bambino (questa PAS che può contemporaneamente non esistere ed essere causa di una denuncia, scritta sull’atto).

    Qualcuno si domanda perchè non è stato interpellato il bambino:
    – perchè è piccolo quindi non in grado, per questo ci sono gli assistenti sociali, vedi sopra, e il perito del tribunale che lo vedono trascinare per il selciato senza batter ciglio (nella migliore delle ipotesi, nella peggiore hanno partecipato al trascinamento). Bella roba.
    – e poi … ha la PAS quindi quello che dice non ha valore perchè non è vero, è tutto indotto. Che figata, eh? Però non ha la PAS, perchè non esiste, lo ha detto il suo medico.

    In quale girone infernale è stato infilato questo bambino? Dalle persone che avevano il DOVERE di proteggerlo?

    E salta fuori che sono depositate interrogazioni parlamentari in mezza Repubblica, per affidamenti e bambini istituzionalizzati decisi sulla base di queste perizie? Di questa sindrome fantasma che contemporaneamente non esiste e contemporaneamente decide il destino di minori nelle perizie psichiatriche e poi nei Tribunali? 6 su 10 dice il Corsera, nel solo Veneto. Quanti di questi bambini sono in un qualche istituto a “resettare i loro affetti” il cui pianto non è stato registrato?
    Perchè?

  35. sissi
    18 October 2012

    Analisi logica, che sembra non fare una piega, ma personalmente faccio molta fatica a esprimere “giudizi” senza conoscere non dico le carte ma le PERSONE…perchè continuo a pensare che le situazioni vanno sempre approfondite da molto più vicino.
    Una cosa su cui purtroppo non ho dubbi, è che esiste ancora la ferrea convinzione di taluni nel ‘merito’ di un’”educazione” basata sulla PAURA…….. e quand’anche su più o meno velate minacce.
    Io l’unica cosa che ho capito è che questo bambino non ha voglia di stare con il padre: punto.

    Ora, se condizionato o meno, non posso ovviamente saperlo.

    Come al solito sembrerebbe che le cose girino al contrario: pesanti ripercussioni che dovrebbero far passare ogni fantasia (delinquenziale) al genitore che istiga il proprio figlio contro l’altro genitore (e oltretutto per motivi personali, non eventualmente aggravate quali un padre e/o una madre criminali) finiscono per diventare strumenti dell’egoismo fino alla prepotenza che sostituisce l’amore col possesso; la mancanza di ripercussioni – dopo verifiche vere e OGGETTIVE, e cioè basate sui FATTI e sulla REALTA’ non su fantasiosi giri mentali che in quanto a intelletto poi solitamente fanno solo pena – non fa che favorire (come al solito) la malafede di qualcuno.
    Ma vincerà mai la BUONAFEDE?!??
    E “il fanciullino” dentro ognuno di noi…. anzichè “rambo”.

    ( ho visto Porta a Porta ieri sera. Beh, sembra banale dirlo, lo so, ma i poliziotti hanno davvero fatto solo il loro dovere. Ma vi pare che si accaniscono su un bambino….? Hanno scherzato poi con lui in macchina, e io ci credo.
    Hanno girato a loro volta un video, vista la delicatezza della situazione, e si è vista anche la poliziotta accusata di arroganza, ma che invece NON era ‘quello’ il senso delle sue parole, si capiva.
    Quella signora magistrato, spesso ospite, … con i capelli castani, di cui non ricordo il nome – che ritengo una donna intelligente e sempre equilibrata – ha anche specificato che questo è stato l’epilogo di ripetuti e disattesi inviti dopo la decisione del tribunale. Allora non doveva essere quello il modo, e su questo continuiamo ad essere d’accordo – soprattutto da parte del padre e degli “assistenti sociali”….. – ma chiaro che quando c’è opposizione poi entrano in ballo le forze dell’ordine.
    L’unica conclusione alla quale mi sento di poter giungere è che non si doveva proprio arrivare a questo punto: e NON perchè un genitore sia un criminale, oltretutto, ma perchè uno dei due, o entrambi, non ha trovato di meglio che rivolgersi a organi istituzionali quali assistenti sociali e comunità a spese di un bambino….che non ha nessuna colpa. E con tutte le contraddizioni di una “PAS” non riconosciuta tanto quanto non riconosciute (forse) le mancanze di chi non mette mai in discussione se stesso nella vita, ma preferisce procedere col rigore implacabile e freddo della legge e della “ragione”… (presa anche con la forza).
    E’ questo l’unico vero dramma.
    Spero che il giudice ci ripensi e lo affidi alla sua mamma….lasciando un bambino LIBERO… di SCEGLIERE.

    (che poi…l’unico sempiterno “punto nodale” è sempre qua, come in tutte le questioni individuali della vita… : SCEGLIERE, anche e soprattutto nel caso di bambini che non possono difendersi con l’uso della “dialettica”).

  36. Soqquadro
    18 October 2012

    Indubbiamente sissi, questo caso (e tutti gli altri similari) devono essere rivalutati in pieno. Guardando le persone e i fatti, oltre alle carte.
    Perchè una cosa è certa: nemmeno a un bambino si possono impiantare nel cuore dei sentimenti, amore o odio che siano.
    Questo bimbo aveva paura del papà? Gli era ostile? Beh, uno che ti trascina per i piedi sul selciato davanti a scuola è uno di cui è normale avere paura.
    Un medico, che dovrebbe essere imparziale, gli ha diagnosticato una patologia inesistente (determinando un orientamento di un Tribunale) e messo le mani addosso partecipando al trascinamento è tutto fuorchè un medico, non parliamo nemmeno dell’imparziale.
    L’assistente sociale che vede un maltrattamento su minore e non dice “bah” tanto quanto. E idem i poliziotti. Dovevano eseguire un’ordinanza del Tribunale, e nel mentre hanno visto un padre e un medico maltrattare un bambino. Avrebbero dovuto dare a tutti e due una manganellata, altro che aiutarli. Questi sono fatti. Quindi quello che c’è scritto sulle carte può essere inventato di sana pianta.
    Il Tribunale ha emesso un’ordinanza basandosi sull’analisi di un medico che ha forzato la medicina. Questa cosa è gravissima. Ed è il caso di andagarci sopra. Per il piccolo in questione ma anche per tutti gli altri nella stessa situazione.

    • Diemme
      18 October 2012

      @Soqquadro:quoto assolutamente tutto quello che hai scritto, dalla prima all’ultima parola. Il tuo primo commento l’ho pure riportato sul mio blog,dove ho trattato in un post lo stesso argomento, perché la tua sintesi, a mio parere acuta ed eccellente, ben rappresentava il mio pensiero (che però, evidentemente, non sono riuscita a spiegare troppo bene… :roll: )

  37. Soqquadro
    18 October 2012

    PS. sissi, il bello di questa fantomatica “sindrome”: il bambino/ragazzo a cui viene diagnosticata non può essere ascoltato, perchè tutto ciò che dice è indotto, quindi falso. E’ questo lil punto. Il genitore “amato troppo” è un criminale perchè crea nel bambino pensieri e sentimenti finti quindi non può essere ascoltato, quindi il bambino è suo malgrado un “bugiardo” e non può essere ascoltato nemmeno lui.
    Elimini qualunque diritto di parola, e hai risolto interi processi. E’ criminale proprio per questo.

    • Diemme
      18 October 2012

      Prima regola, screditare il teste.

  38. sissi
    18 October 2012

    Infatti Soqquadro – :))) mi fa ridere il nome – sono d’accordo con te, che è tutto gravissimo.
    Del resto l’ho sempre detto che è un mondo tutto improntato sulla violenza, sempre di più… è inutile. Da un “medico” da brividi che pensa di “resettare” le persone come fossero macchine da laboratorio, con cui non saprei neppure da che parte cominciare un ragionamento.. anzi non potrei mai iniziare alcun tipo di discorso nell’aridità totale di anima, nella meccanizzazione dell’individuo (perfino dei bambini) , nel deserto totale di Contenuti.
    A una figura patriarcale che non a caso nutre una fiducia estrema in questo medico, la violenza che ha fede nella violenza…di metodi, di cure, di medicina, di FATTI… da alcuni considerati del tutto ‘normali’ (aberrante, lo so); e che dire di chi avrebbe l’onere di aiutare nel sociale, e che spesso non è che un contenitore vuoto, privo di ideali e di contenuti validi da offrire, ma di un semplicismo disarmante magari intriso delle solite filastrocchette religiose?
    E’ TUTTO…. di una deriva e di un crollo interiore pazzesco.
    Condivido ciò che dici, per carità , solo che non volevo lanciarmi in “giudizi” precisi sui genitori, per non conoscere a fondo le persone, i fatti, tutto quanto insomma, e non rischiare di arrecare un ‘danno’ ad alcuno in una vicenda già tanto contorta.
    Ma è un bene che si sappia tutto e se ne parli anche, questo sì.

    Mentre continuo ad essere sempre più convinta che se ci fosse questa coscienza più elevata, più profonda a livello di spessore intellettuale e interiore, non solo non ci sarebbe certa violenza di metodi ( da quelli ‘scientifici’ a quelli ‘educativi’), ma si capirebbe che certe scelte non possono che essere INDIVIDUALI……….non possono essere regolate dallo Stato o dalla Chiesa.
    Ci sarebbe il rispetto della LIBERTA’….dell’individuo, quella di un bambino in primis.

    Ma sai com’è (concludo con un pezzetto di Gibran)

    Libertà, dove sono i tuoi figli?
    Uno è morto in croce, un altro è impazzito, uno non è ancora nato.

    Auguro a questo bambino, forte e ribelle ;)) e, pare, già un piccolo genio, di esserlo SEMPRE davvero… con una forte personalità e LIBERO… dentro e fuori.

  39. Soqquadro
    19 October 2012

    Grazie Diemme e sissi.
    E’ importante che se parli, che ci sia consapevolezza e conoscenza il più possibile. Non possiamo ammettere che avvengano certe scempiaggini ai danni dei bambini, non se vogliamo continuare a chiamarci civiltà.

    • sissi
      19 October 2012

      ;)))
      (e anche complimenti per come la pensi insieme…al nickname ;))

  40. Ale
    22 October 2012

    La PAS? Ma siamo sicuri?
    Leonardo ha 4 anni. – Il suo primo capriccio– lui piange, non vuole scendere dalla macchina e andare da papà- l’ultima volta un cuginetto gli ha fatto male. Il papà si arrabbia, lo trascina a forza e chiama i carabineri. – Leonardo piange, chiuso a chiave al buio in uno sgabuzzino vuoto a casa del papà, perché voleva tornare a casa della mamma prima del previsto.- la psichiatra Rubens De Nicola ha diagnosticato la PAS durante un colloquio di 20 minuti (!).
    Leonardo ha 5 anni – Il papà usando la diagnosi della PAS è riuscito a togliere la potestà genitoriale alla mamma ( In meno di un anno dal primo capriccio! Fantastico!) Lui è un avvocato e il vicepresidente dell’Associazione dei padri separati Padova. E dopo Leonardo con la mamma vivono 5 anni in assedio – il papà ha scatenato contro loro la Corte, gli assistenti sociali, gli psichiatri, le forze dell’ordine. Durante gli incontri protetti al bambino, seguendo la “terapia della minaccia” prevista per la cura di questa presunta PAS, venivano ripetute frasi come: “Se non vai dal papà, non vedrai più neanche la mamma, verranno i Carabinieri a prenderti”». Non dimentichiamo i 3 precedenti tentativi di portarlo via dalla casa della mamma. Scusate, ma tutto questo non basta per aver un po’ di antipatia verso questo papà anche senza PAS?

    • Diemme
      22 October 2012

      I 18 anni di Leonardo sembrano lontani, eppure anche questi otto anni passeranno. Dopodiché, gli avrò rubato parzialmente l’infanzia, per intero l’adolescenza, ma non potrà rubargli la vita (spero!).

      Spero che questo padre sarà cancellato dalla vita del figlio e dai suoi ricordi. Dal suo cuore credo che sia stato cancellato da un bel po’.

      L’amore non si estorce, ma l’impegno di questo padre per farsi odiare è decisamente notevole.

    • Soqquadro
      23 October 2012

      Considerato quello che è e prevede questa fantomatica “pas”, io ritengo che qualunque genitore che sia disponibile a far diagnosticare questa roba la proprio figlio non sia un genitore, ma un delinquente che ha disgraziatamente messo la sua parte di materiale biologico necessario alla procreazione.
      Il “padre padrone style” (o madre, anche se decisamente infrequente) estorce qualche piccolo risultato immediato, ma alla lunga non “paga”. Ne ho visti, ed ho visto i loro figli, che hanno volontariamente interrotto ogni contatto appena ne hanno avuto la possibilità legale. E qualcuno, a quel punto, ha anche ripresoin mano le carte bollate: per deporne persino il cognome ripreso

  41. Soqquadro
    23 October 2012

    La Pas non esiste (messo alle strette lo ha confermato pure lo stesso medico che pure l’ha diagnosticata), esistono genitori che non sanno accettare un “no”

    • marisamoles
      23 October 2012

      Rimane il fatto che ci sia un obbligo morale, in caso di separazione dei coniugi, di far accettare al proprio figlio l’altro genitore, senza denigrarlo e metterglielo contro. E’ evidente che in questo caso le cose siano degenerate e la colpa è di entrambi i genitori che dovrebbero sempre cooperare per il bene del figlio. Per questo ho più volte detto che la cosa migliore per questo bambino sarebbe davvero allontanarlo da entrambi.

      • Diemme
        23 October 2012

        Io non me la sentirei di fare questa affermazione senza prima averli conosciuto entrambi. Togliere un figlio a una brava madre, responsabile e affettuosa, perché non nasconde al figlio la bestia che il padre è? (Se è così intendo).

  42. Soqquadro
    23 October 2012

    A me sembra che codesto padre a deningrarsi sia riuscito benissimo da solo. Ma comunque….
    mettere un bambino in un istituto è una punizione (in realtà si chiama trauma) per il bambino, non è una cosa da farsi come punizione ai genitori (per quello ci sono degli strumenti chiamati multe, eventualmente)
    Non ci vuole nemmeno chissà che grande empatia per rendersene conto, eh?

    • Diemme
      23 October 2012

      E poi perché, la legge deve “punire” i genitori?

      La legge deve salvaguardare il bambino: alla faccia della salvaguardia!

      • sissi
        23 October 2012

        Giusto. (Diemme)

        Io condivido che non bisogna denigrare la figura dell’altro genitore agli occhi del figlio, tranne quando ci siano gravi motivi che solo entro certi limiti possono essere taciuti o mitigati.
        Come condivido che il padre sia riuscito benissimo a denigrarsi da solo, a giudicare dai fatti. Allora il dubbio che abbia creato tutta una montatura ad arte sull’immagine della madre, manipolandola e distruggendola agli occhi di tutti prima, e in tribunale poi, come minimo sorge spontaneo.

        (solo che siamo sempre lì: o si giustifica la violenza (di metodi) oppure no; o si continua a trovar più grave il trauma di un bambino sradicato dalla sua casa o moralisticamente si ritiene più grave una storia di corna – per dire – . Ripeto che spesso bisognerebbe farsi venire qualche dubbio sulle proprie capacità – intellettuali e di fatto – di sapere cosa sia meglio per qualcun’altro, in questo caso per un bambino, anzichè arrivare con la ruspa con la pretesa di “resettare” il mancato mulino bianco, da parte poi di animi ben più duri del frollino uscito male).

  43. Soqquadro
    23 October 2012

    C’è un altro punto importante che si continua a non considerare.
    Il “mettere contro”. Allora, se una relazione tra me e te non va, c’è da indagare sulla relazione tra me e te, non su te e tua cugina. Il “mettere contro” è una cazzata immane, come prendersela con l’altra/o quando ci si trova sulla testa un paio di corna, appunto. Se c’è stato un paio di corna, c’è stato un problema di relazione, di certo non è passato il bagnino cubano, o la ballerina russa – a seconda- a “rubare la valigia”, dato che i sentimenti delle persone non possono essere rubati da terzi.
    Mamma è papà possono essere i più coglioni dell’universo, ma i bambini, specie piccoli, li amano finchè c’è un’affettività dietro. E si soffre per gli allontamenti. A meno che mamma o papà non facciano paura, magari perchè aggressivi dopo essere stati anaffettivi nel rapporto di prima (come pare il caso del paparino di cui stiamo parlando). A quel punto si soffre per le visite. Insomma, se mamma o papà mi fanno stare bene quando sono con loro sarò felice di vederli, se mi fanno star male, cercherò di sottrarmi all’incontro. Vale dalla più tenera infanzia alla maturità.
    E ricordiamoci anche che ci sono miliardi di famiglie in cui un genitore viene percepito come “ostile”, ma fintanto che restano insieme, la cosa rimane sottotraccia, dato che la compresenza costante dell’altro genitore (quello rassicurante, o se volete “preferito”) non fa emergere più che tanto il “problema” (o meglio, tutti lo conoscono, ma non è poi granchè un problema). Se la coppia scoppia, la compresenza non esiste più e il bubbone esplode.
    A quel punto il bambino deve frequentare il genitore ostile (da cui magari si teneva già abbastanza alla larga quando erano in casa tutti insieme) e nel frequentarlo deve fare a meno della presenza rassicurante dell’altro genitore, tipo nell’occasione dei weekend alternati e i pernotti infrasettimanali (cose già abbastanza stressanti in sè)
    In determinati casi sarà il primo a chiedersi chi glielo fa fare.

    Tornando al caso specifico. Se i due genitori di questo bimbo fossero rimasti insieme, con grande probabilità sarebbe ugualmente “attaccato alle sottane della mamma” e con un certo distacco dal papà. Ma si sarebbe preso del “mammone” da tutto l’universo e la cosa sarebbe finita lì.

    Adesso, tutta ‘sta cosa del “mettere contro” già a livello di logica fa acqua da tutte le parti, in più vogliamo ricordare che è tutta “farina del sacco” di questo papà di cui abbiamo già visto gli scandalosi comportamenti nei confronti del figlio?

    Non c’è nulla a sostenere che la mamma di questo bimbo abbia detto al figlio “tuo padre è un xyz” (cosa che cmq è). C’è la prova che il bimbo lo vede come un xyz (e dato che lo è, significa solo che il bimbo non è scemo. Anche questo dato è già stato comprovato, peraltro).

    E’ invece solo un escamotage di comodo il “mi mette contro il ragazzino”, è un non voler assumersi le proprie responsabilità di adulto (è l’adulto che deve partire a lavorare sulla relazione con il bambino, non il bambino). Un po’ come dire “quello della terza B mi ha rubato la fidanzatina” o “quella strega mi ha soffiato il fidanzato”.

    Citando la sentenza: si, qualcuno dovrebbe andare in un posto specifico per essere “aiutato a crescere”, ma il piccolo Leonardo, bensì suo padre.

    • Soqquadro
      23 October 2012

      “ma NON il piccolo Leonardo, bensì suo padre”, perdonate il refuso, il tasto canc si è fatto prendere dall’entusiasmo mentre correggevo lo scritto.

  44. sissi
    23 October 2012

    Il fatto è che io non so, non essendo un’esperta in materia, fino a che punto può arrivare un (eventuale) condizionamento su un bambino.
    Tu parli di “istinto”, in sostanza, che pure è qualcosa in cui io credo molto – l’istinto di un bambino, ma anche di tutti noi, di un adulto/a magari particolarmente sensibile – quindi istinto di preferenza o di rifiuto, di autodifesa o di affetto, altrettanto reale…pure se non “certificabile” – ma sempre più attendibile di una “pas”- . (e comunque perfino in merito a questo una volta ho letto qualcosa che mi ha dato da riflettere: riguardava gli istinti di simpatia e antipatia, per esempio, quelli innati e spesso senza un motivo, e invitava però a riflettere sui MOTIVI… delle suddette simpatie/antipatie, perchè potremmo anche scoprire che ciò che troviamo tanto “simpatico” in un altro non corrisponde esattamente a qualche virtù e viceversa – se la ritrovo la scrivo meglio).

    Non possiamo oggettivamente – sottolineato – sapere cosa c’è dietro, nel menage familiare, nell’ex rapporto a due di questi genitori, nell’educazione impartita e quant’altro, il che è veramente l’unico motivo che mi fa andare cauta nei giudizi – come già detto – proprio perchè la conoscenza approfondita non ce l’ho.

    Però, a ben pensarci, allora sorge un altro ragionamento: se parli di istinto, quindi di quel qualcosa di naturale e non contaminato che c’è in ognuno di noi, detto anche “sesto senso”, in qualche modo rischi di sostenere proprio la pas: “proprio perchè il bambino è incontaminato e naturale, poi viene condizionato da elementi esterni e quindi deviato” – e allora va ‘resettato’ ecc. ecc.
    Questo in sostanza sostiene quel Gardner: qualsiasi elemento perturbatorio non può che provenire dall’esterno “condizionandone la natura”. (e una cosa del genere la sosteneva anche Jim Morrison, ma in tutti altri termini e in tutt’altro senso, lui era prima di tutto per la LIBERTA’…. dalle catene di certa perbenista (in)”civiltà”, certo non concepiva gli esseri umani come macchine da resettare).

    Allora, come nelle relazioni (nelle quali bisogna mettersi in discussione per far quello che dici tu… e non tutti hanno l’intelligenza e l’anima evoluta per farlo, alcuni preferiscono il ricatto e la vendetta, strumentalizzando qualunque cosa gli capiti sulla strada, infine anche i figli), come nelle relazioni, anche nel caso dei bambini non si può che cominciare a valutare seriamente i motivi di questi slanci di affetto e/o rifiuto: sai a volte è semplice, per esempio io da piccola sapevo che con mia madre volavano gli schiaffi, mio padre lavorava e c’era meno e logicamente era la figura buona e pacata rispetto alla madre urlante ma che SOPPORTA TUTTO IL GIORNO PERO’… e che si prende sempre la parte peggiore del ruolo, e quindi ci sono ANCHE i motivi banali (anche perchè i bambini sono bravissimi a captare chi gli dà retta e con chi possono farla franca :)) sesto senso appunto).
    Poi via via invece c’è il rifiuto dovuto a un eccessiva severità, a comportamenti rigidi e anaffettivi. Epperò finanche all’inspiegabile: bambini che hanno avuto tutto da genitori normalissimi e che crescono fior di criminali, e viceversa… da pesanti situazioni diventano, e DA SOLI, fior di laureati, magari amando moltissimo invece figure genitoriali non proprio idilliache.

    E’ qui, a questo punto, che io poi dico che la scienza è in un vicolo cieco strutturata solo in senso materialistico e non riconoscendo l’origine spirituale di ognuno di noi.
    Io, credendo nella reincarnazione (l’ho detto a volte) penso anche che tante cose ci vengono da vite precedenti… ma qui si aprirebbe un capitolo a parte e talmente complicato che se da una parte mi auguro che la medicina provi a capire anche questa dimensione dall’altra non posso certo affrontarla io e su un blog.
    Concludendo, resto dell’idea di rispettare la libertà e il volere individuale di ognuno, SEMPRE, anche e soprattutto in un bambino, proprio come filosofia (e pratica) di vita…. in cui saremmo tenuti a camminare tutti ‘in punta di piedi’ gli uni con gli altri… riconoscendoci come inadeguati e in via d’evoluzione.

    (una specie di utopia nell’era delle caverne, volevo dire in un’epoca in cui vanno alla grande invece sgomitate, violenza, prepotenza e sopraffazione).

  45. sissi
    23 October 2012

    ..ecco, visto che sto sulla buona strada della famosa “sintesi”? :))
    – c’è un s.o.s. di là –

  46. Soqquadro
    24 October 2012

    Io non ho mai parlato di “istinto”. E nemmeno di “contaminazioni esterne”. Ho parlato di relazioni, di affettività, di rapporti. Che si creano appunto dall’interno. Ossia, se io e te non andiamo d’accordo, c’è da lavorare sul “tra me e te” non su “tra te e tua cugina”, come detto sopra.
    Lo dico io in sintesi. I bambini amano i loro genitori perchè sono gli adulti che si occupano di loro (se lo fanno, se no quel qualcun altro che lo fa, si chiama sopravvivenza). Possono amarne maggiormente uno, generalmente è la mamma, per motivi biologici talmente ovvi che noi ci chiamiamo “mammiferi. Attenzione, nella costruzione della relazione parentale il genitore preferito poi può essere tranquillamente il papà, ma non per “istinto”, per relazione, cure, a mano a mano che cresce l’età anche per affinità caratteriale o intellettuale (pensa, io ce l’ho di più con mia nonna, mentre la mia coinquilina con il suo papà, tante altre persone che conosco ce l’hanno in maggioranza con la mamma…. dipende).
    L’affetto lì è e lì resta. A meno, dall’interno di quel rapporto non lo si scardini. Ossia, tua mamma che fa volare gli schiaffi. Se tua mamma fa volare gli schiaffi, tu preferirai il papà, che stia in casa o sia separato. Non sarà cmq mai colpa del tuo papà se le cose con la tua mamma non vanno bene. Al limite, c’è un problema nella relazione tra tua madre e te, ed è su quella che si deve lavorare. Gli altri non c’entrano, sono solo un comodo capro espiatorio.

  47. Soqquadro
    24 October 2012

    PS: il famoso inventore del “condizionamento del bambino”, della “Pas” e dei relativi “reset”, (R. Gardner) era anche quello che sosteneva che un bambino che fosse stato violentato da un genitore avrebbe dovuto esser grato al genitore che lo istruiva su tali esperienze, e che – sotto sotto- era lui a volerlo in realtà. E che sarebbe stato solo da spiegargli che la pedofilia è accettata in un tante culture. Non mi risulta che i bambini violentati non abbiano sofferto, in ogni cultura. Proprio perchè non li si può “programmare” a qualcosa che non provano. Anzi, mi risulta che abbiano sofferto molto di più (specie se sottoposti a “spiegazioni” di questo tipo).
    Quello che decantava che i sentimenti si possono impiantare nel cuore di un bambino (cosa che non si può fare nemmeno nel cuore di un gatto) era semplicemente uno psicopatico che ha preso una laurea in psichiatria.

    • sissi
      24 October 2012

      Sono stanchissima e fatico a seguirti, ma solo per dirti che allora è vero… mi era stata riferita questa cosa allucinante ma non avendola sentita io personalmente non potevo crederci! ho pensato avessero capito male, che so. Invece l’avvocato materno, ospite da Mara Venier, aveva detto proprio questa cosa allucinante di quel Gardner….
      Siamo alla follia, non so veramente più che dire…non ho nemmeno la forza oltre che la pazienza di stare a ‘ragionare’ con certi personaggi.

      (ma mica perchè prima invece fossi mai stata d’accordo con Gardner e la pas eh! ma indubbiamente tra certi fatti – il trascinamento a scuola – e certe convinzioni allucinanti….è veramente impossibile non credere alla madre e difendere quel povero bambino da una comunità che lo sta resettando….e restituirlo di corsa alla sua mamma!).
      Me lo auguro con tutto il cuore guarda.
      E glielo auguro…con tutto il cuore.

  48. Soqquadro
    24 October 2012

    Purtroppo questo bambino è solo la punta di un iceberg. Sono tantissimi i bambini istituzionalizzati per motivazioni quantomeno “creative” come questa fantomatica PAS. E sembra che nella regione Veneto sia un’autentica epidemia (c’è anche un’interrogazione parlamentare depositata dall’inizio del mese, in merito). La cosa sconvolgente è che questa assurdità, respinta dalla psichiatria (sia dall’ APA per il DSM, che dal Journal, che dall’OMS) proprio in quanto assurdità, venga utilizzata nei Tribunali e nelle perizie che orientano le sentenze.
    Mi vien da dire che, purtroppo, in questo Paese in cui la corruzione dilaga in ogni ambito ed ad ogni livello (sempre in Veneto abbiamo, notizia di queste settimane, un buon numero di medici di base indagati per aver prescritto PROPRIO AI BAMBINI, dei farmaci inutili e quindi nocivi, perchè comprati dalle “mazzette” di un’industria farmaceutica anch’essa ora sotto indagine) dietro ci sia molto di più, e peggio, e oltre, dell’ideologia fanatica di qualche perito ed associazione votati alla “guerra di genere” (come quella a cui appartiene questo padre, come faceva notare il commento di “Ale”, sopra, che mi sembra di capire abbia una certa conoscenza dell’intreccio in questione.
    Mediamente alle Regioni un bambino in istituto costa 120 euro al giorno. 120 euro al giorno ciascun bambino. Sono un mare di soldi che le Regioni (ossia i contribuenti) versano per assicurare ai bambini provenienti da situazioni di disagio estremo, tutte le migliori possibilità di cura e ripresa.
    Nemmeno i collegi svizzeri costano così tanto, e questi “istituti” non gli somigliano minimante.
    Il sospetto che dietro ci sia qualcosa che non quadra a questo punto non è solo legittimo, è doveroso.

    • sissi
      24 October 2012

      mammma mia.. sono sdegnata, cari Soqquadro e Ale.
      se così fosse, non ci sono parole.

  49. sissi
    24 October 2012

    Siamo a un punto che se hai una preoccupazione devi stare zitto perchè SFRUTTANO pure quella!
    quelli che “aiutano” capito.
    E’ tutto un inciucio, tutto una decadenza proprio MORALE, è uno SCHIFO……..
    mi dispiace di dire cose banali, io non me ne intendo ma ecco quando parlo di bellezza e di persone ‘pulite’ (non in senso politico!) perchè non se ne può proprio più della MERDA.
    scusate lo sfogo, ma non se ne può più dello schifo.
    E mi mancano Francesco e Roberto, che non leggo più da parecchio.
    Gli mando un pensiero affettuoso comunque, e anche a Franca, Ceglie e Lorena, e un bacio a tutti quanti.

  50. Soqquadro
    27 October 2012

    AGGIORNAMENTI:
    Bambini contesi: padre indagato per pedofilia, ma è colpa della mamma

    Inserito da CCDU Minori
    il 17 ottobre 2012

    (Comunicato stampa)

    Padova. Scoppia oggi il terzo caso a Padova di una mamma che rischia l’allontanamento del figlio con l’accusa di alienazione genitoriale sebbene il padre sia indagato per pedofilia e accusato di abusi sessuali dal figlio della donna, da una sorellastra e da una cuginetta. Dopo un lungo incidente probatorio le accuse sarebbero “precise e circostanziate”, eppure il tribunale dei minorenni prospetta la possibilità di un riavvicinamento al padre con possibilità di collocazione in una casa famiglia. E qui l’avvocato della mamma, Francesco Miraglia, attacca ritenendo vergognoso il fatto che si prospettino queste soluzioni senza il necessario approfondimento.
    Questo è il terzo caso nell’area di Padova, dopo quello del bambino di Cittadella e quello della mamma di Camposampiero, due casi che incredibilmente vedono coinvolto lo stesso psichiatra. Ci auguriamo che lo psichiatra venga denunciato per i reati che ha commesso nei confronti del bambino partecipando attivamente alla sottrazione violenta. Ricordiamo per inciso che questo psichiatra è già noto come il consulente di parte che ha dichiarato incapace di intendere e volere un uomo che aveva ucciso la moglie a badilate.
    E questi casi sono solo la punta dell’iceberg. Da anni denunciamo che 4 su 5 dei 32.000 bambini ospitati nelle case famiglia con una spesa per bambino dai 100 ai 300 euro al giorno, sono stati sottratti senza motivazioni gravi o accertate e sono orfani di genitori in vita. E da anni denunciamo che circa 950.000 bambini sono “orfani” di uno dei due genitori a causa dell’impedimento doloso della cura filiale posto in essere da uno degli ex coniugi. Ma sono anche anni che denunciamo questi episodi di “deportazione” violenta dei bambini che sono ormai all’ordine del giorno. Ricordiamo tutti il caso di Basiglio, ma per esempio nella Provincia di Trento due anni fa un caso era salito all’onore delle cronache per i metodi violenti dell’allontanamento, e nessuno è stato punito per quei reati. Ora solo un mese fa due genitori hanno riferito al Garante per l’infanzia di Trento della sottrazione violenta da parte delle autorità di tre dei loro figli. Purtroppo questi crimini e ingiustizie occorrono con troppa frequenza ed è ora di dire basta.
    È ora di mettere l’attenzione sul sistema della giustizia minorile italiana. Il Tribunale dei minorenni è stato istituito da un Regio decreto del 1934 e viola le leggi costituzionali del diritto alla difesa e al contraddittorio. La giustizia è delegata alle perizie degli psichiatri e degli psicologi che, come nei tre casi di Padova, spesso non sono in grado di accertare la verità e non sanno proporre soluzioni che non siano invasive e irrispettose dei diritti umani. Ed è persino inutile parlare dei servizi sociali. Centinaia e migliaia di casi dimostrano che è necessaria una riforma urgente.
    Ebbene alla Camera e al Senato queste riforme ci sono. C’è un DDL che richiede un vero affido condiviso, vari disegni di legge per l’abolizione del Tribunale dei minorenni e l’istituzione di Sezioni specializzate per la famiglia che prevedono la rimozione dei giudici onorari (psichiatri e psicologi) dai tribunali. C’è persino un DDL che chiede di affidare le funzioni giudiziarie alla polizia minorile togliendo qualsiasi funzione giuridica ai servizi sociali che tornerebbero alla loro originale funzione di assistenza sociale. Molti studiosi, giuristi, attivisti dei diritti umani hanno partecipato alla stesura di queste leggi che possono essere migliorate ulteriormente, ma che devono essere approvate velocemente. I bambini non possono più aspettare. Basta parole e proclami elettorali, la politica deve rimboccarsi le maniche e approvare velocemente le riforme. (qui)

    Ringrazio ilblogdibarbara qui su wordpress che sta rilanciando la notizia.

  51. Soqquadro
    27 October 2012

    NB: esprimo cmq assoluta contrarietà a qualunque riforma dell’affido condiviso che stabilisca la spartizione del bambino al 50% prima che il diretto interessato abbia l’età per approvarla personalmente. I bambini non sono pacchi postali da trasferirsi a settimane alterne per l’egoismo possessivo degli adulti che confondo la cura parentale con il possesso. Rapporto genitoriale/filiale ed affetto si costruiscono su basi di affettività e disponibilità, non sui traslochi. Il mio campionamento sarà anche bassissimo, ma entrambi i ragazzi che ho saputo gestiti in questa maniera l’hanno fatta smettere appena possibile: era troppo sofferente non avere “un centro stabile”, svegliarsi di continuo in letti alternati, vestiti doppi, libri doppi, giocattoli doppi e stabilità a metà. Tanto più che le leggi sull’affido riguardano sia i bimbi nati in regime di matrimonio/convivenza sia in caso i genitori non abbiano mai convissuto (sappiamo tutti che per mettere al mondo un bambino non serve un contratto matrimoniale e neppure la convivenza, ma altro) quindi, in questi casi andando a creare a tavolino delle situazioni di spartizione inesistenti di base.
    I bambini devono essere tutti uguali nei diritti loro(cosa che comprende quindi anche la cura, la presenza, l’affetto dei due genitori e le condizioni di stabilità e serenità)non nei diritti degli adulti. I figli naturali a livello ereditario rispetto ai collaterali non sono mai stati parificati ai figli legittimi, però vengono “parificate” delle sorte di “spartizione”, questo evidenzia, da sè. che non stiamo parlando dei diritti dei bambini, ma delle richieste degli adulti. Non mi sta bene.

  52. sissi
    27 October 2012

    Dovrei rifiutarmi di scendere a quel livello e quindi perfino di impoverire certi ‘gioiellini’ che davvero detti a persone miserevoli è come dar le perle ai porci, ma lo stesso cito Goethe :

    “Anche il medico deve essere produttivo se vuole sanare gli altri, e, se non lo è, potrà riuscire con questa o quella cura, come per caso, ma nel complesso egli non sarà che un ‘mediconzolo’ ”.

    Lucrare sui bambini…invece, che malattia è?…

  53. sissi
    4 November 2012

    Per (l’ironica) serie “le parole sono importanti”, vorrei solo fare una nota conclusiva del malumore che mi mettono esseri indefiniti nella categoria “umana”.
    Io non è che divido il mondo in ‘buoni e cattivi’ – non ho questa pretesa perchè fior di scrittori nei secoli hanno affrontato, senza risolverlo, il grande tema del bene e del male, e per quanto mi riguarda riesco a passare da Dostoevskij e la sua “Bellezza che salverà il mondo” alla Nausea di Sartre – chè, soprattutto, c’è da dargliene atto, “l’inferno sono gli altri” – con la piena coerenza di chi non sopporta l’assenza completa di stile.
    Finanche la discendenza, in alcuni casi, dal mondo animale – come segno del livello corrispondente – può essere valida solo se si considera la successione per complessità…. non propugnabile come espressione di discendenza, perchè, in tal caso, dovremmo affermare che il peggiore non rappresenta uno scadimento del migliore, ma, addirittura, che il migliore proviene, trae origine, dal peggiore.

    La soluzione…è molto più semplice, ce l’ha come sempre Oscar Wilde, fervida e viva nel suo caustico sarcasmo, e perciò, irresistibile fascino:

    Non mi preoccupo mai di quello che dice (e fa) la gente volgare, e non faccio mai ostacolo a quello che fa la gente piacevole.

    :)) c’est tout .

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This entry was posted on 11 October 2012 by in infanzia.

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