La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Rischiare la galera per un reato di opinione

Se non succede qualcosa di nuovo mercoledì Alessandro Sallusti, direttore de “Il Giornale”, dovrebbe entrare in carcere e starci 14 mesi. Per un articolo ritenuto diffamatorio ma non scritto da lui, solo per responsabilità oggettiva quando dirigeva “Libero”. Tutti si sono schierati con lui, gli amici e i tanti nemici poichè chiunque ritiene obbrobrioso il solo pensiero che si possa andare in galera per un reato di opinione. Hanno preso le sue difese proprio tutti, compresi Travaglio e Di Pietro.  A me piace riportare l’articolo de “La Repubblica” che tra l’altro è proprio il giornale direttamente concorrente. Perchè ci si può scannare sulle idee ma con la libertà di stampa non si scherza.

Per commentare l’inverosimile caso di Alessandro Sallusti, ultima vittima designata di una giustizia ingiusta, basterebbe citare una celebre frase: “Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle”. Qui però non si tratta soltanto di una divergenza d’opinioni, di un dissenso politico o culturale. Né tantomeno di una malintesa solidarietà professionale, da manifestare a un collega come un obbligo di categoria o una difesa d’ufficio. La vicenda tocca un nervo scoperto del rapporto fra giustizia e informazione, coinvolgendo tutti noi cittadini di questa Repubblica. Il rischio che mercoledì prossimo il direttore del “Giornale” possa finire in carcere per un articolo scritto da un altro giornalista nel 2007, quando lo stesso Sallusti era reggente di “Libero” e ne aveva quindi la cosiddetta responsabilità oggettiva, rappresenta un’aberrazione giuridica che non può appartenere alla civiltà del Diritto. Non è solo malata una giustizia in grado di produrre una tale mostruosità. È una giustizia che contraddice e nega se stessa, la propria legittimazione democratica, la propria autorevolezza e credibilità. (…) Giovanni Valentini segue

70 comments on “Rischiare la galera per un reato di opinione

  1. sissi
    24 September 2012

    Avevo letto (più o meno) di questa assurda vicenda, e sono contenta che ne parli.
    Assolutamente d’accordo con te e l’articolo di Giovanni Valentini, assolutamente dalla parte di Sallusti. Che anch’io difendo, e difenderemo tutti, con sincerità di cuore al posto delle ideologie.

  2. Lorenzo
    24 September 2012

    Ricordo bene la vicenda. Ricordo benissimo molti attacchi rivolti dal giornale o da libero. O da altre testate. Si può essere d’accordo o no, ma chiudere una persona in carcere per ciò che ha detto, e che quindi pensa, significa tappargli la bocca. Significa condannarlo per ciò che ha da dire. É un sistema fascista, molto fascista. Degno della peggiore risma, secondo me, perché non se ne parla, non si sa che accade in Italia, nel 2012.

    • pinoscaccia
      24 September 2012

      Siamo tutti d’accordo: succede soltanto sotto i regimi di proibire a chiunque di esprimere la propria opinione.

      • sissi
        24 September 2012

        Pienamente d’accordo con entrambi.
        E, naturalmente, evviva Voltaire.

  3. pipistro
    24 September 2012

    Va da sé che non difenderei Sallusti (quasi) per alcuna altra ragione al mondo. Questione, appunto, di opinioni.
    Ma in questo caso sì, senz’altro.
    I propugnatori della deriva autoritaria, in questo paese, non hanno bandiere. Semmai, le usano.

    • pinoscaccia
      24 September 2012

      Infatti non si parla di Sallusti. Ma del principio.

      • pipistro
        24 September 2012

        Ed è un principio che, con picchi inusitati (vedi G8, leggi stampa/bavaglio, tentativi di leggi internet/blog, leggi d’emergenza cronica e decreti d’urgenza per questioni non urgenti e urgenze personali, massacri nell’adempimento di “doveri” quanto meno opinabili e relativa sabbia a seguire, etc.), è sottoposto qui a prove durissime.
        Saremmo la patria del diritto, spesso siamo quella dello storto.

  4. pinoscaccia
    24 September 2012

    Nervosismo dopo l’annuncio delle dimissioni di Renata Polverini. Zoroddu si scaglia contro i giornalisti. Video

    • sissi
      25 September 2012

      a differenza di altri e di certa “forza romana”… preferisco un bellissimo dignitoso silenzio.

  5. Walter
    24 September 2012

    Il problema di questa vicenda non è la libertà di opinione in sè, ma il modo in cui tutto l’ apparato giudiziario, messo in piedi per mandare in galera una persona (Giornalista o altro) viene portato a termine.
    Apparato giudiziario, di cui il Cocilovo, Magistrato che ha denunciato Sallusti, fa parte.
    Apparato giudiziario in cui, personalmente, non trovo alcun senso di quella giustizia che amministra, ma solo Legge.
    E la Legge non è Giustizia. E’ bene farsene una ragione.
    Gentaglia sta fuori da meritevoli galere, perché una notifica è arrivata fuori tempo o con una virgola in meno. Questa è Legge, non Giustizia.
    I Magistrati amministrano Legge, non Giustizia.
    E chiedere Giustizia in un Tribunale oggi, è quasi un atto di presunzione.

    • sissi
      24 September 2012

      …”Ma io non ho conosciuto il peccato se non per mezzo della legge” (Paolo, Lettera ai Romani, VII, 7)
      …come hai ragione anche in quest’altra ottica, Walter!

      peccato, avrei un bellissimo capitolo che vi piacerebbe molto, ma è troppo lungo e pure complicato da riportare qua.
      (a Pipistro, fermo restando che ne condivido il senso – e soprattutto quello del “diritto”… – mi diverto ad aggiungere che a volte lo stesso genera anche il ‘dritto’… (cioè il furbo) oltre allo storto ;)))
      – ma non è questo il caso, in cui, a parte scherzi, è veramente grave il ‘principio’, come diceva Pino.

  6. Lucio Gialloreti
    25 September 2012

    Credo sia la cosa più assurda e vergognosa che il nostro ordinamento giuridico ed il braccio “armato” di esso abbia mai partorito ed elaborato!!

  7. marcellolupo
    25 September 2012

    …pare che con 30mila euro si sarebbe potuto aggiustare tutto!!!

    ( ovviamente soldi che sarebbero andati in beneficenza !!)
    mah!!

    Uno come Travaglio, secondo questa sentenza, rischierebbe il carcere a vita…giustizia ridicola…..

  8. Walter
    25 September 2012

    Bisognerebbe anche chiedersi cosa è la libertà di espressione.
    Dire e scrivere tutto quello che si vuole e passa per la testa, fregandosene delle conseguenze che procura, non è libertà di espressione.
    E’ altro, che non ha niente a che fare con la civiltà, anzi, ne rappresenta il suo abbrutimento.
    D’ altra parte, se questo tizio chiede 30.000 euro per ritirare la sua denunzia-querela, la dice tutta su come si sente offeso.

  9. marcellolupo
    25 September 2012

    …WALTER pare ne abbia già avuti altrettanti…non so se mi spiego…
    certo bisogna sempre distinguere fra LIBERTA’ DI STAMPA e LIBERTA’ DI SPUTTANARE…ma questo è un discorso lungo, complicato e ampiamente dibattuto.

  10. Walter
    25 September 2012

    Personalmente Sallusti sta antipatico, proprio per via delle sue scorribande giornalistiche. Ma ho letto l’ articolo “delittuoso” e sinceramente in questo caso, non ci vedo niente di criminale. Sto dalla sua.
    Sto dalla parte di Sallusti in questo caso, perché se era una persona comune che percepiva offese alla sua onorabilità professionale, sono convinto che non si smobilitava praticamente nessuno della Macchina amministrante Legge.
    Probabilmente veniva archiviato il fascicolo inquisitorio, con scritto sopra: ci sono casi più gravi a cui dare priorità. Ma è un Magistrato che fa la querela; si può dire di no a un collega?

  11. lorena
    25 September 2012

    non ho letto l’articolo inquisito percio’ non so di cosa si parla . Purtroppo la stampa e i giornalisti sono sempre sotto processo . non si puo’ mettere in carcere per un giudizio d’opinione ,ma in altro luogo pare che il giornalista in questione abbia messo in prima pagina condanne di morte per chi aveva autorizzato l’aborto di una ragazza , che non è esattamente un’opinione . Ma se mi fate capire forse mi faro’ una mia opinione .

  12. irisilvi
    25 September 2012

    Mi sento di difendere il principio non l’uomo.Lui non l’avrebbe fatto, non mi piace e mai mi piacerà.

  13. sissi
    25 September 2012

    Beh, voglio specificare che non ho approfondito neanche io e che Sallusti non è il mio tipo di persona e di giornalista… ma parlo proprio solo e unicamente per ‘principio’, come già detto.
    In questo senso mi piace la solidarietà – sempre comunque – a prescindere dalle affinità. – ma non ho letto l’articolo incriminato, non so nulla dei particolari della vicenda, avevo solo condiviso Pino, e altri, e l’articolo di Giovanni Valentini.

  14. GiorgiusGam
    26 September 2012

    [OT Euro = Depressione Economica]: 25/09 – Madrid, guerriglia tra “marea” di Indignados e gruppetto di poliziotti antisommossa – La folla “urla”, qualcosa sta cambiando…

    …Ciò che succederà nei prossimi giorni in Spagna deve essere un pre-allarme sociale per ottobre prossimo in Italia. L’Euro è ancora un sistema monetario valido per la solidità futura dell’Unione Europea? “CALL ICELAND”.

  15. marcellolupo
    26 September 2012

    La Cassazione ha confermato la condanna a 14 mesi di reclusione per diffamazione aggravata nei confronti del direttore del Giornale Alessandro Sallusti. Il ricorso del giornalista è stato rigettato.

    La V Sezione Penale ha inoltre condannato Sallusti alla rifusione delle spese processuali, a risarcire la parte civile e a pagare 4.500 euro di spese per il giudizio innanzi alla Suprema Corte. E’ stato così confermato il verdetto emesso dalla Corte d’Appello di Milano il 17 giugno 2011. Ci sarà, invece, un nuovo processo per il cronista Andrea Monticone imputato insieme a Sallusti

  16. sissi
    26 September 2012

    Dunque, premetto che andrebbero esaminati i “fatti” , come al solito, e da vicino, dall’inizio alla fine, non soltanto ‘per sentito dire’ tramite i giornali.

    Chiaro che se l’articolo incriminato riguarda un tema delicatissimo quale l’aborto di una tredicenne, chiunque si risentirebbe nel sentirsi trattato come un…criminale. (cioè in questo caso il giudice).
    Quasi sicuramente il giudice in questione non l’ha “imposto”….come si evincerebbe dall’articolo, ma avrà approfondito il caso sentendo tutti: la ragazzina, i genitori, i medici, si sarà fatto una sua opinione….(sicuramente più approfondita della nostra), e avrà acconsentito a dare “il benestare”….che è ben diverso dall'”imporre”. Tanto per cominciare.
    La vicenda è stata, forse, subito strumentalizzata come motivo in più di ‘guerra’ contro i magistrati, e chiaramente…. -non è difficile da capire – il giudice si è sentito diffamato.

    Perchè, come dicevano anche Walter e Marcello, bisogna distinguere tra libertà d’espressione e diffamazione: chiunque può dire come la pensa su un argomento, su un fatto, ma senza insultare, offendere, diffamare nessuno.

    Solo che questa linea di confine è talmente sottile….che ancora una volta mi riconferma quello che ho sempre pensato (e detto), e cioè che non può che essere affidata al livello di coscienza……e di buonafede individuale.
    Naturalmente gli ammassi di orgoglio (e spesso anche di malafede) faranno della libertà di pensiero un’empietà…. e della diffamazione (o altro tipo di violenza) una forma di “giustizia”.
    E andiamo avanti così, di populismo in populismo, dove di tutto si può ancora parlare tranne che di democrazia.

    N.B. Sulle stesse basi, vorrei far notare, potrebbe sentirsi diffamato il Sig. Englaro.
    Spero che tanti si interroghino anche su questo, e su certe diffamazioni (quali il termine di “assassino” nella fattispecie) che non sono propriamente definibili “libertà di pensiero”.
    Potrei anche aggiungere che forse bisognerebbe prima averlo…un Pensiero. E poi allegargli la Libertà di esprimerlo.

    • pinoscaccia
      26 September 2012

      La questione è complessa ma non va personalizzata. In discussione non è la condanna se un tribunale ha deciso che è diffamazione: la sentenza va sicuramente eseguita e rispettata. Qui è in ballo la galera. Non si può andare in carcere per quella che comunque è un’opinione. Insieme a ladri rapinatori pedofili mafiosi e terroristi. Rubare rapinare violentare o uccidere non è comunque uguale all’espressione di un’idea, sia pure sbagliata. I giornalisti in galera vanno soltanto nei Paesi sotto regime: evidentemente siamo a questo punto.

  17. pinoscaccia
    26 September 2012

    Una sentenza che ha dell’incredibile e che già nei giorni scorsi ha suscitato l’indignazione del mondo politico e della stampa. Anche oggi la notizia è stata data con molta enfasi su tutti i siti (guarda le foto).

    “È una sentenza sconvolgente, ci sentiamo tutti Sallusti…”, ha commentato il segretario Fnsi, Franco Siddi, “È una norma illiberale nell’ordinamento di paese dalla costituzione democratica che sconfigge e mortifica la libertà di espressione, e priva un uomo della libertà personale. I giornalisti sapranno dare una risposta unitaria e straordinaria, oggi dobbiamo sentirci tutti condannati come Sallusti”. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha inoltre invitato i giornali a lasciare spazi bianchi in prima pagina come “segni tangibili di protesta” contro “la mostruosità di queste norme affinché siano cancellate al più presto”.

    Della stessa idea il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino: “Ci saranno le argomentazioni giuridiche per sostenere una decisione del genere ma le conseguenze della decisione della Cassazione rappresentano un’evidente intimidazione a tutti i giornalisti. L’Italia precipita a livelli di quarto mondo. Che si vada in carcere per un’opinione è qualcosa che non avremmo mai immaginato in un Paese che continua a proclamarsi culla del diritto”.

    Tante le manifestazioni di solidarietà anche da parte dei colleghi giornalisti. “È un triste giorno per la libertà di stampa e per la giustizia italiana: la mia completa solidarietà al collega Alessandro Sallusti”, dice Mario Sechi, direttore del Tempo, “Ci ritroviamo i disonesti in libertà che diventano star televisive e i giornalisti in prigione. C’è molto da riflettere sulla civiltà giurifica di questo paese, e non solo giuridica”. Solidarietà anche dal direttore del Corriere, Ferruccio De Bortoli, “Trovo sconcertante solo l’idea che un giornalista possa finire in carcere per la pubblicazione di un articolo. Abbiamo toccato uno dei punti più bassi della nostra civiltà giuridica. Mi auguro che vi sia la possibilità di correggere questa sentenza peraltro assai diversa da quella di primo grado”.

    “Sallusti deve andare in galera per una cosa del genere, e quei delinquenti che hanno rubato alla regione Lazio sono tranquilli fuori? Sono davvero schifato”, ribatte Vittorio Feltri, “La responsabilità oggettiva è un assurdo: il diffamato deve essere risarcito dal punto di vista economico, non mandando in galera la gente. Non me la prendo con i giudici, perché applicano la legge e la legge dà loro strumenti importanti, che vanno dal temperino al mitra. A volte usano il primo, a volte il secondo e hanno la discrezionalità per farlo. Il problema è che questa legge sulla diffamazione è sbagliata e fascista, la stessa Unione europea più volte ha raccomandato all’Italia di conformarsi alle disposizioni europee. Solo in Italia è prevista la galera per reati a mezzo stampa”.

    Più moderato Mario Orfeo, direttore del Messaggero: “Io credo che la condanna a Sallusti sia figlia di una legge sbagliata che la politica ha il dovere di cambiare. Mi auguro fortemente che questa sentenza possa portare rapidamente ad un cambiamento”. Per Gad Lerner poi la sentenza è “eccessiva nella pena comminata e quindi sbagliata” e la responsabilità oggettiva del direttore è “molto discutibile e insensata: è materialmemnte impossibile per un direttore poter controllare ogni giorno, ogni momento quello che esce o viene detto o pubblicato dalla testata che dirige. E lo dico con esperienza, essendosi passato anch’io”.

    “Sarebbe clamoroso se Sallusti, dopo tutti i pronunciamenti che ci sono stati, dal Quirinale in giù, andasse in carcere. Spero e credo che non ci vada”, ha detto Enrico Mentana, “Personalmente non auspico il carcere per nessuno. Il problema non è tanto, e soltanto per un giornalista o per un direttore di giornale, per colpe solo delegate dalla sua responsabilità. La questione è, in generale, quella della sproporzione della pena, soprattutto quando in tema di diritti, libertà e doveri si arriva ad usare l’arma della carcerazione”. “Questo mestiere non si può più fare”, aggiunge Maurizio Belpietro, “Se i giornalisti devono pagare con la propria libertà le opnioni che esprimono, non si può più fare”.

    “Non si può andare in galera per un’opinione, anzi per il mancato controllo su un’opinione altrui”, sostiene il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, “È una decisione che deve suscitare scandalo”. “Si trovano sempre codicilli per evitare la galera a mafiosi conclamati, pusher, pirati della strada che provocano stragi sotto l’effetto di droghe, assassini e stupratori. Ma quando si tratta di mettere in galera un giornalista che non fa parte del coro, non c’è alcuna remora”, aggiunge Clemente Mimun, mentre Lucia Annunziata sosiene: “È una cosa sbagliatissima e un precedente inquietante. Mi dispiace tantissimo”.

  18. sissi
    26 September 2012

    Pino, chiariamo: innanzitutto non sto “personalizzando” proprio niente perchè, come già detto, non sento affinità per Sallusti ma difendevo per l’appunto il principio di Voltaire; sono per la Libertà – come detto infinite volte – a 360 gradi, figuriamoci se non vi è inclusa anche e SOPRATTUTTO…. quella di PENSIERO, e
    grazie a Dio non ho vissuto (ancora) situazioni simili a quella di Englaro – se a questo ti riferisci – quindi nemmeno in questo caso sto “personalizzando” alcunchè. (tranne il mio pensiero, appunto, quello sì, per ovvie ragioni, assolutamente personale).

    Non posso che essere d’accordo con tutti voi sull'”opinione”…… l’ho già detto ieri sera. Mi sto solo chiedendo, visto che già qualcun’altro si è fatto venire il dubbio (ampiamente dibattuto?) sul confine tra libertà di pensiero (ASSOLUTA….PER ME) e libertà di diffamazione, su come si sia sentito il giudice in questione a sentirsi trattato come un criminale, quando nessuno di noi sa esattamente come sono andate le cose ma c’è chi sentenzia (o strumentalizza?) questioni oltre che delicate, PRIVATE………….

    Anche in questo metto in campo il “principio” se non ti dispiace: un conto è ARGOMENTARE su temi di aborto e vita ecc. ecc., un altro è offendere e insultare qualora “la propria opinione” in merito….. non condivida quella altrui: questa non è un’opinione è diffamazione.

    Potremmo altresì dire che il carcere, anche per la diffamazione – figuriamoci per una semplice opinione – è una risoluzione esagerata e antidemocratica: CERTO.
    Questo lo penso anch’io.
    Che si diffami o no, io non prenderei certe misure cautelative al pari di criminali ben peggiori. Io NON sono una giustizialista….. e difenderò per sempre Voltaire e tutti gli illuminati della ragione.
    Ma questo è tutto un altro discorso.

  19. sissi
    26 September 2012

    Ecco, sono con Mentana e Gad Lerner.
    E, aggiungo, assolutamente anti-linciaggio……. che lo faccia (il linciaggio) un “nome” della stampa, un magistrato in nome delle sue “personali” ideologie, o semplicemente il popolo….. con tutti i populismi come unici protagonismi.

    E aggiungo pure la cosa più semplice in assoluto: tutto ciò neanche succederebbe… se la si finisse di mettere il becco su questioni PRI-VA-TE.
    Se ne può discutere..argomentare… tranne che ingerire, e per giunta insultando.
    Anche questa è civiltà…. e democrazia. Insieme alla LIBERTA’ DI PENSIERO e di OPINIONE… scritto a caratteri cubitali per tutti i fascismi del mondo.

    (peccato solo che si scambi la seconda con la prima e viceversa…. cioè la libertà di pensiero e d’opinione è sempre soppressa, la libertà di violenza e di diffamazione è quanto mai gradita).

  20. TADS
    26 September 2012

    non so se a qualcuno convenga distinguere i reati di opinioni dalle diffamazioni…

    se Sallustri deve farsi 14 mesi di galera per un articolo,
    Santoro, Travaglio, Ezio Mauro e Concettina De Gregorio dovrebbero essere rinchiusi a vita nelle segrete di Montecristo

    in questo Paese pubblicare interi fascicoli secretati e fiumi di intercettazioni, (unitamente a ingiurie, calunnie, diffamazioni varie e via andando) che riguardano Berlusca… significa esercitare la libertà di stampa. Toccare la sinistra significa andare in galera, quando va bene tirare fuori risarcimenti milionari.

    se il direttore de Il Giornale fosse stato dall’altra parte sotto un governo Berlusconiano… alla lettura della sentenza sarebbe scoppiata la rivoluzione, lo sappiamo tutti benissimo.

    TADS

    • sissi
      26 September 2012

      Vedi Tads, a parte che io non sto facendo politica… ma comunque dovresti fare degli esempi su tutti quelli elencati e le loro diffamazioni quali sarebbero.
      Di Concettina, come la chiami tu, al momento ricordo solo una geniale frase: “dovremmo ricominciare a declinare i sostantivi”.
      ….”fatti”, dal verbo infinito “fare”, contro parole parole parole… ( e nemmeno piacevoli e ‘concettuali’ ma solo sempre piene di veleno).

      • pinoscaccia
        26 September 2012

        Non ce l’ha con te, ma faceva un discorso assolutamente generale. E’ la sua opinione. Cerchiamo di non cavalcare gli schieramenti anche qua.

        • sissi
          26 September 2012

          Lo so, lo so….! assolutamente, ho parlato per me, ma non ho pensato “ce l’avesse con me”, si riferisse “a me”. Mi era solo venuto istintivo come pensiero, appunto.
          Cordialmente…eh! ;))

          P.s. Continuo a difendere Sallusti, e quindi sono contro la sua condanna, in ogni caso, al di là delle altre valutazioni espresse.
          Comunque le valutazioni per me sarebbero così tante e profonde che su un blog come al solito non è possibile. Mi riviene in mente un pezzo teatrale… un capolavoro, ma non posso fare il riassunto, credo, perchè non ho i diritti d’autore. (e se li avessi lo farei a teatro :))) cioè se avessi i finanziamenti: un magnifico capolavoro di spettacolare contenuto).

          • sissi
            26 September 2012

            Ah però è andato in onda alla RAI! Negli anni ’70!
            anche se hanno tagliato il finale, so, guarda caso……..
            dici che in questo caso se ne può parlare? se è già andato in onda?

          • sissi
            26 September 2012

            In conclusione – chiedo scusa veramente per il numero di interventi… – torno al punto di partenza: trovo estremamente grave che nel 2012 un giornalista vada in galera per aver usato parole, insultanti che siano, nei confronti di qualcuno. Devono esserci altri modi…di far capire e risolvere le cose.
            Torno al punto di partenza…e l’articolo di Valentini, e i commenti di tutti, e di Pino e di Lorenzo.
            Serissimamente: spero tanto che il Giudice, per quanto lo capisco… compreso il suo ruolo delicato e sempre difficile, cambi idea. Io farei così, la risolverei in altre maniere, davvero.

  21. TADS
    26 September 2012

    ti accontento subito con un esempio emblematico

    Santoro manda in onda il numero di cell di Berlusconi dicendo testualmente: “che sarà mai…” Ovviamente non succede niente a livello legale

    dopo qualche giorno un giornale Berlusconiano pubblica il numero di cell di Santoro, si becca una querela e una richiesta di risarcimento di 150.000 euro

    qualora non dovesse bastarti…

    lo sai che Di Pietro ha sporto circa 350 querele imbavagliando, di fatto, la stampa ostile???

    se vogliamo metterci a disquisire in modo salottiero e forbito… disponibilissimo, se poi vogliamo dire la verità, quella vera, bisogna uscire dalle palingenetiche obliterazioni fuorvianti e mirare al plot della questione

    io non voto da 20 anni, non ho tessere in tasca e nemmeno il cervello scopato (passami il francesismo) da condizionamenti ideologici, cosa è successo in Italia, a livello di informazione, è sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere

    io non difendo nè Berlusconi nè Sallusti, dico solo che se l’uomo di Arcore avesse cominciato, dal primo stormir di fronda, a “sparare” querele a raffica… Santoro, Travaglio e C. avrebbero cambiato mestiere oppure parlato d’altro. Da ciò si evince che la libertà di informazione in Italia è un concetto che si interpreta, non un valore assoluto.

    come ha giustamente detto Pino, non ce l’ho con te, è la prima volta che leggo il tuo nick, credo.

    TADS

  22. sissi
    26 September 2012

    Ma no..da quel dì che sto qua manco mi ci avessero inchiodato! :))
    in linea generale sono d’accordo con te, che è tutto un caos a suon di insulti e di violenza. La politica un coro da stadio. Contenuti (veri) neanche a sognarli.
    Sugli esempi..mi attengo a quel che dici, non posso fare altro. (davvero “non è successo niente a livello legale”?! Ahh Ghedini…ha fatto sentire la sua mancanza veramente a tutti :)) – a proposito di Concettina, è riuscita a lasciarlo senza parole – . e c’erano tutti i numeri del cellulare del B. o qualche asterisco finale, e il cell.di Santoro per intero? semplice curiosità che comunque non cambia il senso fondamentale di ciò che dici (essendo anch’io assolutamente apolitica) e che condivido….con il cervello non-scopato ahahah! anche mentalmente preferisco le voluttà!! ;)))

  23. marcellolupo
    27 September 2012

    …”l’opinione” è sacrosanta e guai a chi la tocca, da qualunque parte arrivi! che si tratti di un giornalista, di un lattaio, di un architetto ed il carcere per “reato di opinione” è degno dei migliori regimi dittatoriali. Diverso però è l’aspetto legato alla “diffamazione”. Fino a prova contraria scrivere su un giornale o affermare al bar che “tal persona” AVREBBE FATTO O DETTO su un argomento che potrebbe metterla letteralmente alla gogna mediatico/sociale lo trovo disgustoso. Chiunque, ed a maggior ragione un giornalista seguito da milioni di persone, estrapolandolo dal reato di opinione, deve stare molto attento a ciò che afferma. La linea che divide “l’informazione di cronaca” e “l’opinione personale” , condizionata spesso da idee politiche, è sottilissima e sopratutto, se si commette un errore sarebbe opportuno almeno scrivere due righe DI SMENTITA E DI SCUSE, come pare che NELLO SPECIFICO non sia mai accaduto. D’altra parte i mesi di carcere inflitti a Sallusti mi paiono una enormità ma non dobbiamo certo meravigliarci, la legge italiana ci ha ormai abituato a tutto ed il suo contrario.

    • pinoscaccia
      27 September 2012

      La questione, come ho già detto, è molto complessa. E come l’opinione è sacra, dovrebbe essere colpita la diffamazione anche di un libero cittadino (per esempio sul web che è un luogo pubblico). L’obbligo di smentita può rientrare nel dispositivo della sentenza e, a quanto ne so, non era compreso nella pena. Ripeto: il problema non è la condanna, chiunque diffami (secondo i giudici) deve essere punito. Il problema riguarda il carcere. Non si può andare in galera, in un Paese civile, per aver espresso comunque un’opinione. Non so più come dirlo.

  24. marcellolupo
    27 September 2012

    Feltri si scaglia da Vespa contro Dreyfus, (autore nel 2007 su Libero dell’articolo incriminato) che pare sia Renato Farina, giornalista e parlamentare del PDL
    dice:
    “L’ho difeso tutta la vita, speravo che avesse un minimo di coraggio, invece è un vigliacco. Speravo si prendesse le sua responsabilità. Non si è verificata ne’ una cosa ne’ un’altra. È semplicemente un pezzo di merda e Alessandro ( Sallusti ) sta pagando con un grandissimo coraggio per una colpa che non è sua.”

    .. Pino mi pare che anche tra collegi ci sia parecchia acredine e confusione…

    L’ OPINIONE ( BASATA SU INFORMAZIONI PROBABILMENTE SBAGLIATE!) CHE HA SCATENATO IL BORDELLO PER I GIUDICI E’ DIFFAMAZIONE AGGRAVATA !.
    «Qui ora esagero. Ma prima domani di pentirmi, lo scrivo: se ci fosse la pena di morte e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo, il giudice». Dreyfus

    LA LEGGE ITALIANA PARLA CHIARO ( ovviamente non voglio insegnare nulla a Pino, non ne ha bisogno!):
    La diffamazione, in diritto penale italiano, è il delitto previsto dall’art. 595 del Codice Penale secondo cui:
    « Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.
    Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.
    Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.
    Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate. »

    Sono d accordo con te Pino lottiamo per cambiare questa legge ridicola ma al momento dobbiamo tutti prendere atto che la legge è questa ed i giudici l’hanno applicata alla regola. Evidentemente per i giudici medesimi non stiamo parlando di una “opinione” ma di pura “diffamazione aggravata”.

    • pinoscaccia
      27 September 2012

      Logico che la colpa sia dei legislatori. Basterebbero cinque minuti per una legge che non ha eguali in Europa, togliendo cioè il carcere fra le pene per i reati di opinione. Comunque è pure vero che i giudici non sono “macchinette”: la pericolosità sociale è un’interpretazione come la negazione delle attenuanti (chieste addirittura dal procuratore generale).

      Per quanto riguarda Farina sono d’accordo con Feltri: è un pezzo di merda (che infatti non è più giornalista da un pezzo).

  25. pinoscaccia
    27 September 2012

    CASO SALLUSTI – ISF: “ IL CARCERE A SALLUSTI METTE L’ITALIA FUORI DALL’EUROPA “.

    “ Il caso Sallusti allontana l’Italia dal mondo delle democrazie e lo avvicina a quello delle dittature “, lo dichiara Stefano Marcelli, presidente di ISF (Information Safety and Freedom), associazione per la libertà di stampa nel mondo.
    “ Contenuti e forma dell’articolo del Giornale incriminato dalla magistratura sono del tutto ininfluenti rispetto al principio secondo il quale nessuno può essere punito con il carcere per le idee manifestate “, continua la nota di ISF. “ La libertà di espressione e quindi quella di stampa sono principi fondanti di ogni Costituzione democratica e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Lo hanno chiarito bene, proprio in questi giorni sia il governo francese che il presidente usa Barak Obama, i quali, pur condannando film e vignette blasfemi rispetto all’Islam, si sono rifiutati di prendere misure censorie o repressive nei confronti dei loro autori. Solo nelle dittature si censurano e incarcerano giornalisti ed artisti “.
    “ Per restare in Europa- continua la nota di Marcelli- non è sufficiente rispettare gli standard economici, bisogna prima di tutto condividere il modello di democrazia che caratterizza la storia di questi Paesi “.
    “ Il collega Alessandro Sallusti deve restare libero e la legge italiana deve essere immediatamente cambiata; – conclude Marcelli – solo così l’Italia potrà restare nel consesso dei Paesi civili e potrà garantire la libertà di stampa, che è un presidio essenziale per l’effettivo esercizio della democrazia. Non è con la repressione ed il carcere che si garantisce la qualità del giornalismo, ma con l’impegno della categoria a rispettare i principi dell’etica professionale “.

  26. marcellolupo
    27 September 2012

    …e comunque non capisco una cosa:
    un direttore di giornale può decidere di non pubblicare un articolo ?
    e se sì, perchè lo ha pubblicato lo stesso? mah ! non capisco…..

    • pinoscaccia
      27 September 2012

      Certo che può deciderlo. Ecco perchè paga la responsabilità oggettiva.

  27. marcellolupo
    27 September 2012

    …quindi se il tuo direttore avesse mandato in onda un tuo pezzo “sbagliato” ( si fa per dire ) avrebbe pagato in prima persona e tu niente ?

    Allo stadio le società hanno la “responsabilità oggettiva” rispetto alle cazzate che fanno gli ULTRA’, ma il tifoso che viene preso a far casino non mi pare che venga trattato con benevolenza….

    • pinoscaccia
      27 September 2012

      No, pagherei anch’io. Anzi come autore dell’articolo (o del servizio) prima di tutti io, poi il direttore come responsabile del giornale. Dimentichi che nel caso di Sallusti l’autore era sconosciuto (ha usato uno pseudonimo) ecco perchè ha pagato solo il direttore. Adesso si scopre che lo sconosciuto era Renato Farina. Il pezzo di merda. Che si è guardato bene dal farsi avanti, anche perchè da parlamentare avrebbe goduto della vergognosa immunità.

      • Walter
        27 September 2012

        Ogni tanto il qualunquismo, ha un suo valore soggettivo che va considerato in separata sede dal coro. Ecco, questo (a parere personale) è uno dei casi meritevoli:

      • irisilvi
        27 September 2012

        Però Sallusti sapeva chi si nascondeva dietro quello pseudonimo e che cosa aveva scritto.

  28. pipistro
    27 September 2012

    I. Le sentenze di primo, secondo grado e cassazione non hanno inteso punire la frase cruciale del pezzo portato dal giornale di cui stiamo parlando, ma il fatto che l’opinione espressa – un’opinione, appunto – sia stata inserita in un contesto che pare sia stato consapevolmente fasullo. E quindi, se ripreso nell’articolo, diffamatorio.

    Nel caso, Dreyfus – firmatario del pezzo – ha espresso un’opinione, piuttosto dura, su cosa pensava di chi avrebbe consentito o promosso un’operazione a suo avviso non condivisibile: far praticare un “aborto coatto” a una tredicenne.

    L’opinione, per quanto eccessiva, non sarebbe stata, appunto, opinabile, ma il contesto avrebbe dovuto essere vero, cioè riguardante fatti accertati o comunque agevolmente accertabili da parte di un giornalista. Sennò sarebbe stata un’opinione (forzata) su qualcosa che si conosceva essere una bufala o comunque su un fatto riportato in modo non corretto.

    Se il fatto risultava quindi già fasullo (ed è stato quindi riportato volutamente o colpevolmente in modo non attinente al vero), l’indagine sarebbe caduta sulla possibilità o meno che aveva il giornalista di valutare il contesto. Cioè si sarebbe trattato di accertare se lo stesso giornalista aveva fatto proprio, ad arte, un contesto che sapeva non vero ed aveva poi espresso un’opinione al solo scopo di colpire chi già sapeva essere stato diffamato dalla scorretta ricostruzione del fatto.

    Nel caso, la diffamazione sta quindi nella pretestuosa ricostruzione di un contesto conosciuto come falso e non nell’opinione espressa quale corollario. E per questo ritengo che la sentenza di cassazione (allorché verranno rese note le motivazioni) potrà anche essere giuridicamente accettabile, per quanto a parere di molti, me compreso, inopportuna.

    E per inopportuna intendo anche particolarmente stridente con il comune sentire.

    II. Non è invece accettabile:
    – che per questioni del genere sia tuttora prevista/possibile la galera;
    – che allo stesso modo sia punito per responsabilità oggettiva (cioè per fatto altrui) il direttore della testata;
    – che in concreto esistano 1000 pesi ed altrettante misure, a seconda di chi sia o si senta diffamato e di chi si presuma essere il diffamatore;
    – che si conceda, a chiunque abbia le spalle sufficientemente forti e vi possa fare agevolmente ricorso, di utilizzare un’arma quale il diritto di querela per colpire un eventuale detrattore (che, sia detto per inciso, potrebbe anche avere ragione, ma faticherà comunque a provarlo e passerà i guai suoi);
    – che l’uso e l’abuso di tale arma sia lasciato a disposizione dei privati;
    – che non esista un filtro efficace tra il deposito di una querela e il processo penale;
    – che la querela (cioè la richiesta di punizione da parte dello stato) sia spesso usata in modo strumentale per acquisire un vantaggio economico;
    – che la querela sia altrettanto spesso usata come bavaglio preventivo.

    L’elenco potrebbe continuare a piacere. Ma anche queste sono opinioni.

    III. Al riguardo, molti anni fa e in ben altro contesto, compilai una filastrocca, dedicata ad una creaturina maliziosa dalla querela facile.

    “Cave homunculum”

    Ben sapendo
    che si va trattando
    chi di querela
    ha fatto professione
    per trarne reddito
    da diffamazione
    disputare non giova
    al suo cospetto
    e non ingiurio
    ometto

  29. marcellolupo
    27 September 2012

    quindi evidentemente Sallusti lo ha coperto sperando che si facesse avanti…che storia
    grottesca !!…

  30. TADS
    27 September 2012

    Feltri ha avuto un rigurgito di coscienza…
    chissà che ne pensa Filippo Facci, abbandonato al suo destino dopo la pubblicazione di un articolo “spalamerda”.

    illustre Pino,
    leggi o non leggi siamo di fronte ad una PALESA sentenza politica, non potrebbe essere altrimenti visto che parliamo di reati d’opinione

    i magistrati sono impiegati statali che hanno vinto un concorso, non entità elette mandate sulla terra da dio. Poichè trattasi di comuni, molto comuni mortali, sarebbe ora che chi di dovere li tirasse giù dal piedistallo. Autonomia non è sinonimo di onnipotenza.

    TADS

  31. sissi
    27 September 2012

    E’ proprio quello che intendevo dire, Pipistro!
    Cioè immaginare una strumentalizzazione su fatti che non sono propriamente andati come descritti. (e per questo il giudice si è sentito diffamato).

  32. sissi
    27 September 2012

    Io non ho avuto neanche tempo di leggere un giornale oggi, sto leggendo adesso il Corriere, qua c’è spiegato tutto, parla il Giudice!!
    di diffamazione si tratta, non di “reati d’opinione”…..

    http://www.corriere.it/politica/12_settembre_27/intervista-giudice-sallusti_ff183326-087f-11e2-b109-0c446f94a4e2.shtml

  33. GiorgiusGam
    27 September 2012

    [OT Terremoti – Sciame Sismico Provincia Benevento]

    27/09 – Fondazione Giuliani Facebook: Mi auguro che l’Assessore di Benevento, il Sig. Cosenza, non debba pentirsi “amaramente” delle sue “facili” dichiarazioni e “conclusioni”. Articolo + Video (Leonardo Nicolì)

    MORE: http://on.fb.me/PIGP8l

  34. marcellolupo
    28 September 2012

    …tanto per chiarire a me stesso ( pura ignoranza del sottoscritto!!) e a chi, come me, non era a conoscenza di che razza di personaggio stiamo parlando posto una breve scheda del personaggio medesimo a cui Sallusti IMPRUDENTEMENTE ha dato il permesso di pubblicare NO UNA OPINIONE ! ma bensì una sequela di MINCHIATE.

    L’opinionista di Libero, Renato Farina (nominato honoris causa “il pezzo di merda” ) è stato: (WIKIPEDIA)
    Ex giornalista, deputato (eletto alla Camera nel 2008 nelle liste del PDL) e scrittore; ha ammesso di aver collaborato, quando era vicedirettore di Libero, con i Servizi segreti italiani, fornendo informazioni e pubblicando notizie false in cambio di denaro. La legge numero 801 del 1977 fa divieto ai giornalisti professionisti di intrattenere rapporti con i Servizi e per questo motivo è stato radiato dall’Ordine dei Giornalisti. In seguito la Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento, poiché Farina si era già dimesso dall’Ordine quando ne fu radiato. Ha lavorato quindi come opinionista di Libero.
    Oggi ( un tantino in ritardo) dice che l’articolo pubblicato , per cui Alessandro Sallusti dovrebbe andare in carcere, l’ha scritto lui. Nascondendosi dietro lo pseudonimo del militare francese, quello del celebre affaire.
    Insomma la levata di scudi del mondo giornalistico è sacrosanta ma forse oltre che rivedere le leggi astruse di cui abbiamo ampiamente dibattuto bisognerebbe che qualcuno si faccia un approfondito esame di coscienza . Sta storia che in Italia non esiste la “libertà di opinione” mi ha personalmente stufato e certe posizioni, e qui scatenerò qualche dura osservazione, mi puzzano un tantino di ” cieca difesa corporativa”.
    Fino a prova contraria LIBERTA’ DI OPINIONE esiste e non la vedo minimamente minata ed al tempo stesso esiste anche la “Carta dei doveri del giornalista” dove si stabiliscono chiaramente PRINICIPI E DOVERI.

    Estraggo:
    ….Il rapporto di fiducia tra gli organi d’informazione e i cittadini è la base del lavoro di ogni giornalista. Per promuovere e rendere più saldo tale rapporto i giornalisti italiani sottoscrivono la Carta dei doveri…..

    ” Il commento e l’opinione appartengono al diritto di parola e di critica e pertanto devono essere assolutamente liberi da qualsiasi vincolo, che non sia quello posto dalla legge per l’offesa e la diffamazione delle persone.”

    …più chiaro di così !!??

    Ribadisco: rivediamo assolutamente le leggi ma cerchiamo anche di non scadere nella banalità del “politically correct”.

  35. pinoscaccia
    28 September 2012

    Giurista e professore ordinario di diritto costituzionale all’Università di Bologna, Augusto Barbera è rimasto di sasso quando ha appreso che il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti rischiava di finire in carcere.
    L’articolo 595 del nostro codice penale mette sullo stesso piano la reclusione e una multa da 516 euro. Non le sembra assurdo?
    «Prevedere la pena detentiva in alternativa a poche migliaia di euro è irragionevole. Ma ripeto il concetto: non è sbagliata la condanna, è sbagliata la pena. Il problema non è quindi la sentenza che è stata emessa ma la legge. Pensi: l’ultima volta che fu messa in discussione fu quando Guareschi varcò il carcere per una vignetta che offese il capo dello Stato che all’epoca era Luigi Einaudi».

  36. sissi
    28 September 2012

    Tutti d’accordo che è da rivedere la legge, ma d’accordo con marcello su tutto il resto.
    E siccome poi su come sono andate REALMENTE le cose dopo esce un trafiletto microscopico di solito… riporto qui un articolo del Corriere con la realtà dei fatti – per i quali c’era sì di che inca**arsi…da parte del Giudice, che ha ricevuto perfino minacce anonime dopo quel pessimo articolo scritto da chi è totalmente privo di un’etica però la predica…………

    http://www.corriere.it/cronache/12_settembre_26/sallusti-ricostruzione_b26408ac-080c-11e2-9bec-802f4a925381.shtml

    (come al solito hanno tentato una strumentalizzazione politica e le loro grottesche crociate).

  37. sissi
    28 September 2012

    …ci mancava solo scrivessero “glielo hanno strappato dalla pancia in un lago di sangue nel mezzo del tribunale”, e poi forse li avrebbe scritturati un regista di horror chissà.

  38. marcellolupo
    28 September 2012

    Il carcere a Sallusti NO!! (anche se non è esente da responsabilità oggettive) , ma una punizione esemplare a questo losco personaggio che si permette di SPUTTANARE con fantasiose OPINIONI/RICOSTRUZIONI assolutamente SI…..il resto sono chiacchiere a mio parere letteralmente inutili e gratuite…

  39. marcellolupo
    28 September 2012

    OT
    (CORRIERE FIORENTINO)
    È morto dopo una lunga malattia Piero Luigi Vigna, a 79 anni. L’ex procuratore nazionale antimafia è deceduto al Centro Oncologico Fiorentino Villa Ragionieri, che si trova a Sesto Fiorentino: nelle scorse settimane le sue condizioni di salute sono peggiorate. Fin da ultimo, il procuratore generale onorario della Corte di Cassazione — nato a Borgo San Lorenzo nel 1933 — è sempre stato cosciente.

  40. TADS
    28 September 2012

    se mi è consentito…

    ben vengano spiegazioni su tecnicismi, interpretazioni, differenziazioni e quant’altro. Mi lascia un pò perplesso il fatto che in questo autorevole blog, frequentato da autorevoli commentatori, ci sia stato un acrobatico slalom dialettico, la sentenza in questione è GRAVISSIMA soprattutto per un aspetto che va ben oltre Sallusti, reati di opinione e/o diffamazione e tardive confessioni.

    Si è cassato il potere della magistratura, siamo di fronte ad un golpe bianco, stiamo assistendo all’apoteosi dell’antiberlusconismo (attiviamo l’onestà intellettuale, NESSUN giornalista di sinistra avrebbe mai annusato il puzzo del carcere). La potente ala politicizzata delle toghe ha piazzato il colpo di alabarda. Questa è una aggressione alla democrazia, alla libertà, alle istituzioni.

    TADS

  41. Walter
    28 September 2012

    Sarebbe curioso sapere, che fine fanno tutti quei Magistrati che hanno ingiustamente condannato gente innocente, che si è fatta galera per molte primavere.
    Ma davvero basta chiedersi se sono di destra o di sinistra? A nessuno interessa, soprattutto a chi è vittima di errori giudiziari, se i Magistra sono sx o dx; ma se sono coscienti di quel che fanno oppure no, questo si che interessa.

    Mai sentite scuse da parte di Sallusti, ma è pur vero che, mai si son sentite scuse da Magistrati che hanno commesso errori giudiziari.

    • sissi
      28 September 2012

      Giusta… anche questa considerazione.

      • sissi
        1 October 2012

        Il caso Tortora tra i più eclatanti

        E io resto convinta sempre di più fino a dove può arrivare la cattiveria…che per un proprio vantaggio personale spedisce un altro dritto all’inferno.
        E così, inutile negarlo.

  42. sissi
    28 September 2012

    Libertà di parola: quando Farina voleva querelare Annarella

    Renato Farina, parlamentare del Pdl ed ex vicedirettore di Libero, alla fine ha ammesso di aver scritto l’articolo diffamatorio (del 2007, sotto pseudonimo) che potrebbe portare Alessandro Sallusti in carcere. Lui e tutta la politica (Pdl in testa) si fanno paladini della libertà d’espressione, pur senza aver mai voluto modificare le leggi sulla diffamazione e anzi querelando giornalisti ogni due per tre (per non dire delle leggi-bavaglio invocate dai berlusconiani). E c’è una curiosità: un anno fa, mentre la causa che avrebbe portato all’attuale “caso Sallusti” era in corso da tempo, Farina ebbe un celebre battibecco con la mitica Annarella dalle parti di Montecitorio. E anche a lei rivolse il temibile “la querelo”. Ma la nonnina mangia-onorevoli non si lasciò intimidire.

    http://video.repubblica.it/rubriche/allegro-purtroppo/liberta-di-parola-quando-farina-voleva-querelare-annarella/106235/104615

  43. sissi
    28 September 2012

    Libertà di parola: quando Farina voleva querelare Annarella

    Renato Farina, parlamentare del Pdl ed ex vicedirettore di Libero, alla fine ha ammesso di aver scritto l’articolo diffamatorio (del 2007, sotto pseudonimo) che potrebbe portare Alessandro Sallusti in carcere. Lui e tutta la politica (Pdl in testa) si fanno paladini della libertà d’espressione, pur senza aver mai voluto modificare le leggi sulla diffamazione e anzi querelando giornalisti ogni due per tre (per non dire delle leggi-bavaglio invocate dai berlusconiani). E c’è una curiosità: un anno fa, mentre la causa che avrebbe portato all’attuale “caso Sallusti” era in corso da tempo, Farina ebbe un celebre battibecco con la mitica Annarella dalle parti di Montecitorio. E anche a lei rivolse il temibile “la querelo”. Ma la nonnina mangia-onorevoli non si lasciò intimidire

    di Francesco Cocco

    http://video.repubblica.it/rubriche/allegro-purtroppo/liberta-di-parola-quando-farina-voleva-querelare-annarella/106235/104615

  44. irisilvi
    28 September 2012

    Devo dire che il titolo del post mi aveva fatto pensare… ma non avevo né tempo né voglia di andare a controllare, poi è prevalsa la curiosità ed infatti era come pensavo. Il primo libro della famosa trilogia di Stieg Larsson ” Uomini che odiano le donne”,inizia con la condanna al carcere del protagonista , il giornalista Mihael Blomkvist, per diffamazione. Quindi è un reato che non solo in Italia comporta una pena carceraria .

  45. TADS
    28 September 2012

    marcellolupo,
    non è me che devi seguire, ho espresso il mio punto di vista, non sono una guida. Non ho mai pensato che mani pulite sia stata una nobile opera di pulizia contro la corruzione, non penso che la condanna a Sallusti abbia significati extra-politici, non credo che il trasferimento a Milano (direttamente nelle mani della Boccassini) da Palermo della vicenda Dell’Utri sia una garanzia di imparzialità.

    Credo che in Italia ci sia una presa di potere da parte dei magistrati, una casta totalmente deresponsabilizzata che gode di una antidemocratica immunità, una potentissima casta che si concede ingerenze politiche, veti, prevaricazioni, ecc. ecc.

    mesi addietro Asor Rosa ha scritto un editoriale che inneggiava alla eliminazione fisica di Berlusconi e compari, alla lotta rmata, a strade trasformate in fiumi di sangue e magistrati al potere. è inutile giraci intorno

    la politica dal 1992 non ha fatto altro che cedere territorio alla magistratura, provvedimenti a cavallo tra l’ipocrisia e il populismo di facciata hanno, ormai irrimediabilmente, creato uno squilibrio preoccupante.

    TADS

  46. GiorgiusGam
    29 September 2012

    [OT Clima da 2012 cinematografico]: 28/09 – Sud della Spagna

    Roma, 29 set. (TMNews) – E’ di almeno sei morti, tra cui due donne, il bilancio delle delle inondazioni provocate dalle piogge torrenziali che si sono abbattute nel sud della Spagna. Almeno 600 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni in Andalusia, mentre questa mattina, il vento sta spingendo il maltempo verso est, in direzione di Valencia…

    MORE (VIDEO): http://bit.ly/QmLwDd

  47. Rosaria
    29 September 2012

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This entry was posted on 24 September 2012 by in malagiustizia, reporter.

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