La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Padre Bossi, il gigante buono

E’ morto padre Giancarlo Bossi. Il gigante buono

Fatico a chiamarlo padre Bossi. Per me da tempo è Giancarlo. Da quando l’ho conosciuto nel palazzo presidenziale, a Manila. Atmosfera raffinata, protocollo severo, aria ufficiale, etichetta obbligata. Stordito dai flashes il missionario appena liberato che ha angosciato tutte le Filippine si mette al centro del salone e aspetta la presidente, Gloria Arroyo. Lei, notoriamente piccolina oltre la media, a fatica allunga la mano a questo gigante. Giancarlo che fa? Se la guarda da almeno un metro (d’altezza) di distanza e le fa con un sorriso beffardo: “La credevo più alta”. Allora, uno che non lo conosce può pensare a una cattiveria (che ha sfiorato una crisi diplomatica). Invece no, era una difesa. In quella situazione, da protagonista, lui ci stava malissimo e ha tentato di sdrammatizzare. Del resto, per chi invece lo conosce, un grande sacrificio lo aveva già fatto: si era messo le scarpe. Non è una battuta. Con i sandali se ne è andato dappertutto, anche alla festa dell’ambasciata dove c’erano i cosiddetti “cugini”, quelli del Sismi che stavano a Mindanao per risolvere la questione e anche un’altra volta, sempre nella sede diplomatica italiana, quando c’era un sottosegretario della Farnesina e un po’ di “capoccioni” locali. Chiariamo: una scelta non per trasgressione ma per voglia di libertà. Giancarlo è così. Mi ha raccontato tutto della sua prigionia, anche i dettagli, mi ha dato infinite lezioni di fede e di umanità, ma quel che mi rimane dentro di lui sono le battute, gli scherzi, soprattutto i sorrisi. Quanti sorrisi, sempre. (…) I suoi rapitori. Ha scherzato anche con loro.”C’era uno che andava sempre a letto con la sua baby, sì il mitra, lo abbracciava. E io lo sfottevo: ma quella è la tua fidanzata? Era un ragazzino, diventava rosso”. Ma non giocava soltanto, pregava soprattutto. “Quanti rosari ho detto”. Poi mi guarda, gli sembra di essere stato troppo serio e allora deve trovare la battuta: “Beh, era anche utile. Così non perdevo il senso dei giorni”. E invece pregava, intensamente “anche per loro, perché forse ne avevano bisogno più di me”. Naturalmente mi ha spiegato: “ Perché il mio inferno ha avuto un inizio ma anche una fine, per loro la vita è sempre un inferno. Lasciano le famiglie e fanno queste cose perché qualcuno lo ordina. Il loro destino è segnato”. [luglio 2007]

Fra le tante battute che rappresentavano la sua umanità ne ricordo una sul sequestro: “Non ce la facevano proprio a portarmi via. Pensa a quanto sono alto e grosso e a loro che, come tutti i filippini, sono piccoli e mingherlini. Così li ho aiutati… insomma ero io che trascinavo i miei rapitori verso la prigione….” Ma ce ne sarebbero molte altre. Adesso che so che non lo rivedrò più prima dell’appuntamento in cielo mi vengono in mente tutte. Giancarlo (padre Bossi) era così: amava tutti. Almeno metà dei suoi parrocchiani non era di fede cristiana ma la festa per la sua liberazione a Payao è stata la più grande dimostrazione d’amore che ho vissuto. Ma non è il caso di ricordare tutto di questo gigante buono che poteva anche sorprenderti dicendo “Dio mi ha fatto incavolare” con un senso religioso più forte di mille preghiere. Di lui porto dentro tutto, soprattutto un testamento. Questo.

“Sono convinto che ciascuno di noi ha un sogno da realizzare. Ciascuno di noi ha qualche cosa da dire. Non solo con le parole, c’è anche chi si esprime con gesti, chi nel silenzio solidale, chi con un sorriso. L’importante è mantenere vivo il sogno della vita. Bisogna imparare a volare. Ragazzi, fatevi rapire dai vostri ideali”. (padre Giancarlo Bossi)

22 comments on “Padre Bossi, il gigante buono

  1. pipistro
    23 September 2012

    grande, in tutti i sensi.

  2. mericonci
    24 September 2012

    persone così non muoiono mai…
    mi ricordo il blog del PIME che noi della tribù seguivamo costantemente durante i giorni del suo rapimento…
    http://pimephilippines.wordpress.com/2012/09/23/si-e-spento-padre-giancarlo-bossi
    ciao, Giancarlone e sorridici sempre da lassù

  3. lorena
    24 September 2012

    un uomo di fede vera , vissuta sulla sua pelle in difesa dei poveri , gli ultimi , gli umli quelli che Gesu’ amava

  4. vincenza63
    24 September 2012

    quanta umanità… in persone come lui io vedo Gesù, quello vero.

  5. Roberta Durè
    24 September 2012

    Giancarlo, Padre Bossi, è salito stanotte alla casa del Padre… la stessa malattia di mia madre, a poco più di due mesi dalla sua scomparsa…cos’è la Fede. Sapere che non soffrono +, che sono insieme in una gioia vera, eterna…da Lassù Giancarlo potrà abbracciare l’Italia, le Filippine e il mondo…con il suo solito sorriso buono e contagioso

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  9. Gianni Grottini
    24 September 2012

    Grazie Padre Bossi, Grazie Pino Scaccia

  10. sissi
    24 September 2012

    E perchè Dio lo ha fatto incavolare? ;) veramente…a proposito di che l’ha detto?

    Non lo so, sicuramente è stata una grande persona molto elevata, ma lontanissimo da me, è inutile.
    Mi ha commosso la sua frase… (quella finale del post), per una che non crede più a niente tutto sommato qualcosa dentro sento, ma proprio leggermente, appena appena.
    Comunque era pur sempre un Padre, troppo ascetico cioè, e io sono più materialista che spirituale è inutile. Dunque “quali” ideali? anche quelli più… astratti e un po’ cretini…che poi invece per me sono (erano) proprio tutto tutto ma proprio Tutto??? E poi: io non credo che Dio abbia un disegno per noi, ma siamo sempre solo noi…ad avere un disegno per noi. Tutt’è cercare di far coincidere i due diversissimi livelli di coscienza tra quello della pre-incarnazione..e quello che abbiamo una volta ‘caduti’ qua.
    Insomma per farla breve: con tutto rispetto, per carità, a me non attraggono i missionari in Africa, o Filippine, ma il fascino (e pure quello un po’ ambiguo) della realizzazione di sè, tanto per cominciare. E non certo quella ‘ministeriale’ ma quella a mille metri dal pianeta terra…che non so descrivere se non con esempi: il fotografo pazzo, il genio del design con la sua eleganza ambigua ed elegante, l’architetto stravagante che conosci a una festa, i tormenti e le ombre da Henry Miller a Truffaut, da “Jules et Jim” a Jacqueline Bisset in “Effetto notte”, Anais Nin, Simone De Beauvoir, Francoise Sagan, una vita folle e stravissuta, finanche alla morte con sonniferi in una camera d’hotel. Buongiorno tristezza, come stai tristezza? :))
    …beh sono venuta a fare quattro chiacchiere con voi.

    Anche questi… sono ‘ideali’?
    Allora, parola mia, prima o poi li realizzerò.

    • pinoscaccia
      24 September 2012

      Sai che non mi ricordo più perchè era incavolato?

      • sissi
        24 September 2012

        ecco: ti annoti la frase e ti sfugge il senso più importante…
        mo’ io sono curiosa invece, e come si fa?
        vabbè va! ;))
        – come non detto – .

        • pinoscaccia
          24 September 2012

          non me la sono annotata, mi è rimasta nella mente ;)))
          magari se ci penso mi ricordo…
          ah, ecco me la sono ricordata!!! dunque, il giorno prima del sacerdozio a giancarlo bossi è morto il padre
          e lui allora commentando mi ha detto: “ma porca miseria, non poteva lasciarlo vivere un giorno ancora per vedermi prete?”
          ecco perchè era…incavolato con Dio

          • sissi
            24 September 2012

            ah…. carino tenero che è… (che era. che E’).
            un bacione di vero affetto dall’inferno di quaggiù… a Padre Bossi :))

  11. sissi
    24 September 2012

    Però hai detto un’altra cosa: “Almeno metà dei suoi parrocchiani non era di fede cristiana ma la festa per la sua liberazione a Payao è stata la più grande dimostrazione d’amore che ho vissuto”.

    Lo vedi allora che quando c’è vera cultura… e quindi vero amore, non ci sono “conflitti culturali”??
    e mi fermo qui, dovrei dar ragione ancora una volta a Francesco di là – perlomeno su ‘certe’ cose – ma è meglio che mi sto zitta che ‘la sincerità è cosa pericolosa, troppa è assolutamente fatale’ ;))) …soprattutto in quest’epoca.

  12. Siv
    25 September 2012

    Anch’io mi sento “incavolata” con Dio, perché ha portato via questa persona bellissima e ora dovremo fare a meno di lui… :'(

  13. pinoscaccia
    25 September 2012

    Oggi mi ha chiamato il cugino di Giancarlo, piangendo. Mi ha chiesto…il permesso di leggere in chiesa, durante i funerali, alcune mie parole dedicate al gigante buono. Non sapeva di emozionarmi e di farmi felice. “Sono quasi geloso – mi ha confidato – di quello che è riuscito a regalarti, storie che noi della famiglia neppure conosciamo”. Non è merito mio, ma di quelle Filippine che tanto ha amato, fino alla fine. Sono stato benedetto da Dio che mi ha permesso di conoscere questo missionario-eroe e anche la capacità di scrivere parole che hanno l’onore di accompagnarlo nell’ultimo viaggio. Sento ancora la sua fragorosa risata. Chissà cosa si sarebbe inventato per tranquillizzare tutti.

    Dimenticavo: mi ha chiamato dal telefonino di Giancarlo, ha trovato lì il mio numero. Un filo che non si spezzerà mai.

  14. Pingback: Padre Giancarlo Bossi « Persone & Storie

  15. pinoscaccia
    25 September 2012

    ” Nei miei lunghi giorni di sosta forzata nella foresta ho imparato ad ascoltare e a riconoscere i rumori che ti circondano. Il canto degli uccelli, lo squittio delle scimmie, il rumore degli insetti, il latrare lontano dei cani, lo scroscio dell’acqua del ruscello, il soffio dolce del vento. Rumori che mi hanno aiutato a cogliere la ricchezza della natura. Spesso mi soffermavo a guardare le formiche laboriose, o le farfalle gioiose su piante e fiori. Ho persino visto un’aquila volare nell’alto dei cieli. Ed ho sognato. Ho sognato la libertà”. (padre Bossi)

  16. pinoscaccia
    26 September 2012

    L’addio, nella sua Abbiategrasso.

  17. Pier Paolo Bacco
    1 September 2013

    Ciao Pino Scaccia, sono “Paolone” un amico di Giancarlone, sono di Napoli, ti scrivo quasi a distanza di un anno da quando ci ha laciati, lo scorso anno eravano in vacanza in sieme ad Esino Lario alla casa del PIME, siamo amici dal 1990 da quando lui svolgeva il servizo al PIME di Napoli, l’anno dopo ad Agosto del 1991 sono andato nelle Filippine, lui era a Sibuco e Santo Nino insieme ad altri due amici missionari, da allora ci siamo sempre frequentati e sentiti. Ho vissuto con grande angoscia il rapimento ma ancor di più il fatto che ci ha lasciati, non ho potuto partecipare al suo saluto, ero da poco tornato dalle ferie, trascorse proprio con lui. Anche ora sono in ferie siamo a Marina di Camerota e sono in compagnia di Pinuccia, la sorella di Giancarlo, e la sua famiglia, ora tutti riposano ed io ho preso il computer sono entrato in rete ed ho fatto una ricerca delle sue foto arrivando a questo blog. Non so perchè sto scrivendo, ma credo, forse, che il solo fatto di ricordarlo me lorende più vicino.
    Ti ringrazio per l’opportunità di questo spazio, e ti saluto, enche se non ci conosciamo.

    Pier Paolo Bacco

    • pinoscaccia
      1 September 2013

      giancarlone….è sempre nel mio cuore
      un abbraccio

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This entry was posted on 23 September 2012 by in persone.

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