La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

L’insostenibile pesantezza degli insulti

Una volta si chiamavano “risse da bar” perchè solo in un bar, magari leggermente alterati dall’alcol, ci si scannava a parole. Un gruppo contro l’altro come guelfi e ghibellini. Poteva essere una discussione sullo sport, sulle donne, sul lavoro o sulla politica: si cominciava piano ma ben presto si finiva con gli insulti di tutti i tipi. Lo scannatoio da qualche anno si è trasferito a Montecitorio e dintorni. Adesso la rissa è in piazza. Che è principalmente la piazza del web dove un pò tutti ormai ci siamo. Non si dice più “non sono d’accordo”, ma “sei uno stronzo”. Non si fanno più progetti ma si lanciano vaffa. Ha cominciato quel becero di Bossi, ma la pratica è stata esaltata dal fantasmagorico Grillo. Invece di isolarli che si fa? Si risponde alla stessa maniera così che lo scontro verbale con Bersani ha raggiunto ormai livelli da curva degli ultras. E’ sempre più complicato moderare dibattiti televisivi, blog e forum. I faziosi ci sono sempre stati, i provocatori anche, ma ultimamente abbiamo raggiunto livelli indecenti per una convivenza civile. Il dramma tuttavia non è solo estetico. E’ la prova che non si sa più parlare. Le parolacce sono scambiate per democrazia. E invece nascondono molto tristemente il nulla politico.

18 comments on “L’insostenibile pesantezza degli insulti

  1. irisilvi
    27 August 2012

    Questo è solo un assaggio di ciò che ci promette l’autunno, quando in piena campagna elettorale sarà opportuno andare al cinema, assaporare le serate con amici, accarezzare il proprio gatto ascoltando musica piuttosto che accendere la tv.Resta sempre l’incognita internet, non è che qui dentro non passi tutto ciò che accade nella vita reale.Ci si benderà un occhio e si leggeranno solo notizie di gossip. Non mancano mai.

  2. Maria
    27 August 2012

    Tutti dunque affetti da Grillomania? O esaltazione mentale alla Bossimania? Già, risse che ricordano i bar di una volta, ma soprattutto ricche di ignorante comicità teatrale.La cosa che ci sconvolge di più è il fatto che proprio loro ci rappresentano.

  3. marcelloululilupoulula
    27 August 2012

    …appunto Pino, un tempo si chiamava “villaggio globale” oggi lo chiamerei come dici tu: BAR GLOBALE con ghiacciolo annesso.

  4. sissi
    27 August 2012

    Non discuto sul degrado conclamato, ma…penso anche che quando si esagera con l’ipocrisia questo a volte è il risultato: l’esasperazione.

    Naturalmente di fronte al populismo perfino l’ipocrisia rischia di divenire una forma “educata”.. Siamo indubbiamente un paese di coatti. (da quel dì).
    Ma a proposito di teatralità, un sassolino devo proprio togliermelo dalla scarpetta di cristallo: ricordate un’altrettanta ‘comicità’, quella di alcuni con le loro grosse e grasse risate dinanzi a contenuti che avevano la grande presunzione di voler essere un po’ meno limitati di un “vaffa”?
    Da tempo spariti gli intellettuali (o i filosofi) nel baraccone d’avanspettacolo, “la sola parola nell’Italia contemporanea è ormai un insulto”.
    …l’avevo già pubblicato questo, credo, in precedenza; adesso lo riporto sottolineato, scandito, con le parole che dovrebbero arrivare anche fino all’ultima fila di una tristA platea.

    …dunque la sola parola (“intellettuali”) è ormai un insulto.
    Comprensibile, a volte, visti i professionisti del ramo. Ma non si tratta di una professione. Intellettuale è chi non finge, non è ipocrita, non vuol venderti nulla. Pone dubbi e avanza idee nel proprio nome e non per coprire interessi particolari. Può essere un artigiano o un filosofo, non importa.
    (…) tipico dei deboli è il fanatismo…
    (…) l’odio populista per gli intellettuali.

    Da Curzio Maltese (dopo l’esplosione della “Bolla”).

  5. Lucio Gialloreti
    27 August 2012

    Ed è ,ahinoi, la dimostrazione lampante della inconsistenza ed incapacità politiche!

  6. GP
    27 August 2012

    Reblogged this on misentopop.

  7. alice
    28 August 2012

    è anche la dimostrazione di cui siamo (sono?) sempre meno capaci di spiegarsi con le parole della nostra bellissima lingua.

  8. alessandro
    28 August 2012

    E’ veramente una tendenza deprecabile. L’iniziatore in politica è stato Bossi, ma in TV Sgarbi. Un tempo le sue sfuriate facevano scandalo, adesso invece lo “sgarbismo” è diventato una tendenza. Ieri ad esempio a “Bersaglio mobile” Ferrara irritato dalle parole di Travaglio si è alterato usando volgarità. E Ferrara non è uno stupido, non dovrebbe aver bisogno di certo linguaggio.

    • pinoscaccia
      28 August 2012

      ormai è una valanga inarrestabile…

      • Walter
        29 August 2012

        Vorrà dire qualcosa che Ferrara e Travaglio sono due Giornalisti? O è solo un caso?

  9. irisilvi
    28 August 2012

    L’ho visto ieri sera quello spettacolo ignobile. Nonostante tutti i miei più sani propositi, mi sono vista Bersaglio mobile ed è stato veramente sgradevole. Ancor più in quanto Mentana si faceva riprendere e rimbeccare nel suo ruolo, senza peraltro proferire parola, schiacciato dalla prepotenza di due marpioni come Travaglio e Ferrara. Una televisione da dimenticare, un parlarsi addosso senza costrutto, ognuno a pavoneggiarsi , non dentro i propri ideali, ma nel proprio ego smisurato.

    • Lucio Gialloreti
      28 August 2012

      Ma chi te lo ha fatto fare , cara Iris ? Scegli di vedere qualcosa di leggero e rilassante , anche banale , ma almeno non volgare!

  10. sissi
    28 August 2012

    Lo stavo seguendo ma completamente inconsapevole di tanto clamore: di una noia mortale. Mortale.
    (con rispetto a Mentana, uomo e giornalista che stimo).
    Ho appena sentito il famigerato video, con Ferrara che si è rotto i coglioni: ecco, l’unica cosa su cui posso concordare ;)))

    Non entro nella polemica di questioni che non conosco ma, mentre essere arcistufa delle solite chiacchiere, di argomenti grigi e ministeriali, di poteri collusi o non collusi, della solita paccottiglia e pensieri banali di fronte ai quali – sempre parafrasando Maltese – invece di rispondergli “grazie avanti il prossimo” se ne discute per due-tre ore…(se bastano), mentre questa è una questione del tutto mia, personale, non poterne più delle faziosità di chi immancabilmente rosica dinanzi all’esposizione oggettiva dei fatti, dovrebbe invece essere cosa di tutti.
    Travaglio non fa politica, non difende interessi, non si schiera, è un uomo che si riferisce soltanto e unicamente ai fatti: per questo suscita tanta indignazione.

    Ma su questa sottolineatura da parte di Travaglio stesso, mi sono fermata a rischio sonno profondissimo e pesante, e sintonizzata su Rai 5, viaggio nella musica americana anni ’70: altri pensieri mi hanno conquistata…sicuramente più originali e colorati, in una parola: più umani ;))

  11. pinoscaccia
    29 August 2012

    Diciamo che ormai sono più politici che giornalisti, nel senso che fanno politica

  12. Walter
    29 August 2012

    Ah beh, se la politica di oggi è questa del link qui sotto, tentano di adeguarsi…

    http://tv.liberoquotidiano.it/video/107719/Barbareschi_spacca_il_naso_alla_Iena.html

    • pinoscaccia
      29 August 2012

      diciamo che quello era un teppista ancora prima di…darsi alla politica

  13. ceglieterrestre
    30 August 2012

    La sera guardo la luna e gioco con i gatti ;)

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This entry was posted on 27 August 2012 by in politica.

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