E’ semplicemente la censura, bellezza

In Gran Bretagna la famiglia reale cerca di censurare le foto del principino Harry nudo. In Francia la premiere dame tenta di imporre il veto contro le sue immagini in bikini.

C’è quasi da tirarsi su di morale. La nostra stampa ha tanti difetti, ultimamente, e altrettante colpe. Ma non arriviamo a certi eccessi. Porre dei veti per foto reali si può forse anche ammettere, ma per un’immagine in bikini di una qualsiasi signora (oltretutto giornalista) che ha avuto la ventura di diventare la compagna del primo ministro mi pare effettivamente troppo, oltre che ridicolo. Sono profondamente, da sempre, contro il gossip ma questa sorta di imposizione della “venerazione” è oltre ogni decenza. Non vorrei ricordare le foto che sono uscite, e che continuano ad uscire, su primi ministri e ministri semplici italiani. Nessuno grida allo scandalo, casomai lo scandalo è farne una battaglia politica. Si dice che siamo messi male a libertà di stampa. Forse è vero (ma non ci facciamo mancare niente…neanche gli attacchi diretti al capo dello stato), ma invocare la censura per certi scatti è addirittura irritante. E la dice lunga sulla altrui tanto decantata democrazia.

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37 thoughts on “E’ semplicemente la censura, bellezza

  1. Perchè sei un uomo. Non puoi capire che per una donna farsi riprendere in bikini in forma non perfetta è peggio che girare nuda.
    Personalmente,se non sto in forma, ne farei anch’io un vero dramma – e censura.
    O quel che è peggio, potrei correre il rischio di passare dai Fleurs du mal…alla macrobiotica! :)))
    Ehh…non vi è cosa che sia savia nel culto della bellezza…
    :))) sempre Oscar Wilde

    • E tu non capisci che la sopraffazione è una brutta malattia.
      Questa tipa è un tipaccio e piena di complessi: non è cancellando le altre che diventa bella.
      Ha il terrore delle altre.

      • Ah che ne so, non so niente di sopraffazione. Per carità! malattia sì, e aggravata anche! ora rileggo meglio, avevo letto che censurava le sue foto in bikini…non sapevo del terrore delle altre.

        • Infatti non c’è scritto, però non ho capito comunque il nesso: siccome ha il terrore delle altre…censura le sue foto in bikini? o censura pure quelle delle altre?
          non ho capito

        • Sopraffazione è approfittare del suo ruolo (di riflesso) per imporre la censura.
          Le altre? Ha fatto una guerra sporca all’ex moglie di Hollande e ha paura del confronto con Carlà che stava prima all’Eliseo.
          E’ veramente un tipetto poco raccomandabile. Non si mettesse in bikini allora se non se lo può permettere.

          • ….ohh…cara democrazia! Pino!

            comunque per me “sopraffazione” è quando è sull'”altro” eh, non sulle proprie foto …. che è liberissima di scegliere se pubblicare o meno. Ma saranno affari suoi? Sopraffazione sarà quella dei giornalisti che le devono imporre a tutti i costi una rinuncia alla sua privacy.
            Già ho capito che non siamo d’accordo neanche su questo, ma chissà prima o poi…:)))

          • Ma quale privacy? Un personaggio pubblico deve essere ben cosciente delle proprie responsabilità. E accettarle. Non sono affari suoi da quando abita all’Eliseo, rappresenta il Paese, e quindi sono affari di tutti francesi. I giornalisti fanno il loro mestiere, lavorando per il pubblico mica per una signora tumistufi. Pensare che anche lei è giornalista, poi. Sintetizzo: è solo una grande stronza. E lo conferma ogni giorno. Punto, non c’è da discutere su questo.

          • Su questo non discuto perchè non l’ho seguita per niente…nulla saprei dire di questa signora (neanche ce l’ho presente visivamente).
            ma “affari francesi” le sue foto in bikini???
            o “responsabilità” da Eliseo? ahahahah allora ammetterai che in questo Carlà era perfetta!
            (che poi lo penso davvero, quanto non sopporto l’etichetta!)

          • Già è stato scritto che i francesi stanno rimpiangendo Carlà: lei mai ha tentato di imporsi sulla stampa (anche perchè era complicato…nascondere il suo passato). Casomai era Sarkozy a mettere il bavaglio ma per motivi politici. E rimpiangere Carlà è tutto dire.
            Continui a non capire che la censura è un bruttissimo segno in democrazia. Per motivi futili poi è anche peggio.
            (basta andare al link sulla notizia per vedere il famigerato bikini)

    • Già, ma la signora gira comunque in bikini in luogo pubblico. Il principino Harry faceva il cretino a una festa si presume in un luogo privato… :-)

      • Infatti. Il principino avrebbe potuto invocare giustamente la privacy. E la diffusione delle foto è stata scorretta. Diciamo che è stato ingenuo perchè ai tempi del web doveva sapere che una festa…non è mai privata, visto quanta gente c’era. A lui comunque, ripeto, hanno fatto una scorrettezza. La scialba Valerie invece è stata proprio arrogante a chiedere la censura.

  2. Carlà non soltanto non cancellava il suo passato, ma lo esibiva felice di scandalizzare le benpensanti vestali del focolare… :)))
    o “perchè trenta amanti suona meglio di dieci” ;)))

    Comunque Pino, sei un Giornalista, non far dire a me che è “censura” su fattacci tenuti accuratamente torbidi e nascosti, non sulle proprie, sottolineo PROPRIE, foto in bikini…. quella per me si chiama ancora diritto alla privacy.
    Più in bilico della censura.
    cioè più in bilico della libertà di stampa, volevo dire.

    • Torbido è chi invoca la censura per motivi squisitamente personali.
      Per il resto ci rinuncio, tanto non capisci. Quando diventi un personaggio pubblico non c’è più niente di “proprio”.

    • Invece è sul mancato rispetto del concetto di “proprio” – perlomeno della “propria” sfera privata quando non si compie niente di illegale – che si è sempre fondata ogni dittatura….
      E la privacy è un diritto sacrosanto di tutti: personaggi pubblici e non.

        • “anche”…
          su entrambe le cose, infatti.

          comunque ci tengo a dire che per me vale il mio primo commento: trattasi di una questione prettamente estetica, credo. ( e ribadisco il principio di libertà assoluta nelle scelte personali e private di ognuno ).

  3. La privacy di un personaggio pubblico è limitata dal fatto di avere scelto o avere consentito (con i relativi onori) di essere, appunto, pubblico. Cellulite compresa, che non rientra – al mare – nella sfera della privacy. In particolare, la tizietta è una nullità fatta e finita.
    Inoltre, a mio avviso, suo marito (cioè il tramite unico per cui lei ha raggiunto una certa immeritata notorietà) non può consentirle di rompere le pubbliche palle oltre misura. E ciò proprio per la diversità dei loro ruoli… pubblici, lui è il primo ministro e lei finora ha dimostrato alacremente di essere una inutile e dannosa appendice.

  4. Certo che con le parole c’è da diventar matti eh.
    Sorvoliamo perfino su certe drammatiche situazioni nel Mondo relative davvero alla censura, ma ancora sulla pubblica immagine della premier dame: dunque deve per forza portare le proprie grazie dalla spiaggia su tutti i giornali?
    La premier dame non ubbidisce insomma.
    E la Pellegrini? lei invece disubbidiva perchè, da altrettanto personaggio pubblico…. andava su giornali e tv.
    Insomma qual’è il nuovo diktat, almeno delle due cose l’una… sarebbe troppo semplice? :)))

      • No macchè credimi! io manco la conosco questa qui, come già dicevo, sul serio!
        magari è antipatica come dite, non lo so davvero.
        Io tifo per la libertà…….non so se si è capito.
        Di fare quel cavolo che a uno pare, della propria persona, nella propria sfera privata – quindi anche con le proprie fotografie – nel momento in cui non si compie niente di illegale e si agisce nel pieno rispetto della libertà altrui.
        Ve la scrivete? :)))
        non so più quante volte l’ho detta!…

  5. Forse non mi sono spiegato. E allora, facciamo un esempio.
    Sposo un personaggio pubblico e dopo avergli fatto fare un certo numero di figure di palta, invece di andare in vacanza su una sperduta isoletta dei mari del sud, faccio carte false per andare a Rimini (?!), notoriamente piena di fotografi. Lì giunto con la mia gentile consorte e senza altra autorità che quella di essere marito di ‘sto personaggio pubblico, impongo – o cerco di imporre – ai giornali di non riprendermi perché… boh, perché sono alto un metro e 15.
    Al di là del fatto che in ambito politico certe vanità fanno una cattiva impressione (leggi premier ultrasettantenni che hanno, fra gli altri, il complesso dell’altezza o dei capelli), il mio atteggiamento e l’implicita mia possibilità di influire su un personaggio le cui scelte influiscono sulla vita del popolo francese è questione pubblica. Ivi compresa la mia (non rilevantissima) altezza.
    Far pesare la mia posizione (tramite i buoni uffici o l’autorità della mia troppo paziente mogliettina) per non rivelare al mondo – orrore! orrore! – che non sono un gigante, è una forma di censura.
    Se poi i miei invincibili complessi di inferiorità non mi consentono di mostrarmi (in braghette) in pubblico, ben farebbe la ridetta consorte, in prossimità della propria beatificazione per il solo fatto di sopportarmi, a tenermi rinchiuso in casa, vietandomi di andare financo su facebook a inondare il mondo della mia pochezza.

  6. ma hollande una diversa (parlo di intelligenza e classe non di estetica) non se la poteva scegliere, no, eh?

  7. Ho capito, Pipistro, e in questo senso ha una sua logica.
    Però è un discorso che porta lontano, e io sono per la difesa della libertà decisionale su se stessi, per se stessi, unicamente relativa a se stessi.
    Dal voler finire o meno sui giornali a girare spot di pavesini.
    Per me al dunque…questo continua a rimanere fondamentale, anche in relazione alla logica di cui sopra, da te molto ben descritta.

    No Meri, non mi distruggere l’idea della rompiscatole sopportata e supportata in tutto e per tutto da un maritino importante! :))) il sogno di ogni donna (capricciosa).

    Va bene, dai, allora ditele pure quale bikini dovrà indossare la prossima volta e non se ne parla più ;)))
    ahah scherzo!… (ho capito).

    • Questo è vero. Mi sono sempre piaciuti i visi ‘vissuti’, donne e uomini con carisma, fascino e interiorità.
      (Benedetta Barzini, ex modella, non si tinge neanche i capelli bianchi, ma ha una luce sul viso…che sembra una ragazzina).

  8. perché le fotografie del papa mentre nuotava in piscina non vennero forse censurate in italia? qualsiasi politico italiano lo puoi fotografare anche mentre sta facendo il bisognino tanto sono sempre state persone che vengono contate mentre per i materiali sulle persone che contano la censura viene sempre rigorosamente applicata.

    • Già è stato scritto ma forse non l’hai capito e te lo ripeto. Esiste una legge sulla privacy e scatta quando le immagini sono riprese in ambito privato. Quelle foto del Papa erano state scattate nella sua residenza, quindi private. Nessuno si sogna di entrare nella casa di Casini ma se fa il bagnetto nudo al mare i fotografi hanno tutto il diritto di riprenderlo. Anche Agnelli nudo fu fotografato, anche Berlusconi ed era nella sua residenza privata. Non si tratta di personaggi, ma del contesto. Al principino Harry è stata fatta una violenza, mentre Valerie non ha motivi di chiedere la censura. Chiaro ora?

      • Da giornalista io SO che deontologicamente gli scatti di Harry in quel contesto non posso usarli. Ma se Harry mi fosse passato davanti di corsa nudo sulla spiaggia di Nervi, sarei come minimo milionaria. ;-)

        • Infatti. La differenza è questa. Ricordo che Lilli Gruber fu fotografata nuda all’interno della casa e il paparazzo fu condannato nonostante che …la finestra fosse aperta (l’ambito era comunque privato). Nessun problema per gli scatti che invece le fecero sulla spiaggia. Il problema non è solo deontologico, ma legale.

      • la legge é una sbarra in un prato il leone la salta il serpente ci passa di sotto e l’asino aspetta che la sbarra si alzi. la censura e alla base di ogni stato (senza differenza di regime democratico o totalitario che sia) e viene pubblicato solo quello che la censura ritiene di pubblicare .

  9. Allora bisognerebbe correggere la legge sulla privacy: nessuno dovrebbe finire pubblicato contro la sua volontà, a prescindere dal contesto pubblico o privato.
    Il contesto è “pubblico”, la scelta di finire o meno sui giornali è decisione PRIVATA.

    • Spiacente, un comportamento in pubblico degno di cronaca lo è a prescindere dalla notorietà del soggetto. Nel caso del soggetto “vip” è proprio la sua notorietà a renderlo tale. Altrimenti potresti non avere mai: foto/video di un concerto o una (il pubblico sullo sfondo), foto e video generici lungo la strada, servizi di cronaca sui curiosi. Se tu ti metti DAVANTI A UNA TELECAMERA del tg, vuoi andare in televisione. Se la legge fosse come la intendi tu, saremmo invece obbligati a chiedere la liberatoria…

      • Spiace a me capire che stai facendo confusione. La legge non la intendo io, la legge è legge: e quella sulla privacy la conosco bene. E’ tutto privato quello che avviene dentro la propria residenza: non riguarda solo i vip ma tutti. Fai esempi molto diversi. Quello di un concerto è un caso tipico: se avviene in una pubblica piazza è un conto, se avviene in un luogo chiuso (tipo palasport o stadio) è diverso, l’artista deve concedere l’autorizzazione. Per quanto riguarda la strada la questione è controversa. Per fatti di cronaca si possono riprendere i protagonisti, dunque non necessariamente vip ma comunque protagonisti del fatto: per esempio uno che spara oppure uno che è ucciso oppure un poliziotto che interviene. La controversia riguarda la gente qualsiasi. Se si mette davanti alla telecamera o accetta di farsi intervistare è un conto: lo ha scelto lui. Ma se è ripreso a sua insaputa ha tutto il diritto alla privacy: può non voler far sapere che era in quel momento in quel posto. Teoricamente si dovrebbe richiedere appunto la liberatoria. Anche se naturalmente non succede mai. Chiaro adesso?

        • Scusa, come il Palasport o lo stadio sono luoghi “chiusi”? L’evento non è pubblico? Esattamente come mi risulta sia la strada: la liberatoria serve solo se “mi fisso” su una persona non protagonista del fatto durante le riprese, non per immagini casuali (cito la Malavenda non più di due mesi fa…)

          • Probabilmente dimentichi che nel momento in cui un luogo (palasport o stadio o teatro) è affittato diventa tecnicamente privato. Tanto è vero che devi chiedere l’autorizzazione per le riprese o le immagini. Tutt’al più puoi invocare il diritto di cronaca e limitarti ai famosi tre minuti. Ma certo non puoi riprendere il concerto o la partita di calcio, altrimenti salterebbero tutti i diritti.
            Ti ho già detto che per quanto riguarda la strada la questione è da sempre controversa. Non solo se ti fissi su una persona, ma se una persona si accorge di essere stata ripresa e ti chiede di non mandarla in onda devi obbedire.

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