L’importante è esagerare

Per la corte norvegese, Anders Behring Breivik è sano di mente e andrà in carcere per 21 anni. Una pena però, che potrebbe essere prolungata se l’estremista xenofobo non si ravvederà e i giudici lo reputeranno ancora pericoloso. È questa la sentenza che condanna l’autore delle stragi di Oslo e Utoya del 22 luglio 2011, che costarono la vita a 77 innocenti (400 i feriti). Lasciando il tribunale l’uomo ancora una volta non ha manifestato alcun pentimento, e anzi ha dichiarato: «Chiedo scusa ai militanti nazionalisti per non aver ucciso più persone».  (…) Ad attendere ora il killer di Utoya sarà la prigione di Ila, alle porte di Oslo: dove l’imputato ha già trascorso già diversi mesi. Breivik sarà invece ospitato nelle strutture comuni e potrà usufruire così, al pari degli altri detenuti, degli eccellenti servizi del carcere (corsi di studio, biblioteca, palestra). Per ora, al killer sono state assegnate tre celle, di 8 metri quadrati ciascuna, con attrezzature ginniche e un computer non collegato alla rete. Uno spazio che, sul filo dell’ironia, Fox News ha giudicato «più ampio di quello di gran parte degli appartamenti di New York». fonte  Ennesima sparatoria a New York: “troppe armi”

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81 thoughts on “L’importante è esagerare

    1. Non mi pare una società ideale poggiata su una giustizia efficace se ci sono suicidi a raffica e un disgraziato ammazza 77 persone. Vent’anni per una strage. Sono profondamente contro la pena di morte, ma certo un tizio così deve essere espulso dalla società, non quasi coccolato. Loro stanno in Europa, mica su Marte.

  1. Io no, concordo con la (provocatoria) mrm.
    Mi spiego: premesso che ovviamente sarebbe da quei vecchi manicomi psichiatrici, dove potrebbe fin da subito assaporare su se stesso la risultanza…di se stesso, continuo a rimanere ferma su un punto: il “non livellarsi”. MAI.
    Proprio a proposito di inciviltà e giustizia inefficace…mentre i suicidi a raffica nella società civile rappresentano tutto un altro discorso.

    Ho la fortuna, o la disgrazia non so, di credere alla reincarnazione (detto più volte).
    Riceverà su se stesso, se non in questa vita in vite successive, la risultanza pure accentuata e moltiplicata per mille di ciò che ha fatto.
    Questo, di cui sono fermamente convinta, ci tengo a dirlo per un motivo solo: non vale la pena sporcarsi le mani… nè i pensieri!
    La violenza genera violenza, no?
    Per la serie: “mi spezzo ma non mi piego”, rinascerà… ma qualcun’altro, al suo stesso livello (purtroppo non mancano mai) gli renderà altrettanto.
    Evviva la civiltà! anche carceraria. (mentecatti a parte, almeno momentaneamente fuori dalla circolazione).
    Per me, non fa un plissè.

    P.s. – devo dirlo, per correttezza: il concetto sarebbe un po’ più profondo e serio che…ridurlo, al solito, a una sorta di “sfanculamento ma in versione antroposofica”, comunque dovendo farla semplice è ‘anche’ questo ( e inutile dire che è il mio preferito…)

    1. Non si capisce. “mi spezzo ma non mi piego”: Punto, Era riferito a tutti noi, nella famosa lotta tra bene e male. Tutt’è non scendere mai…al livello corrispondente di male – questo intendevo.
      Fortunatamente, a tutto il resto, ci pensa il senso profondo della Vita :)))
      (sul serio).

  2. Un tizio così deve essere espulso dalla società? Ricordo le prime reazioni dopo la strage: “reagiremo con più democrazia e umanità”, disse il primo ministro norvegese. In un mondo in cui la spirale di barbarie si autoalimenta e reitera ad ogni stadio, in un mondo in cui ci si vendica, osservare come i norvegesi trattano il caso suscita in me soltanto un profondo rispetto, e mette a tacere quella parte di me che vorrebbe urlare lo stesso urlo rancoroso e populista che si ravvisa in questo post.

    1. Mi pare che populista sia questo atteggiamento di grande apertura sulla pelle degli altri. Non ho aggiunto una riga di commento: il post riporta soltanto i fatti per quelli che sono. Vendetta è la pena di morte e io sono da sempre profondamente contro la pena di morte. Ma la convivenza civile si basa su regole precise: la società deve difendersi ed espellere un elemento così tragicamente bacato è una difesa. Populismo è stare sempre dalla parte dei carnefici, dimenticando le vittime. In mezzo c’è semplicemente la giustizia.

  3. Pena di morte sì! pena di morte no! E’ il solito dilemma che attanaglia le coscienze delle persone che si atteggiano a persone civili (io per primo). Ma per essere veramente civili bisogna anche mettersi dalla parte delle vittime e dei loro familiari. Di certo un individuo così che non prova alcun pentimento per ciò che ha fatto, anzi, in un modo o nell’altro deve essere tenuto lontano dalla gente in modo che non possa più nuocere. Anche sulle comodità della detenzione avrei qualche dubbio perchè la mera privazione della libertà non mi sembra un’espiazione equa per l’enormità del crimine.

  4. Devo proprio dirlo: come condivido Doze!
    Complimenti, come ha espresso bene proprio…tutto il mio stesso pensiero!
    E soprattutto anch’io non posso che provare ammirazione per i ministri norvegesi, e i loro pensieri equilibrati, elevati e civili pur con tutta la ferita ancora aperta…dopo un fatto del genere.
    Ma non viene capito, rinunciamoci.

    Però una cosa almeno voglio chiarirla: NON siamo a difendere il carnefice.
    Ancora meno si giustificano azioni così efferate e orrende. Anzi è talmente OVVIO che siamo dalla parte delle vittime, sacrificate da un mostro, che semplicemente neanche ci mettiamo a commentare urlando ‘al mostro al mostro!’ fatti che si commentano da sè. Ma il pensiero va oltre. E personalmente ho anche cercato di placare quell’umano senso di vendetta – umano, di fronte a fatti tanto orrendi – e “quell’urlo rancoroso” che sorge spontaneo in chiunque sia sano di mente, con spiegazioni e tematiche più ‘trascendentali’ ma pur sempre vere e reali – almeno per me.

    E chi ha negato il giusto corso della giustizia. Chi ha detto che il mostro non debba farsi vent’anni (e anche più) di galera.
    Ma le parole “reagiremo con più democrazia e umanità” pronunciate per giunta in un momento di dolore del genere…per me dicono più di qualsiasi altra cosa, io rimango muta, ammutolita di rispetto e ammirazione, non so come spiegarlo.
    O lo capite questo concetto oppure no.

      1. ..ma chi l’ha messo in dubbio questo!
        chi ha negato il concetto di giustizia!
        Ho forse detto che non deve andare in galera e farsi vent’anni???

  5. …pena di morte NO NO NO ! carcere a vita, per certi reati, SI SI SI ! Magari potrebbero rilasciarlo, se ci arriva, a 85, 90 anni ! Un personaggio del genere è un pericolo pubblico !! Questo ammazza sul serio, mica ha il vizio di rubare autoradio !!
    ….mi vengono in mente tutti i criminali nazzisti in giro per il mondo, assolutamente liberi !! che sono stati protetti da Stati, o peggio ancora pseudo Intellettuali… e Battisti? NE VOGLIAMO PARLARE che circola beatamente per le strade brasiliane alla faccia della giustizia ?

  6. MATEMATICA GIUDIZIARIA:
    77 (MORTI) : 21(ANNI) = 3,6 (ovvero circa 3 mesi e mezzo per persona ammazzata !!)

    ovviamente nel calcolo non conto tutti i feriti che credo siano stati intorno ai 300…..che cazzo di giustizia è questa ?

      1. 400 hai ragione scusa, l’hai pure scritto…e comunque se consideriamo queste 400 persone la media si abbassa vertiginosamente ed in pratica la pena per chi fa una rapina a mano armata (senza vittime) e di molto superiore….ridicolo…

  7. Quella che tu chiami “apertura” – sull’aggettivo che segue sorvolo – io la chiamo semplicemente CIVILTA’.
    Quella che tanti spesso chiamano “giustizia”, io la definisco per quello che (spesso) è: desiderio di vendetta. – umano, ribadisco che è perfettamente UMANO dinanzi ad atrocità del genere, ciò non toglie che QUESTO è il nome esatto da usare – .
    Inoltre, ci aggiungo anche una certa dose di ingenuità: ma davvero pensate che un mostro del genere soffra….perchè gli manca la palestra? Siamo seri per piacere, che si sta parlando di cose gravissime.
    Chiariamo: io non sono di quelli che concepiscono l’esperienza carceraria come un’ospitata in hotel…. ovvio che tanti comfort neanch’io li concepisco nè glieli concederei, ma non è questo il punto. La solita questione, il punto nodale irrisolto, è che ci si dimentica regolarmente della funzione RIEDUCATIVA….che è quella PRIMARIA del carcere. Non solo “punizione”, ma presa di coscienza e trasformazione, da parte del criminale di turno, laddove sia possibile farlo perlomeno (capisco ci sono casi impossibili, ma questo è un altro discorso ancora).

    Posso condividere invece che la pena non sia commisurata alla colpa. Ma anche a quelli che urlano “è troppo poco”, comunque, gli ci farei passare un mese in carcere….un solo mese, e poi diranno se 20 anni sono pochi. Insomma mettiamoci un minimo in discussione anche in questo, per favore, “ogni tanto”, prima di puntare il dito sempre sui texani mentre ipocritamente si provano gli stessi sentimenti. (lo ripeto ancora una volta: umani…perchè il senso di repulsione e l’istinto di “vendetta” di fronte a mostri del genere lo trovo UMANO).
    Ciò non toglie che forse dovremmo fare più attenzione a chiamare le cose con il loro nome…
    …mentre torno a pensare che le parole del ministro norvegese siano davvero con-sonanti con democrazia, civiltà e…Giustizia.

    1. La vendetta è la legge del taglione, cioè uccidere un uomo in nome dello Stato. Sì, quella è vendetta.
      La giustizia è applicare le regole di convivenza civile.
      La civiltà è pensare alle vittime prima di rispettare il carnefice.

  8. Vabbè senti è inutile. Doze ha detto poche righe che vanno capite così come stanno, io non sono così brava a scrivere.
    La vendetta è vendetta, a prescindere dalle “modalità”. Per qualcuno sarà uccidere, per qualcun’altro sarà vederlo torturato, o espulso a vita dalla società, insomma ognuno con le sue preferenze. Vorrei solo che, quando gli istinti sono questi, non ci si nascondesse dietro la parola “giustizia”, ma onestamente con se stessi lo si riconoscesse come desiderio di vendetta, punto. Non lo ripeto più.

    La giustizia è per l’appunto applicare le regole di convivenza civile: fuori dalla circolazione per (almeno) vent’anni un mostro del genere, difatti.

    La stessa che fa rima con civiltà….nel difendere le vittime, e anche le eventuali ulteriori vittime che ci sarebbero se un pazzo del genere restasse in circolazione, dalla reiterazione del reato.

    Il resto NON è “rispetto del carnefice”, come ho già detto, men che mai “difesa o giustificazione del criminale”, e ancora meno “in sostituzione del rispetto alle vittime” o mettendole, le vittime, in secondo piano e “per ultime” rispetto al criminale di turno. Queste sono tutte illazioni (tue, personali) aggiunte, che io continuo a scrollarmi di dosso.

    E’ rispetto di SE STESSI….in un mondo che è talmente ovvio nella sua ricerca di vendetta come lenitivo del proprio comprensibilissimo dolore, e “in cui la spirale di barbarie si alimenta e reitera ad ogni stadio”, come diceva Doze, che forse sarebbe il caso di porsi qualche interrogativo in più…. e qualche dubbio sul senso profondo della vita e della giustizia. Ma anche la civiltà di non “livellarsi” con assassini e criminali rispondendo con violenza alla violenza.
    Tant’è che quelle parole sono state pronunciate dal ministro norvegese, mica da biancaneve.
    Ma capisco che è inutile – già immagino le ironie texane sull’”anima bella”….’che tenerezza e mi è venuta una carie’ – perciò passo e chiudo.

    1. Insisti con il “capire”. Io capisco perfettamente il tuo (e il suo) punto di vista, ma non sono d’accordo. Capire non significa condividere. E’ tanto difficile da capire questo?

      1. No, ma non ho capito perchè non condividi!
        sto dicendo cose tanto astruse??
        (e ho pure parlato di reincarnazione, concetto importantissimo, anche se posso capire che lascia il tempo che trova tanto non tutti ci credono).

    2. Sissi la pena di morte è una vendetta istituzionalizzata, e credo che siamo tutti d’accordo.
      La pena carceraria GIUSTA E CERTA è semplicemete il prezzo che si deve pagare quando si sbaglia. Nel caso in questione ( visto che è un pazzo scatenato) IL MINIMO DI PENA è il carcere a vita. Questa per me è civiltà ! il resto sono chiacchiere inutili….

  9. il mio commento non era tanto sulla durata della carcerazione, ma era dato dal fatto che avevo visto in quell’articolo, magari erroneamente, un certo fastidio per il “trattamento alberghiero” e a me, personalissimamente e non so neanche spiegare perchè, fa sempre venire i brividi il desiderare la punizione altrui, l’auspicare/invocare una “punizione esemplare”, diciamo così.
    il pensare: se sta male sono contento, se non sta abbastanza male non sono contento.
    brrrr……

    1. Stai parlando di uno che dopo la sentenza ha detto: “Chiedo scusa. Dovevo ucciderne di più”. Non è più una persona, è una bestia. Nessuno desidera la punizione, ma è il senso di giustizia per quelle 77 vittime che richiede almeno rispetto.

      1. lo so, ma mi fa impressione lo stesso.
        PER ME non è mettendolo in una cella 2×2 senza cesso (per dire) che si rispettano le vittime.

  10. Mrm, il carcere sicuramente non può essere una vacanza in hotel a 4 stelle… comprensibile questo. – sennò aggiungiamoci pure una piscina con acqua di mare e un bel massaggio rilassante da una bella giapponese e siamo a posto: tutti criminali (col livello di (in)coscienza che c’è in giro, che quest’epoca…è quello che è). Il carcere, nella sua funzione rieducativa e restrittiva, DEVE far soffrire e, nella sofferenza, si auspica, riflettere. Però capisco anche quello che vuoi dire tu… capisco, e condivido. (“la vendetta”, appunto, anzichè “giustizia” – e, lo ripeto ancora, comunque comprensibile, a livello umano, anche questa).

    Quello che invece insisto dovrebbe farci riflettere, anzichè farci scivolare addosso parole senza nemmeno capirle… è quel profondo senso di UMANITA’ e di CIVILTA’ dimostrato da quel ministro.
    La “giusta” – appunto – reazione umana di chi non si “livella” con un mostro, ma perfino nel dolore…sussurra: “saremo ancora più umani e democratici”.
    E’ inutile. Non so come spiegarlo… questa è bellezza…da parte di quel ministro, ma non so come spiegarla.

    (P.S. noi siamo abituati oltretutto alla difesa “ideologica” dei colpevoli eh…non dimentichiamolo. Secondo se è di dx o di sx si “giustifica” o meno il reato. Lì no, quelle parole non erano “complici”….vi prego di non fare insinuazioni col metro di giudizio di un paesetto che la loro civiltà la vede col binocolo).

    1. Sempre pronti a criticare il proprio Paese che sicuramente ha mille difetti ma che spesso non ha da invidiare niente agli altri. La Scandinavia in apparenza così civile ha il record mondiale di suicidi. Significa semplicemente che non è certo il paradiso.
      E questi bei discorsi valli a fare alle famiglie di quelle settantasette vittime, in gran parte ragazzi o addirittura bambini.

  11. Marcello, ma l’ergastolo equivale alla pena di morte…possibile che non si capisca?
    E’ definitivo. E’ una sentenza di espulsione definitiva. Ma formulata “allo stato attuale”, e applicata per tutto un periodo in divenire, che non possiamo sapere quali trasformazioni, o anche NON, porterà con sè.
    Ma non pensi (non pensate) che anche per me sia difficile fare certi discorsi, che come tutti trovo molto più facile levare un pazzo dalla circolazione per sempre, proprio io che per molto meno…poco sopporto tutti i tipi di inciviltà in giro?
    Mica mi sento Madre Teresa di Calcutta!…
    Io la faccio molto più semplice, e pratica (non teorica, pratica): trascorsi i vent’anni o quello che è il periodo stabilito, si deve essere in grado col supporto della coscienza morale e quindi lungimiranza… di capire DAVVERO se il criminale di turno si è ripreso o se c’è rischio di reiterazione del reato (un ministro come quello credo che tale statura morale la possieda), e soltanto a quel punto, e in base a queste future constatazioni, decidere. Altrimenti possono dargliene anche altri 20…di anni, naturalmente (e così diventa carcere a vita, certo).
    Io la penso così.

    1. Non condivido assolutamente la pena di morte perchè solo Dio è padrone della vita e quindi nessun uomo può sostituirsi alla giustizia divina.
      Ma uno Stato ha il diritto, oltre che il dovere, di togliere dalla società un elemento che si è rivelato un tumore (irreversibile).

  12. Eh no Pino, tu la difesa della causa (persa) patriottica vai a farla alle vittime di violenza, reato che QUA ha ancora il minimo della pena!!
    Quanto beccano in America per reati di violenza??? Dì!! Lo voglio scritto: 50 anni forse, nevvero?

    E lo aggiungo in stampatello: NON STO MANCANDO DI RISPETTO ALLE VITTIME!!! ora m’incazzo seriamente!!!
    NON HO MAI DETTO CHE QUEL CRIMINALE NON DEBBA FARSI 20 ANNI DI GALERA, O CHE CONCEPISCO LE PRIGIONI COME HOTEL!!!
    Basta mettermi in bocca cose che non dico, deviare il senso di quello che dico solo perchè non lo si capisce!
    Cretina io che mi ci infilo in queste discussioni.

    1. Sempre contestato ferocemente la giustizia americana capace di uccidere anche un presunto assassino disabile.
      Da noi la giustizia c’è. Manca solo la certezza della pena.
      Insisti a dire che gli altri non capiscono. Mettiti in testa che non sono cretini, ma forse sei te che non ti spieghi. E comunque pretendi a tutti i costi la ragione. Sei tu che hai fatto il confronto con altre civiltà. Io ti ho risposto con i dati di fatto: certi cosidetti paradisi hanno il record di suicidi. Significa che non hanno costruito certamente un Paese perfetto.
      Sei te che non capisci.

      1. va bene, hai ragione te.
        ne deduco che si suicidano tutti perchè non hanno carceri africane e incivili come le nostre. O magari sanno di poter trovare perfino un eventuale ricovero in ospedale…altra causa primaria di suicidio, sta in tutte le statistiche.

        (con l’America non mi riferivo certo alla pena di morte come “esempio”).

          1. anche qua, ‘in bianco e nero’.
            sarò sintetica: non è il Paese perfetto – abbiamo visto che il Male sta anche là – o il paradiso sociale, ma nemmeno un inferno degradato e barbaro come altrove.
            Sicuramente almeno una maggiore civiltà mi sento di riconoscergliela…soprattutto quando sono capaci di esprimere contenuti che qua vi fanno venire l’orticaria…. e vengono COERENTEMENTE biasimati.
            Sì, è il caso di dire: “onore alla coerenza!”
            :)))

    2. (pure per me casi del genere oltre che tumorali sono e si dimostreranno irreversibili: certo non nutro la benchè minima fiducia…in un essere simile. Ma sto esponendo una serie di concetti su coma la penso io su temi come “carcere”, “pena di morte”, “ergastolo”, e senza scambiare le parole di quel ministro come mancanza di rispetto per le vittime. Ma ripeto, basta. Vedo che i miei pensieri come al solito vengono assolutamente completamente fraintesi, come minimo neanche lontanamente capiti).

  13. …”profondo senso di UMANITA’ e di CIVILTA’ dimostrato da quel ministro.”… pena:21 anni!! Bravo !! che uomo !!
    …ed il profondo senso di UMANITA’ e di CIVILTA’ lo vogliamo anche avere nel rispetto delle vittime ?? o siamo diventati tutti poeti ??
    Sissi ti riempi la bocca di belle parole, garbate, equilibrate e sagge ma in questo caso scusami mi stanno irritando parecchio …stiamo parlando di “certezza di pena”, quella giusta, e tu fai filosofia spicciola sulla bellezza delle parole del giudice. Si chiama PENA DETENTIVA commisurata alla gravità del reato. Ho lo vogliamo chiamare PREMIO DETENTIVO ?
    Sissi mi hai convinto…mandiamo a casa Totò Riina, mi pare che abbia fatto fin troppa galera……..ma fammi il piacere…

  14. Marcello, fammi il piacere tu.
    Continui a blaterare cose che non dico, ad attribuirmele per giunta.
    Hai già tirato fuori Battisti, ora siamo a Totò Riina, e non sono personaggi e argomenti che oltretutto mi interessano.
    Stiamo parlando di certezza della pena? Appunto!
    Lì 20 anni almeno li hanno garantiti!!!
    Seppure col torto di non avere celle africane come le nostre.
    Giacchè ci sei perchè non chiedi al ministro norvegese di porti le sue scuse personali… anche su questo, che sui suoi pensieri più elevati avete già sputato veleno abbastanza.

      1. Adesso sarò tagliente Pino.
        Purtroppo non soltanto li capisco, addirittura “li prevengo” : non a caso avevo già fatto allusione alle inevitabili critiche sull'”anima bella”…. e eventuali denti cariati dalla mia fiorente filosofica di ellenica beltà.
        “a morte il criminale”…sennò mi ci mettete a me sul rogo.
        (ora mi chiederai se ho letto anche che siete contrari alla pena di morte?)

        Ah e un’altra prevenzione il mio sesto senso di strega mi fa sentire: mi aspetto anche nefasti auguri che mi accada qualcosa…”così vediamo se l’anima bella cambia le sue idee da biancaneve!”
        Ma questo si pensa e non si dice.

        1. Sei completamente fuori strada. Io non credo alle streghe. E non ho mai augurato del male a nessuno, neppure a quelli che non capiscono.
          Sei solo fuori del mondo.

          1. Non dico “te”.
            Lo so, non mi capisci…ma almeno questo so che non lo pensi.
            Parlo delle altre “belle anime in giro”…. nel sentire e non capire assolutamente niente di certi discorsi.
            Loro sì, proprio “belle”.

            ah P.s. per Marcello: non è mai mia abitudine fare nessun giochino delle tre carte, anzi esattamente al contrario perdo tempo in una ricerca di chiarezza che evidentemente non mi riesce, o fate finta….di non capire.

      1. Scusami, ma mi pareva l’argomento centrale del post.
        O si stava discutendo se quello sia un criminale o una brava persona?
        Anche dei vent’anni di pena si parlava, e infatti ne abbiamo (ne ho) parlato.
        Tutt’è capirsi.
        (specie su quelle “malaugurate” parole di un ministro che, ne ho sempre più la certezza, sono state imperdonabili per voi: già, la società perdona tutto, talvolta perfino il criminale…ma davvero non certi pensieri ricoperti sempre di fango).
        Un’inguaribile idealista, certo, mi firmerò Biancaneve d’ora in poi, va bene?

        1. SINTESI :
          STRUTTURA DETENTIVA
          Evidentemente i conforts di una prigione sono il segno di un paese civile, moderno e ricco . Ovvio che fa effetto sapere come tengono questo psicopatico !! ma tanto è…
          CONDANNA
          ( guardati, sempre che tu ne abbia voglia, il semplicissimo calcolino matematico sopra e trai le tue conclusioni )

    1. …dei pensieri del “bravo ministro norvegese” me ne può fregare di meno…

      Se lo porti a casa sua fra una ventina di anni, magari ha un prato da tagliare o dei nipotini da accudire, sarebbe un perfetto omino di casa, ne sono quasi sicuro….

      1. E adesso iniziamo a ripeterci, sono stanca.
        Leggi più su del “caso tumorale” di cui anch’io sono convinta e relativa certezza anche per me di “irreversibilità”.
        Sai, non è che sono proprio del tutto cretina come pensi.
        Fra una ventina d’anni chi di dovere valuterà…il caso in questione, e se sarà il caso gliene darà altri cento di anni.
        Non avete capito niente delle parole di quel ministro, lasciamo perdere perchè oltre che stanca sono anch’io irritata ormai.

  15. Anzi sai che vi dico? ora veramente mi sto stranendo, ha del surreale, Pino, la discussione (fortuna che ti piace la realtà): avete pure il coraggio di giudicare la giustizia di un Paese dal pulpito di una “giustizia” come la nostra!!! ma vi viene il dubbio di avere una faccia…di quelle proprio di bronzo che più bronzo non si può?!?
    E di “certezza della pena”….. anche, Marcellino caro!
    Di dire che siccome non è comunque il “Paese perfetto”…allora lo si livella con tutto il resto!
    Ma menomale che ce l’avreste voi il concetto di”giustizia” va.

    Per la cronaca: LA CERTEZZA DELLA PENA, IN NORVEGIA, C’E’ APPENA STATA.
    Andate a spiegare alle vittime nostrane perchè il nostro Belpaese non è in grado di garantire altrettanto, prima di lanciarvi in certe critiche sulle condanne MESSE IN ATTO da altri Paesi, e sputar fango su parole che noi qui ce le SOGNIAMO!

    e buonanotte….con sogni “a colori”.

      1. …soprattutto con il pessimo vizio di voler abbellire….l’anima non proprio bella di pezzi di umanità d’ogni nazionalità, ridotta in brandelli.
        E sono serissima.

        (*nota* da aggiungersi alle medaglie di bronzo di cui sopra…hai ragione Pino: l’importante è proprio esagerare. – con le nostre scuse a Jannacci).

          1. Si vabbè. Ricominciamo.
            Anzi così:
            – dove vai?
            – al cinema
            – a che vedere?
            -quo vadis
            – e che vuol dire?
            -dove vai…(?)
            -..al cinema!
            a che vedere?
            quo vadis
            e che vuol dire?
            dove vai?
            …al cinema…..

            :))))
            o ci vado davvero al cinema?
            – so cosa stai pensando… fiuto i tuoi pensieri prima ancora di te ;)))

  16. Interessante discussione. E’ vero, bisogna rimanere con piedi per terra e molto saldamente. Tra vent’anni il condannato potrebbe essere scarcerato, ma dubito che un giudice in futuro si assumerebbe questa responsabilità. Breivik non è sano di mente come erroneamente è scritto nell’articolo, ma ha un grave disturbo della personalità. Questo almeno risulta dalla perizia psichiatrica. In ambito giudiziario un disturbo mentale determina l’infermità mentale solo se pregiudica la capacità d’intendere e di volere. Sembra che non sia il caso di questo assassino come non lo è di molti serial killer che pur molto disturbati sono lucidi e determinati quindi capacissimi di intendere e di volere. Attualmente non esistono “cure” per questo disturbo della personalità e per questa ragione Breivik una volta scarcerato potrebbe con molta probabilità commettere altri atti di violenza. Per queste ragioni dubito che un giudice lo rimetta in libertà e quasi sicuramente sconterà il resto dei suoi giorni in carcere.
    Impedirgli di commettere altri crimini e tenerlo in prigione per il resto dei suoi giorni è un atto di giustizia di un paese civile.

  17. E’estenuante parlare di questa cosa (invidio chi ha del tutto evitato l’argomento) ma questo non l’ho proprio capito: perchè stato giudicato sano di mente?

    Poi vorrei aggiungere che io spesso parlo per “princìpi” più che tenermi in relazione al caso specifico, ma naturalmente anch’io penso che in casi così…orrendi e conclamati è un atto di civiltà impedire altri crimini e tenerli in prigione per il resto dei giorni (mica sono un’incosciente). E’ che si mischiano i discorsi…su mille angolazioni diverse.
    E per correttezza ulteriore: ho capito che voleva dire Doze, e condivido, tranne che trovare populista il post però. Non di fronte a una cosa del genere…dove prevale l’agghiacciamento, e nient’altro. Da non commentarsi nemmeno.

  18. Premettendo che la giustizia umana non può essere altro che un insieme di regole altrettanto umane e quindi che noi si possa solo immaginare qualcosa che in un determinato contesto storico (quindi non in assoluto) sia il più vicino possibile ad un sempre contingente senso di giustizia, è indubitabile che il tizio in questione ha negato platealmente una regola esistente, oggi, nella totalità o gran parte del pianeta.

    Senza neppure parlare di vendetta, sentimento che sarebbe assecondato solo affidando questo schifoso alle mani dei sopravvissuti e/o vicini alle vittime, si può ritenere che avendo egli rifiutato la regola, con altrettanto disinteresse possa essere retribuito.

    In questo senso, negando all’uomo, per principio (e per tranquillità), il diritto di vendicarsi e allo Stato di uccidere per conto terzi (cosa che ripugna quanto e più della personale vendetta), cioè al di fuori di un sano spirito di vendetta e della delega a vendicare data dai consociati allo Stato, riterrei equo far sì che fuori da questa regola egli possa/debba essere lasciato vivere. Senza però alcuna delle garanzie e di tutti gli altri benefici propri della società che ha rifiutato.

    In altri termini: su uno scoglio lussureggiante, con una borraccia d’acqua e tanti saluti. Se riesce a vivere in solitudine di radici e vongole, bene, sennò pace. Il mondo non se ne dorrà.

    Quanto alla giustizia/civiltà dei paesi nordici, beh, pensano di fare chissà quali passi verso qualcosa che invece li stritola e li annichilisce regalando loro una vita di plastica. Ma ecologica, ordinata e ben tutelata.

    Ogni tanto (spesso) tra i fumi dell’alcol del fine settimana, qualcuno se ne accorge e si fa saltare le cervella. Qualcun altro fa di peggio.

      1. Beh a me pare una via equa : esclusa la pena di morte (d’impulso l’avevo invocata..), esclusa ,visto il comportamento del soggetto, ogni velleità rieducativa della pena , trovo che la completa emarginazione per non più nuocere sia la via migliore , mentre troppo “civile” trovo l’ uso di tre celle, con palestra , ufficio, e spazio notte , e ricezione ,sia pur censurata , della posta elettronica!

    1. Anch’io!
      Sana l’idea di lasciarlo vivere su un’isola deserta, proprio come ‘coerenza’ a ciò che ha rifiutato, a sopravvivere nella giungla…che è lo stato di ferocia a lui corrispondente. Se non ci fosse il rischio che attiri l’attenzione di un altro/i balordo come lui, che per “affinità”..magari va a prelevarlo proseguendo i diabolici intenti, valuterei seriamente la messa in pratica di quest’idea.

      (tutto il resto, giustizia e vendetta è un discorso talmente ampio e complicato da non riuscire proprio a farlo su un blog. Penso che al dunque ognuno se li viva a modo suo, com’è giusto che sia poi, nella vita che di per sè..evolve in base a infiniti differenti livelli di coscienza. E’ inutile, vado a finire sempre qua – pure se in realtà i discorsi e i ragionamenti da fare sarebbero veramente tanti, troppi).

      [“anch’io” era riferito a Pino che si allinea a Pipistro]

    1. Intanto perchè non ci sono più ormai cose lontane. Il mondo è tutto a portata di mano: mai sentito parlare di villaggio globale? E poi non è vero: qui parlo spesso di cose vicine, talvolta vicinissime, e che comunque conosco bene.

      1. io lo dicevo solo per via delle risposte…..tantissime….
        prova a parlare di palestina, e avranno tutti qualcosa da dire, per esempio.
        poi un bel giorno dici: ragazzi, vogliamo pensare a quello che mettiamo NOI nella NOSTRA spazzatura? (proprio una cosa pratica, cosa butta uno nell’umido ecc…cosa evita di comprare ecc…)
        ullallà, fukushima…e come mai? sarà mica che IO consumo troppa corrente? ecc ecc….
        secondo me una sessantina di risposte te le sogni ;-)
        però se a oslo hanno carceri troppo confortevoli, quello sì che ci riguarda ;-)

        1. Sessanta risposte sono effettivamente molte, ma è capitato anche con drammi di casa nostra. Il problema non è la distanza, ma è l’argomento. Sono stato tre volte a Chernobyl, ne ho parlato …dal di dentro ma non è che la gente si sia granchè interessata. Prova a parlare invece di violenza. Per Avetrana o Yara o anche Schettino ci sono state centinaia di risposte, centinaia! Evidentemente è una questione di pelle, la violenza ci riguarda tutti. Ogni giorno.

          1. appunto, centinaia!!!! brrrr…
            non mi riferivo a te, mi riferivo al numero di risposte.
            chiedi a uno cosa deve fare LUI di suo e non avrà niente da dire, cosa devono fare gli altri…uhhhhh…..ne avrà da dire ;-)
            parere personale, eh ;-)
            ‘notte, io vado a nanna.

          2. E di che ti meravigli? Tutti parlano, anzi parliamo sempre degli altri. Forse non mi sono spiegato: io non c’entro, le centinaia di risposte arrivano sempre per fattacci di cronaca, vicini e lontani. Ripeto: evidentemente la violenza ormai fa parte di noi.

  19. Ohhh!..ma non lamentavate sempre qualsiasi allusione personale (troppo egocentrica)… a se stessi?? è un’inversione di rotta?

    Veramente io li odio questi argomenti, mi impressiono, come i bambini. Ma sono istintiva e sulle prime mi ha ispirato proprio il commento di Mrm…perchè ho la fissazione di più civiltà sentite eh, (anche per le carceri), non so proprio che farci…mi devo sentire in colpa?

          1. ahahahah! BOOOM…:))) – strano che non è ancora crollato piuttosto :)))

            Comunque io lo so benissimo quello che “devo” fare per me stessa ;)))

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