A caccia di marziani

Una volta si chiamavano “marziani” per indicare tutti i possibili extraterrestri. Adesso su Marte c’è un occhio terrestre che cerca nuovi amici in questo nostro in fondo piccolissimo sistema solare. Non si sa insomma (anche se qualche traccia esiste) se i…marziani sono mai venuti a trovarci, fatto sta che adesso siamo andati noi a casa loro. “Curiosity” si è posato nel cratere Gale dove una volta probabilmente c’era un lago e piano piano si guarderà intorno. Personalmente quest’idea mi eccita. In qualche decina di anni, un’inezia di tempo, siamo entrati in piena fantascienza. Ero ragazzino quando appassionato di spazio andavo a vedere i film dove c’erano le battaglie fra terrestri e lunatici: ormai da una vita la Luna è casa nostra, come la villetta in campagna, a portata di mano. E adesso andiamo oltre, sul pianeta rosso e anche “Star Trek” non è più fantasia. Al di là del grande risultato scientifico, l’impresa vale una riflessione importante: in un mondo sempre più allargato diventano pateticamente mostruose le divisioni su questa nostra minuscola Terra. Mentre cerchiamo forme di vita differenti dalle nostre, appare tragicomico distinguere ancora il colore della pelle. Magari i marziani hanno tutti la pelle verde. O non ce l’hanno affatto. 

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20 thoughts on “A caccia di marziani

  1. Mi piacciono e apprezzo tantissimo questa tua riflessione: “in un mondo sempre più allargato diventano pateticamente mostruose le divisioni su questa nostra minuscola Terra. Mentre cerchiamo forme di vita differenti dalle nostre, appare tragicomico distinguere ancora il colore della pelle”…
    Tornando all’impresa, personalmente da un lato sono d’accordo con la voglia di conoscenza, con la scienza che avanza e quindi con queste iniziative, con queste missioni. Da un lato però io trovo eccessive queste spese quando viviamo in un mondo dove ancora troppa gente muore di fame. Sicuramente le mie parole saranno considerate troppo banali e facili, troppo scontate, ma è quello che penso ed è quello che ho subito detto quando hanno dato la notizia.

    1. Rispettabilissima opinione, ma personalmente ritengo che siano sempre ben spesi i soldi che portano alla conoscenza. Casomai bisognerebbe evitare quelli per la …distruzione, insomma per gli armamenti.

          1. Eccome se si spendono, la voglia di potere, di avere una popolazione succube, di essere più forte sulle altre Nazioni calpesta tutto e solo con l’uso delle armi possono riuscirci. Sappiamo benissimo, tu prima di tutti essendo stato in prima persona su luoghi di guerra, che pur di mantenere il potere sul proprio popolo e poi magari espanderlo a popolazioni vicine, l’uso delle armi è all’ordine del giorno.

          2. Ecco, Patrizia il problema è quello, come faccio capire nel post. Magari – nonostante la crisi – si spendessero i soldi per conoscere nuovi mondi.

          3. Si Pino, su questo sono d’accordo anche io, se la conoscenza di nuovi mondi porta delle positività ben venga. Il mio timore è solo quello che per queste motivazioni (chissà poi se le motivazioni che rendono note sono complete) vengano tralasciati ulteriormente gli altri problemi. Solo questo…
            Grazie per la tua sempre graditissima disponibilità al confronto anche con chi come me si intrappola facilmente nelle parole.

  2. Oltre al falso video della fantascientifica missione in orbita su Marte del 1973 (aka splendido Cgi Hoax del 2009) c’è da aspettarsi per dicembre prossimo numerosi altri video fasulli, ben realizzati su Internet. Del resto molti tecnici cinematografici hanno perso il lavoro in questi ultimi anni e da qualche altra parte devono dimostrare a che livello si può arrivare con l’elettronica digitale 2D/3D.

  3. Un giorno su Marte dura 24 ore e 40 minuti ed un anno sul pianeta rosso corrisponde a due terrestri e poi fa freddo, molto freddo. Queste le prime notizie trasmesse dalla sonda Curiosity a poche ore dal suo arrivo su Marte. La missione del rover della Nasa realizzato nell’ambito della missione Mars Science Laboratory (Msl), durerà circa due anni e ha portato sul pianeta rosso anche un ‘pezzo’ di Italia: un chip che contiene l’autoritratto di Leonardo Da Vinci e il Codice del Volo, il testo nel quale Leonardo descrive il volo degli uccelli e la sua Macchina volante, considerato il fondamento della storia del volo. L’iniziativa si deve all’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), al Tg della Rai Leonardo e al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa.

  4. Curiosity invia la prima foto a colori
    07 agosto, 18:11 Immagine scattata con la camera Mars Descent Imager. Visibili i vortici di polvere sollevati dai razzi di Curiosity durante la discesa (fonte: NASA/JPL-Caltech/MSSS)

  5. “10 anni fa” doveva partire la missione umana su marte… C’era la tecnologia e gli ingenieri spaziali capaci per farlo, ma come al solito mancavano le firme decisionali dei politici americani per l’operazione, gli stessi che per 30 anni hanno affondato la NASA per buttare via miliardi di dollarii in armamenti militari sofisticati e molto problematici (vedi sviluppo caccia F-35 ad esempio).

  6. A caccia della vita sul pianeta rosso e alla ricerca di elementi che aiutino a capire il meccanismo dei cambiamento climatico sulla Terra. Curiosity, il rover della Nasa di sei ruote e dal peso di 900 chili attrezzato a laboratorio e giunto due giorni fa su Marte 1 – scrive il quotidiano britannico The Guardian – darà agli scienziati la “rara possibilità” di verificare le loro teorie sul fenomeno che più interessa il nostro pianeta: i repentini cambiamenti climatici. E non è poco. Curiosity ci proverà, dunque, ma come? Cercherà e raccoglierà sulla superficie di marte sedimenti e depositi, che analizzerà poi grazie al suo sofisticato equipaggiamento. Gli scienziati si aspettano di ricevere informazioni sul cambiamento climatico di marte (che un tempo era un pianeta caldo e piovoso) nel corso di miliardi di anni. “Si può imparare come capire un’atmosfera guardando altre atmosfere”, ha spiegato Mark Lemmon, scienziato dell’università del Texas, che lavora al progetto Curiosity. “Più cose sapremo sull’atmosfera di Marte, più capiremo la nostra”, ha aggiunto. Ma l’obiettivo principe del robottino Nasa è sempre lo stesso. Alcuni scienziati hanno scoperto che la patina che ricopre alcuni campioni di roccia terrestre, del tutto simili nell’aspetto a rocce marziane, potrebbe essersi originata dalla morte di miliardi di microrganismi. Se trovata su Marte, quindi, potrebbe essere il segno che il Pianeta Rosso ha ospitato o addirittura ospita la vita. La principale ipotesi sulla formazione di questa “laccatura” della roccia, chiamata “vernice del deserto”, uno strato scuro tendente al nero che riveste anche alcune formazioni rocciose terrestri, prevede che alcuni microrganismi, dopo la morte, abbiano ceduto parte del loro manganese per formare, assieme ad alcuni minerali argillosi, una patina spessa qualche millesimo di millimetro.

  7. trovo la cosa affascinante, eppure, sembra che interessi poco. Peccato. E comunque, trovo che siano soldi spesi molto meglio che nella ricerca di armi sempre più letali o di strumenti finanziari sempre più favorevoli per alcuni, distruttivi per altri!

  8. La NASA peggio dei russi, nemmeno un semplice test di un lander lunare sperimentale riescono a far decollare nel 2012, senza incidenti. Eppure sono riusciti a far atterrare 3 Rover su Marte negli ultimi anni… MAH!?!

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