La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Se il medico diventa un mostro

Dieci minuti, il tempo di rinviare tutto al tre ottobre e risolvere le questioni formali. Così si è conclusa l’udienza preliminare a carico di medici e paramedici dell’ospedale di Boscotrecase, in provincia di Napoli, accusati di colpa medica per la morte della neonata Antonia Pagano e la distruzione e falsificazione della cartella clinica. Dieci minuti di indifferenza per Giusi, la mamma della piccola Antonia, che nell’aula del palazzo di giustizia di Torre Annunziata si e’ scontrata con gli sguardi bassi dei presenti, anche di quelli che conosceva da anni. «L’ostetrica imputata è una mia parente. Lei non c’era ma suo marito e sua figlia erano lì”.  segue

Già la storia è drammatica: la morte di una neonata. Già è terribile il comportamento dei medici che fanno sparire la cartella clinica. Ma se leggerete al link quello che si sono detti quando la povera creatura stava spirando viene la pelle d’oca. No, non è possibile che chi ha scelto una professione al servizio degli altri possa diventare un mostro così.

16 comments on “Se il medico diventa un mostro

  1. Marco Alici
    20 July 2012

    No, non è possibile che chi ha scelto una professione al servizio degli altri possa diventare un mostro così.

    Perché escludere che già lo fosse?

    • pinoscaccia
      20 July 2012

      Se già lo era, poteva scegliere almeno un mestiere che non aveva responsabilità sulla vita (degli altri).

  2. marcelloululilupoulula
    20 July 2012

    …se penso a come una “dolcissima oncologa” ha sputato in faccia la verità sulla malattia che ha ucciso mio fratello (49 anni)
    mi verrebbe voglia di far saltare tutto in aria…purtroppo esistono medici che farebbero meglio a trattare di ortaggi piuttosto che curare gli esseri umani….

  3. lorena
    21 July 2012

    ci sono tanti medici bravi , scrupolosi attenti, professionali che ogni giorno salvano vite, ma altri che sono una rovina per incompetenza , ignoranza , è scandaloso quello che ho sentito

    • pinoscaccia
      21 July 2012

      è inammissibile, ci sono le intercettazioni…
      un errore può anche succedere ma la mancanza di umanità è vergognosa…

  4. pinoscaccia
    22 July 2012

    Solo l’autopsia potrà far luce sulla morte di un uomo di 47 anni mentre attendeva di essere visitato all’ospedale di Verona, ma nel fascicolo d’indagine aperto dalla procura con l’ipotesi diomicidio colposo – come riporta l’Arena – compaiono 53 persone, tra medici e infermieri. Lunedì prossimo è fissato l’appuntamento in procura per il conferimento dell’incarico per l’autopsia e in quell’occasione gli indagati avranno la possibilità di nominare un consulente. Il numero così elevato di persone coinvolte nell’inchiesta è legato probabilmente al fatto che la morte è giunta a circa un mese da un intervento chirurgico e che nelle settimane successive all’operazione il paziente aveva più volte fatto ricorso alla cure ospedaliere – come ricordano i familiari nella denuncia che ha dato il via alle indagini – con continue dimissioni e indicazioni di rivolgersi al medico curante. Il “calvario”, secondo i familiari, sarebbe cominciato quando il congiunto era ancora ricoverato dopo l’intervento chirurgico lamentando dolori intercostali rispetto ai quali non avrebbe avuto seguito dal personale medico, tanto che il paziente aveva firmato dopo nove giorni la lettera di dimissioni ed era tornato a casa. Poi, si era recato prima al pronto soccorso e quindi un reparto, dove era stato medicato ma non ricoverato perchè non ci sarebbe stata la prescrizione. Il 17 luglio, infine, la prevista visita, ma in sala d’attesa era morto.

  5. barbaincampagna
    23 July 2012

    Io sono reduce da 27 giorni di ricovero ospedaliero per un intervento di protesi monocompartimentale al ginocchio. Nel primo ospedale, quello dove sono stato operato, ho trovato personale medico e paramedico preparato (per quanto io ne possa capire) gentile e disponibile. C’è stata solo un’infermiera maleducata ma questo è statisticamente comprensibile anche se non giustificabile. Nel secondo, dove sono andato a fare la riabilitazione e che è citato per i risultati che vi si ottengono, ho trovato rigidità mentale, in certi casi supponenza e maleducazione, ed ho assistito ad un episodio da quarto mondo. Io penso che la medicina non sia una scienza esatta e che i medici sono uomini e come tali soggetti agli errori. Ma un conto è sbagliare (cosa di per sè già grave) lavorando con coscienza e dando tutto ciò che è possibile dare. Altra cosa è la supponenza, la superficialità e l’applicazione burocratica di metodologie che sono state previste per la generalità dei casi e non capire che ogni persona è un individuo a sè stante il cui fisico può reagire in maniera differente. Io sono stato fortunato ma per uno come me tanti, troppi, soffrono non solo di dolore fisico ma di violenza alla loro dignità. Sul mio blog ho parlato della prima parte della mia esperienza. Stò ancora riflettendo se sia utile raccontare un “fattaccio” che mi ha lasciato di sasso.

    • pinoscaccia
      23 July 2012

      Purtroppo episodi di malasanità grave avvengono ogni giorno, dappertutto.

      Invece di una flebo di fisiologica, in vena gli è stato iniettato il latte. E per questo un bimbo di appena pochi giorni, nato prematuro, è morto. Un errore fatale commesso al San Giovanni. Sua madre, una donna filippina, era alla trentesima settimana di gestazione quando ha cominciato ad avere le contrazioni e così ha deciso di andare al Grassi di Ostia, dove ha partorito. Ma viste le condizioni di salute del piccolo, prematuro di dieci settimane, i medici decidono il trasferimento di madre e figlio al San Giovanni e il ricovero nel reparto di Neonatologia, dove il piccolo avrebbe dovuto ricevere tutte le cure intensive di cui aveva bisogno. Ma, appena ricoverato, qualcosa non è andato per il verso giusto. Il bambino ha cominciato a stare male ed è morto. Sulla vicenda, per giorni, è calato un silenzio totale. Fino a quando qualcuno dalla direzione dell’ospedale si è accorto che nella cartella clinica di quel bambino qualcosa non quadrava. E ha deciso di presentare una denuncia alle autorità competenti. La Procura ha aperto immediatamente un’inchiesta e ha iscritto sul registro degli indagati i nomi di una dozzina di medici.

  6. aurelianoflavio2
    24 July 2012

    sono sconvolto. Posso capire l’errore, ma quelle frasi… mi fanno montare una rabbia dentro…
    non ho parole

  7. pinoscaccia
    25 July 2012

    Un errore, ancora!
    Una trasfusione di sangue sbagliata fatta a un malato ricoverato in gravi condizioni per un problema cardiocircolatorio nel reparto di chirurgia vascolare. L’uomo, una sessantina di anni, a distanza di due giorni è morto. È successo, secondo quanto riportato oggi da Repubblica, una settimana fa al policlinico fiorentino di Careggi. La trasfusione doveva essere fatta a un altro paziente del reparto. Il gruppo sanguigno della sacca utilizzata non corrispondeva a quello del paziente a cui è stata trasfusa e le condizioni di salute dell’uomo, già gravi, sono precipitate. Il sangue di un gruppo diverso dal suo ha scatenato una reazione allergica provocando una serie diffusa di coaguli. segue

  8. pinoscaccia
    25 July 2012

    Un precedente c’è già. E si chiama Regina Trovalusci, giovane mamma di un neonato morto lo scorso 24 gennaio durante un parto prematuro al San Giovanni. Un nuovo caso sospetto, avvenuto in circostanze ancora tutte da chiarire, che accende un altro faro della magistratura romana sull’ospedale di via dell’Amba Aradam. Lo stesso finito in questi giorni nella bufera, per l’incredibile scambio di flaconi che avrebbe iniettato del latte nelle vene del piccolo Marcus De Vega. In questo caso, a uccidere il nascituro – prematuro di sei mesi – sarebbe stata la totale mancanza di assistenza da parte dei medici. Perché quando il piccolo venne al mondo, la madre era completamente sola in sala parto. Abbandonata dal personale sanitario, avrebbe visto il piccolo scivolare a terra e sbattere la testa nell’indifferenza generale.

    “La direzione generale dell’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata ha deliberato la revoca dell’incarico ad interim della dottoressa Caterina De Carolis di direttore dell’Unità operativa complessa di Neonatologia”. E’ quanto si legge in una delibera firmata oggi dal direttore generale dell’ospedale, Gian Luigi Bracciale. Nel reparto, lo scorso 29 giugno, è morto il neonato Marcus per un tragico errore dovuto allo scambio di una flebo di soluzione fisiologica con del latte. Intanto, il sospetto più atroce è contenuto nelle pagine della relazione che gli ispettori del ministero della salute, dopo 7 ore di indagini nell’ospedale San Giovanni- Addolorata, hanno consegnato ieri al ministro Renato Balduzzi: “Da un esame di una relazione interna emergono suggestioni che sembrano indicare la volontà di nascondere quanto avvenuto “. Secondo i dati raccolti, insomma, qualcuno avrebbe provato a far passare sotto silenzio la morte del piccolo Marcus, nato prematuro al Grassi di Ostia e trasferito d’urgenza nel reparto di Neonatologia dell’ospedale romano. Questo lascerebbe pensare la “lacunosa” redazione della cartella clinica del neonato sulla quale risulterebbero “cancellature e modifetto” e sulla quale mancherebbero addirittura “gli orari”. E inoltre, altro elemento che ha colpito gli ispettori, nel reparto viene evidenziato “un clima di conflittualità tra il personale” e, “con riferimento al rischio clinico, carenze conoscitive diffuse”.

  9. pinoscaccia
    25 July 2012

    La direzione sanitaria dell’ospedale civile “Barone Lombardo” di Canicattì (Agrigento) ha aperto un’indagine interna dopo che sabato scorso è nato “prematuro” un bimbo nigeriano dato per morto il giorno prima quando ancora si trovava nel grembo della madre. “L’indagine interna dell’amministrazione sanitaria è un atto dovuto” conferma il dirigente dell’Asp di Agrigento, Antonello Seminerio, che conferma quanto riportato da alcuni organi di informazione.Il neonato del peso di 1,5 chili venuto alla luce alla trentesima settimana di gestazione è in condizioni stazionarie pur avendo una malformazione operabile.

  10. pinoscaccia
    29 July 2012

    Al suo papà, al telefono, aveva detto di sentirsi meglio. Poi, poco dopo, al suo papà è arrivata un’altra telefonata, dall’ospedale. Una telefonata per dirgli che Luca, suo figlio, 19 anni, aveva avuto una crisi epilettica ed era stato trasferito nel reparto di rianimazione.La corsa al Policlinico di Napoli. E la tragedia: la morte di Luca per cause che, ora, sarà un’inchiesta a stabilire. La famiglia De Carlo sostiene di avere molti dubbi. Lo fa in una denuncia presentata alla polizia dove il dito viene puntato contro una flebo alla quale Luca era attaccato quando ha avvertito il suo ultimo malore. Sulla vicenda del giovane, anche il ministro della salute Renato Balduzzi ha disposto un’indagine ispettiva per verificare” eventuali difetti assistenziali relativamente alle cure somministrate al giovane durante il breve ricovero ospedaliero”. segue

  11. sissi
    3 August 2012

    “medice, cura te ipsum” :))))
    lo farai come titolo del prossimo post sull’argomento?

    (ovviamente sarebbe “sii medico di te stesso” – discorso serio – ma….sai che non posso proprio evitare l’ironia).

    • pinoscaccia
      3 August 2012

      Tragica la concomitanza con questa notizia.

      L’ansia, poi l’incredulità e infine il dolore. Nella clinica privata Villa Elena di Cagliari i medici suoi colleghi, che l’hanno vista morire sotto i loro occhi, hanno combattuto contro il tempo. La donna, Simonetta Sulis, di 37 anni, anche lei ginecologa nella stessa struttura, è arrivata con le doglie del parto. Dopo la nascita del bimbo c’è stata una improvvisa emorragia e una operazione chirurgica per strapparla alla morte. Il bambino sta bene ma per la madre non c’è stato nulla da fare, è morta nella clinica dove lavorava da alcuni anni e dove aveva deciso di far nascere il suo secondo figlio. fonte

      • sissi
        3 August 2012

        Quale concomitanza scusa? io mi riferivo al post, in generale, nient’altro.

        Comunque non si può generalizzare, ci sono anche le “concomitanze”…appunto, e l’incidente fatale, il destino, ecc.
        Sempre per non essere ingiusti e per non fare di tutta un’erba un fascio. Accerteranno in ogni caso cause e concause della tragica vicenda (ho letto l’articolo) ma ci credo che abbiano fatto tutto il possibile e che incredulità e dolore siano stati i sentimenti principali provati, per giunta, verso una loro amica-collega.

        Per spiegare : “sii medico di te stesso” è qualcosa che vale per tutti……come atteggiamento interiore intendo, e la vera guarigione ecc. – è un discorso serissimo.
        Ma leggendo la frase originaria: “medice, cura te ipsum” – leggasi letteralmente: “medico, cura te stesso” – vien voglia di tradurla in senso ironico….di fronte a certe realtà di malasanità, sempre più in aumento – non questa nello specifico, che magari è stato anche un tragico incidente, non lo so, ma in generale… proprio).

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Information

This entry was posted on 20 July 2012 by in malasanità.

Professione Reporter

2016: morti 105 reporter.
[341 in prigione]

Un fiocco giallo per padre Paolo Dall'Oglio e Sergio Zanotti, rapiti in Siria.

Aspettando i 984 anni che mancano al 3000


Categories

Archives

contatti
pinoscaccia@gmail.com

Blog Stats

  • 691,704 hits

ShinyStat

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

Join 14,421 other followers

L’ultimo libro

%d bloggers like this: