Nostra signora del Qatar

Se una donna chiede al marito un abito di Valentino, è già fortunata a riceverlo. Ci sono donne però che vanno ben oltre la media perchè il marito è così ricco da comprarle addirittura tutta la maison. E’ successo alla bellissima e altera Sheikha Mozah, cinquantenne seconda moglie (e madre di sette figli) dell’emiro del Qatar. Vi ho già parlato diffusamente, ricordate?, di Hamad Ben Khalifa al Thani, così intraprendente da togliere il potere al padre con un golpe. Ma torniamo alla bella signora. Certo che è un fior di regalino, costato pare almeno 700 milioni di euro ma forse è solo un accorto investimento perchè gli abiti della griffe più cara del mondo non dovrà più comprarli visto che ormai è un’azienda di famiglia. Al di là delle battute, ormai l’emiro è inarrestabile, lo shopping totale, si fa fatica addirittura a censire tutte le proprietà sparse nel mondo. Per riferirci solo alle più note ricordiamo: il 17% della Volkswagen, il 20% della Borsa londinese, una quota del la Barclays, i magazzini Harrods di New York, il grattacielo The Shard, l’Hotel Gallia di Milano e una rosa di squadre di calcio, dal Paris Saint-Germain al Malaga.  Per non parlare del miliardo di dollari speso negli ultimi anni in opere d’arte (da Cezanne a Bacon, da Rothko a Damien Hirst), all’industria mediatica fino al mercato delle anime affidato ai telepredicatori islamici. Eppure, a giudicare dall’attivismo dell’emirato dietro le quinte della primavera araba (in sostegno di tutte le rivoluzioni tranne quella del Bahrein), l’ambizione non si limita all’economia. A lungo la politica estera di Doha è stata prudente. Poi, con il risveglio arabo del 2011,  la svolta «creativa»: il finanziamento dei Fratelli Musulmani tunisini, la partecipazione alla missione Nato in Libia e un sostegno così militante all’opposizione siriana da porre il Qatar in cima alla lista nera dei Paesi che Assad accusa di fomentare la guerra civile. L’emirato (grande quanto l’Abruzzo) compreso tra Arabia Saudita e Iran, in cui convivono una mega base aerea americana, l’ufficio dei talebani e di Hamas, la Georgetown University e perfino un’agenzia commerciale israeliana, professa e diffonde un rigido islam wahabita. C’è il Corano nel motore del «soft power» qatariota, come temono i liberal locali? O la mano di Washington denunciata dagli imam? La storia in diretta va in onda, naturalmente su al Jazeera.

Advertisements

16 thoughts on “Nostra signora del Qatar

  1. [OT Aerei] Francia: si schianta e prende fuoco Jet privato – Tre morti, tutti americani

    …Fonti vicine all’inchiesta hanno indicato che il jet, un Gulfsteam IV (e non un Mystere-Falcon 20), era decollato da Nizza per raggiungere Le Castellet, dove si è schiantato al momento dell’atterraggio. Il veivolo si è spaccato in due nell’urto. Una parte è finita in un lago in fondo alla pista, l’altra ha preso fuoco…

    MORE: http://bit.ly/N63WeF

    1. a che servono i guadagni derivanti dalla vendita del petrolio? A soddisfare qualche capriccetto della consorte.. fra l’altro!

      1. per sollevarci di morale pensa che quel riccone è brutto e ciccio e che di mogli ne ha tre…non lo invidio per niente ;)))
        (però…a parte gli scherzi i soldi gli servono per ben altro, sta comprando il mondo)

        1. 3 mogli??? Non saranno mica tutte di pregevole fattura come quella lì! Proprio vero che chi ha i soldi non rimane single!
          Si, gioca un pò sporco il tipo! Un pò tanto!

  2. dai, poverina lei, ha dovuto comunque sfornare sette marmocchi per lo sceicco…meritera’ un risarcimento :D

  3. Giusto per ricordare ai non sportivi: il Paris Saint Germain di proprietà dell’emiro è quella società che ha dato una paccata di milioni, per dirla alla Fornero, al Milan per Thiago Silva e Ibra.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s