Quella povera donna di Erice

I giornali cominciano a parlarne perchè a questo punto non si capisce chi è stato. Ma la morte della povera Maria è stata atroce. Non bella, al marito aveva dato tutta la sua vita: tre figli adolescenti, nati uno dopo l’altro. E adesso stava per dargli il quarto, mancavano poche settimane al parto. Aveva trentanove anni, come gli altri protagonisti della tragedia. Salvatore, operaio, aveva talmente poco rispetto di questa donna che le aveva imposto di tenere in casa anche l’amante, Giovanna. Un giorno sale in auto con le due donne, carica un piccone e una tanica di benzina. Vanno nelle campagne di Trapani, dalle parti di Erice. Maria ha difficoltà di movimento con quel pancione di nove mesi, viene massacrata con almeno otto colpi di piccone in testa, poi cosparsa di benzina e bruciata. C’è anche il terribile sospetto che fosse ancora viva quando le fiamme l’hanno avvolta uccidendo lei e il bambino che aveva in grembo. Adesso i due amanti si accusano a vicenda. Lui: è stata lei. Lei: è stato lui. Sicuramente stavano insieme. Adesso tutti s’incuriosiscono per il giallo: arrivano i titoloni. Io invece provo solo una gran pena per quella madre. 

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26 thoughts on “Quella povera donna di Erice

  1. Condivido. Qui. Ora. Io stesso sono venuto a conoscenza della vicenda solo perché la notizia dello scaricabarile è stata ribattuta da vari media. Mentre il dramma vero è che sono sempre le donne a soccombere a mariti padroni orchi.

      1. Vero. Questa storia è figlia di un degrado culturale e umano che non riconosce il rispetto della persona. Il sesso dei protagonisti c’entra poco o punto.

  2. Sono d’accordo: non è importante chi dei due sia stato o se tutti e due assieme (assai probabile), la pena infinita che si prova per quella povera madre e la creatura che portava in grembo ci fa rimanere senza parole.

  3. E’ stato lui, lei o insieme poco importa, che la morte di Maria possa salvare le vite degli altri 3 figli adolescenti dalla presenza di un padre violento che mi auguro permanga almeno 20 anni in carcere…Maria subiva da sempre e non lo ha mai denunciato, un amore malato finito in tragedia…

  4. Solo due assassini incalliti, potevano essere così crudeli. Non hanno avuto un tentennamento, un filo di pietà neppure per la tua creatura.
    Per te povera donna, povera Maria povera creatura tanta pace.
    Non si può credere a certe storie assurde.
    Maria la tua creatura è venuta con te. I vostri aguzzini patiranno tutta la vita il male che vi hanno fatto.
    :(

  5. La tristezza aumenta nel leggere ” non bella”… Mi verrebbe da chiedere che cz c’entra? Poi il paragone con l’altra: sarebbe lei la bella? La bellezza salverà il mondo o lo manderà al macero? La bruttezza e’ negli occhi di chi guarda visto che, sicuramente, era bellissima quella donna che, chissà per quali motivi continuava a fare figli con il suo assassino ed accettava il confronto con l’altra. La bella?

    1. Era provocatorio, rispetto ai giornali che all’inizio hanno completamente trascurato un delitto così crudele. Fosse stata una vamp i siti si sarebbero riempiti di foto.

  6. Mi sembrano semplicemente due elementi descrittivi entrambi, si tratti della povera donna in argomento o di un’ipotetica “vamp”, come di una nazionalità piuttosto che di un luogo di residenza. Assolutamente irrilevanti per chiunque, oppure dipende da chi legge dovrei dire, e da quali significati vi proietta sopra.

    Tranne un dettaglio (ci tengo a dare il giusto senso alle cose senza che vengano ‘deviate’ da ossessive ideologie politiche): “la bellezza”, quando è tale, non soltanto non manda al macero proprio nessuno – è una certezza – ma finora ci ha sempre e soltanto rimesso, in un mondo di squali spesso ad essa allergico.
    (un’altra e molto triste… certezza).

    – non commento per il resto, mi associo a Franca, che con l’occasione saluto: bentornata! Mi sei mancata.

    1. P.s. poi in un mondo idiota e “d’immagine” ci sta anche l’ironia di Irisilvi, compresa benissimo per carità. Ma su certi temi preferisco la chiarezza… – fermo restando che stiamo dicendo più o meno la stessa cosa.

  7. A cosa è servito questo orrore? A niente. Tutto qui era l’ amore tra i due amanti? Per finire ad accusarsi a vicenda? Nel circo degli orrori di questa vicenda va considerato anche questo fatto. Non è servito a niente.
    Una famiglia distrutta, non c’ è più la madre di un bimbo mai nato, e di tre senza più affetti. Tutto per due che ora, spenti i riflettori sulle loro pulsioni, e accese quelle delle responsabilità, si accusano tra loro.
    Il baratro dell’ essere umano questi due lo hanno toccato e lo useranno per il resto dei loro giorni come materasso.
    Poveri ragazzini…quale insegnamento trarranno da tutto questo…quale?

    1. Forse è una strategia difensiva accusarsi l’un con l’altro. Ma non sanno che saranno condannati entrambi perchè entrambi stavano sul luogo del delitto. Penso a quei tre ragazzini: il più grande ha 17 anni. Senza più famiglia.

  8. c’era un bimbo che gia’ sentiva e pensava…chissa’ se avra’ sentito gridare la madre o avra’ provato dolore… Spero che il corpo della madre lo abbia protetto… Ho scritto queste cose con grande sforzo, forse sperando che scrivendole non mi martellino piu’ nella mente…

  9. Il dolore più grande per i figli che restano. Un padre assassino una madre uccisa e un fratello mai visto. Speriamo che qualche angelo terreno aiuti a crescere nell’amore i figli che restano sulla terra insanguinata.

    1. Al termine delle indagini della squadra mobile è stato chiarito che però dietro la vicenda non c’è una violenza sessuale come ipotizzato. Si è trattato invece, secondo gli investigatori di un rapporto sessuale consenziente durante il quale la ragazza sarebbe stata colta da un’emorragia talmente violenta da far pensare ad uno stupro. Erano da poco passate le 5,30 del mattino. Con la giovane si trovava un barista tunisino di circa trent’anni successivamente identificato e ascoltato a lungo dalla polizia. Non si esclude che quest’ultimo abbia anche cercato di soccorrere la 22enne che, sotto choc e terrorizzata dalla grande quantità di sangue perso, si è allontana nelle vie attorno alla stazione Termini fino a raggiungere a piedi il mercato di via Milazzo, dove poi è stata soccorsa.

      1. ciao P lo so hai ragione ma c’è stato un cambio di scena D’altronde si sono affrettati ha comunicare una notizia di una persona ancora in stato di choc

  10. non ho parole. Anzi le avrei, ma è meglio se sto zitto. Certi esseri viventi, perchè chiamarli uomini o donne è troppo, mi fanno schifo e rabbia! Ed è dura, davanti a casi simili, mantenere fede ai propri valori

  11. Si aggrava la posizione dei due indagati nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio della mamma di Trapani, Maria Anastasi, il marito, Salvatore Savalli, e la sua amante, Giovanna Purpura. Il gip, su richiesta della Procura trapanese, ha notificato ai due indiziati, che già si trovano in carcere, una nuova ordinanza di custodia cautelare: sono accusati anche, in concorso, di aver cagionato la morte del feto in prossimità del parto. «La nuova contestazione», ha spiegato il procuratore capo di Trapani, Marcello Viola, è regolamentata dall’articolo 18 della legge sull’aborto, (194 del 78)».

  12. Non bisogna andare troppo lontano per trovare i mostri. Ci sono anche da noi, nella cosidetta “culla della civiltà”.

    Nuove analisi eseguite dai carabinieri del Ris di Messina incastrano Salvatore Savalli, 39 anni, il marito di Maria Anastasi, la casalinga 39enne di Trapani uccisa al nono mese di gravidanza a colpi di piccone e poi carbonizzata, mentre scagionano l’amante dell’uomo, Giovanna Purpura. I due amanti sono in carcere con l’accusa di concorso in omicidio premeditato con l’aggravante della crudeltà.

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