La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Uno stupido che gira armato. Per non parlare di due teppisti in divisa

Mi sono già occupato, in acid camera, degli insulti alla madre di Federico Aldrovandi da parte di uno dei quattro poliziotti condannati per il suo omicidio. Già: condannati dalla Cassazione, dunque in via definitiva. La questione è fondamentale e chi in giacca blù continua a parlare di processo mediatico sta quantomeno in errore: lo hanno deciso ben tre tribunali valutando testimonianze e analisi, stabilendo alla fine che il ragazzo è sicuramente morto per le botte, troppe botte a tal punto da condannare i poliziotti per omicidio colposo. Non è vero? Non hanno potuto dimostrare le loro ragioni? Ammesso e non concesso, quanti cittadini devono subire “verità” scritte nei verbali degli uomini in divisa? Processo mediatico? E che doveva fare la madre se non schierarsi dalla parte di un figlio che non c’è più? Una cosa è certa: proprio chi deve difendere la legalità non può permettersi di contestare un verdetto (anzi, tre). Questo è il primo punto. L’altro è la violenza verbale. E fa più male di quella fisica. Gli insulti del poliziotto condannato sono vergognosi. Per non parlare dei commenti fino a definire la vittima “cucciolo di maiale”.  Questo mi spaventa anche perchè non è la prima volta. Mi è capitato spesso di imbattermi in forum di poliziotti e ho trovato parole di una violenza inusitata specie da parte, appunto, di chi deve difenderci. Sono il primo a stare  dalla loro parte, li ho spesso difesi quando sono da difendere, capisco pure che chi lavora con il fango non può che infangarsi ma arrivare a deliri di arroganza è troppo. Il gruppo su Facebook è nato, scrivono, per difendere gli attacchi subiti durante il G8. Allora, a Genova c’ero e ho cercato di stare più possibile sopra le parti, anche perchè molti dei protagonisti, sono miei amici. Ma come si fa a non vergognarsi di certe azioni? Non tanto della Diaz, che in qualche modo, può configurarsi in un'”azione militare” sbagliata, ma nelle torture della Bolzaneto come la mettiamo? E’ assolutamente vero che non tutti i poliziotti sono colpevoli (menomale), ma è pure vero che non tutti sono innocenti. La realtà finale è una: i quattro poliziotti che hanno pestato Aldrovandi non solo non stanno in galera, ma sono ancora vergognosamente in attività di servizio. E che quel Forlani, vista la posizione, è uno stupido. E io ho paura degli stupidi che girano armati.

23 comments on “Uno stupido che gira armato. Per non parlare di due teppisti in divisa

  1. Pingback: Uno dei poliziotti condannati (in Cassazione) insulta la madre di Federico Aldrovandi « Acid Camera

  2. Antonio Gallia
    28 June 2012

    condivido.

  3. marisamoles
    28 June 2012

    A detta di un mio lettore, « la frase del “maiale” non è stata postata da Paolo Forlani (il poliziotto condannato), ma da un altro partecipante al gruppo di PRIMA DIFESA DUE. Nessuno del gruppo comunque ha espresso riprovazione o critica verso quell’espressione così violenta e irrispettosa.»

    Sia come sia, sono d’accordo con te.
    Due recenti fatti di cronaca mi hanno fatto restare a bocca aperta: Ruba sei pizze, condannato a due anni, senza la sospensione della pena, è già in carcere, e Incendia ombrelloni all’osteria, condannato a un anno di reclusione ed è già in carcere.

    Ma che giustizia è mai questa? Senza contare gli assassini al volante che, prima di finire in carcere, hai voglia!

  4. Padre Brown
    28 June 2012

    quello che non capiscono i poliziotti onesti è che sono loro che dovrebbero togliere la divisa a quei quattro. Proprio per non infangare la propria….

    • Antonio Gallia
      28 June 2012

      già, è esattamente questo il punto. il problema è che la giustizia ci mette un sacco di tempo per manifestarsi. A volte.

  5. GiorgiusGam
    28 June 2012

    Insulti alla famiglia Aldrovandi, la replica della Vezzali: “Indignata che sia stato fatto il mio nome”

    …“Mi si chiede se mi dissocio. Io faccio di piu’: mi indigno! Che il mio nome sia stato tirato in ballo cosi’, mi amareggia profondamente – dice la Vezzali – Alla madre di Federico, la cui sofferenza non mi permetto neppure di immaginare, posso portare solo il mio abbraccio, assieme a tutto il mio affetto ed al rispetto dovuto al suo dolore”. Relativamente all’iscrizione al gruppo Facebook “Prima Difesa”, Valentina Vezzali tiene a precisare che, ad oggi, non esiste, sui social network, alcun profilo gestito direttamente da lei ne’ tantomeno ufficiale. “Non ho molto tempo a disposizione per navigare sul web e dunque, purtroppo, non posso partecipare attivamente alla vita dei social network. Mi rammarico profondamente per tutta la vicenda, pur essendo incolpevole”…

    MORE: http://bit.ly/Lwg5TA

  6. pinoscaccia
    28 June 2012

    Sono assolutamente d’accordo con questi due ultimi commenti.
    (Marisa, è stato un altro infatti: c’è nome e cognome nei link in acid camera, ma le offese di Forlani sono le peggiori visto che è stato fra i protagonisti del pestaggio).

  7. sissi
    28 June 2012

    Guardate che non è la “giustizia” il punto nodale, ma la ‘cultura’ della violenza… Poi, sulla giustizia, il discorso sarebbe lungo – sulle leggi (non) uguali per tutti – ma intanto è sempre un discorso conseguenziale, ‘effetto’ e non ‘causa’.

    Pertanto i commenti li trovo abbastanza ingenui: ma cosa vi aspettate da un Mondo intero BASATO sulla violenza??? Che la riconoscano come tale? Ma questo non avverrà mai!

    E soprattutto questo è il risultato di:
    – “che (tizio) marcisca in galera e buttino via la chiaveee!!!”
    – “la pena di morteeeeee!!!!”
    – “appena ti becco te la faccio pagare!!!!”
    -” se mi fai un torto divento una bestiaaa!!!”
    E così via. Una volta di qua, una volta di là.
    Dalla violenza cieca alle sopraffazioni sul più debole, di qualsiasi tipo, comprese quelle economiche-tributarie, è TUTTO un mondo proprio di per sè improntato…sulla violenza.

    “Arriverà un momento in cui non sarà più possibile parlare di ‘civiltà'” – diceva proprio così, Steiner (e come non credergli).

  8. luciogialloreti
    28 June 2012

    Sono allibito, ma se condannati in via definitiva dopo i tre gradi di giudizio , come è possibile che siano a piede libero ed in servizio addirittura…!!! In verità non ho seguito la vicenda giudiziaria…ma è assurdo!!

  9. pinoscaccia
    29 June 2012

    Chiede scusa per le sue esternazioni contro la madre di Federico Aldrovandi. Paolo Forlani, uno dei quattro poliziotti condannati per l’uccisione del ventenne, nei giorni scorsi aveva postato su Facebook dei commenti insultanti contro la madre del ragazzo successivamente alla condanna definitiva della Cassazione. «Voglio chiedere perdono per quel mio contegno estemporaneo ed assurdo – dice Forlani in una dichiarazione all’ANSA – alle persone che ho citato nei miei messaggi; non è per le conseguenze che potrà portare questo mio atteggiamento che chiedo scusa, ma per la reale presa di coscienza dell’errore commesso qualche giorno fa, unito all’esigenza di riprendere quel contegno silenzioso e rispettoso che ho mantenuto sempre, dal settembre 2005 sino a questi giorni». segue

    Mah, non mi sembra convincente nè convinto. Chiede scusa ma non cita mai la madre di Aldrovandi. Mi pare tanto una lettera scritta da un avvocato. Che forse gli ha fatto capire la scemenza che ha fatto (dopo quella di sette anni fa).

  10. pinoscaccia
    29 June 2012

    Non c’è pace per la polizia. Sull’omicidio di Aldrovandi si è tanto discusso, ma quest’episodio è vergognoso e senza scuse. Due ragazzini che con la divisa si sentono dei padreterni. Violenti e feroci anche con un vecchio ubriaco. Poi l’hanno addirittura denunciato, forti (credevano) della propria posizione. Allora mi chiedo: e se non ci fosse stata quella telecamera? E’ possibile che la parola di un poliziotto valga sempre più di quella di un cittadino? C’è qualcosa che non va. Il questore di Milano ha già detto che un poliziotto che sbaglia deve essere punito due volte (vale anche per gli altri), ma oltre alla galera è chiaro che devono essere espulsi. Disonorano tutti gli altri ottimi agenti che ci difendono. Non meritano di rappresentare il Paese, mentre meritano – senza divisa – magari di incontrare qualcuno più forte che li pesti come hanno fatto loro con un poveraccio.

    Due agenti della questura di Milano sono stati arrestati per aver selvaggiamente pestato un 63enne a pugni e calci in faccia – l’uomo ha riportato lesioni permanenti, «un impressionante numero di fratture». Il gip Alessandra Clemente ha emesso a loro carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta del pm Tiziana Siciliano. I due agenti, Davide Sunseri e Federico Spallino, entrambi 24enni originari della Sicilia, al momento del fatto non erano in servizio e vestivano in borghese. Sono stati sospesi dal servizio e trasferiti in carcere. L’uomo ha riportato fratture al volto con una prognosi di 40 giorni; resterà sfigurato. I due agenti, oltre che di lesioni gravissime, sono accusati anche di falso ideologico e calunnia perché, dopo il pestaggio dell’uomo, hanno stilato una relazione dei fatti totalmente smentita dalle immagini riprese da una telecamera. segue

    • marisamoles
      29 June 2012

      Un po’ fessacchiotti, a quanto pare. Ormai dappertutto ci sono le telecamere. Almeno potevano darsi un’occhiata intorno …

  11. Mouse On Mars
    30 June 2012

    Io lo dico da sempre che nelle forze dell’ordine c’è il marcio. E non sono casi isolati. Li addestrano proprio così, come i cani da combattimento. Il lavaggio del cervello prevede anche “nozioni” ideologiche anticomuniste e razziste. Una pericolosissima falange pronta ad essere scagliata contro il popolo che si volesse ribellare o semplicemente protestare nei confronti di questo regime partitocratico. Basta solo ricordare quello che è successo al G8 di Genova. L’odio per questi poliziotti non cesserà mai di esistere dentro di me…..

    • pinoscaccia
      30 June 2012

      E io ripeto da sempre che non bisogna generalizzare. Sono il primo a denunciare le malefatte, quando ci sono, ma l’odio porta solo odio.

  12. Mouse On Mars
    30 June 2012

    @ Pino
    Io penso che i casi di questo genere siano ormai troppi. Mettendo da parte le mie considerazioni personali , analizzando semplicemente i fatti , è chiaro che qualcosa all’interno delle forze dell’ordine non funziona. E la cosa è di una gravità estrema. Io non li considererei più dei casi isolati. Forse dietro c’è proprio la volontà e la “premeditazione” nel formare gli agenti in questo modo. Mi chiedo quale sia la differenza tra questi due sbirri 24 enni rispetto a due ipotetici teppisti 24 enni di periferia che si divertono a spaccare la faccia al primo che gli da la più stupida motivazione per farlo ?
    Posso capire lo schiaffo , la reazione nervosa. Ma arrivare a sfigurare una persona è sintomo di qualcosa che non va nelle loro teste e nelle teste di chi da gli ordini.

    • pinoscaccia
      30 June 2012

      Forse sarebbe più semplice, invece di gridare al “complotto”, riflettere su chi si arruola. Li ho definiti criminali. Evidentemente lo erano già prima. Con la divisa si sentono invincibili ed è pure peggio. Che c’entrano gli ordini? Posso capire in una manifestazione, ma questi due stavano facendo gli scemi per strada, fuori servizio.

  13. pinoscaccia
    30 June 2012

    Parole in giacca blù link

    Solo una domanda: se non ci fosse stata la telecamera (cioè se non fossero stati così stupidi da farsi riprendere) quale sarebbe stata la “verità”?

  14. pinoscaccia
    3 July 2012

    Il video che incastra gli agenti di Milano.

  15. pinoscaccia
    7 July 2012

    Il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha scritto una lettera a Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi. A confermare il fatto la madre, che ha commentato: “Un passo in avanti positivo nella direzione di raggiungere l’obbiettivo finale, la destituzione dei 4 poliziotti che hanno ucciso mio figlio e l’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano”. Si tratta di “una lettera privata, scritta a mano e rivolta sia a me sia alla mia famiglia”. “Manganelli, questo ci tengo a dirlo, ora dice che è arrivato il momento delle scuse. Dà anche la disponibilità ad incontrarmi, così come so che ha fatto il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri. Sarei felicissima di parlare con entrambi, meglio ancora se insieme. Il vero cambiamento, quello che adesso comincia a percepirsi, però va oltre le parole. E’ nei fatti” ha aggiunto Moretti. Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, che ha detto di essere a conoscenza della missiva, ha aggiunto: “Nei prossimi giorni chiederò di poterla incontrare. Voglio farle sapere che noi siamo con lei. Voglio spiegarle che la Polizia è un’altra cosa”. segue

  16. pinoscaccia
    7 July 2012

    La lettera di Manganelli

    • sissi
      8 July 2012

      Spero che non sia qualcosa di “ufficiale”…ma vero.
      Personalmente ricordo un certo “Drago”, mi pare si chiamasse, che aveva scritto al Corriere della Sera, un poliziotto che in fase di scontri a roma ha detto a un ragazzino: ma non capisci che se ti prendo ti rovino la vita per sempre?”
      e ironicamente chiedeva come dovesse chiamare i suo colleghi per non essere classificato: compagni, camerati?
      E doveva anche subire gli insulti di genitori piccolo borghesi… a difesa invece dei loro bambocci mezzi criminali.
      Questo è il poliziotto che piace a me: protettivo..oltre che, in casi estremi, repressivo.
      E altri…incontrati in fase di multe, ma Belli, davvero belli (dentro, logicamente).
      Un abbraccio a quella dolce povera Mamma…un pensiero, come tutti gli italiani, con tutto il cuore.

  17. pinoscaccia
    11 July 2012

    Un’altra condanna di poliziotti, questa volta per i depistaggi, nella vicenda della morte di Federico Aldrovandi, 18 anni, ucciso durante un intervento di polizia il 25 settembre 2005 a Ferrara. Dopo che un paio di settimane fa era passata in giudicato la condanna di quattro agenti per la morte di Federico, oggi la Corte di Appello di Bologna ha confermato le condanne nel processo «Aldrovandi bis», sui presunti depistaggi nelle indagini e che vedeva imputati i poliziotti Marcello Bulgarelli, addetto alla centrale operativa 113, la mattina quando morì il ragazzo, e Marco Pirani, ispettore di polizia giudiziaria in servizio alla procura di Ferrara, durante le indagini tra 2005 e 2006. segue

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This entry was posted on 28 June 2012 by in malapolizia.

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