La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Urne bollenti. In Grecia è in testa il partito pro euro, in Francia vincono i socialisti

Domenica torrida non solo sul piano metereologico. Si vota oggi in tre punti caldi del pianeta, due in questa Europa sempre più oggetto misterioso. Vediamo.

Seconda giornata di ballottaggio oggi in Egitto per le elezioni presidenziali. Più di 50 milioni di elettori sono chiamati a scegliere tra Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli musulmani, vincitori alle politiche, e Ahmed Shafiq, l’ultimo primo ministro dell’ex rais Honsi Mubarak ed ex generale dell’aviazione, sostenuto dai militari al potere. link

La Grecia torna al voto in una delle elezioni più attese a livello mondiale, con i cittadini chiamati a scegliere tra “il rispetto degli impegni”  o la rinegoziazione dei termini del prestito di salvataggio che ha comportato l’imposizione di severe misure d’austerità. Gli aventi diritto sono quasi 10 milioni, su una popolazione di circa 11 milioni.   link

Secondo turno delle elezioni politiche in Francia. Gli elettori devono scegliere 541 deputati. Al primo turno  ne sono stati eletti solo 36. I socialisti del neo-presidente Francois Hollande sono favoriti e l’elezione dovrebbe fornire al capo dello stato una solida maggioranza.   link

82 comments on “Urne bollenti. In Grecia è in testa il partito pro euro, in Francia vincono i socialisti

  1. irisilvi
    17 June 2012

    Sto delirando o mi sembra che, per ora, il mondo sia fermo, sospeso? Tutto l’universo compresso in questa vecchia, malandata Europa. Sono io che soffro di miopia rispetto alle “altre” notizie, oppure funziona veramente in questa maniera? Chi muove i fili è concentrato in questa zona del mondo, la guerra è da queste parti…

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      La guerra secondo me è dappertutto. La cosidetta primavera araba è più vicina a noi di quanto sembra, in realtà non ci sono più confini. Abbiamo parlato di Europa e America. Ma personalmente ho sempre un occhio dietro all’emiro del Qatar che potrebbe sconvolgere tutti i meccanismi.

  2. sissi
    17 June 2012

    Pure per me qualcuno si sta un po’ troppo concentrando sull’Europa… poi non so nulla di emiri ma prima ancora del drammatico scontro all’orizzonte di oriente-occidente intravedo un conflitto tutto europeo se continua così.

  3. Mouse On Mars
    17 June 2012

    Ormai le elezioni nei singoli stati contano veramente poco. Quando l’emiro del Qatar , il finanziatore principale di Al Jazeera , viene a Roma per investire pesantemente sulla Capitale, e il Sindaco di destra lo accoglie azzerbinato, c’è poco da dire. Difronte ai soldi tutti perdono la propria dignità. Sempre che ne abbiano mai avuta una.

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      Fosse solo Roma, si sta comprando tutta la Sardegna. Per non parlare della Francia, ormai mezza sua (con Sarkozy strisciante): chi ti credi che ci sia dietro l’offerta di 20 milioni di euro del Paris Saint Germain al Milan? Ma non è certo questo il problema: finchè porta soldi… Il fatto è che finanzia tutte le rivoluzioni: c’è lui dietro la Libia e c’è lui dietro la Siria. Questo preoccupa, insieme al progetto di diventare il nuovo leader del Grande Islam. Allarga gli orizzonti.

  4. irisilvi
    17 June 2012

    Il Qatar è l’unica nazione, tutta grigia, che accoglie l’ambasciata talebana afghana nel proprio suolo….

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      Esatto.
      Ho scritto qualcosa a suo tempo sul’emiro ciccione e straricco da far schifo. LINK
      Nel frattempo si è infilato pesantemente anche in Siria, facendo litigare (pericolosissimo!) Russia e Cina con il resto del mondo e si sta comprando, come dicevo, tutta la Sardegna scalzando l’Aga Khan. E tutti fanno gli zerbini.
      Un’altra curiosità: in Francia si è comprato anche il castello della madre di Carlà, giusto per fare un piacere, oltre che quadri da decine di milioni di euro.
      Altro che Ajmanejad: è lui adesso il diavolo.
      E Francesco sta a guardare le due lirette che forse ha portato a Roma solo perchè ce l’ha con Alemanno.

      • sissi
        17 June 2012

        Pino, proprio tutti….diceva, azzerbinati davanti ai soldi, compresi perbenisti e “benpensanti” :))))

  5. Mouse On Mars
    17 June 2012

    Si, qualcosa sapevo. Certo portano soldi ma sai meglio di me che questi in cambio vogliono sovranità. Alla fine dei conti , dopo che i bombardamenti dello spread saranno finiti , indipendentemente dal fatto che l’Euro esisterà ancora o meno , le ricchezze dei paesi più deboli saranno svendute. In sostanza è questo l’obiettivo degli speculatori : impadronirsi degli Stati. Nel caso specifico la finanza ha il volto dell’emiro del Qatar , ma al suo posto ci potrebbe essere benissimo il magnate russo piuttosto che quello americano e perché no, anche qualche connazionale. La ricchezza di certi personaggi ha raggiunto livelli veramente assurdi. Ormai si possono permettere di comprare intere nazioni. Ed è inaccettabile se pensiamo solo al fatto che c’è chi vive con 500 euro di pensione al mese. Per non parlare dell’Africa.
    Comunque, nonostante le apparenze, io sono molto più nazionalista di tanti altri che si dicono patrioti convinti. Vedi, se solo penso che gli americani si stanno comprando i vigneti della toscana mi viene l’orticaria.
    E’ questo il pericolo che corriamo. Vivere in uno stato che non ci appartiene. Bruttissima situazione. Ed è proprio per questo che ammiro i tedeschi. Loro non si venderanno mai. Piuttosto acquistano :))

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      I tedeschi che tanto ammiri intanto sono antipatici, guardano alla tecnologia (dove sono maestri) ma le arti (che come dice Sissi sono bellezza) le considerano quasi un fastidio. Comunque ne hanno un’altra di qualità: guai a chi parla male della Germania. Si comincia da questo per difendere le proprie cose.
      Gli americani comprano la Toscana? E i cinesi comprano New York: è il mercato, bellezza.
      Comunque, credo che sull’emiro del Qatar ancora non ti è ben chiara la situazione. Non è solo uno che ha i soldi (e la Francia, ripeto, se l’è già quasi tutta comprata). Non è solo un magnate come tanti altri. Continui a citare ‘sto cazzo di spread e non ti rendi conto che il grande pericolo è un altro: questo ciccione vuole islamizzare il mondo, ospita già con tutti gli onori i talebani. Ha cominciato con il Maghreb ma è solo l’inizio.

    • sissi
      17 June 2012

      Non fa un plissè! Impadronirsi degli Stati, esattamente questo è ciò che vogliono, pochi e ricchissimi che si stanno spartendo il mondo…in realtà.
      Tranne che sulla Germania, qui non condivido perchè soprattutto esporta e non può continuare a farlo in un’Europa distrutta, e perchè mette in pratica un’idea di economia non troppo distante da quei mostri finanziari in quanto a mancanza di umanità.

      • pinoscaccia
        17 June 2012

        Se leggi il mio commento sopra forse è più chiara anche a te la situazione. Non c’è solo la ricchezza. C’è altro. E il mondo potrebbe completamente cambiare (forse è già cambiato).

  6. irisilvi
    17 June 2012

    … come dire meglio i tedeschi che gli americani…
    Comunque sti qatarini avranno pure tanti soldi, compreranno ,quasi, tutto ma per via di pagare!! Un mio carissimo amico, ingegnere telecomunicazioni, ha vinto un grossissimo appalto in Qatar, sono anni che ci lavora ma soldi ancora pochi, pochissimi… alla faccia di sti strozzini miliardari.

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      I ricchi sono così ;))) L’ho scritto, l’emiro mica è un filantropo: si fa gli affari suoi.

      • pinoscaccia
        17 June 2012

        Per il resto, è questione di gusti: personalmente preferisco gli americani. Almeno sono cazzari e non grigi come i tedeschi.
        Storicamente poi li abbiamo “provati” tutti e due. E sono stati proprio gli americani a liberarci dai tedeschi. Non dimentichiamolo. Mai.

        • aurelianoflavio2
          18 June 2012

          americani cazzari…. ah ah mi piace come definizione!
          Personalmente dopo aver letto “golpe inglese”, sto rivalutando gli americani! Pur essendo un Beatlesiano, James Bondiano di ferro, Ai beach boys, preferisco il rock psichedelico inglese!

  7. sissi
    17 June 2012

    Ma non credo che riusciranno a islamizzare il Mondo… ci teniamo di qua a libertà e democrazia.
    Comunque sai perchè c’è questo rischio? perchè anche la cultura è diventata merce.

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      Beata te che non ci credi. Hai mai sentito parlare dei fratelli musulmani? Hai mai visto le nostre città (europee) cambiare faccia? Ricordo a Londra un quartiere centrale: sembrava di stare a Islamabad. Gli americani fanno la guerra in Afghanistan ma fra i locali più frequentati di New York c’è il Kabul cafè… Certo che la cultura è merce, bravissima. Solo che loro lo hanno capito e noi no. La gran parte del mondo è poverissima e come fanno a islamizzare? Non portando bombe, ma soldi. Prima erano i sauditi, adesso c’è il Qatar ma dietro ci sono anche tutti gli Emirati dove noi andiamo in vacanza. Non è un’operazione difficile: a chi vive con un pugno di riso basta poco per stare con i conquistatori. Specie dietro l’alibi della religione.

      • sissi
        17 June 2012

        Pino, mi pare impossibile uniformare tutto il Mondo nella sua pluralità d’essere e con la nostra occidentalità conquistata in quanto a diritti e libertà. Ma non a caso, sempre, accennavo a quando è proprio il consenso popolare…a permettere l’affermarsi di dittatori. Non a caso parlo della libertà..come di linguaggio ancora sconosciuto, e quando penso a Tiziano Terzani che diceva che l’islam sarà il nuovo comunismo (e non capivo perchè, ma ora sì: è la mancanza di libertà, sempre, che li accomuna entrambi), i dubbi mi vengono eccome, dai fratelli musulmani a tutti i fenomeni delle masse – non ho mai creduto nelle qualità di massa, ma in quelle individuali e purtroppo di pochissimi (ancora) – San Suu Kyi ne è un esempio.

        Sulla mercificazione della cultura l’accezione era tutta al negativo però. Un conto è ‘comprare’ piuttosto che far guerre – ma anche qua si aprirebbe un capitolo: e che stanno facendo ora con noi i grandi poteri finanziari? addirittura le scommesse come alle corse dei cavalli. Un altro è mercificare sempre tutto, compresi i diritti umani: non c’è mai stato un incontro tra culture dei diversi paesi negli scambi commerciali e burocratici, ma nel frattempo sono riusciti ad arrivare al baratto… proprio segnale della mancanza totale della cultura stessa. Appunto.

        • pinoscaccia
          17 June 2012

          Forse non hai capito che probabilmente saremo noi a doverci uniformare.
          E’ quasi fisiologico. In virtù della crescita zero, tra non molto (nel 2022 hanno calcolato gli esperti) quelli che per ora sono i migranti costituiranno la maggioranza della forza lavoro in Europa. Insomma, noi saremo vecchi e saranno loro a prendere in mano il pallino. Con la loro cultura. Del resto, siamo già invasi. Ancora “comandiamo” noi, ma presto verranno giorni diversi. E noi che ci scanniamo.
          Vale il discorso fatto per la geologia: quante ere il mondo ha attraversato? Il pianeta è stato letteralmente dominato nelle varie epoche da egiziani, greci, turchi, fenici, romani. Poi dagli americani. Ma come ho ripetuto molte volte ora c’è il declino netto dell’impero occidentale. Bisogna farsene una ragione.

          • sissi
            17 June 2012

            Potremo diventare una minoranza allora… ma la cultura sicuramente è di per sè LIBERA, non si uniforma proprio a un bel niente.
            Per quanto cerchino di contrattare, ripeto, con affari in cambio dei diritti umani (e viceversa) come rivenditori ambulanti da quattro soldi.

          • pinoscaccia
            17 June 2012

            Non conosci la cultura islamica, evidentemente.

          • sissi
            17 June 2012

            No, sto dicendo che non la possono imporre….. non so più come dirlo.

          • pinoscaccia
            17 June 2012

            No? Guarda cosa succede in Nigeria. O anche in Egitto.

          • sissi
            17 June 2012

            Infatti, Pino.
            Chissà se si guardano loro prima di agire.
            Sarebbe uno scambio tra culture? stanno affermando forse la loro cultura?
            quella è GUERRA.
            E ognuno resta con le medesime e personalissime idee.
            Possono avvenire i genocidi, RIFIUTATI PERALTRO DA QUALSIASI CULTURA, ma non l’imposizione delle idee.
            Il pensiero è libero, se ne facessero una ragione.
            – e di vita in vita…. rinasce ogni volta anche :))))

          • sissi
            17 June 2012

            Laddove c’è vera cultura non c’è conflitto, mi dispiace…
            ..nè baratti commerciali.

  8. irisilvi
    17 June 2012

    L’arte e la cultura è sempre stata merce, di altissima qualità, ma essendo bellezza non riproducibile è sicuramente riconducibile a sensibilità dotte e al denaro. Questo non ha niente a che vedere con l’artista,è intrinsecamente proprio dell’Arte secondo me.

    • sissi
      17 June 2012

      Silvi non mi riferivo alle opere d’arte su commissione..o dei collezionisti. Ma alla mercificazione con cui si pensa di poter portare avanti sempre tutto nella vita, contrattando vite e diritti umani come collanine sulla spiaggia.

      Tanto per tornare all’Aga Khan, lo disse proprio lui in un’intervista al Corriere. “non c’è un conflitto di civiltà, bensì una grande dose d’ignoranza, di scarsa volontà di approfondire la reciproca conoscenza”.

      Allora la cultura e le origini delle civiltà sono una cosa, il baratto come merce di scambio è un’altra. Quando le papy-girl sono andate ospiti di gheddafi state tranquilli che non era un incontro tra culture….
      Ma sta a noi non farci comprare. Gli affari sono una cosa, tradizioni cultura e mentalità UN’ALTRA. E serve libertà e rispetto…qualità non vendibili nè acquistabili.

  9. Mouse On Mars
    17 June 2012

    Appunto , è il mercato che è governato dalla finanza e cioè da chi hai soldi. Il problema è che in questo mercato si comprano si vendono e si svendono anche gli Stati con il destino dei cittadini che li abitano.
    Riguardo all’emiro del Qatar non mi preoccuperei più di tanto. Se lo lasciano fare vuol dire che fa parte del sistema. Alla fine dei conti il Qatar è uno “stato” di 250.000 persone senza un esercito. Basterebbe una mezza bombetta per farlo “ragionare”.

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      Intanto vedo che su questi temi proprio non sei informato. Il Qatar un esercito ce l’ha. Ho visto con i miei occhi i suoi soldati combattere in Libia ed è noto che ha un esercito presente anche in Siria. Parli come gli americani, convinti che con le bombette si risolve tutto (infatti sono dieci anni che stanno morendo in Iraq e in Afghanistan, per non parlare del Vietnam). Dimentichi la forza distruttiva degli estremisti islamici. E in una guerra con i fanatici possiamo solo rimetterci: il mondo andrebbe a fuoco. Anche perchè loro ci credono. E non sono viziati dal benessere.
      Non ti è mai venuto il sospetto perchè evitiamo di andare in Siria? Perchè scatenerebbe anche la reazione dell’Iran e nessuno se la sente di andare incontro a un autentico disastro globale. Il Grande Islam è il vero grande pericolo del Terzo Millennio. Non solo la finanza.

      • Mouse On Mars
        17 June 2012

        @Pino

        Io non ho paura dell’islam. A me fanno paura i cristiani d’oltre oceano….. :)

        • pinoscaccia
          17 June 2012

          Insomma, le lobbies…

          • pinoscaccia
            17 June 2012

            Neanche a me fanno paura gli islamici. Mi fanno paura i talebani. E ci sono in tutte le religioni.

  10. Mouse On Mars
    17 June 2012

    Pare che in Grecia , stando ai primi exit poll , il partito conservatore sia in testa con il 29% nonostante i sondaggi davano in testa Syriza , partito di sinistra radicale ( cioè la vera sinistra ) che risulta essere il secondo partito con il 26%.
    In sostanza si continua con l’austerity. ( o i greci son scemi o c’è aria di brogli)…….
    Bene , allora possiamo stare ancora tranquilli per qualche mese aspettando che arrivi il nostro turno …
    Sembra il gioco dell’oca. Anzi il gioco dei PIGS :((

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      Preoccupante: parli già come un tedesco. Preoccupante per te, naturalmente.
      (e quanto ti piace chiamarli maiali…sempre delicato,eh?)

      • Mouse On Mars
        17 June 2012

        @Pino
        ya, pizza spaghetti e “mantolino” :)

        • pinoscaccia
          17 June 2012

          Vacci a vivere e poi guarda quanto ti diverti. Poi magari ti danno pure del pagliaccio.
          Il problema loro è proprio questo: che gli spaghetti sono buoni, mentre i crauti fanno schifo.

  11. irisilvi
    17 June 2012

    Si impone un sistema di vita e culturale,eccome se si impone! Attraverso i cosidetti “sistemi democratici” vedi pubblicità e affini oppure con la violenza come nei paesi islamici. In Afghanistan è accaduto così,hanno messo un pastrano nero in testa alle donne e un carcere azzurro addosso, abbattuto statue che erano destabilizzanti, vietato il volo di aquiloni….

    • sissi
      17 June 2012

      Silvi, quella è dittatura…

      oh ma ammappa quante cose si nascondono dietro la parola “cultura”! guerre per il petrolio, guerre per il nuovo assetto mondiale, religiosi barbari, affari commerciali… mo’ pure le dittature!? che mondo “acculturato”…
      ..sono troppo delicaato :))) (Gaber)

      • pinoscaccia
        17 June 2012

        Già,la cultura. Ma quante culture ci sono?

        • sissi
          17 June 2012

          Che vuol dire quante culture ci sono?
          quelle antiche quelle post-moderne, quelle occidentali quelle orientali… quelle di tutte le civiltà del mondo!
          nascenti e morenti o “superate” anche di 2000 anni… dopo Cristo, con ben scarsi risultati.
          Insomma ognuno la pensa come gli pare, e fa esattamente quel cavolo che gli pare, qualora non compie niente di illegale e nel pieno rispetto della libertà altrui.
          Questa è la mia, (molto semplice anche) firmato: sissi ;)))

          • pinoscaccia
            17 June 2012

            Ci sono culture molto diverse. Che spesso si scontrano.
            La cultura islamica è completamente diversa dalla nostra, per esempio. Qui le donne si battono per la parità, li sono rinchiuse dentro un sacco azzurro che le annulla come esseri umani.

          • sissi
            17 June 2012

            Quel che voglio dire è che loro saranno fermi a quel punto là, con le donne in burka e dentro un sacco azzurro: noi non abbiamo nessun diritto di ingerire presso di loro, come loro non hanno nessun diritto di venirci a dire come dobbiamo comportarci noi. Quindi nessuno scontro, proprio, tanto per cominciare eliminiamo proprio ogni principio di scontro…. che non sussiste.

            Inoltre quella, come tutte le dittature, non è definibile col termine di “cultura”, si escludono a vicenda, è un controsenso: o c’è cultura o c’è dittatura. Laddove c’è cultura c’è libertà, laddove c’è dittatura NON c’è libertà.
            Ora, se vogliamo parlare di “culture” e tradizioni, filosofie e credenze si apre quello che viene chiamato un DIALOGO… e si trovano pazientemente punti in comune e divergenze, facendo un passo “con” e verso l’altro piuttosto che “contro”, ma il tutto nel più completo RISPETTO del pensiero altrui e soprattutto nella più completa LIBERTA’ di pensarlo e di esprimerlo. E’ un lavoro certosino, ma fattibile non un’utopia, e che richiede una profondità interiore e una ricerca, che non vendere interessi egoistici spiccioli.
            Ci sono esempi anche nella Storia, non ci sono state solo guerre e rivoluzioni.

            Laddove invece questo non è possibile, in quanto appunto non c’è “cultura” ma prevaricazione, in quanto non c’è libertà ma dittatura e costrizione, non c’è rispetto ma violenza, chiaramente avverrà uno scontro: NON tra “culture” però, ma tra “fondamentalismi” e dittature.
            Se poi si va ancora oltre perchè interessano i giacimenti petroliferi piuttosto che speculazioni immobiliari in sardegna o a kathmandu, allora si parlerà di “guerra”…che non ha certo niente di culturale, e ancor meno la più vaga sembianza di uno “scontro tra culture”.

            Solo per esser chiari nei termini più che altro.
            Chiarito ciò, poi si può tranquillamente parlare di Allah, del Cristo, del Buddha, di Confucio, e pure di tutte le antiche divinità greche, finanche di Cleopatra che mi è pure simpatica.

          • sissi
            17 June 2012

            (che pure da noi, c’è sempre qualcuno che deve dire a un altro come deve vivere nella propria sfera privata, come deve comportarsi ecc., poi si litiga e li chiamano “conflitti culturali o caratteriali”: NO, sono conflitti di prepotenze!
            Perchè c’è evidentemente qualcuno che deve imporre a un altro qualcosa! E usiamo le parole esatte per piacere).

      • irisilvi
        17 June 2012

        Magari perlomeno lo sai… che è dittatura ;)

        • sissi
          17 June 2012

          Certo, si può aiutarli a rendersi coscienti e consapevoli. Ma andando incontro (e quindi rispettando) la loro natura, non imponendo con la forza una peraltro altrettanto incerta “civiltà”. Come loro chiaramente si predisporranno a fare altrettanto con noi. (ho un articolo con degli esempi ma rischio di andare fuori tema).
          Ma soprattutto…questo NON interessa.
          Si sa che alla maggior parte degli esseri umani interessa una cosa sola: prevaricare.
          E ancora non hanno capito che l’altro si sposta (poi dici quant’è lenta l’evoluzione…ma se ancora dopo millenni di guerre e distruzioni manco questo hanno capito – che se cerchi di prevaricare su un altro quell’altro SI SPOSTA, cioè non te lo permette – veramente: non ci resta che aspettare il giorno in gli scimpanzè prenderanno la parola…

  12. irisilvi
    17 June 2012

    Grecia, primi exit poll: testa a testa tra conservatori pro-euro e sinistra radicale

  13. sissi
    17 June 2012

    La Grecia mi fa una pena infinita… sanno che se escono dll’euro l’inflazione che stanno vivendo ora è nulla…rispetto a quella stellare che li aspetta, e in ogni caso con quell’austerity disumana che gli hanno imposto in realtà è già fallita.

    (chissà se qualcuno ci spiegherà il ben differente trattamento riservato alla Spagna…e la spiegazione pratica concreta di tanta propaganda di terrore sull’ipotesi che la Grecia esca dall’euro, da un lato, insieme all’affossamento totale… dall’altro. Contorti sti ragionieri eh).

  14. irisilvi
    17 June 2012

    Trovo questo profilo di Tsipras, il candidato anti memorandum della sinistra, preso dall’Ansa, molto realistico conoscendo il carattere dei greci e la Grecia.

    Alexis Tsipras

    ATENE – Nonostante in campagna elettorale si presenti come un uomo del popolo e un rappresentante della classe operaia, Alexis Tsipras, leader del partito Syriza (sinistra radicale) che è il principale avversario di Antonis Samaras (Nea Dimocratia, centro-destra), conosce meglio una vita fatta più di comfort e molto meno il duro lavoro in fabbrica. Per di più, i suoi critici lo accusano di non avere esperienza e di non possedere la minima idea di come si guidi un partito – figuriamoci un Paese in acque agitate come la Grecia – e poche idee a parte quella di volersi opporre alle misure di austerità chieste ad Atene dai creditori internazionali che stanno portando alla fame lavoratori e pensionati. Tsipras, ingegnere civile, 38 anni (é nato ad Atene il 28 luglio 1974, quattro giorni dopo la caduta del regime dei colonnelli), proviene da una famiglia della media borghesia e, mentre studiava, ha cominciato a fare politica nel movimento studentesco negli anni ’90, sino a diventare il leader della Gioventu’ comunista. Nel 2011 cercò di partecipare alle proteste anti-globalizzazione svoltesi a Genova contro il G8 ma venne bloccato dalla polizia italiana. E’ stato però nel 2006 che si è fatto notare sulla scena politica quando ha corso per la carica di sindaco di Atene, piazzandosi al terzo posto. Quattro anni fa gli venne offerta su un piatto d’oro la presidenza di Syriza (quando era ancora una Coalizione delle Sinistre, oggi è un partito) e da allora è riuscito a trasformare un oscuro gruppo in una delle due maggiori formazioni politiche del Paese, proiettandolo al secondo posto nelle elezioni del 6 maggio scorso in cui ha conquistato il 16,78% delle preferenze e 52 seggi in Parlamento.

    Nelle elezioni del 2009 aveva ottenuto il 4,60% dei voti e 13 deputati, ma il risultato uscito dalle urne il 6 maggio è andato ben oltre le previsioni che lo volevano assestato attorno al 9%. Una vittoria, a parere di molti, dovuta al voti di tantissimi greci arrabbiati ed esasperati dalle pesanti misure d’austerità imposte dal governo di Atene per ottenere gli aiuti economici della troika (Ue, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea). Troika che ora è in attesa di vedere – se domani Syriza vincerà le elezioni – cosa farà Tsipras, il quale ha più volte ripetuto in campagna elettorale di volere la permanenza della Grecia nell’Ue e nell’eurozona ma di voler pure annullare gli oneri derivanti dai due Memorandum e i tagli imposti dal governo su stipendi e pensioni. Un programma che certamente fa presa sulle masse – anche se negli ultimi giorni Tsipras ha abbassato i toni affermando di voler “rinegoziare” e non cestinare il Memorandum – ma che, secondo i critici, dimostra l’inesperienza politica del leader di Syriza in quanto è contraddittorio e irrealizzabile pena la sospensione degli aiuti della troika e l’uscita della Grecia dall’euro in direzione di un catastrofico ritorno alla dracma. Gli analisti comunque avvertono che Tsipras dovrà guardarsi dalla valanga di ex sindacalisti di stampo socialista, transfughi dal Pasok, che si stanno riversando in Syriza ed il cui unico intento è quello di bloccare le riforme e proteggere i propri interessi di casta.

    “Tutti coloro che vogliono che le cose restino come prima, stanno andando da Tsipras”, ha ammesso un ex funzionario del governo. Ma la gente che ora sta saltando sul treno di Syriza, dicono sempre gli osservatori, potrebbero facilmente rimanere delusi ed abbandonarlo se lui non farà ciò che loro chiedono. “Se Tsipras domani vince – prevede un analista – il suo mandato sarà quello di rinegoziare il Memorandum e di tenere la Grecia nell’euro. A quel punto capirà il problema e la sua immagine crollerà. L’opinione pubblica non ama Tsipras, è che odia gli altri”.

  15. pipistro
    17 June 2012

    “1 in 8 Arab respondents believe ‘we are all BORN EQUAL and nothing differentiates us from one another’.” (Un arabo su otto tra gli intervistati crede “che siamo tutti nati uguali e niente ci differenzia l’uno dall’altro”).

    E’ un sondaggio a cura dei Doha Debates, organizzazione della Qatar Foundation, che fa parte della ricca e patinata façade del piccolo stato sul Golfo Persico.

    Non stiamo parlando di dilettanti. basta darci un’occhiata. Tutto è assolutamente misurato, anche l’esposizione di un sondaggio che è stupefacente per la sensibilità di molti di noi. Questione di cultura, naturalmente.
    Ma il mondo islamico non si fa strada solo in stile talebano. Evidentemente il danaro in qualche posto porta a locali sardi per calciatori, cacciatori, cacciaballe e veline, in altri posti serve anche a costruire i prossimi sberleffi all’occidente.

    A fronte di un (presunto) blocco contendente, che dimostra anche di avvalersi di certa “qualità e cortesia” (oltre che di un mucchio di danaro), siamo ormai in grado di rispondere con quanto è diventato il rozzo sistema occidentale. Il sistema americano, per intenderci, e quello degli stati clienti e valletti.

    Dall’Iran, 74 milioni di giovani (il 70% ha meno di 30 anni), con cultura ai massimi livelli e preponderanza del sesso femminile, probabilmente comincia a guardare al nostro mondo come ai nuovi selvaggi. E da parte israelo-americana (le follie della storia) ne ha anche la prova.

    L’Unione Europea segue a ruota. Pur zeppi di prosopopea, facciamo comunque la parte del parente povero, visibilmente incapace di elaborare una volontà autonoma anche solo per gestire le sue (non imponenti) risorse.

  16. irisilvi
    17 June 2012

    Mi piacerebbe sapere se questo sentimento di lontananza dall’Europa, non antieuropeismo, la sento solo io. Sempre i politici si sono riempiti la bocca con l’unità d’Europa, però oltre la moneta unica con le problematiche che ora stiamo vivendo, altro non hanno fatto.Ognuno chiuso nella propria roccaforte formata da partiti, governi, intrallazzi, clientele localiste.Non è che in realtà siamo troppo diversi? Nemmeno la religione abbiamo che ci tenga troppo legati, frazionata pure quella. Ho sempre pensato che il parlamento europeo avesse la funzione di castrare le nostre eccellenze regionali, per far capire il potere reale dove stava veramente, e che i nostri politici approdati a Strasburgo trovassero una delocalizzazione dorata…. un esilio e un posto sicuro.Insomma nulla è stato fatto per ricondurre una politica europeista anzi si è sempre condotto un atteggiamento verso il regionalismo coatto, non come espressione delle particolarità che contengono culture che non devono essere perse, ma rivendicazioni ed estremismi settoriali.
    Vero che la moltitudine di linguaggi che contraddistingue il nostro continente non facilita, però non credo sia l’unico motivo.Forse adirittura è troppo tardi per un’inversione di rotta, se stiamo perdendo pezzi di storia, non solo dal punto di vista monetario, perdiamo certamente una delle piu’ grosse oppportunità: essere un unico popolo.

  17. irisilvi
    17 June 2012

    Il Massacro di Monaco avvenne durante le Olimpiadi estive del 1972, a Monaco di Baviera (Germania Ovest); un commando di terroristi dell’organizzazione palestinese Settembre Nero fece irruzione negli alloggi israeliani del villaggio olimpico, uccidendo subito due atleti che avevano tentato di opporre resistenza e prendendo in ostaggio altri nove membri della squadra olimpica di Israele. Alla fine un tentativo di liberazione compiuto dalla polizia tedesca portò alla morte di tutti gli atleti sequestrati, di cinque fedayyin e di un poliziotto tedesco

    Questo è il fatto. Quarantanni sono passati,ora un dossier di duemila pagine, tenuto segreto, parla di aiuti di neonazisti al massacro e che i contatti tra i terroristi e i neonazisti erano conosciuti dalle autorità.
    Non vorrei aggiungere che stiamo parlando sempre di tedeschi….

  18. pinoscaccia
    17 June 2012

    FRANCIA. Il partito socialista vince al secondo turno delle elezioni legislative ottenendo la maggioranza assoluta in Parlamento. Dunque il governo del presidente Francois Hollande dovrebbe poter fare a meno dell’appoggio della sinistra radicale, che ha posizioni su Europa ed economia troppo distanti dalle sue. Stando alle prime proiezioni i socialisti avrebbero ottenuto la maggioranza assoluta con 314 seggi. Esce invece sconfitta Ségolène Royal che non è riuscita a conquistare il seggio di Larochelle. L’ex compagna di Francois Hollande, che puntava a presidente l’Assemblea Nazionale, sarebbe stata sconfitta dal candidato socialista Olivier Falorni che avrebbe raccolto il 55% contro il 45% di Royal.

    Insomma, la serpe di casa Hollande c’è riuscita.

  19. pinoscaccia
    17 June 2012

    GRECIA. I conservatori pro-euro di Nuova democrazia passano in testa e avrebbero, in base alla prima proiezione sui dati reali il 29% dei consensi. Insieme ai socialisti della formazione Pasok, i conservatori avrebbero la maggioranza dei seggi in Parlamento e sarebbero dunque in grado di formare un governo. La proiezione sembra aver diradato la nebbia sul voto anche se l’incertezza resterà alta fino al completamento dello spoglio previsto a notte fonda.

  20. irisilvi
    17 June 2012

    E loro, i greci, continuano a dire che dopo la Spagna toccherà a noi la loro sorte. che tanto per fare un esempio significa andare in farmacia con la ricetta e pagare completamente i medicinali, nonostante il ticket… le farmacie non essendo state pagate dal ministero non accettano più i tickets

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      Saremo tutti sani come un pesce, allora! Vabbè, vedremo.

  21. lorena
    17 June 2012

    leggervi mi faccio una cultura politica , ma tanta paura , mi sento stringere lo stomaco un grazie a tutti

  22. irisilvi
    17 June 2012
  23. irisilvi
    17 June 2012

    Reblogged this on Nel mio cielo al crepuscolo and commented:
    I giochi ormai sono stabiliti, i partiti pro euro hanno vinto.Si salverà la Grecia? Ci salveremo noi? Forse, ma a quale costo ancora non lo sappiamo….

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      Conviene non farsi troppe domande. C’è solo da stringere i denti (per non dire altro)…

  24. Mouse On Mars
    17 June 2012

    Venerdì prossimo agli europei di calcio Germania – Grecia.
    I Greci vorranno consumare la loro vendetta :)
    In questo caso forza Grecia :-)

  25. Mouse On Mars
    17 June 2012

    A me piace il sistema politico e sociale tedesco. Ma il cuore rimane sempre nel mediterraneo. Come già sai sono di origini calabresi, di un paese a soli 5 km da Riace dove furono ritrovate le due famosissime statue greche ( i Bronzi di Riace appunto ). Quindi io penso di avere quasi certamente un po’ di sangue greco. :)

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      Sono stato a Riace. E ho visto i bronzi (a Reggio Calabria).
      Le tue origini sono eccellenti, evidentemente ti sei guastato fra i sabaudi…;)))

  26. irisilvi
    17 June 2012

    Neanche vi leggo… pure le credenziali di origine controllata. Dalle mie parti, che non sono eccellenti visto che sono molto vicine a quelle sabaude, si chiama docg e si da generalmente al vino.

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      Ma tu puoi stare tranquilla: hai il salvacondotto ;)))
      E poi le origini lasciano il tempo che trovano: sei molto meno sabauda di lui…

  27. Mouse On Mars
    17 June 2012

    ahahahaha !!! Effettivamente non è che i sabaudi siano proprio simpatici.
    Guarda per esempio la Fornero :((

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      Tipica signora sabauda (d’alta borghesia, per cui puzza sotto il naso triplicata). E continuano a metterli dentro e intorno al governo… Appunto siamo rovinati.

  28. irisilvi
    17 June 2012

    Si, ma prima sono passati tutti per Milano….

    • pinoscaccia
      17 June 2012

      Bella guerra… Anzi, guera, con una erre sola…

  29. pinoscaccia
    17 June 2012

    Per tornare a Germania-Grecia ho letto una battuta fulminante su Facebook. Sarebbe bello che finisse ai rigori. E naturalmente che vincesse la Grecia perchè chi di rigore ferisce….di rigore perisce ;)))

    • sissi
      17 June 2012

      ahah carina :))))

    • Mouse On Mars
      18 June 2012

      ahahahaha !!! Bella questa. :))

  30. aurelianoflavio2
    18 June 2012

    dall’emiro del Qatar, si è finiti a una ipotica (ma forse nemmeno tanto) Germania-Grecia!

  31. aurelianoflavio2
    18 June 2012

    Io ho paura per le derive fondamentaliste. Praticamente mezza Africa sub-sahariana è nelle mani di al-qaida, che trova terreno fertile, nelle sacche di estrema povertà, su cui si fonda il nostro benessere. E certo, se il governo israeliano, facesse passi concreti verso la risoluzione della questione israelo-palestinese, si avrebbe un pò di carburante in meno, nel serbatorio fondamentalista, E mi spaventa quello che succede in Siria. migliaia di persone massacrate e non si può fare niente, perchè sennò il regime degli Ayatollah e il ciccione con la moglie finta, si muovono,

    • aurelianoflavio2
      18 June 2012

      era Moro che parlava di opposti estremismi, che bloccavano l’Italia in una cappa di violenza? Bè, mi sa che gli opposti estremismi, proliferano nel mediterraneo

  32. pinoscaccia
    18 June 2012

    Toh, finalmente un no all’emiro del Qatar: il principe Carlo ha stoppato un progetto edilizio nel cuore di Chelsea, Londra. La conferma che poi gli inglesi sono i più civili di tutti. video

  33. irisilvi
    18 June 2012
  34. pinoscaccia
    19 June 2012

    In attesa dei risultati ufficiali che non si conosceranno prima di mercoledì o giovedì, Centinaia di manifestanti al grido di «abbasso il regime» «rivoluzione rivoluzione» si stanno fronteggiando davanti alla sede del Parlamento egiziano al Cairo con centinaia di poliziotto in assetto antisommossa, che presidiano la strada di accesso. Inoltre centinaia di persone stanno affluendo anche verso piazza Tahrir per protestare contro la dissoluzione del Parlamento e le modifiche introdotte dalla Giunta militare alla Costituzione transitoria e che riservano ai generali una serie di prerogative.

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