Il bombarolo e lo yacht. Una storia non finita, forse è solo l’esecutore: c’è un mandante?

Nei ritagli di tempo, dopo la strage, ha continuato a coltivare il suo hobby principale: la cura dello yacht da 50 piedi ormeggiato nella darsena di Porto Cesareo. A raccontarlo è un tappezziere di Copertino che fa molti lavori sulle barche della zona e che un anno fa aveva avuto come cliente anche Giovanni Vantaggiato.

Alcune intercettazioni hanno svelato che la moglie di Vantaggiato sapeva o aveva capito qualcosa, resta da accertare se lo abbia anche coperto aiutandolo a tentare di farla franca. In ogni caso gli inquirenti sono portati ad ipotizzare che ci siano dei complici.  Forse addirittura un mandante.

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26 thoughts on “Il bombarolo e lo yacht. Una storia non finita, forse è solo l’esecutore: c’è un mandante?

  1. Il presunto dinamitardo di Brindisi potrebbe avere dei complici, e forse anche un mandante. Li sta coprendo, per questo non vuole svelare le ragioni dell’attentato da lui stesso confessato. Nel provvedimento con cui l’ha spedito in galera, il procuratore di Lecce Cataldo Motta accusa: «Giovanni Vantaggiato ha ammesso la sua diretta partecipazione all’azione criminale, ma non ha voluto indicarne il movente, assumendo un atteggiamento ai limiti dell’offesa all’intelligenza di chi lo interrogava, tendente evidentemente ad occultare il concorso di altri, nonostante si sia lasciato sfuggire, nel corso dell’interrogatorio, l’uso del plurale con riferimento al trasporto e alla collocazione del bidone con l’ordigno esplosivo, dovendosi quindi ritenere il coinvolgimento di altri e potendosi altresì ipotizzare l’esistenza di un committente».
    (…)
    Quando gli investigatori sono andati a parlare con l’indiziato nel deposito carburanti dove lavorava, mercoledì mattina, hanno trovato solo la Hyundai Sonica BC629FK intestata alla figlia, la stessa immortalala dalle telecamere intorno alla scuola il giorno dell’attentato, alle 7.04 mentre arrivava e alle 7.44 mentre se ne andava. La Punto bianca ripresa all’1.40 della notte, invece, non c’era. I poliziotti gli hanno chiesto dove fosse, e Vantaggiato ha risposto che non ricordava nemmeno dove fosse parcheggiata, non la muoveva da tanto tempo. Subito dopo, però, ha afferrato il telefonino e ha chiamato la moglie: «Sparisci con la macchina», le ha detto a mezza bocca, intimandole di fare presto. Poi ha richiuso senza ascoltare la risposta della donna che provava a spiegargli che non poteva. L’uomo aveva già il telefono sotto controllo, la chiamata è stata intercettata ed è diventato un nuovo indizio a suo carico.

    Come la Punto trovata parcheggiata sotto casa. Aveva il faro anabbagliante anteriore sinistro rotto, il contrassegno dell’assicurazione sul parabrezza in alto a destra e un tappo per chiudere il buco di un’antenna, proprio come quella ripresa dalle telecamere intorno all’istituto tecnico «Morvillo Falcone» la notte prima dell’attentato. I sedili posteriori erano ancora abbassati, per fare spazio alle tre bombole trasportate sul luogo dove sono esplose, nascoste in un cassonetto davanti alla scuola. Due donne che subito dopo lo scoppio si sono affacciate alla finestra di casa e hanno visto «una persona che si allontanava di buon passo, evidentemente l’autore dell’esplosione», secondo i pubblici ministeri, l’hanno descritto con «caratteristiche fisiognomiche sostanzialmente corrispondenti a quelle di Giovanni Vantaggiato»; elemento che si aggiunge alle immagini riprese dalle telecamere del chiosco davanti alla scuola, la prima traccia di questa indagine. Gli ulteriori accertamenti svolti sul conto del sospettato hanno fatto ipotizzare una preparazione dell’agguato risalente ad almeno un paio di settimane prima. La mattina di sabato 5 maggio infatti, alle 7.22, la Hyundai Sonica è arrivata dalla strada proveniente da Lecce, mentre il telefonino del presunto stragista impegnava «una delle celle che copre l’area della scuola»: secondo gli inquirenti, «stante la coincidenza di luogo e orario» Vantaggiato era andato a fare un sopralluogo in vista dell’attentato avvenuto sabato 19 maggio, proprio lì e nello stesso spazio di tempo.

    La preparazione lunga e meticolosa potrebbe coincidere con l’ordine ricevuto da qualcuno ipotizzato dai magistrati, così come l’eventuale complicità di altri attentatori. Che si desume, oltre che dal plurale utilizzato nell’interrogatorio del sospettato quando raccontava i preparativi, dalle testimonianze di altre due donne che nella notte tra il 18 e il 19 maggio, «nell’orario in cui è stato collocato il bidone a ridosso del muro di cinta della scuola (con le bombole del gas), hanno osservato una persona che spingeva un bidone su ruote verso l’ingresso della scuola, e l’hanno descritta con caratteristiche somatiche diverse da quelle di Vantaggiato». L’indagine, insomma, non s’è chiusa con l’arresto di un reo confesso a metà, giacché tace sul movente. Che resta il mistero insoluto di una brutta storia di paura e di morte, con un presunto colpevole ma ancora senza senso. corriere.it

  2. Er bombarolo

    Aho! Più guardo sto grugno
    eppiù nun je dò credènza.
    No! nun je do nisuna credènza.
    Me sa che sotto sta pelle
    nisconne ‘n còre duro
    d’omo navigàto.
    Regà solo co la bottèga
    a venne onèstamente
    le bombole der gàsse
    mica ce se pole permette
    er lusso de ‘no yachte.
    Vabbè sicùro l’ha pijato
    da su’ avo morto
    ar tempo de li Messapi.
    Ma a chi la vole fa’ béve
    sta panzanerata assassina?
    Pemme nun è farina der sacco
    de ‘n’omo solo.

    franca bassi

    • Infatti la storia è sempre più strana e man mano vien fuori una disponibilità finanziaria rilevante… E c’è un solo un sistema, specie in quella zona, per manovrare tanti soldi… Aspetto di capirne di più ma l’ipotesi a questo punto potrebbe essere quella mia iniziale… E se anche gli inquirenti ipotizzano un mandante…

  3. Ot spaziale
    Monti nomina banchieri pure alla Rai
    Annamaria Tarantola presidente( mai sentita, forse la conosci tu Pino) e Luigi Gubitosi direttore generale.

  4. Capisco che questo non e’ il post giusto, magari ti viene voglia di farne uno più consono, ma ho l’impressione che questi abbiano solo letto giornali economici, altro che Rai .

    • Devo capirne di più, ma so che la Rai è cominciata a crollare con la stagione dei professori. Figuriamoci adesso con i banchieri. Da buoni ragionieri di lusso metteranno a posto i conti ma rovineranno definitivamente l’azienda. La televisione, se fatta bene, costa. E non produce scatolette di pomodoro.

        • ma che significa che “ha perso i poteri forti”, nessuno gli dà più retta? va bene va bene si sono presi pure la Rai…facciamoli giocare per qualche altro mese. Che altro potrebbero fare?

          (ah ho comprato la centrifuga per fare i succhi alla carota… aspetto l’F24… :-)
          ma le tasse saranno sulla centrifuga o sulle carote??

  5. Meno male per lui, che non lo hanno preso subito. Se questo succedeva con la tensione calda dei primi tre giorni, la folla inferocita sarebbe stata capace di mettere sotto assedio la Caserma.
    Ancora nessuna parola di pentimento. E questo è male grave.
    Male perché se è vero che ha una famiglia, questo robot, non si rende conto che la sua reticenza potrebbe ritorcersi, sempre dalla folla inferocita, contro i suoi familiari. Non capisce, come i serpenti sordi.

    • Infatti è crollato ed ha confessato quando il pm gli ha ricordato proprio dei nipotini… Ma nessuna parola non di pentimento, ma neppure di commozione. Glaciale, come un vero killer.

  6. Naturalmente è già nato su Facebook un gruppo dedicato, anzi inneggiante alla bestia di Brindisi (me l’ha segnalato Walter). I commenti sono folli, ma la follia vera è che hanno già aderito in 225. Non pubblico l’indirizzo per non rilanciare l’infamia ma – volendo – saprete trovarlo. E sputargli addosso.

  7. È stato sospeso per ragioni di opportunità dall’ufficio scolastico regionale della Puglia Angelo Rampino, preside della scuola Morvillo Falcone di Brindisi dove il 19 maggio scorso è stato compiuto l’attentato che ha ucciso Melissa Bassi e ferito altre 5 sue compagne di scuola. Il preside sarebbe dovuto rientrare oggi dalle ferie, che aveva preso subito dopo l’attentato, per presiedere alle attività di scrutinio.La sospensione che è un provvedimento cautelativo (e non disciplinare) è stata disposta in attesa che si concludano gli accertamenti amministrativi avviati nei confronti del preside per i contenuti di alcune interviste rilasciate nei giorni successivi all’attentato.

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