Brindisi: fermato un benzinaio leccese, avrebbe già confessato l’attentato

Avrebbe finalmente un volto il responsabile dell’attentato alla scuola di Brindisi. Dopo un lungo interrogatorio è stato fermato un benzinaio di 68 anni di Copertino in provincia di Lecce, Giovanni Vantaggiato. La sua auto, una Fiat Punto, sarebbe stata ripresa  poco prima dell’esplosione.Ma le telecamere della zona avrebbero ripreso anche un’altra automobile di un familiare del sospettato. L’uomo è accusato di strage aggravata alla finalità di terrorismo. Avrebbe già confessato.  Oscuro il movente. ansa.it

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14 thoughts on “Brindisi: fermato un benzinaio leccese, avrebbe già confessato l’attentato

  1. Sono senza parole!! Un benzinaio, un uomo di 68 anni, probabilmente per vendetta personale, sarebbe l’autore di quel macello?????

  2. Che fosse una vendetta privata tutti ci hanno pensato. La mafia locale ha mandato biglietti di solidarietà alle famiglie e ha subito detto di non entrarci niente. Io pensavo alla malavita…locale, (per qualche vendetta sempre) che non necessariamente deve essere “mafia”, ma pare che non si muova foglia che un potere più grosso non voglia, e quindi scartata anche quest’altra ipotesi.

    Il preside è una figura strana per due motivi: pare che avesse messo una porta blindata nella sua stanza dentro la scuola – il che già è strano, se vuoi stare in pace senza che nessuno ti disturbi tutt’al più chiudi a chiave, ma non metti addirittura la porta blindata – e soprattutto che non ha partecipato alle manifestazioni della gente dopo l’attentato (mentre come preside, come rappresentante della scuola, avrebbe dovuto farlo).

    Oppure, pare che l’obiettivo fosse il tribunale distante 200 mt dalla scuola. Ma resta da chiarire PERCHE’ ha azionato il dispositivo proprio al secondo pullman di studentesse e lo ha azionato al loro passaggio. A meno che, siccome dicevano anche che la bomba sia partita in anticipo rispetto all’orario ‘previsto’, non volesse fare proprio una strage con tanti morti, colpendo proprio la scuola…o come atto in realtà indirizzato al tribunale lì vicino.

  3. Certo, brividi su brividi…. Se l’obiettivo era il tribunale…. lui che non si è fatto scrupolo di uccidere delle ragazzine….. è allucinante.
    Poi, quella dei cassonetti è stata chiarita? erano là, sempre stati là quei cassonetti, o qualcuno li ha spostati e posizionati davanti alla scuola? Ricordo che era quest’ultima l’ipotesi, ma Pipistro diceva che i cassonetti sono sempre stati là, da google…street? insomma da una mappa di google.

    • Dunque:
      – il cassonetto blu (grande) che si vede squassato, contro il muro, è sempre stato là.
      – pare che invece fosse stato portato sul luogo un cassonetto (piccolo), pure blu, in vendita dappertutto e, se non erro, con ruote.

  4. PM: il movente non convince.
    Appunto.
    Nessuno ti proibisce di andare fuori di testa – sempre che tu non sia già totalmente pazzo – per un caso di presunta, parziale denegata giustizia. Ma penso che anche negli atti di un alienato si debba cercare una sorta di logica, per quanto distorta.
    Nel caso, non vedo una parvenza di consequenzialità tra quella che sarebbe stata una delusione “tribunalizia” – per quanto cocente – e la strage preordinata e mirata alle ragazzine di una scuola.
    Gli inquirenti non mancheranno di approfondire.

    • Infatti Pipistro, anche perchè se un cassonetto è stato portato appositamente là….l’obiettivo era la scuola allora, non il tribunale.
      (avrebbe potuto essere un “atto dimostrativo” per la vicinanza del tribunale a 200 mt… ma allora, dovendo comunque spostare i cassonetti, li avrebbe messi più vicini al tribunale che alla scuola…suppongo).
      Infatti gli inquirenti non ci vedono chiaro sul movente.

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