La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Questa donna rischia la lapidazione

Amnesty International ha lanciato un appello per salvare dalla lapidazione Intisar Sharif Abdallah, una cittadina sudanese di 20 anni, madre di tre figli, condannata a morte a colpi di pietra per adulterio. La sentenza è stata emessa dal tribunale penale di Ombada, nello stato di Khartoum, che ha giudicato Intisar colpevole di “adulterio durante il matrimonio”.  Tutta la vicenda rappresenta una grottesca parodia della giustizia. Inizialmente dichiaratasi innocente, Intisar ha “confessato” la colpa dopo essere stata picchiata dal fratello, la cui testimonianza è stata l’unica ad essere presa in considerazione dal giudice. L’imputata non è stata assistita da un avvocato e neanche da un interprete, sebbene il processo sia stato condotto in arabo, che non è la sua lingua madre. Intisar ha tre figli: i più grandi sono stati affidati alla famiglia, l’ultimo di quattro mesi è in carcere con lei. fonte  Considerata la più antica e barbara modalità di esecuzione, non prescritta dal Corano ma dagli hadit della tradizione islamica, la lapidazione per adulterio è prevista in alcuni paesi ove vige la shari’a (la legge islamica) tra cui appunto il Sudan.

19 comments on “Questa donna rischia la lapidazione

  1. irisilvi
    4 June 2012

    Ma non si può fare nulla? Le organizzazioni internazionali nulla possono?
    Il Medioevo delle donne potrebbe essere definito questo momento storico che tra stupri, uccisioni, maltrattamenti e lapidazioni vive un imbarbarimento culturale e sociale come se il tempo e l’emancipazione femminile non fosse mai avvenuta.

    • sissi
      4 June 2012

      Veramente.
      Da noi si parla proprio di “femminicidio” ormai.
      E nel resto del mondo…se tra una ‘cultura’ e un’altra, una religione e un’altra, una credenza e un’altra, una tradizione e un’altra, si stabilisse come UNICO COMUNE DENOMINATORE il rispetto dei diritti umani, forse perlomeno i casi diminuirebbero.

      (tranne che sull'”emancipazione” che – NON perchè sia femminista – ma ritengo dovrebbe essere prima di tutto maschile).

  2. ceglieterrestre
    4 June 2012

    Un miracolo

    Solo il suo Dio
    la può aiutare.
    Dall’ira furiosa
    degli aguzzini
    assassini!
    Anche se ha peccato
    chi sono loro per uccidere?
    Dio tendi la tua mano
    alla povera madre
    sola e abbandonata.
    Trasforma le pietre
    in granelli di sabbia.
    Grazia la sventurata
    dalla mano della morte.

    Franca bassi

  3. Rosaria
    4 June 2012

    Buona sera a tutti ma questo purtroppo non è per loro una questione di diritti umani ma di cultura che non vuole essere oltraggiata ed è a senso unico Il ns. punto di vista e educazione culturale che ci porta a riconoscere come omicidio per loro legalizzato Poi comunque facciamo altrettanto noi in Italia con mezzi più subdoli non crediate che una persona in questo caso una donna, possa morire solo per lapidazione ci sono altre forme di morti e consapevolmente esercitate. Le mani si alzano anche nelle famiglie italiane pero che non scandalizzi nessuno tra coniugi tra padri e figlie in questo caso è assenza di diritto umano o ignoranza :(

    • sissi
      4 June 2012

      ..nel senso del rispetto per l’essere umano…intendevo, come principio imprescindibile dal quale possono poi anche diramarsi le diverse “culture”. Comunque non può essere imposto dall’esterno, è inutile, ma solo se avviene una conquista interiore come livello di coscienza. Siamo sempre lì.
      Non la legge eteronoma… ma l’anima COSCIENTE.

      • Rosaria
        4 June 2012

        ciao ho compreso benissimo e concordo per questa difesa e le tante battaglie ma spesso dimentichiamo la nostra cultura chissà allora forse la ns. è stata solo una farsa ??? :(

        • sissi
          4 June 2012

          No…. ;-) affatto, W il ’68 forever!
          Penso che gli uomini…abbiano urgentemente di che evolvere, e personalmente gli dedico Jules et Jim, di Truffaut :-)
          (molto educativo).

          Mah, sai Rosaria, è un discorso complicato… come dici tu la ‘polemica’ sulle civiltà ci porta fuori strada: anche da noi accadono cose orribili, in altre forme.
          E laddove c’è vera cultura non avvengono conflitti abnormi… ma si comunica, e il mezzo della comunicazione è il linguaggio.

          Ma tu che intendi per ” allora la nostra è stata solo una farsa?”
          ?? Sotto quale punto di vista?

          • Rosaria
            5 June 2012

            buona sera tutti Sissi ieri ho tentato di rispondere forse non è passato il commento. Sulla cultura è vero ciò che dici ma non sempre corrisponde alla realtà è molto labile e sottile il confine tra la parola e passare ai fatti ovvero alle mani Soprattutto proprio perché si è discusso su una situazione e non si vuole trovare una soluzione intermedia.Mi riferisco alle coppie talvolta uno dei due fa dispetti anche gravi dimostrando di non rispettare delle decisioni e l’altra persona Pare ridicolo ma si porta comunque a voler distruggere l’altra persona …mi auguro che non ti sia mai capitato ma per esperienza possod irti che è talmente triste e basso come atteggiamento che si ripete sempre… E quindi il dialogo si è perso in una coppia se esiste da anni pur conoscendosi bene ci sono sempre comunque sfere personali che non sono del tutto scoperte e c’è chi proprio ha delle difficoltà a mostrarsi …Poi c’è il caso di chi finge di dialogare capita spesso anche solo nelle conoscenze ma non fa testo ci si ritiene anche senza dimostralo per finta umiltà superiore all’altro …non so perché anche questo succeda ne potremmo fare bene a meno tuttii !!! c’e chi invece non riesce a instaurare un dialogo anche dopo diversi anni di separazione con l’ex ma anche con vecchi amori… Per questo credo che si è più portati a rincorrere le persone come cose e a non lavorare su se stessi costa fatica Sul ’68 invece ho sempre provato perplessità rispetto alla storia italiana ovvero un po’ di farsa in questi racconti c’è E’ stato un fenomeno più europeo francese ed è sempre stato anche una mia curiosità. Anni fa ed ho ritrovato il foglio dell’intervista lasciata da un vacanziere a Castellammare un americano di Chicago al quale chiesi della rivoluzione in America. Volevo fare un doc…. Essendo nata nel ’71 ho sempre tentato di capire non solo cosa fosse successo In Italia mer. è arrivato ben poco(adesso diverso per i nuovi mezzi di comunicazione ) E lui mi raccontò dell’attentato a Malcom X accaduto a pochi isolati dalla sua scuola e di come immediatamente le suore chiusero a chiave la porta dell’asilo e sono stati tipo coprifuoco a pregare non so per quante ore

          • sissi
            6 June 2012

            Cara Rosaria, tutto vero quel che dici, e credo anche che i problemi siano tanti e non elencabili tutti nella vita di coppia, uno fra tutti la perenne competizione che spesso si instaura sia nelle amicizie sia nelle relazioni qualora prevalga sempre l’ego sui veri sentimenti.

            Io prima “sintetizzavo” col discorso della “cultura” – non sono una snob – ma senza esagerare direi che un paio di ceffoni da parte dei genitori ai figli, quando ci vogliono, non hanno mai fatto male a nessuno; diverso è il discorso tra uomo e donna, e nei rapporti d’amicizia, in cui se manca il rispetto – elemento fondamentale per la convivenza – non ha ragione di esistere.

            Ed è proprio questo il punto, spesso sottovalutato anche da noi, nella nostra “civilizzata cultura”, cui accennavo l’altro giorno: quando manca quell’interiorità evoluta, che per me non è il nozionismo ma un’autocoscienza morale…pur con tutti i difetti caratteriali che naturalmente appartengono a tutti, c’è la deriva verso il fanatismo.
            E fanatismo e violenza vanno sempre insieme. Sempre.
            Soltanto in questo senso parlavo di “vera cultura”, non nel ‘manierismo’ snob o d’immagine e tantomeno nel nozionismo erudito, ma come consapevolezza…sveglia, presente a se stessa, che sa autoeducarsi e autogestirsi nelle proprie pulsioni, anche quelle incaxxate…. – i rapporti passionali anche dotati di durezze (maschili) e litigate folli vanno bene; NON la degenerazione invece.

            P.S. il ’68 è stato molto di più!! io quando penso al ’68 mi riferisco più all’America comunque, da noi il fenomeno ci ha coinvolto meno, e con gli anni di piombo più che altro. Già in Francia come dici tu, ma più ancora in America…. leggi, se ti va, i libri sulle Groupie! – premetto che si leggono a 15 anni….lo so ;-) ma se vuoi respirare un po’ di ossigeno ogni tanto, leggiti Pamela Des Barres “Io sto con la band”.

          • sissi
            6 June 2012

            …cioè l’immaginazione al potere e la Libertà
            (perchè la gente capisce di tutto, dai dittatori a Mao, dalle “guerre per necessità” alle divisioni razziali, fino alle manipolazioni e ingerenze nella vita altrui…tranne che queste due cose: IMMAGINAZIONE…. e LIBERTA’
            mah! :-(

  4. sissi
    4 June 2012

    Bello, da Augias stasera si parlava della Libertà…dagli antichi greci a ciro il grande alla rivoluzione francese alle donne, ma…ho seguito poco perchè stavo cucinando
    Pinaa!… ;-)
    dove sei finita che mi manchi?
    (se mi leggi… bisous)

  5. Walter
    4 June 2012

    Probabilmente il Governo di Khartoum, vorrà soldi da qualche Associazione Onlus per chiudere il “fascicolo”.

    • pinoscaccia
      4 June 2012

      Già un’altra donna in Sudan, mi pare l’anno scorso, è stata “graziata”.

  6. crazybabybitch
    5 June 2012

    Purtroppo in molti paesi con religione mussulmana, l’ignoranza forzata delle donne (che non hanno il permesso di andare a scuola) e la consapevolezza del potere da parte degli uomini crea situazioni veramente disumane. Intisar non è la prima donna condannata alla lapidazione e non sarà l’ultima, perché se anche riuscissero a salvarla ci sono molte altre donne non “famose”, torturate, punite e uccise per la mentalità malata delle persone dall’ego napoleonico.

  7. sissi
    6 June 2012

    Approfondisco qua, tratto da un articolo

    Sui dizionari il fanatismo viene definito come “esasperazione di un sentimento religioso o fede politica, filosofica ecc., che porta all’intolleranza e al settarismo”.
    (a mio parere, rientra in questo anche l’esasperazione di un sentimento d'”amore”, tra virgolette, quando manipola, strumentalizzandola, quella che diventa la vittima di tanto “amore”, per i propri istinti compulsivi o i propri egoistici intenti, e qualora il tanto “amore” si traduce, nei fatti, in sopraffazione).

    Premesso che io sono per la pluralità delle culture, e quindi per il relativismo etico e culturale, senza alcuna ingerenza in altri sistemi di valori, non posso automaticamente escludere però l'”universalità” dei valori…quali gli ideali dell’Illuminismo, della libertà di pensiero e dell’universalità dei diritti umani.
    Non sono due opposti inconciliabili, ma per l’appunto dovrebbero andare in parallelo.

    Ora, senza senza desumere giudizi assoluti sulla cultura e la civiltà di un popolo, qualche esempio a ricordare quanto sia sottile quella linea di confine tra somiglianze e diversità: in Giappone la cultura del “suicidio per la vittoria” non ha avuto bisogno di radici islamiche per affermarsi sanguinosamente durante la Seconda Guerra Mondiale: da allora i guerrieri suicidi si chiamano “kamikaze” proprio con parola giapponese.
    La cultura occidentale ha il diritto di definire “fanatica” una civiltà che considera il suicidio una soluzione normalmente praticabile da chi abbia subito una delusione, uno smacco, un’amarezza? No, è più giusto parlare di fanatismo di un gesto e di un costume, non di un’intera civiltà.

    Ironizziamo sul carnale materialismo dell”altro mondo’ islamico ma è forse meno materialista la cultura del “miracolo”? Non è forse il miracolo una forma materialistica di anticipazione sulla terra del benessere spirituale della vita eterna? Se pregando si può ottenere un vantaggio materiale – guarire da una malattia, ma anche vincere al lotto – che c’entra con la vita dello spirito?
    Ecco: fanatismo (e superstizioni) sono componenti di tutte le civiltà.

    La discriminante pratica, sociale e politica che deve però far sentire chiunque autorizzato a difendersi da alcune forme di fanatismo in particolare, più che da altre, è una sola: la violenza. E fanatismo e violenza rischiano sempre di andare insieme.

    Fanatismo e violenza sono due “cartine di tornasole” utili per valutare tanti comportamenti sociali, individuali e collettivi e “classificarli”, se proprio se ne ha voglia, in termini di “civiltà”.

    Questo il ‘discorso’, per me, principale.

    • sissi
      6 June 2012

      e per non parlare della pena di morte (appunto in argomento); perchè le decapitazioni sulla pubblica piazza dell’Arabia Saudita, o le lapidazioni, sono pratiche di ispirazione fanatica e violenta non poi così dissimili dalla pena di morte, magari per sedia elettrica o impiccagione e avvelenamento, ancora prevista nell’ordinamento di molti stati americani. Eppure, che la pena di morte sia un istituto incivile è un concetto tutt’altro che pacifico, all’interno della cultura occidentale e orientale.

      Dimenticavo: tratto da un articolo di S.Luciano.

  8. sissi
    6 June 2012

    E siccome gli islamici ci tengono che sia riconosciuta anche la loro cultura, che non sia sopraffatta o ridotta a sommarie equazioni, per non dimenticare che l’Islam, come già detto, è la splendida civiltà nata attraverso l’ispirazione spirituale di Maometto, il suo profeta, nel VII secolo, estesa dall’India all’Andalusia…e che riuniva, in armonia, mori e ebrei e cristiani, direi che l’unico parametro – al solito – cui rapportarsi in tutte le culture del mondo sia la BELLEZZA.

    Leggevo anche che quando il califfo Umar, uno dei più strenui oppositori del Profeta, lesse quasi controvoglia pochi versi del Corano, rimase folgorato dalla bellezza linguistica di quelle parole ispirate e si convertì all’Islam. E leggevo, sempre, che un punto importante di contatto può essere che nel Corano si considera l’uomo un luogotenente di Dio sulla Terra, un attributo che si può anche associare al concetto occidentale di “dignità” umana.

    Dalle Mille e una notte all’estasi della mistica sufi, alle loro antiche arti della matematica, astronomia, medicina, alla danza del ventre…imitata dalle donne di tutto il mondo; e dal nostro Rinascimento all’Illuminismo al cristianesimo e tutta la secolare magia filosofica e culturale europea…. emerge una cosa sola: l’espressione del dono universale della Bellezza.

    (stop, concluso!!)
    …e comunque, Peace… & Love ;-)

  9. pinoscaccia
    6 June 2012

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