Quando suona la campana

Alla fine, la festa della Repubblica è stata davvero dimessa, pochi lustrini e niente fanfare, tutta incentrata sull’omaggio alle vittime e agli eroi del terremoto. Da parte mia voglio dedicare ai vigili del fuoco questo post riproponendo un articolo che anni fa ho scritto proprio per la loro rivista. Oltre ai volontari della protezione civile, con cui ho condiviso tante disavventure, ritengo loro, i pompieri, i veri eroi del nostro tempo. Perchè rischiano ogni giorno la propria vita per salvare quella degli altri. Gli eroi

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9 thoughts on “Quando suona la campana

  1. Concordo.
    Personalmente preferisco atti pratici e concreti alla retorica, ma Napolitano è un uomo di tale dignità e spessore che è riuscito nell’intento di una rappresentazione simbolica e sobria. – dinanzi alla quale ogni ulteriore protesta rischia davvero di diventare “ideologicamente” strumentale.
    Un saluto di gratitudine anche a tutti i pompieri del mondo…e non solo: a tutti quei militari che, come loro, rischiano la vita ogni giorno, dei quali la nostra Franca (sparita da un po’) tiene alto il nome con la sua interiorità dolce e dignitosa, sensibili alle forze d’amore…che non a quelle della sopraffazione.
    Un grazie davvero.

    (mi avete ‘istituzionalizzato’!!? ;-) no, sono sincera, un pensiero di vero affetto a tutte le persone BELLE…del mondo).

  2. Condivido in pieno il tuo giudizio sui pompieri, maturato in me all’ età di 10 anni (anche se non è molto tempo visto che ho solo 15 anni) dopo lunghe riflessioni sui pericoli che corrono per salvare la gente.
    Negativo il mio giudizio sulla parata, con terremoto o senza, perché troppo dispendiosa. Ma come al solito c’ è voluta una disgrazia per far vedere chiaro agli italiani.

  3. Pino, anch’io non posso che onorare questo corpo. Diversa la mia posizione riguardo certa protezione civile…

  4. d’accordo. Come loro nessuno mai, basta guardare quello che hanno fatto a N.Y. E neanche immaginiamo quello che gli accade. Ieri ne parlavo con il mio medico, mi diceva che tantissimi di loro si stanno ammalando a causa delle esalazioni dovute agli incendi di spazzature e sostanze tossiche che vanno a spegnere e che respirano.
    Vorrei inviare un pensiero anche a tutti quei cani che fanno un lavoro prezioso per la ricerca di persone sepolte dalle macerie. Ho visto una foto tenerissima dove i cani riposano sulle loro brandine dopo aver lavorato notte e giorno in Emilia.

  5. Dunque, semi ot, io ho grande rispetto per gli emiliani, so che lì ci sono sindacati e rispetto, e sicuramente anche molta più organizzazione. Io voglio solo dire che pur capendo l’ansia di tornare a lavorare il prima possibile, il momento in cui si obbligano degli operai o dei collaboratori che dir si voglia a tornare a lavorare “perchè sennò perdono il posto”, questo si chiama ricatto sulla fame e sul bisogno (di tutti).
    Perchè a loro non piace la parola “responsabilità” che implica dell’altro di poco piacevole, ma a tanti altri non piacciono questi metodi allora, per l’appunto medievali. Scusate eh!

    (nessuna lotta “sindacale” o “di classe” o che so io, che non mi appartengono di carattere, ma chiamare le cose con il loro nome sì però. Coi capannoni venuti giù come carta, almeno aspettassero qualche giorno…..IN PIENO TERREMOTO, questo uno dice, mica chiede la luna).

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