No alla parata militare. Una questione di rispetto, non uno schieramento politico

Il 2 giugno, tra pochi giorni, è la festa della Repubblica. Ma che festa si può fare in una famiglia a lutto? Si parla tanto male della cosidetta Prima Repubblica eppure nel 1976 il ministro della difesa Forlani decise lo stop della parata militare dopo il terremoto del Friuli. Oltretutto chi conosce i meccanismi sa perfettamente che per qualche ora di sfilata c’è una lunga preparazione alle spalle: da giorni, se non da mesi, i militari si preparano all’evento. Per non parlare dei costi, intorno ai tre milioni di euro. Ecco, in Emilia adesso servono soldi e braccia. Mandiamo le braccia forti dei soldati a scavare invece di impegnarli in una passerella e teniamo quei milioni per la ricostruzione. Oltre naturalmente a onorare la memoria delle vittime e a piangere insieme ai sopravvissuti.  Non c’entra niente il pacifismo, è una questione semplicemente di rispetto.

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36 thoughts on “No alla parata militare. Una questione di rispetto, non uno schieramento politico

  1. Concordo pienamente. E invece hanno detto che la faranno ugualmente anche se in tono minore..
    Cosa cambia se il tono della parata è minore?? Nulla…

  2. sono d’accordissimo con la tua proposta,
    scusa Pino, lo chiedo a te che hai più possibilità di documentarti, ti risulta che questi capannoni che crollano come castelli di carta siano stati costruiti dal consorzio edile delle coop rosse Emiliane???

    TADS

  3. Così deve essere. Stasera alla Zanzara, Antonio Pennacchi, con il suo abituale intercalare, era assolutamente in disaccordo con questa possibile evenienza…. ohhh nemmeno ho capito per quale motivo. Ha spaziato dai nostri soldati in missione a D’Alema per argomentare il suo pensiero. Decisivo.

    • Pennacchi parla spesso solo per parlare. Quello che mi dispiace è che come al solito si butta tutto in politica. Destra (militari) contro sinistra (pacifisti). Tanto per esser chiari, è una stronzata. Mi pare che il mio discorso sia esclusivamente umanitario (e tecnico).
      Oltretutto ho già citato Forlani, basterebbe imitarlo. Solo che lui era un politico (vero), l’attuale ministro della difesa è un militare. Sai, quando ci si affida ai tecnici…

  4. Attendo di vedere quale sia la concezione di sobrietà destinata a permeare questo 2 giugno carico di dolore e di macerie. L’Italia e’ in lutto e,con il dovuto rispetto per i corpi che sfilano ogni anno, non pare proprio il caso di insistere con la parata. Non capisco la posizione del Presidente Napolitano; l’unità la si ritrova scendendo in strada ad aiutare chi non ha più dove andare e dove stare….e’cosi difficile da capire?

  5. Non è che con tre milioni di euro si faccia molto, ma è un gesto simbolico che ha un valore e significato particolare.
    Lo Stato è a lutto, deve stare vicino al popolo, esserci con la presenza, non con la festa. E’ opportuno astenersi dal festeggiare.
    D’ obbligo una manifestazione, dedicata non solo alle popolazioni terremotate, ma a tutti i cittadini nel suo insieme. Per onorarli, dopo tanti anni che l’ Italia è stata onorata.
    Anche oggi per i terremotati, solo parole di circostanza e retorica da parte delle istituzioni.

  6. Sono piene di retorica le parate stesse, tanto.
    Per me andrebbe fatto qualcosa di molto semplice, simbolico, senza proprio tutta la parata… Per uno Stato che (dice) non ha un soldi, tre milioni di euro sono tanti…

  7. la parata è discutibile se la si guarda sotto un certo aspetto, come ho detto anche io la sospenderei, tuttavia bisogna riconoscere che recentemente il 2 giugno si è trasformato in giorno del rispetto per i militari morti in missione, situazione che ai tempi di Forlani non esisteva. Non è una decisione facile da prendere razionalmente

    TADS

  8. La questione dei soldi lascia il tempo che trova: ormai saranno stati praticamente tutti spesi (cfr. La parata più bella – LASTAMPA.it – http://is.gd/dM7rDO). Tutto il resto, invece, è condivisibile. Meno condivisibile, invece, oltre che niente affatto originale, trovo la proposta di reperire fondi attraverso l’aumento delle accise sulla benzina.

  9. Condivido in pieno e mi meraviglia Napolitano che pare voglia confermare le celebrazioni, assurde in questo momento e in questo periodo di difficoltà totali!! Lucio

  10. E mentre ci si interroga su cerimoniose formalità d’immagine, mentre si proclama il lutto nazionale, con le scosse che non danno tregua proseguendo implacabili, aspettare almeno qualche giorno prima di tornare al lavoro era chiedere troppo…..per il “nord che lavora lavora lavora”…fino allo sfinimento, talvolta fino alla morte.

    http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_29/terremoto-lavoratori-operai-immigrati_3134463e-a99d-11e1-a673-99a9606f0957.shtml

  11. Non posso che essere d’accordo. Proprio ora ci vuole un segnale forte, per fortificare questo Paese. Siamo delusi dalla classe politica, pagheremo una nuova accise per aiutare queste persone che in un baleno hanno perso tutto e ci sta tutta come soluzione. Ma non vedo come sfilare il 2 giugno in tono minore possa fortificare il Paese. Forse annullare la parata militare, forse sentire che il parlamento ha deciso di devolvere ai terremotati parte dei loro benefit, sentire che si è capito di evitare gli sprechi per salvare questo Paese…varrebbe molto di più di una sfilata militare magari con il lutto sulle bandiere. Un plauso invece a tutti i Volontari, ai militari, a tutti coloro che sono lì ad aiutare.

  12. Non sono un pacifista.
    Al massimo… tendenzialmente pacifico.
    Per quanto, volendo, si possa ammantare la manifestazione di altri e più validi significati, una parata militare viene interpretata oggi come un anacronistico (il più delle volte infondato) sfoggio di muscoli.
    E’ il gorillino che si batte il petto per impressionare i rivali.
    Penso se ne possa fare tranquillamente a meno, sotto tutti gli aspetti, non ultimo quello che vede in ginocchio una parte del Paese rispetto a ben altre forze.
    Non è politica, è un’opinione.

  13. …a volte quando sento parlare Napolitano, con tutto il respetto, mi viene una noia mortale, al pari forse di certi affacci dalle parti di Via della Conciliazione….bisogna FARLE ! cose di SINISTRA più che DIRLE…..basta discorsi scontati…..ma non lo capisce il nostro amato compassato Presidente ?
    Ha perso una ottima occasione per rendersi un tantino più moderno…..ed intanto da domani scatta l’aumento di 0,20 della benzina…..

    • …dice che è strumentale, la protesta, come a dire di finirla che tanto non saranno quei tre milioni di euro ora l’eccesso di spesa (oltre naturalmente all’importanza della festa della Repubblica). Io naturalmente condivido Pipistro – sarò pacifista o tendenzialmente pacifico-litigiosa? – e voi altri, e trovo interessante il progresso del Paese nel considerare ormai superati nazionalismi e guerre “necessari per la grandezza della patria”, specie in momenti come questi ormai incancreniti in tutt’altro tipo di gravissime problematiche.

  14. Mo puro li sampietrìni lo sanno che sur pianeta ce sta ‘na profonna crisi. Eppoi ce se mette puro er terramòto a facce venì li dolori de panza.
    Gabbia’, nun è pe sindacà istesso se sciupàno li sordi puro de noantri. Ma se nun sbajo su la terra ce sta ‘na baianétta da spaventà puro la sora commaràccia.
    Se t’aricordi so anni che m’incazzo co ste sfilàte e sti caroselli. Ma semo ‘n crisi oppuro no?
    Sarebbe puro ora de faje capì a sti spennitori che li sordi de li poveracci li spennessero mejo.
    Sinnò a sta cavallaria se je piace fa li caroselli mannamoli ar circo che sparagnàmo puro quarche sordo. Ste svojature a chi cià fame, so mesi che gastiga la gola e sta puro ‘n difficortà pe pagà le bullette, sai che je frega de le parate e de li cavalli che balleno er vàrzere! Semo ridicoli… ciavemo puro le pezze ar culo però famo le sfilàte e li caroselli. Ma che volemo addimostrà che Domminiddio è morto de freddo?
    Me sa che se nun le faceveno e mannavano li bajocchelli a ricostrui li danni der terramoto e puro a chi cià fame ce facevamo ‘na bella figura puro co li stati accosto.
    Gabbià se ce dovemo sagrificà famolo uguarménte co umirtà verzo l’omminità e lassamo le perde le parate a quanno se ponno fa.

  15. Alla fine i soldi sono stati già spesi, il presidente ci tiene tantissimo, praticamente e’ la sua festa, i morti non li resuscita più nessuno e chi s’è visto s’è visto! Magari, come gira nei social network, non ci andasse nessuno alla parata. Uno smacco talmente grande da far riflettere. Lo so, sogno.
    Amici della tribù, ricordate di mandate un obolo per i terremotati. L’Emilia e’ una delle nostre regioni che più contribuiscono al pil, se vengono distrutte realtà come questa ne perde l’ Italia intera. Io ancora prego per me, per la mia terra. Siamo ora ad alto rischio lo so, nonostante non si dica. Tuttalpiù ricordatevi che siete stati importanti.

    • Propongo vacanze in Emilia-Romagna, per chi può. E’ anche questo un modo di investire e in più stare vicini ai nostri fratelli d’Italia!

  16. dovessero annullare la parata i soldi risparmiati in Emilia non arriverebbero comunque, purtroppo.

    agli Aquilani è andata un pò meglio degli altri per il G8, agli Emiliani si presterà attenzione per recuperare pezzi di Pil, i terremotati Umbri sono ancora nei container infestati da topi e scarafaggi (la basilica di San Francesco è stata rimessa a posto in tempi da record), in questo paese esistono tragedie di serie A e tragedie di serie B, crolli di seria A e crolli di serie B

    c’è solo da augurarsi che i soldi mandati dagli Italiani non vengano usati per ricostruire prima le chiese e poi le case e i capannoni

    TADS

    • Ho già ripetuto più volte che più che i motivi pratici sarebbero importanti i segnali di solidarietà. Naturalmente mi riferisco alla sfilata.

  17. La solidarietà c’è…nonostante tutto siamo ancora delle belle persone noi italiani.
    Tanti antepongono la solidarietà all'”etichetta”, e ho letto che i vigili del fuoco stessi rifiutano di sfilare, preferendo andare là sul posto ad aiutare, e immaginando anche doppi turni, massacranti, nei quali probabilmente neanche saranno pagati.
    E siccome non è giusto…niente è giusto di troppe cose dolorose che stanno accadendo, e siccome non è un “presepe”… anch’io rimango “pratica” e preferirei quei tre milioni di euro, che sono tanti invece, andassero a coprire le esigenze primarie di gente distrutta e di volontari (non)retribuiti.

  18. Disastro naturale o…complotto? « La Torre di Babele

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