Le mille piste di Brindisi: proviamo a capire chi è stato

A leggere la storia breve di Melissa viene da piangere, così come quella di Veronica che i medici tentano di strappare alla morte. Due ragazzine con la passione della moda e del volontariato. L’unica maniera di farci perdonare, noi adulti, è di trovare le bestie che hanno interrotto i loro sogni. Ma non è facile. Anche i più esperti fra inquirenti e investigatori sono spersi di fronte a mille piste. E a meccanismi assolutamente nuovi, da interpretare. Non si fanno per ora ipotesi, ma è evidente che quelle concrete, cioè con un senso possono essere tre, al massimo quattro. Proviamo ad analizzarle.

1. SACRA CORONA. C’è un precedente: dieci giorni fa a Mesagne, il paese delle due ragazze, c’è stato un attentato contro il presidente del comitato antiracket. Un altro indizio: proprio per oggi era in programma la marcia della legalità. Inoltre nei giorni scorsi c’era stata una vasta retata mentre vecchi boss sono usciti di galera. Brindisi del resto è la capitale della cosidetta quarta mafia, tuttavia sarebbe un’azione inedita per un’organizzazione criminale che ha sempre scelto il profilo basso.

2. MAFIA. S’intende la mafia siciliana. La scuola colpita è intitolata alla moglie di Falcone e fra pochi giorni ricorre il ventesimo anniversario della strage di Capaci. Tuttavia anche in questo caso si tratterebbe di un’anomalia, perchè la mafia ha sempre colpito forze dell’ordine e magistrati: il tribunale del resto sta a un passo. A meno che non si voglia pensare che l’obiettivo sia stato scelto per la mancanza di sicurezza. O che l’abbia fatto dietro scellerata ordinazione. Comunque non usa le bombole a gas, ma il tritolo.

3. TERRORISMO. Stiamo ancora vivendo lo choc del ritorno al vecchio terrorismo (brigate rosse) o all’affacciarsi di un terrorismo nuovo (anarchici). Ma lascia alquanto perplessi quantomeno il target: non ha senso colpire studenti quando gli obiettivi dichiarati sono ben altri.

4. LA CUPOLA NERA. Dove s’intende quella feccia di servizi deviati che ha sempre alimentato la cosidetta strategia della tensione. Il momento è drammaticamente giusto. E tutti ci abbiamo subito pensato, ma anche in questo caso da vecchio cronista c’è qualcosa che non mi quadra. Storicamente le bombe dei servizi si riconoscono per una caratteristica, oltre che per una “professionalità” maggiore:  in genere mandano segnali inquietanti ma sempre senza cercare la strage. Basti pensare alle bombe del ’93 quando gli ordigni sono esplosi in luoghi e orari non particolarmente pericolosi. Invece, a Brindisi il timer è stato fissato per le 7.55, proprio l’orario d’ingresso alla scuola. Per fortuna è scattato dieci minuti prima.

E allora? Resta soltanto da chiedersi se anche nelle ipotesi che abbiamo fatto c’è qualche “scheggia impazzita” che ha  stravolto antichi meccanismi. Certamente stiamo attraversando uno dei momenti più oscuri della nostra storia. Oltre, c’è solo il buio.

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43 thoughts on “Le mille piste di Brindisi: proviamo a capire chi è stato

  1. O i mafiosi del posto o i servizi segreti . Lasciamo stare altre ipotesi che veramente sono solo fantasie ad uso e consumo di giornalisti e politici.

    1. Beato te che hai sempre certezze.
      Lascia stare i politici, i giornalisti fanno il loro mestiere che è quello di tentare di capire, a largo raggio. Del resto io stesso concedo più credito ad alcune ipotesi, piuttosto che ad altre. Ma come al solito….esistono solo i fatti, per la verità quantomeno bisogna attendere.

      1. Ci vuole poco a fare 2 + 2. Imbarcarsi in 1000 ipotesi ci porta alla solita solfa italiana. Anni ed anni di indagini che non portano mai ad un cazzo.

        1. Insisti, non hai mai dubbi. Le ipotesi non sono mille (c’è chi ha anche parlato di islamismo), ma solo tre o quattro, che poi sono sempre quelle. Ma chi fa il mio lavoro è tenuto ad analizzarle tutte. Quella che tu chiami “solita solfa” è semplicemente giustizia. O non vogliamo neppure farle le indagini?

          1. Pino, credo che uno degli obiettivi di chi ha compiuto questo attentato sia quello di mettere a tacere alcune “voci”,interne al paese, meglio a sto punto dare credito e possibilità a tutti di urlare per fare capire che il paese non verrà piegato da queste azioni scellerate. Penso sia molto importante in questo momento usare ogni mezzo di comunicazione e accogliere ogni commento. Sperando non diventi un’altra piazza Fontana, pure per le motivazioni …

          2. Si è stato Bin Laden. Ma chi è sto coglione che ha tirato fuori pure l’Islam. Ma dai spegnete ste televisioni perfavore.

          3. @ Irisilvi. Anche la tua è un’ipotesi. Ma forse dai troppo credito a un movente squisitamente politico.
            @ Francesco. Se avessi la bontà di leggere, sapresti che il nome già l’ho fatto: è stato Mentana. Ma neppure l’ho preso in considerazione. (Nota a margine: se poi evitassi a ogni commento almeno una parolaccia te ne sarei grato. Il discorso non è assolutamente rafforzato).

  2. Attentare alla vita di giovani studenti è un atto ignobile; qualunque sia l’origine di questa ferocia inumana occorre andare oltre il dolore – umanissimo e straziante – e non lasciarsi prendere dallo sgomento e dalla paura, non bisogna darla vinta a chi proprio paura e sgomento vuole seminare. Quel sangue innocente che ha bagnato la città di Brindisi, la Puglia e l’Italia colpendo il simbolo del futuro della nostra società, rappresentato dal senso stesso della parola scuola, va senza il minimo indugio reso oggetto di giustizia.

  3. (?) La Cupola Nera non abbia fatto il salto di strategia cambiando il materiale esplosivo per distogliere il legame criminale con il fatto di Brindisi facendoci credere che non ci fosse un legame con quella parte deviata, in un momento in cui il paese sta passando un momento buio. La storia insegna nei momenti di crisi monetaria con un basso consenso politico ci sono stati atti criminali come quello di oggi a Brindisi.

    1. Sul momento buio siamo tutti d’accordo. Ma sulle ipotesi fai un pò di confusione: casomai sarebbe la mafia a cambiare il tritolo con le bombole del gas per non far pensare a professionisti. L’eventuale cambio di strategia dei servizi deviati sarebbe ben più grave: per la prima volta avrebbero cercato la strage (e di ragazzi).

  4. Fare analisi senza sapere nemmeno che tipo di detonazione è stata usata, appare al momento azzardato.
    Non rientra nelle modalità della “Cupola Nera” la bombola quale materiale esplodente. Va sul sicuro impiegando esplosivi non rudimentali. Poi quale tensione se già è alle stelle?
    Il terrorismo non colpisce obiettivi (si perdoni il termine) inutili.
    La mafia ha centinaia di obiettivi pubblici nella sua terra, più facili da colpire.
    L’ ipotesi più attendibile resta la prima, ma è anche possibile che si voleva colpire proprio qualcuna di queste ragazzine frequentanti la scuola, magari figlia di boss, di Magistrato, decidendo così di “sparare nel mucchio”, ma era più facile l’ uso di armi comuni.
    Anche la vendetta sul singolo, per strampalati motivi passionali. Tutte le piste, allo stato degli elementi in possesso sono percorribili.
    Sono solo ipotesi.

    1. Al di là delle ipotesi, poi ci sono le opinioni. Anche per me (al momento) la più credibile resta quella della mafia locale, che una volta si definiva una mafia stracciona (infatti non usa il tritolo). E che “difende” il suo territorio dall’attacco al racket. L’attentato di dieci giorni fa non può essere sottovalutato, così come gli arresti di due giorni fa e la marcia della legalità in programma stasera.

  5. E’ assai strano,
    Stride con la nostra normale abitudine di ragionare a due dimensioni, cercando di capire, prima di tutto, a chi giova.
    Il tutto basandoci sulla nostra – da minima a professionale – esperienza.
    Per quanto se ne sa, finora, credo che l’assurda efferatezza di questo crimine e la bizzarria delle poche circostanze conosciute, ci possano spingere verso un ragionamento in qualche modo più libero, senza trascurare ipotesi anche del tutto anomale, non codificate o addirittura residuali.

    1. Amico mio, ovvio che ragioniamo sulle cognizioni che possediamo. E non possiamo che stilare ipotesi, al massimo si può azzardare qualche opinione. La mia l’ho appena detta, è una sensazione a pelle anche perchè (a parte i motivi che ho elencato sopra) conosco abbastanza quella mafia, cioè la sacra corona, per sapere che ci sono giovani picciotti senza più regole, autentiche bestie che non si fanno scrupolo di niente e non capiscono che (se sono stati loro) ora avranno terra bruciata. Per il resto, bisognerebbe capire gli intrecci. Ma i meccanismi mi sembrano, come dici te, alquanto bizzarri.

  6. Le ipotesi assurde che si tratti di balordi, emulatori, pazzoidi di ogni tipo e genere, di vendette per questioni locali, di ritorsioni per futili motivi. Tutte ipotesi che non vengono nemmeno prese in considerazione. Ma che non si possono tralasciare. Assolutamente no.

    1. Sicuramente non sembrano, o non vogliono sembrare, professionisti. Ma anche questo è relativo. Credo che gli inquirenti non tralascino niente.
      In ogni caso, avere dubbi è sintomo di intelligenza.

    1. Non mi è scappato. Confermo che è stata una fortuna perchè se fosse scoppiato dieci minuti dopo (quando tutti i ragazzi stavano per entrare) sarebbe stata una carneficina.

  7. Ma possibile che nessuno sa che oggi i “picciotti” hanno tra i 18 e i 25 anni. Le nuove leve che usano nuovi strumenti. Tante ipotesi , ma la motivazione è semplice , banale. Nel salento c’è un forte movimento di sinistra strettamente legato ad una cultura di legalità che si diffonde attraverso la musica e la rete. C’è una connection ( questa volta culturale ) tra le manifestazioni musicali estive salentini e calabresi. ( Es. “La Taranta Power” e “La Notte della Taranta” )
    Il centro di tutto questo è l’Università di Cosenza. Questo ha creato uno strato culturale pericolosissimo per le mafie locali. I giovani del sud si scambiano informazioni nelle università , viaggiano di più all’esterno e sono quindi più consapevoli e più difficilmente inclini ad accettare l’omertà. Tutto il resto son stronzate.

    NB. in calabria non è la prima volta che usano le bombole del gas per fare attentati.
    E poi ricordiamoci i movimenti “no pizzo” , “adesso ammazateci tutti” ecc…
    Forse per qualcuno cominciano ad essere troppi ……….

    1. Ma possibile che tu non conosci la geografia? Non solo quella fisica, anche quella mafiosa. Brindisi è nelle Puglie e c’è la Sacra Corona, quarta mafia, costola diretta della ben più solida Camorra. In Calabria la situazione è molto diversa, anche perchè comanda la ‘Ndrangheta che dicono che sia attualmente la mafia più potente o quantomeno più ricca (con la droga). I picciotti hanno quell’età, non certo i boss che trafficano miliardi (miliardi) di euro. E comunque è un altro discorso. Le bombole di gas l’hanno usate a Brindisi, non a Reggio Calabria.
      L’unico accostamento è la lotta (comune) al pizzo, ma già l’ho ampiamente considerata nelle ipotesi. Anche ipotizzare un network fra il Salento e Cosenza è bizzarro: sei troppo ubriaco di web.

  8. Anche questo può essere uno dei motivi dell’ attentato alla scuola Morvillo Falcone: avere vinto il primo premio sullo spot di legalità

    1. Sì, vero. E anche il rapporto con l’associazione Libera di don Ciotti.
      L’istituto vinse il premio con uno spot contro la mafia: una serie di primissimi piani che ritraggono degli occhi aperti con al centro una foto in bianco e nero dei giudici Falcone e Borsellino. E una frase che recita: ‘Guarda al legalità in faccia’.

  9. Oggi ho sentito Nicola Gratteri a Rainews24. Invitava a non fare ipotesi azzardate che poi si sa come finisce. Che la si adotta e si continua su quella strada. Lui da esperto di ‘ndrangheta escludeva l’ipotesi mafiosa. La mafia necessita di consensi da parte del territorio ed un’azione simile non gliene avrebbe dati.

  10. Non ci sono rivendicazioni sull’ attentato. Anche questo tassello mancante esclude, al momento, la pista terroristica.
    Mentre su la Repubblica di Bari:
    – A frenare sulla pista mafiosa è anche il procuratore antimafia Cataldo Motta: “Potrebbe non essere mafia – spiega – in un momento in cui le organizzazioni mafiose locali sono alla ricerca di un consenso sociale sarebbe un atto in controtendenza perché questo gesto sicuramente aliena ogni simpatia nei confronti di chi lo ha commesso”. –

    1. Lo so, è un vero disastro: non ci si capisce niente. Ma io credo, come ho già detto, che quando si parla di mafia s’intende quella “vera”. L’ipotesi che si tratti di balordi locali infastiditi dalla lotta al pizzo è una cosa diversa. A meno che i magistrati siano a conoscenza di elementi che noi non abbiamo.

      (Comunque, la mafia mica rivendica. E l’ipotesi terroristica mi sembra da scartare).

  11. Ma nelle “logiche” di un mafioso (Sacra Corona Unita) si può anche cambiare idea.
    A parere personale non è da escludere come filo di collegamento, neanche il tentato suicidio o presunta messinscena, da parte del Capo Mafia “Bernardo Provenzano” avvenuto pochi giorni fa (un messaggio?) nel carcere dove è detenuto. Nulla va escluso o dato al caso.

    1. Provenzano tolse il posto allo stragista Totò Riina proprio perchè lui pensava solo a fare i soldi. “I morti fanno rumore – diceva – e per fare soldi non bisogna fare rumore”. Niente si può escludere, ma quella mafia comunque usa il tritolo: ha fatto saltare palazzi e autostrade. E uccide chi gli taglia la strada, non i ragazzini.
      Personalmente insisto con la criminalità locale, più bassa e più feroce.

  12. Vado a nanna. L’argomento è così delicato e girano tanti imbecilli (uno l’ho appena bannato) che sono costretto a mettere la moderazione fino a quando, domattina, non tornerò nelle condizioni di controllare il blog. Poi passerò tutti i commenti. Buonanotte.

  13. Ragazzi sono triste al pari di milioni di italiani sgomenti! La mia Puglia così duramente colpita! Qualcuno ha detto che la bomba era nell’aria…eppure stamattina nell’aria c’era il solito sole di primavera a baciare il desiderio di legalità di Brindisi, piccola e splendida cittadina del Sud. Qualcuno ha provato a spegnere il sole della nostra indignazione. Pur nella mestizia di questa notte tutta italiana delle matite spezzate, la forza della legalità come uno tsunami ha bagnato tutta la penisola, dimostrando che il nostro coraggio non è su un binario morto! Il nonsenso della strage annienta le ipotesi più azzardate e la nostra capacità di perdono!

  14. Personalmente il tragico e vigliacco evento mi ha fatto pensare a quei tanti casi accaduti negli ultimi anni nelle scuole americane dove studenti, con seri problemi di ogni genere, hanno sparato a insegnanti e compagni di college.
    La pista del singolo individiduo (o gruppo) non è da sottovalutare.

  15. Non so dove possa essere l’epicentro, molto vicino da quello che ho sentito. Nemmeno quando è stato distrutto il Friuli è durato così tanto. Non oso pensare quanti e quali danni possa aver provocato in piena notte.

  16. Li ha visti saltare in aria. Era lì, a poche centinaia di metri nascosto dietro un albero di viale Palmiro Togliatti, con un telecomando o un telefonino in mano che azionava un impulso a distanza. Intanto, davanti all’ingresso della scuola si erano radunati una cinquantina di ragazzi mentre altri scendevano da due pullman provenienti da Mesagne. Compiuta la sua missione di morte, il killer della scuola professionale “Falcone Morvillo” di Brindisi si è allontanato, lasciando sull’asfalto alcune ragazze che gridavano aiuto e che si contorcevano avvolte dalle fiamme. E Melissa è morta.

    Sono state alcune telecamere su viale Togliatti che hanno registrato le immagini dalla notte fino all’ora dell’attentato a far ritenere agli investigatori che tra le persone filmate possa esserci l’uomo che ha premuto il pulsante per innescare l’esplosivo. Il volto del probabile attentatore potrebbe essere fissato in quel filmato, dove si vede un uomo che ha in mano qualcosa che somiglia ad un telecomando. Gli investigatori dello Sco, inviati dal capo della Polizia Antonio Manganelli, e quelli del Ros dei Carabinieri, stanno visionando tutti i filmati che hanno recuperato dalle telecamere della strada e di alcuni negozi vicini alla scuola scelta dal killer per seminare terrore e morte. fonte

  17. Scoprire il colpevole sarà difficile. In ogni caso, per evitare che accadano episodi di questo genere, l’ unica via è eliminare ogni organizzazione criminale (…)

  18. Faccio fatica. Non riesco a capire cosa possa spingere una persona a tentare una strage. La follia dirà qualcuno ma lo stesso non capisco. Se fosse vero ciò che si sta delineando mi domando dove vivesse questa persona, con chi interagisse, quali motivazioni possono aver spinto la sua mente malata.E tutto attorno il deserto? Negli States prendono un fucile, entrano in una scuola e sparano, ma noi non siamo americani e Brindisi non è una città di frontiera.
    Intanto Melissa non tornerà più da sua madre, che aspetterà il suo ritorno da scuola per sempre.

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