La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Finalmente due schiaffi alla cancelliera

Disfatta pesantissima, debacle doppia rispetto alle previsioni, per la Cdu della Cancelliera Angela Merkel alle elezioni di oggi nel Nordreno-Westfalia, il più popoloso Stato dei 16 della Repubblica federale e cuore industriale, minerario, operaio e politico del paese. Le sinistre democratiche volano grazie al trionfo della Spd, e la cancelliera esce così gravemente indebolita anche sul fronte europeo: la sua richiesta ossessiva di rigore a ogni costo perde peso e forza, perché la Spd chiede (come Monti e Hollande) impegni per la crescita, in cambio della ratifica del fiscal compact. Quando tra 48 ore Merkel riceverà alla cancelleria il presidente eletto francese, il socialista François Hollande, sarà più debole davanti alle sue richieste di non voler governare l’Europa da sola e di fare di più per crescita e occupazione. segue

Personalmente non ho mai accettato di essere succube degli Stati Uniti d’America e speravo con gli Stati Uniti d’Europa di poter contrastare l’egemonia politica, economica, culturale e militare del Paese (per tanto tempo) padrone del mondo. Ma stare sotto i tedeschi è pure peggio.

Il voto «antieuropeo», domenica scorsa, di quote importanti (in un caso la maggioranza) dell’elettorato francese, greco e italiano ripropone con forza un problema con il quale il nostro continente è alle prese da un secolo e più: il ruolo della Germania e la natura della sua supremazia. (…) È stata la Germania con la sua classe dirigente, infatti, che sempre più ha fornito all’Unione la sua politica economica di fondo, il suo impianto ideologico, i suoi paradigmi sociali e culturali, anche il suo insopportabile «europeisticamente corretto». (…)  Che cosa c’è di tedesco, insomma, al di là delle opportunità del mercato del lavoro e dello smagliante panorama urbano di Berlino, che possa conquistare l’immaginario di un giovane europeo del tempo presente? Che possa attrarre la fantasia delle masse europee, accenderne le speranze e i sogni? Ma senza queste cose nulla può nascere in politica. Senza queste cose tutto diventa soltanto burocrazia, convegni, «vertici» e tenuta in ordine dei conti. Tutto diventa, per l’appunto, l’Europa attuale, l’Europa tedesca, vuota e ripiegata su se stessa. Che quando la sera si addormenta, l’unico pensiero che può permettersi è quello sullo spread che l’attende l’indomani.  Ernesto Galli della Loggia

Umiliata la politica tutta rigore della Merkel Se sono incavolati i tedeschi che sono ricchi, figuriamoci noi. Per non parlare della Grecia.

34 comments on “Finalmente due schiaffi alla cancelliera

  1. robertoaltavilla
    13 May 2012
  2. pinoscaccia
    13 May 2012

    Il risultato del voto potrebbe profilare una sfida tra donne alle elezioni federali per la Cancelleria di Berlino del settembre 2013. Il grandioso successo riportato dal governatore socialdemocratico uscente, Hannelore Kraft, dovrebbe darle la forza per superare i tre concorrenti del suo partito che aspirano a sfidare Angela Merkel.

  3. sissi
    13 May 2012

    Ma qua si sta rivoltando tutta l’Europa… è questo che ancora non hanno capito proprio.
    Ma avete sentito in Spagna??

    Diceva “accogliamo Hollande a braccia aperte ma la politica d’austerity non cambia”…. e invece come può vedere mi sa che qualcosina deve cambiare perchè se crolla tutto…non può pensare di continuare a stampar moneta in mezzo a un cimitero.
    (TADS diceva che le notizie sono manipolate e le esportazioni sono per lo più con la CIna, ma invece mi dicono che esporta anche in Europa…la Germania, quindi… o ce la facciamo tutti oppure andiamo giù, semplice, fin qua ci arrivo pure io).

    • pinoscaccia
      13 May 2012

      Se lo pensano ormai pure i tedeschi avrà pure un senso, infatti.

  4. Patrizia M.
    13 May 2012

    Prima la Francia, ora la Germania che rispetto ad altri Stati sta divinamente. C’è un malcontento diffuso, qualche significato ci sarà sicuramente e la Merkel credo che debba iniziare ad abbassare un pochino il tiro, altro che lanciare dictat come quello dopo l’elezione di Hollande

  5. Mouse On Mars
    14 May 2012

    Sì sì , torniamo pure a fare la crescita a debito. Poi se finiamo come la Grecia che non vengano a dire che è colpa della Germania.

  6. robertoaltavilla
    14 May 2012

    strano sei piu’ tedesco dei tedeschi: pure loro stanno abbandonando la strada del rigore…
    lo hanno capito anche i francesi
    e lo ha capito pure monti addirittura che la vita non e’ fatta solo di conti…
    sono tutti stufi di mangiare pane e spread che fa pure schifo

  7. Patrizia M.
    14 May 2012

    Scusa Mouse, ma tu ne vedi di crescita ??? Io vedo la crescita dei suicidi e la crescita di persone che perdono il lavoro e la fiducia nella vita….
    Se questo non ci porta a fare la fine della Grecia a che fine ci porta???

  8. Mouse On Mars
    14 May 2012

    Ma voi pensate che la colpa di tutto sia la Germania ? Ma voi pensate che tornare a ripete gli schemi del 900 ci possa salvare ? La parola crescita è un bluf che i politici europei si sono inventati per rimanere ancora un po’ al potere. Lo sappiamo tutti che non ci sarà nessuna crescita. L’unica cosa che noi europei possiamo e dobbiamo fare è quello che stanno facendo in Germani da ormai 20 anni. Noi italiani siamo abituati a pensare sempre in positivo o in modo banale con pensieri del tipo “noi non faremo la fine della Grecia” , “poi tutto passa” ecc…
    Questa è una crisi di sistema. O meglio il Mondo è cambiato. Gli investimenti si fanno in Cina e in India. Non pensiamo quindi che dall’Europa ci possano arrivare le “paccate” ( visto che sta parola la usano i prof la uso pure io :) )” di soldi.
    Dobbiamo mandare via tutta la classe politica europea che ha governato questi ultimi 20 anni altrimenti sarà la fine. Altro che Monti , Holland la Merkel e la SPD……

  9. pinoscaccia
    14 May 2012

    Anche il premier belga oggi ha riflettuto sulla necessità della crescita. Hai una visione tutta tua che cozza contro l’espressione ormai di tutti i popoli europei. Tienitela e continua a seguire lo spread. Non ci aspettiamo paccate di soldi ma che il sistema torni a funzionare. L’Italia, oltre che sul turismo, ha sempre puntato sull’artigianato. Ecco per esempio una via d’uscita.
    Certo che bisogna cambiare classe politica, ma non è con gli strilloni che si risolve la questione. Dopo i vaffa, cosa resta?

    • Mouse On Mars
      14 May 2012

      Voi invece inseguite l’illusione della crescita. Ma hanno fatto fallire un Paese di 10 milioni di persone ( la Grecia ) e voi pensate che questi siano in grado di ridare un futuro a 450 milioni di persone ? ( gli abitanti dell’ UE ) :roll:

      • pinoscaccia
        14 May 2012

        Voi? Parli da tedesco? Non ci aspettiamo regali da nessuno, l’ho già detto. Ma quel che noi chiediamo è una vita “normale”, dove in primo piano non ci siano solo i conti ma anche le persone. Lo so, sembrerà strano a voi: te, la Merkel e ormai pochissimi altri (ah, anche il premier olandese la pensa come noi).

  10. luciogialloreti
    14 May 2012

    Ma infatti è possibile che oltre agli Stati Uniti dobbiamo farci mettere sotto schiaffo ancora dalla Germania? Bellissimo questo schiaffo!!!

  11. pinoscaccia
    14 May 2012

    “Qualcosa sta cambiando, la svolta è a portata di mano”. La nota di ottimismo con cui Monti colora la sua giornata, dopo che aveva descritto un’Italia preda di “forti tensioni sociali”, è la vera novità di giornata. Stando attenti a non lasciar filtrare un eccesso di gioia per la sconfitta della Merkel nel Nord Reno Westfalia, da Palazzo Chigi avvertono comunque che il vento sta effettivamente girando. E se la Cancelliera federale non si lascerà prendere dalla tentazione di irrigidirsi ancora di più, i prossimi saranno davvero “i dieci giorni che cambieranno il mondo”.

    • pinoscaccia
      14 May 2012

      La soluzione c’è. Come attuarla spetta ai tecnici, non a noi poveri cittadini a cui spetta solo indignarsi e urlare. Basta evitare gli sprechi pubblici, basta che la Casta si metta una mano sulla coscienza, anzi in tasca: Hollande già si è tagliato lo stipendio del 30 per cento. Se insomma si finisse di tartassare il ceto medio, quello che regge il Paese, forse l’economia tornerebbe a girare.

      • Patrizia M.
        14 May 2012

        Già, ma da noi non si vogliono tagliare stipendi e per ora la mano sulla coscienza la Casta non se la mette e pare non abbia intenzione di allargare il tartassamento al ceto alto. Vediamo se ci arrivano ad attuare qualche cosa che vada verso questa strada, oltre a quella di incentivare le attività artigiane sulle quali si basa tantissimo commercio legato al turismo

  12. robertoaltavilla
    14 May 2012

    ecco questa e’ la classe della donna che vuole comandare l’europa

  13. pinoscaccia
    14 May 2012

    Hannelore, la ragioniera che sfida la politica del rigore.

    Il destino del nuovo ministro-presidente è già nel nome: Kraft, forza. E di forza gliene è occorsa tantissima per coprire la lunga strada che da Müllheim – la cittadina della Ruhr dov’è nata nel 1961, figlia di un tranviere e una commessa – l’ha portata ai palazzi del potere di Düsseldorf, l’elegante capitale del Land dove però lei non abita: la sua città è sempre Müllheim, di cui ha conservato il forte accento e i modi semplici e solidi. E dove vive con il marito, conosciuto ai tempi della scuola a una festa di Carnevale, e il figlio diciannovenne. Lì ha studiato, ha preso un diploma e ha cominciato a lavorare in banca. Ma era una vita troppo piccola. Così si è iscritta all’Università e ha studiato economia, laureandosi a Duisburg a 28 anni, con un intermezzo al King’s College di Londra. Il nuovo lavoro è conseguente: consulente aziendale per la piccola industria. Il suo mondo è quello: la Ruhr operosa e modesta.
    Fa una classica politica socialdemocratica: più giustizia sociale, più asili, scuole mgiliori, aiuti alle famiglie. Per lei i debiti sono «denaro ben investito». «È la regina del debito, una irresponsabile», la accusano dall’opposizione.
    Effettivamente, Kraft spende molto, oltre a non aggredire il debito (172 miliardi di euro): abolisce le tasse universitarie che il suo predecessore aveva appena messo, riforma il sistema scolastico, promulga nuove leggi per l’integrazione. Tutte riforme che costano.
    «Non dobbiamo solo risparmiare», è stato il mantra ripetuto in campagna elettorale. «Risparmiamo in modo coerente, miglioriamo le entrate, ma ricordiamoci che nessun bambino deve restare indietro. Perché se resta indietro ci costerà molto di più». Conti alla mano, ha dimostrato che spendere bene per la famiglia e l’istruzione permette di ridurre gli immensi costi delle «riparazioni» per i disastri familiari e scolastici. Ogni anno, ha ricordato, «il Nord Reno-Vestfalia paga 23 miliardi in “riparazioni” su un bilancio di 55 miliardi. Perché non aiutiamo prima genitori e insegnanti? A conti fatti, spenderemo meno». E gli elettori le hanno creduto.
    la stampa

    Se io fossi tedesco, voterei per lei.

    • vincenza63
      14 May 2012

      Io pure. Da certe cose non si torna indietro e gli anni utili per la formazione corrono. Del 1961… Siamo un paese governato da vecchi, se teniamo conto che la Ruhr non è una regione ma uno Stato Federale.

    • Mouse On Mars
      14 May 2012

      Sei io fossi tedesco voterei i Piraten. Questo era scontato , ma dovevo dirlo :)

      • pinoscaccia
        14 May 2012

        Eh, sì decisivi.

      • sissi
        14 May 2012

        Uhm… omaggio per mouse luke skywalker ;-)

        « [Finché il presupposto sia che] un reddito si può ottenere solo attraverso lavoro, allora per la tutela della dignità di tutte le persone deve regnare piena occupazione. A causa di questo presupposto, la piena occupazione finisce ad essere uno scopo primario della politica economica e viene perseguita in due modi: con incentivi alla congiuntura economica […] o con la creazione di posti di lavoro statali il cui scopo è più che altro la sussistenza [del lavoratore]. Questi metodi sono entrambi allungatoie che bruciano ingenti masse di fondi pubblici. Ma quando si impiegano fondi pubblici, bisogna farlo in maniera il più possibile orientata al raggiungimento degli obiettivi. Poiché lo scopo è un reddito per la sussistenza di ciascuno, questo reddito dovrebbe essere erogato direttamente. Solo così si assicura dignità a tutti nessuno escluso. Così come oggi l’ordine pubblico, la rete stradale e ampi settori della istruzione vengono erogati dallo Stato senza chiedere direttamente nulla in cambio, anche la sussistenza deve diventare parte integrante di questo sistema. Noi pirati siamo convinti che la stramaggioranza delle persone utilizzerà una tale sussistenza garantita per attivare il proprio potenziale economico e sociale. Una esistenza sicura crea spazio per istruzione e ricerca in autodeterminazione, nonché innovazione economica. Facilita e rende possibile solidarietà e volontariato come la cura di parenti, accudire bambini, giornalismo indipendente, attività politica o la creazione di arte o software libero. L’intera società trarrebbe beneficio [da una tale infrastruttura]. La Piratenpartei si impegna per soluzioni che senza condizioni e a livello individuale garantiscano esistenza sicura e partecipazione sociale, e che creino e mantengano libertà da bisogni economici. »

        (da wikipedia)

  14. pinoscaccia
    14 May 2012

    Intanto in Francia è partita la fuga dei ricchi. Temono la stangata da Hollande. Perchè da noi non succede? leggi

  15. Mouse On Mars
    14 May 2012

    Da noi non succede perché chi ha i soldi o non li ha mai dichiarati o li ha nei paradisi fiscali.. :)

    • pinoscaccia
      14 May 2012

      In Francia mica scappano gli evasori (quelli scappano comunque) ma i ricchi che adesso Hollande vuole colpire. I ricchi ci sono anche da noi, ma si colpiscono i pensionati o i lavoratori dipendenti. Molto più facile. E anche magari perchè sono amici dei banchieri.

  16. pinoscaccia
    16 May 2012

    Tensione a Francoforte, dove vari gruppi di manifestanti, fra cui Blockupy Frankfurt, Attac, la Linkspartei di sinistra, hanno organizzato da giovedì quattro giorni di manifestazioni in occasione del ponte dell’Ascensione, per protestare contro le banche, il sistema capitalistico e la politica di austerità dell’Unione europea. Attirando nella capitale finanziaria tedesca fra i 30-40 mila partecipanti, fra cui, secondo la polizia, 2000 violenti. In preparazione della maggiore manifestazione dal 2008, la polizia metterà in campo 4000 poliziotti.

  17. pinoscaccia
    16 May 2012

    Paese che vai, casta che trovi. Il governo tedesco ha deciso di alzare gli stipendi di cancelliere, ministri e sottosegretari. Alla Merkel 930 euro al mese in più.

  18. pinoscaccia
    17 May 2012

    Mentre i Grandi della terra discuteranno delle politiche economiche mondiali al G8 di Camp David, a Francoforte va in scena la protesta. Il movimento Occupy arriva anche qui, città sede della Banca centrale europea. L’obiettivo: «bloccare i lavori del distretto finanziario». Sono almeno 150 le persone fermate. Tra queste anche 80 italiani arrivati da diverse città per contestare le «politiche economiche di austerità». Secondo i manifestanti la polizia ha eseguito «fermi preventivi», prima della manifestazione di sabato, unica mobilitazione autorizzata.

    La democratica Germania.

    • vincenza63
      17 May 2012

      La repressione come finto strumento per limitare i danni. Bella democrazia. W gli Italiani a Frankfurt.

  19. sissi
    17 May 2012

    Quest’epoca ha un che di ‘sacrificale’.
    Soprattutto per i più giovani – penso al cile, all’argentina… – ma sicuramente drammaticamente per tutti.

  20. pinoscaccia
    20 May 2012

    L’imperativo è promuovere crescita e occupazione. I Grandi del mondo, riuniti a Camp David, negli Stati Uniti, per il summit del G8, si sono trovati d’accordo sulla necessità di abbandonare la via del «rigore a tutti i costi» – sostenuta dal cancelliere tedesco, Angela Merkel – per imboccare quella della crescita. Una via voluta soprattutto dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che teme le ripercussioni della crisi dell’Eurozona sull’esito delle elezioni del 6 novembre, e dal presidente del Consiglio, Mario Monti, non a caso scelto dal padrone di casa per aprire i lavori della prima sessione di oggi, quella dedicata ai temi economici. I due leader hanno trovato una spalla importante nel nuovo presidente francese, Francois Hollande, sulla stessa lunghezza d’onda del presidente del Consiglio. I Grandi hanno poi espresso il loro sostegno a una zona euro «forte e unita», che comprenda la Grecia. Per un’Europa forte, serve un’azione corale.

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This entry was posted on 13 May 2012 by in politica.

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