La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Chi sono i nuovi terroristi

È stato rivendicato con un comunicato a firma Fai-Cellula Olga l’attentato al dirigente dell’Ansaldo, Roberto Adinolfi. Il volantino è stato recapitato al Corriere della Sera per posta ordinaria. Il timbro postale indica che la busta è stata inviata da Genova. Nel lungo testo viene citata una frase di Adinolfi, gambizzato a Genova lunedì, in cui il dirigente sminuisce l’impatto ambientale del nucleare e la portata del disastro nucleare in Giappone di Fukushima. Il titolo della rivendicazione è Il marchio della vita. Nel testo si legge: «Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell’atomo dall’anima candida e dalla coscienza pulita». corriere della sera

La rivendicazione dunque è arrivata. Attendibile. La stella a cinque punte sostituita con un altro emblema. Esperti analizzeranno a fondo il documento ed è troppo presto per fare analisi, ma pare evidente che le stagioni cambiano e anche le rivolte. Così come gli slogan e gli obiettivi. Non sono più le fabbriche a coagulare la rabbia, ma formazioni che si richiamano all’anarchia. Da tempo questi nuovi terroristi si sono messi tristemente in luce nelle piazze con la violenza urbana, adesso hanno abbracciato la lotta armata. Brutto segno, in un momento bruttissimo.

27 comments on “Chi sono i nuovi terroristi

  1. pinoscaccia
    11 May 2012

    Nell´arsenale sequestrato tre anni fa agli eredi delle Brigate Rosse, in un paesino dell´entroterra genovese, c´erano due fucili mitragliatori, poi una Beretta e una calibro 6,35 con la matricola abrasa, detonatori, cavi d´innesco ed una bomba a mano. All´elenco mancava solo una pistola di fabbricazione russa. La Digos trovò un disegno dell´arma, trovò le istruzioni per usarla e pulirla, trovò persino le munizioni. Ma la rivoltella, no. Era una Tokarev calibro 7,62. Come quella usata lunedì mattina per gambizzare Roberto Adinolfi, manager di Ansaldo Nucleare. Un caso? Non per la procura del capoluogo ligure, che ieri mattina nel carcere di Catanzaro ha fatto perquisire la cella di Massimo Riccardo Porcile, 42 anni, il contadino proprietario della cascina di Sussisa dove la polizia fece irruzione nel giugno del 2009; e quella di un altro genovese, Gianfranco Zoja, 58 anni, ex armiere – mai pentito – delle vecchie Bierre.

  2. icittadiniprimaditutto
    11 May 2012

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. GiorgiusGam
    11 May 2012

    Portale web ilcannocchiale.it “staccato” dalla rete, segnale pericoloso di un possibile “filtro esagerato” (invece di bloccare il soliti blog razziali e/o altri delinquenti bloccano invece tutti) o lungimiranti problemi tecnico-economici di gestione? MAH!?!

  4. aurelianoflavio2
    12 May 2012

    Vero, Da tempo ormai la lotta armata si è agganciata all’anarchismo e all’antagonismo. Hai ragione, questo è un brutto segno, da non prendere sotto gamba

  5. pinoscaccia
    12 May 2012

    Il criminologo: “Avranno 30-35 anni” guarda

  6. pinoscaccia
    12 May 2012

    Due bottiglie molotov sono state scagliate contro l’ingresso della sede livornese di Equitalia. Le fiamme hanno danneggiato l’esterno della sede che si trova al piano terra di un edificio in via Indipendenza, nel pieno centro della città toscana. E’ accaduto attono alle 4.30 di oggi.

  7. aurelianoflavio2
    12 May 2012

    un revival degli anni di piombo, stavolta a chi giova?

  8. Mouse On Mars
    12 May 2012

    Mah , a me sembra più un gruppo di mercenari al soldo di non si sa chi. Gli anarchici sono impegnati su altri fronti sempre rimanendo nei confini della legalità.
    Di fatto nel documento di rivendicazione ci sono delle critiche specifiche a quel movimento anarchico che ha rifiutato e rifiuta senza se e senza ma la lotta armata.
    Il vero movimento anarchico agisce lecitamente, diffondendo nuovi modelli economici e sociali attraverso il comportamento individuale e la rete.
    Di fatto gli obbiettivi sono puramente di carattere economico strategico. Nessuna valenza sociale , nessuna rivendicazione di diritti.

  9. pinoscaccia
    12 May 2012

    Quei terroristi con i nomi di Disney leggi

    Le tante sigle della Federazione Anarchica Informale leggi

    Obiettivo dichiarato della Federazione è mettere in raccordo le diverse cellule dell’anarchia presenti in Italia e nel mondo.

  10. pinoscaccia
    12 May 2012

    Parecchio marxismo, un po’ di anarchia, molto culto della violenza, slogan da Social Network e perfino un po’ di rock «alternativo». Nelle cinque pagine con cui il Nucleo Olga della Federazione Anarchica Informale rivendica l’attentato a Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare, gambizzato a Genova, c’è un aspetto che segna subito una notevole distanza dai documenti analoghi del passato, firmati magari Brigate Rosse. È l’enorme autocompiacimento estetizzante: sembra quasi che i terroristi abbiano sparato per amore del «bel gesto» e per sentirsi a posto con la propria coscienza di rivoluzionari. Si legge: «Con una certa gradevolezza abbiamo armato le nostre mani, con piacere abbiamo riempito il caricatore» ottenendo poi, dopo aver tirato il grilletto, «un confluire di sensazioni piacevoli». È questo «il marchio della vita», come dice il titolo, la «via immaginifica alla distruzione dell’esistente». segue

    • Mouse On Mars
      12 May 2012

      Una rivendicazione palesemente piena di grossolani riferimenti ai centri sociali.

  11. Mouse On Mars
    12 May 2012

    Non mi convincono. Non c’è un tedesco , non c’è uno svedese. Troppa gente dell’est. A me questi non mi convincono. Poi ognuno creda a ciò che vuole.
    Una cosa è certa : la sinistra non ha niente a che vedere con questi personaggi.
    Chi associa questo gruppo alle BR o è in mala fede o sta commettendo un clamoroso errore.

    • pinoscaccia
      12 May 2012

      Infatti. Non so chi sono, ma sicuramente sono molto distanti dalle Br. E anche Curcio ha preso nettamente le distanze.

      Commenta Alessandro Orsini, docente di Sociologia politica all’università di Roma Tor Vergata e autore del saggio Anatomia delle Brigate rosse: «I tempi dei comunicati delle BR sono lontani. Qui la prosa è molto diversa, dimostra abitudine alla scrittura: paratassi, frasi brevi e incisive. Il linguaggio è chiaro. I documenti delle BR erano sintatticamente involuti e talvolta difficili da comprendere». Erano insomma documenti ideologici, con pagine e pagine fitte di crisi di regime, controrivoluzione, sovrastrutture, neogollismo, ultrarevisionismo, rifunzionalizzazione dello Stato. «Rispetto a quei tempi, colpisce in questa rivendicazione – prosegue Orsini – l’assenza di richiami diretti alla politica. I documenti delle BR ne erano pieni. Fatto che potrebbe essere interpretato come indizio della giovane età degli estensori, che risentono del clima in cui vivono. Le Brigate Rosse scrivevano in modo decisamente farraginoso ma le rivendicazioni erano molto più ricche e complesse sotto il profilo teorico perché non si limitavano a denunciare le ingiustizie del mondo ma fornivano anche alcune chiavi per interpretare il mutamento sociale». Oggi la rivoluzione globale corre sui Social Network, e quindi parla in modo semplice, riduce le formule a slogan, si rifugia nel generico invocando «percorsi di libertà individuale e sociale». Si appoggia perfino alle canzonette: «Produciamo e consumiamo cultura radicale e musica alternativa e lentamente crepiamo senza aver mai impugnato un’arma». I fan dei CCCP, gruppo punk degli anni Ottanta, avranno colto il riferimento a un brano dal ritornello famoso. Diceva: «Produci, consuma, crepa».

      • aurelianoflavio2
        12 May 2012

        credo che proprio non hanno niente a che spartire con le br.
        Anche a me, pare tanto che il loro serbatoio sia quello dei social network, degli antagonisti, dei centri sociali più estremisti. Niente aree politiche, se si vuole, ben distinguibili, come erano i gruppi extra-parlamentari degli anni 70. Forse è anche peggio così

  12. pinoscaccia
    12 May 2012

    Preoccupata dall’allarme del ministro dell’Interno, è il ministro della Giustizia, Paola Severino ma chiede cautela: “ci vuole molta cautela prima di indicare una matrice anarchica piuttosto che un’altra matrice distruttiva. Penso che la rivendicazione non sia affatto sufficiente per identificare l’origine di questo fenomeno e gli autori di questo orrendo attentato”. “Dobbiamo lasciare tempo agli investigatori, sappiamo per l’esperienza del passato che non sempre la rivendicazione ha identificato la sigla, la provenienza e la causa di un fatto del genere”, ha detto Severino che ha comunque ricordato che già negli anni di piombo “l’italia ha dimostrato di avere la capacità e la forza di superarli. Confidiamo nel dna degli italiani, avranno la capacità e la forza per reagire”.

    • aurelianoflavio2
      12 May 2012

      Ha ragione la Severino, lo stragismo e il terrorismo sono stati sconfitti dalla civile e forte presenza popolare ai funerali delle vittime di Piazza Fontata e ai funerali di Guido Rossa!

  13. Penso sia gente che fa cose piu’ grandi di loro.

  14. pinoscaccia
    13 May 2012

    Monti: “Italia segnata da forti tensioni sociali
    dovute alle condizioni di precarietà diffusa”

    Ma và????

  15. pinoscaccia
    13 May 2012

    La rapida svolta delle indagini per l’attentato incendiario alla sede livornese di Equitalia è affidata principalmente a quel che hanno registrato le telecamere di via Indipendenza e dintorni. Setto o otto persone hanno fatto parte del commando che di notte, armati di due molotov, una bomba carta e stracci già imbevuti di benzina hanno preso di mira Equitalia. La sede si trova a Livorno in una zona del centro storico. “Area videosorvegliata” si legge sul cartello stradale posto accanto all’ingresso degli uffici. Eppure chi ha preparato quel piano non è stato frenato da questo: una soltanto delle due molotov è esplosa e ha annerito la porta a vetri dell’ingresso e la saracinesca a maglie.

  16. pinoscaccia
    14 May 2012

    Il sospetto è arrivato dopo l’ennesima rilettura della rivendicazione per il colpo di pistola a Roberto Adinolfi, quando uno degli analisti dell’antiterrorismo si è preso la briga di verificare le citazioni contenute nel testo degli anarchici informali.E ha scoperto che una delle frasi di Bakunin tratte dal saggio «La libertà degli eguali» è tradotta da una versione inglese, perché in quelle italiane la stessa frase è riportata in maniera molto diversa.

    Nella lista dei quaranta sospettati per la pistolettata nelle gambe del manager Ansaldo ci sarebbero dunque alcuni esponenti dell’anarchismo straniero, verosimilmente greco, che conoscono meglio l’inglese dell’italiano. E avrebbero contribuito alla preparazione dell’attentato e alla «istruttoria» per individuare un bersaglio tanto simbolico quanto facile da colpire, fino alla ricerca del materiale ideologico per la rivendicazione. La conferma è nel modo in cui firmano quella citazione: Michael Bakunin, come compare nelle versioni inglesi del saggio. E non «Michail», che poi è il suo nome russo originale ed è stampato sulle copertine delle versioni in italiano.

    Per gli investigatori non è un dettaglio di poco conto: «Significa che abbiamo l’ennesima conferma che oggi la minaccia è transnazionale, che anche per gli anarchici italiani si può parlare ormai di terrorismo internazionale». Non è una caso, infatti, che anche ieri siano arrivati messaggi di solidarietà e di incitamento alla follia anarchica dalle carceri di mezza Europa. E questo dettaglio, probabilmente, rende sovrapponibili le ipotesi della prima ora, che sembrano apparentemente escludersi a vicenda.

    «Oggi la pista anarchica non esclude quella legata all’attività commerciale di Ansaldo Nucleare, che opera quasi esclusivamente all’estero, in Romania e in Gran Bretagna – dicono all’antiterrorismo – E non dimentichiamo che proprio oltre la Manica sono attivissime le stesse cellule anarchiche che furono protagoniste dei riots inglesi, gli scontri che misero a ferro e fuoco le periferie a sud di Londra». Si guarda alla Grecia e all’Inghilterra, dunque.

    Ma non solo: «Molto probabilmente questo gruppo non manca di collegamenti, anche logistici, con formazioni anarchiche anche in Corsica e in altri contesti stranieri», riflette Giulio Vasaturo, analista e criminologo della Sapienza a Roma. E forse non è un caso che l’esaltazione dell’attentato di Genova sia rilanciata sul web, in queste ore, da un sito internet che cura la traduzione dei testi in cinque lingue. E parallelamente al lavoro di intelligence proseguono le indagini tradizionali coordinate dal procuratore di Genova, Michele di Lecce; tutto il materiale raccolto dopo l’agguato potrebbe fornire indicazioni già nelle prossime ore, dalle impronte digitali sulla Yamaha X-Max usata dai sicari alle cicche di sigarette raccolte in via Montello, la strada dell’imboscata, fino alle videoregistrazioni dei sistemi di sicurezza lungo la strada percorsa dai due uomini col casco nero dalla zona residenziale di Marassi fino al quartiere di Brignole.

  17. pinoscaccia
    14 May 2012

    Sul web è comparsa una lettera scritta dal carcere dal brigatista Roberto Morandi con la quale il militante delle Brigate Rosse-Partito Comunista Combattente, condannato all’ergastolo per gli omicidi di Marco Biagi e Massimo D’Antona, vuole “rendere onore al compagno Mario Galesi dirigente rivoluzionario militante delle Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente, caduto nove anni fa combattendo per il comunismo”. Il brigatista Galesi venne ucciso il 2 marzo 2003, su un treno nei pressi di Arezzo, nella sparatoria in cui morì anche il sovrintendente della Polfer Emanuele Petri e venne arrestata Nadia Desdemona Lioce, anche lei condannata per gli omicidi D’Antona e Biagi. La lettera, firmata “il militante delle BR-PCC Roberto Morandi”, è pubblicata sul sito di ‘Soccorso rosso internazionale’. fonte

    Chi ha detto che sono scomparsi?

  18. pinoscaccia
    14 May 2012

    Sott’acqua. Spariti almeno dal gennaio scorso. Qualcuno aveva profili personali, anonimi, su facebook e twitter. Disattivati.

    Nelle zone di conflitto, dal Tav agli scontri di piazza, di nuovo segnalati ma senza esporsi troppo. Quasi in veste di osservatori, con i loro ideologi invece in prima fila, pronti a raccogliere il consenso nelle assemblee o nelle manifestazioni, sfruttando i contrasti nati dalla crisi. Sino a pochi mesi fa, sembrava strano che soggetti residenti in Trentino, per esempio, si ritrovassero sui blocchi autostradali di protesta a centinaia e centinaia di chilometri di distanza.

    Digos e Ros lavorano sulle intercettazioni telefoniche e ambientali per chiudere il cerchio non solo sui componenti del gruppo di fuoco che il 7 maggio scorso ha ferito il manager dell’Ansaldo Roberto Adinolfi, ma su tutta l’organizzazione logistica della rete terroristica della Fai/Fri.

    Frammenti di conversazioni, anche non recenti, segno che il salto di qualità non è una decisione di oggi o dell’altro ieri, ma parte da molto più lontano nel tempo: «…Vorrei uccidere uno sbirro – dice un esponente di rilievo del Nord Ovest, impegnato nella campagna contro i Cie – prima o poi…».

    Adesso le minacce che da mesi infestano il web antagonista, e non solo sui siti o sui profili specificamente anarchici, sono diventate realtà, ci sono altri sette attentati promessi dalla Fai, in un’area tutt’altro che definita ma che si identifica con le aziende ad alta tecnologia e del settore energetico. Inutile e fuorviante fare nomi e indirizzi.

    Sono decine i potenziali terroristi dell’area anarchica (ormai) post insurrezionalista, localizzati quasi tutti nel Nord Italia. Età media tra i 25 e i 40 anni, laureati e in molti casi specialisti di qualcosa; in maggioranza pluridenunciati per scontri di piazza o reati d’opinione; con grandi possibilità di muoversi nelle rete antagonista mondiale, da una guerriglia urbana all’altra. I legami con gli anarchici greci sono i più strutturati, con strategie, obiettivi e target comuni.

    Non è escluso che una parte cospicua, quella più precisa e informata, delle «istruttorie» anarchiche già concluse, abbiamo avuto anche il contributo di alcuni docenti (gli stessi che appoggiano o hanno appoggiato, in modo aperto, le istanze più estremiste e radicali degli studenti) o di collaboratori esterni alle stesse aziende, in passato legati ad organizzazioni vicine al terrorismo rosso, finite a contatto con lo stesso Adinolfi.

    la stampa

  19. pinoscaccia
    15 May 2012

    «Viva la rivoluzione, avanti la rivoluzione, questo è il momento buono». Così Alfredo Davanzo, uno degli imputati del processo milanese alle Nuove Br, ha risposto dalla gabbia ad un cronista che gli chiedeva cosa pensasse di quello che sta accadendo in questi giorni, con riferimento anche alla gambizzazione di Roberto Adinolfi. Davanzo, ritenuto il presunto ideologo delle Nuove Br del Partito Comunista Politico-Militare, è uno dei dodici imputati nel processo milanese d’appello «bis» ed è stato condannato nel precedente giudizio di secondo grado a 11 anni e 4 mesi.

  20. pinoscaccia
    15 May 2012

    Una fitta pioggia di proiettili o una potente bomba all’indirizzo dei pm italiani che indagano sulle cellule anarchiche internazionali. E’ la minaccia, farneticante, apparsa su alcuni siti e blog greci rivolta in particolare ai magistrati di Bologna che sospettano su 5 cittadini greci per aver confezionato un pacco incendiario indirizzato un anno fa all’allora premier italiano Silvio Berlusconi. “E’ un tempo pericoloso per la mafia degli accusatori – si legge sul blog anarchico – che presto potrebbero incontrare una fitta pioggia di proiettili o una potente bomba”. A firmare le minacce sono Olga Ikonomidou, Giorgos Polydoros, Gerasimos Tsakalos, Panagiotis Argirou, Christos Tsakalos, Damiano Bolano, Mihalis Nikolopoulos, Giorgos Nikolopoulos, Haris Hadjimihelakis, che si proclamano membri della “Cellula prigioniera della Cospirazione delle Cellule di Fuoco”. Riferimento anche alla gambizzazione del dirigente dell’Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, avvenuta a Genova lo scorso 7 maggio e rivendicata dal gruppo anarchico Fai e in particolare dal Nucleo Olga. Scelta apprezzata dai presunti anarchici greci, perché dedicata alla “nostra compagna Olga Ikonomidou”. “E’ un grande onore per noi e un profondo atto di amicizia, che non verrà mai dimenticato”, si legge nel comunicato.

    • aurelianoflavio2
      15 May 2012

      molto pericolosi!

  21. pinoscaccia
    16 May 2012

    Ogni altro suicidio per la crisi «è ritenuto un omicidio di Stato» e sarà «punito con il marchio della vita sino ad elevare il livello a ricordo della vita». Lo scrive il Fai (Federazione anarchica informale) Nucleo Olga nella lettera, composta di tre pagine, recapitata mercoledì mattina al quotidiano «Calabria Ora» in cui si minaccia il presidente di Equitalia Sud ma anche il premier: «Diciamo a Monti che lui è uno dei 7 rimasti – si legge in uno dei passaggi della lettera – e che il Popolo non ha nessun interesse a rimanere in Europa, a salvare le banche, a saldare i conti di uno Stato che ha sperperato per conto proprio. Il Popolo ci ha dato mandato e sacrificheremo anche le nostre vite per la causa giusta». Il volantino viene però ritenuto «inattendibile» dagli esperti dell’Antiterrorismo.

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This entry was posted on 11 May 2012 by in terrorismo.

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