La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

La marcia delle “vedove bianche”

E’ iniziato, davanti all’ospedale Maggiore di Bologna, il raduno per la marcia delle vedove delle persone che si sono tolte la vita a causa della crisi economica. La manifestazione, che prevede una marcia dal nosocomio felsineo fino alla sede dell’agenzia delle Entrate di via Nanni Costa, è stata organizzata da Elisabetta Bianchi, figlia di un imprenditore, e da Tiziana Marrone, la moglie di Giuseppe Campaniello, l’artigiano di Ozzano Emilia (Bologna) che si è dato fuoco lo scorso 28 marzo per debiti con il fisco proprio in via Nanni Costa. “La disperazione è totale – ha spiegato Marrone ai tanti cronisti sul posto -, mio marito non si è sentito sostenuto”. Alla manifestazione non sono presenti simboli politici e durante la breve marcia vi saranno solo drappi bianchi. Anche per questo la manifestazione è stata ribattezzata la marcia delle vedove bianche. segue su ansa.it

31 comments on “La marcia delle “vedove bianche”

  1. irisilvi
    4 May 2012

    Si possono definire assassini seriali? Senza nessun colpevole. I primi caduti di una inarrestabile catena, per una guerra infame che non fa prigionieri. Si, spesso sono i proprietari di qualche fabbrichetta o laboratorio artigiano, gli evasori, i derisi, la feccia di questa meravigliosa, splendida, pulita Itaglia.

  2. sissi
    4 May 2012

    Suppongo che i fatti…spieghino meglio l’uscita (infelice) di Grillo…, no?
    ..per chi preferisca la sostanza del contenuto e non si attacca ai cavilli dei parolieri, ovviamente…
    oh, ma è importante usare tutti i riguardi invece, verso ciò che abbiamo capito tutti in realtà.

    Comunque al nord parlano di riportare tutto ai Comuni e/o al Monte dei Paschi…confermi Silvi? mi pare un’ottima idea.

  3. irisilvi
    4 May 2012

    Vorrei precisare che le tasse devono essere pagate ok, ma la storia è inutile che stia a ripeterla quando si conosce nei minimi dettagli: lo stato debitore diventa esattore…
    Si Sissi ho letto che il Veneto ad esempio, regione nella quale vivo, vuole diventare riscossore in proprio lasciando Equitalia,prima che la burocrazia si muova con giunte, delibere, discussioni e altro quanti ne piangeremo?

    Questo è preso dal Mattino di Padova

    VENEZIA. I veneti devono pagare ad Equitalia 1.083.725.949 di euro. Un numero che atterrisce e che impone la rateizzazione: il carico è stato dilazionato in 81.104 pratiche rateizzate. Le cartelle esattoriali sono riferite al 3 marzo e stanno arrivando in questi giorni nelle case dei cittadini. Il numero più alto di protocolli è a Padova: 18.562 per un carico dilazionato di 238.765.353 di euro. Nelle cartelle di pagamento si trova la descrizione di quanto si deve pagare e perché: si va da poche centinaia di euro per la mensa scolastica del figlio non pagata, la multa di divieto di sosta o il bollo dell’auto arretrato a qualche migliaia di euro per tributi erariali, regionali e locali, all’irpef e alla previdenza. In media le somme più cospicue sono quelle della previdenza: sia professionisti (a volte agli inizi) che rimandano di versare i contributi per la propria previdenza; sia imprenditori senza liquidità che scelgono gioco forza di non versare i contributi ai loro dipendenti.

  4. sissi
    4 May 2012

    Lo so è allucinante.
    Infatti sentivo ieri sera a Piazzapulita, dal titolo Tasse e disperazione…. e pure in precedenza da Lilli Gruber, tale Alessandra…scusa non mi ricordo nè il nome nè la carica, comunque Segretario di qualcosa, proporre quest’altra soluzione per tornare all’umano vivere.

    Equitalia del resto aggredisce senza neppure valutare torti e ragioni, aggredisce e basta, e solo per l’aggressione – anche infondata – rende obbligatorio intanto il 30% dell’importo richiesto. Situazione kafkiana…da risolvere al più presto.
    (per esempio un signore aveva pagato la mensa scolastica del figlio solo per quindici giorni, chiudendo la scuola il 15 giugno, ma loro sono andati avanti ad accumulare interessi su interessi per quei 75 euro mancanti dei restanti 15 giorni… fino a ipotecargli casa mi sembra, di sicuro con cartelle esattoriali sì. Un altro aveva casa ipotecata per tremila euro e senza neppure saperlo. E così via, non basterebbe lo spazio per elencarli tutti).
    E’ stato un meccanismo sbagliato fin dall’inizio….. andare a cercare i VERI evasori è tutt’altra cosa – e soprattutto cercando di capire se sono REALI evasori prima…non dopo averli mandati per stracci.

    Se lo Stato è debitore non è nella posizione di chiedere nulla, figurarsi le manovre di Equitaglia.

  5. sissi
    4 May 2012

    Spero che riusciate al nord nel vostro intento e che si estenda a tutto questo paese martoriato perchè la gente non ce la fa più punto e basta.
    Ah! e l’avvocato che lavorava per Equitalia e che se n’è andato nauseato? sempre ieri sera a Piazzapulita. E ha detto che non si aspettava quel fiume di adesioni su socialnetwork….per lui, a suo favore. E ha aggiunto: da tutta Italia….ormai. Perchè la gente non ne può più e tutta l’Italia ormai sta contro.
    Dovrebbero davvero pensare a conquistarsi un'”etica”…. ti pare?

  6. irisilvi
    4 May 2012

    Merate (Lecco) e Vigevano (Pavia) prima, Calalzo di Cadore (Belluno), Santo Stefano di Cadore (Belluno) e Morazzone (Varese). Questi sono i comuni che hanno iniziato a ribellarsi ad Equitalia, Milano con Pisapia e Maroni segue a ruota,e tutto il veneto attraverso la regione. Equitalia è una società partecipata al 51% dall’agenzia delle entrate e il resto 49 dall’inps….mai sentito parlare dei signori Befera e Mastrapasqua?

  7. vincenza63
    4 May 2012

    Se le vedove sono bianche, di che colore è la morte?

    • lorena
      4 May 2012

      in questo caso tricolore = Italia

  8. sissi
    5 May 2012

    Ne capisco poco, premetto, ma riporto qualcosa sentita qua e là, tra trasmissioni televisive e giornali. Sembra che oltre ai dati riportati da Irisilvi, tanti imprenditori siano andati falliti per l’iva. Sembra anche che forse, e finalmente, adesso sia passata la ‘modifica’ grazie alla quale gli imprenditori posso detrarre direttamente dalle tasse tutti quei rimborsi di cui erano in attesa da parte dello Stato.
    Potevano pensarci prima di tutti questo suicidi, direi.

  9. madamepina
    5 May 2012

    e allora voglio dire un mio pensiero. Le crisi sono state molto peggiori di questa. Forse nessuno qui si ricorda la guerra finita del ’45 certo non c’eravamo ma diamine nessuno ve l’ha raccontata? La guerra si sa arricchisce taluni e impoverisce altri.. ma se pur con enormi, immense, difficoltà economiche, sono sopravvisuti perchè forse avevano visto la morte vicino non per scelta egoistica. L’egoismo e l’orgoglio a volte fa commettere dei gesti non propriamente consoni al dono che è :La vita.

  10. sissi
    5 May 2012

    Pina, non condivido. Era diverso. Nel dopoguerra pur tra tanti sacrifici e cose distrutte c’era la voglia di ricominciare e di guardare avanti.
    Adesso e mondialmente…non è così.
    E anche nel ’29 ci sono stati tanti suicidi in america.
    Non sono certo a favore dei suicidi – gli direi che non ne vale la pena – ma di poter capire scelte dettate dalla disperazione (più che dall’orgoglio e dall’egoismo) sì.
    Inoltre nel dopoguerra si era TUTTI uniti nel voler ricominciare… e nella possibilità di farlo soprattutto. Sicuramente non c’era uno Stato che denigrava chiunque cerca solo di sopravvivere. (pagando le tasse, quelle dovute…non quelle per ‘svista’ o per rimborsi che non arrivano mai, o per rateizzazioni con interessi stellari).

    • sissi
      5 May 2012

      Questa è decadenza completa, non una rinascita.
      Forse…con una nuova aurora, come scriveva Rampini.
      Ma dopo morti e feriti che comunque questa guerra sta facendo (parli del dopoguerra..solo che qua siamo ancora nel pieno della ‘guerra’ invece, senza bombe, senza palazzi che crollano… ma con morti e feriti ogni giorno).

  11. madamepina
    5 May 2012

    Non sto qui a convincerti Ma non è certo con i suicidi che le cose cambiano, a mio avviso Il futuro qualunque esso sia, vale la pena di essere vissuto ed anche in una vita con estrema difficoltà qualcosa di positivo si trova sempre e vale la pena viverla Poi niente può giustificare il togliersi la vita.
    Lo dobbiamo anche per rispetto a chi davvero ha vissuto la fame e la guerra, ed è stato ucciso, o ha sofferto nei campi di concentramento Ma VOLEVA VIVERE.
    Poi mi sono ritrovata a leggere un articolo di Gramellini che in sistesi raccoglie questa frase..”.perché il futuro esiste e non vale la pena di perderselo con un atto estremo…”
    l’ articolo verte su quel signore di Bergamo che è entrato armato all’agenzia delle entrate. Leggilo, magari possiamo fare qualcosa ognuno di noi.

  12. pinoscaccia
    5 May 2012

    Si è sparato in testa con la sua pistola e ora versa in condizioni disperate nell’ospedale Loreto Mare di Napoli. Un uomo di 72 anni di Pozzuoli aveva ricevuto qualche settimana fa una cartella esattoriale di 15 mila euro e tutto porta a fare pensare che il gesto estremo sia stato dettato dalle difficoltà economiche dell’uomo. Compreso il messaggio lasciato ai suoi cari in un biglietto: «La dignità vale più della vita»

  13. madamepina
    5 May 2012

    no, non credo che la dignità valga più della vita.
    Credo i periodi bui li abbiamo passati tutti…. e non conosco neanche il motivo per cui è arrivata questa cartella da 15 mila euro..
    Ma per me la vita è un “dono” al di là di quello che ti può capitare, il fatto è, che siamo diventati tutti più egoisti e orgogliosi.
    Non si mettono al mondo figli perchè non si possono mantenere, sento dire. Ma non si possono mantenere a quello che la società detta. E le famiglie con 5/6 figli che certezze avevano nel metterli al mondo? e che diognità avevano se non la miseria e la serenità.
    .

  14. sissi
    5 May 2012

    Pina… stai affrontando discorsi delicati e complicati…
    ..ma io non sono a favore dei suicidi, te l’ho detto, non ho detto che ‘con i suicidi le cose cambiano’.
    Però non mi sento neanche di giudicare o condannare nessuno, perchè lo fa, assolutamente i discorsi sono molto più complicati. (anche dei paragoni stessi, con le guerre e chi voleva vivere ecc. ecc. ecc. Ma se uno sta male…. sai che gliene frega delle guerre, dei campi di concentramento, no con tutto il rispetto ma insomma… il discorso è molto più complicato).
    Posso solo dirti che sui figli hanno ragione: vanno mantenuti…poi, e bisogna dargli tutto. Non si possono fare 5-6 figli e poi Dio vede e provvede, non lo trovo giusto.
    Hanno il diritto di trovare quel minimo garantito, dove per minimo intendo cibo, salute, medicine, studi, vestiario: e costa…ha un costo elevato, specie se moltiplicato per tre, quattro, cinque o sei.

    Sul resto… la vedo male, è inutile. Già la vita è quello che è, e quest’epoca passerà alla storia. .. sì sarà un’altra di quelle storiche.

  15. madamepina
    5 May 2012

    non ci sono epoche migliori o peggiori. farle migliori dipende solo dall’essere umano. E pensi che non sia stata gente che in periodi belli per altri non abbia avuto crac finanziari? Non per questo è lecito uccidersi. Non giudico e non colpevolizzo nessuno ma la “vita” va rispettata. e l’ho detto in precedenza, non conosco il motivo per cui quel signore doveva 15 mila euro e non siamo certo noi in grado di giudicare, colpevolizzare o assolvere le situazioni vanno viste molto più da vicino che lette da un giornale.E’facile arrendersi è conveniente andarsene. No Sissi non sono assolutamente daccordo.

  16. irisilvi
    5 May 2012

    Spero solo che tu possa capire cosa stai dicendo. E’ facile arrendersi è conveniente andarsene ? Ma di chi cazzo credi di parlare? Di animali da addomesticare? Visto che le situazioni sono molto più complicate che lette in un” giornale” perlomeno cerca di avere un pò di pietà per chi non ha avuto la forza di reggere,altro che spocchioso orgoglio,è la disperazione, buon per te che non la conosci, ciò che uccide. La vita va rispettata e pure le persone.

  17. madamepina
    5 May 2012

    e’ la vita delle persone che va rispettata infatti. Sicura che hai letto tutto quello che ho scritto? e nel modo giusto? Invece il gergo con cui ti esprimi è rispettare le persone…..

  18. sissi
    5 May 2012

    Aridai. Pare che io sia favorevole al suicidio…
    La vita va rispettata, e va bene…ma chi dice il contrario? E poi: chi ti dice che tutti quei suicidi non la rispettassero e non la amassero..magari anche più degli altri? Chi può dirlo cosa provavano dentro? E allora Marilyn? era fragile e depressa, che dirle..che non ha rispettato la vita?? stava male, no?
    Penso che non sia per niente facile arrendersi, per niente facile andarsene: paradossalmente è difficile pure questo. Ma io non giudico proprio quello che uno fa nella sua sfera personale…. questo volevo dire, quando non lede la libertà altrui e nel pieno rispetto degli altri. Quindi non giudico nemmeno questo.
    Ma non ho detto che è giusto farlo, non dico che sia una bella cosa, ovviamente! Dico solo che non giudico tutte quelle che sono solo scelte assolutamente private e individuali.

    Poi tu parli di egoismo e orgoglio, io al contrario penso sia in aumento una grande fragilità interiore invece. Proprio in generale.

    E epoche migliori e peggiori ci sono state eccome, guarda gli anni ’60 e 70′ e pure gli ’80 con tutto il boom economico da noi e in america! c’era sempre una strada da prendere all’epoca, se non c’era lavoro in italia andavi a parigi, londra, se non volevi fare l’operaio o l’impiegato andavi a fare il cameriere ai tavoli a Los Angeles, insomma qualcosa usciva. Qua…ora….?? dipende da noi?? e per far che?
    boh…è un mondo (e una vita) che non riconosco più… sinceramente.
    (certo mi sono sfuggiti un po’ di millenni… in un trentennio ;-) lo so).

  19. Walter
    5 May 2012

    Paura di vivere o coraggio di morire? Forse tutte e due le ipotesi. Chissà se esiste il termine “solitudine economica”. La gente per disperazione si toglie la vita, e “quelli” non sono capaci di togliersi neanche un euro.

    • pinoscaccia
      6 May 2012

      Su questo non ci sono dubbi. Il coraggio è vivere. Suicidarsi è sicuramente un fallimento estremo, spinto dalla disperazione.

  20. sissi
    6 May 2012

    VIA EQUITALIA DA NAPOLI – Dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris arriva invece il monito:«bisogna stare attenti all’effetto emulazione». E non solo. Il primo cittadino annuncia anche che da gennaio 2013 Equitalia non lavorerà più per il Comune di Napoli. «Stiamo lavorando alla creazione di una nuova struttura di riscossione con l’ Anci – ha detto De Magistris – che possa gestire l’ intera riscossione», ha aggiunto il sindaco di Napoli. E ancora: «Bisogna creare reti di solidarietà verso chi soffre di più ma stare attenti a meccanismi psicologici pericolosi». «Al governo – ha proseguito De Magistris- stiamo rivolgendo continui appelli perchè riveda la sua politica economica. Nelle città del Sud, come in quelle del Nord, si sta soffrendo troppo e siamo preoccupati perchè non vediamo segnali importanti su lavoro e crescita, ma solo tagli che producono ancora miseria, diseguaglianza e conflitto sociale».

  21. madamepina
    6 May 2012

    Buongiornoooo, ma non mi sembra di aver giudicato. Ho espresso solo un mio pensiero: un inno alla vita.E tutte le mogli delle vittime di mafia … ce le dimentichiamo? . Vabbè va . Avevo letto un tuo commento Sissi che non vedo più. ma , sappi che avevi capito benissimo.cosa intendevo.
    Un saluto a tutti, ma proprio a tutti. Buonadomenica serena,eh?

  22. sissi
    6 May 2012

    Senza presunzione…lo immaginavo. Pina.
    Solo che io i moralismi non li reggo veramente più. Ho avuto la grande fortuna di incontrare una persona molto bella nella mia vita, ricca di interiorità e VERO spessore, ma che non predicava….. non era un moralista.
    Lui, come me, crede nella realizzazione personale di ognuno, nel fare belle letture ed elevarsi interiormente a livello proprio d’intelligenza…. e contenuti, questo sì, ovvio, ma senza tutte ste pip…..mezze religiose come fanno altri che hanno veramente rotto. Pesante, pesante, pesante…. cercate di capire che c’è gente che chiede solo di poter vivere ed essere felice nella propria vita: punto.
    E soprattutto “al servizio” proprio di nessuno, nè dello Stato nè della politica nè della vita religiosa: LIBERAMENTE.

    Personalmente – unica piccola nota personale, ma sennò non si capisce – ho rimandato tutto alla prossima vita: mondo del cinema o della moda, sfilate, musica, stilisti gay, intellettuali, attori, registi, produttori, party, viaggi in tutto il mondo, abiti gioielli barche. E’ chiaro il concetto?? Per reazione…le prediche non fanno che esasperare un egoismo e un materialismo che, personalmente, solo i VERI contenuti possono sostituire. – non certe prediche che farebbero meglio a rinchiudersi nel catechismo di parrocchia almeno non affliggerebbero il mondo intero. Va bene EVOLVERE…. – il senso della vita – ma mica con questa pesantezza, così muoiono dentro le persone (te l’ho detto, quella ‘spiritualità’… in fondo a ponte sisto proprio, tranne la vera “presenza di spirito”…… appunto, certe lagne che non finiscono più). Scusa lo sfogo eh…non è per te.
    Io mi identifico nel mio Ego, nel mio corpo…..nella sensualità e l'”eterna” giovinezza, dentro e fuori, nella mia testa….. nelle Sensazioni – senza le quali si muore dentro – nella situazione economica: punto! ahhhhhh… che fatica. Da qui, tante altre cose ancora: la realizzazione personale…. ideali anche, sì li ho, altruismo eleganza e rispetto degli altri. Un mondo squisito e raffinato, e soprattutto lontano mille miglia da quello “comune mortale” che a me….mi atterra, letteralmente. Oh!

    E siccome siamo in tanti…. cui non basta “due cuori e una capanna” e il sentiero che porta al reverendo del paese, capisco che quando ti crolla tutta la vita in testa – grazie a questa “guerra” dei moralissimi virtuosi, gli unti dal signore…. – la gente crolla, si vede frantumare non solo la propria vita…ma il senso stesso della propria esistenza. (che voi subito sostituite col ‘catechismo’……e invece – con tutto rispetto – non basta. Anzi se l’esercito dei moralisti virtuosi predicasse di meno e sviluppasse una VERA morale…. tanti gliene sarebbero grati riuscendo a sopravvivergli).

  23. madamepina
    6 May 2012

    Ora sei tu a giudicare, però

    • sissi
      6 May 2012

      Eh ho capito… ma viene istintivo…
      un po’ come la reazione di delio rossi insomma ;-)
      (no è vero, Pina, ho capito, ok, cerco di non farne una legge universale… ;-)
      Buona domenica anche a te

      (poi quello era solo un accenno un po’…insofferente, la vita è una cosa po’ più seria e profonda per carità, lo so).

  24. sissi
    6 May 2012

    Anche perchè la maggiorparte della gente ormai chiede di capire… non sono più i tempi per certe frittatine, capisci – questo lo pensa anche mia madre.
    Chè la vita sta diventando per tutti sempre più difficile e sempre meno sopportabile, è un dato di fatto, è ‘epocale’… proprio.
    Allora le persone se lo chiedono: perchè sto male? perchè sto qui? che senso ha il dolore? o l’esperienza (dolorosa) che sto attraversando?
    Questi, per me, i veri interrogativi da porsi, e quindi da qui cominciare a cercare.
    Perchè sennò messa così..come uno slogan, ma senza che venga veramente spiegato nel suo senso più profondo, la gente non lo accetta più.

    • sissi
      6 May 2012

      E oltretutto, mia cara Pina, – e poi ho concluso – ogni volta che ho affrontato discorsi e tematiche più profondi non è mai fregato niente a nessuno.
      Evidentemente tanti non lo dicono ma sono davvero UNICAMENTE inseriti in altri contesti tipo quello di cui sopra, da me descritto.
      E sicuramente è più facile sparare sulla croce rossa…. (ancora appresso a bossi) che avere veramente qualcosa da dire su tutto che sta crollando.
      Saluti.

  25. madamepina
    6 May 2012

    Il fatto è Sissi che queste domande di cui parli tu , io me le sono poste diverso tempo fa, in un periodo buio della mia vita: le risposte le ho trovate per me e l’ho capito il senso della mia vita. Volemose tanto bene. Ciao . e ciao a tutti ;)

  26. sissi
    7 May 2012

    Ciao Pina, scusa i miei exploit… mi girava male ieri, e quando mi prendono i miei cinque minuti non si ragiona proprio.
    Ma sì, le risposte – serie, profonde…non tutte quelle cavolate scritte sopra – le avrei anch’io in realtà. Tutt’è metterle in pratica – che non sempre è facile – e tenerne sempre conto.
    Ma sì, vogliamoci bene ;-) che è ciò che conta.

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