Quei giorni di Genova da non dimenticare

Il G8 di Genova è stato sicuramente una delle pagine più dolorose e oscure della nostra storia recente. Ne ho già parlato. Le ombre non sono mai state cancellate e il film “Diaz” le ha rimesse in discussione. Eventi che tuttora hanno ripercussioni internazionali. Press Tv, un notiziario in lingua inglese, mi ha chiesto un’intervista su quei tragici giorni. Eccola.

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16 thoughts on “Quei giorni di Genova da non dimenticare

  1. I giorni del G8 « Dossier

  2. ciao bisognerebbe darne diffusione ai giovanissimi non tutti ne erano a conoscenza e non pensavano che una scuola potesse essere luogo per tali azioni

  3. Gabbià, quante cose brutte assuccèdono su sta terra. Mica se pole fa. L’omo nun vole intenne, la vita è breve e bisogna vive tuttiquanti ‘n santa pace. Vista l’ora me sa che sto a sognà.

  4. Genova non va dimenticata. Va però ricordata bene. Lì hanno sbagliato tutti, a discapito della manifestazione civile e di chi l’ ha intesa e organizzata come tale. Chi si ricorda di cosa si discuteva in quella sessione del G8?

  5. Nessuno sa nemmeno di cosa si discuteva. L’ evento primario è passato in secondo piano, anzi si è dovuto assoggettare al “mondo esterno”. Magari “dentro le mura” hanno solo gozzovigliato, mentre fuori il sangue dipingeva l’ asfalto. Ma è da credere, che nessuno si ricorda il motivo dell’ evento. Neanche io.

    • Quindi la domanda: il senso della manifestazione? Solo quello che è successo durante, nei ricordi di tutti. Perché si manifestava, no. Per un mondo migliore?

      • Beh,, il motivo della protesta era evidente: contro la globalizzazione. Genova è stata il culmine dopo le manifestazioni in tutto il mondo e poi anche a Napoli. C’erano suore e boyscout. Ma c’erano anche molti blackbloc: hanno vinto probabilmente la battaglia perchè sono riusciti a far parlare solo di loro, ma hanno perso la guerra perchè forse quel giorno è stata segnata la fine del movimento.

        • Quel giorno è finita la speranza per un Mondo più giusto. Forse era meglio quel movimento invece di vedere oggi la protesta che si sposta verso movimenti di estrema destra. Ma tutto questo fa parte del gioco. Chi ha il potere ha vinto. ;)

  6. A distanza di 11 anni la rabbia c’è ancora. Non dimenticherò mai la follia di quei poliziotti come non dimenticherò mai quegli schifosi di politici che hanno ordinato il massacro. Spero solo che per questi animali la fine dei loro giorni sia un calvario pieno di disgrazie e di sofferenze atroci.

  7. 22 maggio n. 18 Arcireport
    Un appello perché il Parlamento approvi subito una legge.
    di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.
    In Italia la tortura non è reato. In assenza del crimine di tortura non resta che l’impunità. La violenza di un pubblico ufficiale nei confronti di un cittadino non è una violenza privata. Riguarda tutti noi, poiché è messa in atto da colui che dovrebbe invece tutelarci, da liberi e da detenuti. Sono venticinque anni che l’Italia è inadempiente rispetto a quanto richiesto dalla Convezione contro la tortura delle Nazioni Unite, che il nostro Paese ha ratificato: prevedere il crimine di tortura all’interno degli ordinamenti dei singoli Paesi. Quanto accaduto nel 2001 alla scuola Diaz ha ricordato a tutti che la tortura non riguarda solo luoghi lontani ma anche le nostre grandi democrazie. Il caso di Stefano Cucchi, la recente sentenza di un giudice di Asti e tanti altri episodi dimostrano che riguarda anche l’Italia.
    Per questo chiediamo al Parlamento di approvare subito una legge che introduca il crimine di tortura nel nostro codice penale, riproducendo la stessa definizione presente nel Trattato Onu.
    Una sola norma già scritta in un atto internazionale. Per approvarla ci vuole molto poco.
    Primi firmatari:
    Andrea Camilleri (scrittore), Massimo Carlotto (scrittore), Ascanio Celestini (regista e attore), Cristina Comencini (regista),Erri De Luca (scrittore), Luigi Ferrajoli (giurista), Rita Levi Montalcini, Mauro Palma (già presidente Comitato europeo per la prevenzione della tortura), Stefano Rodotà (giurista), Daniele Vicari (regista), DonLuigi Ciotti (Libera, Gruppo Abele), Marco Solimano (Arci), Franco Corleone (coordinatore Garanti territoriali), Daniela De
    Robert (Usigrai, Vic – Caritas), Roberto Di Giovan Paolo (Forum salute in carcere), Ornella Favero (Ristretti Orizzonti),
    Elisabetta Laganà (CNVG), Luigi Manconi (A buon diritto), Alessandro Margara (ex capo Dap), Carlo Renoldi (Magistratura Democratica), Valerio Spigarelli (Ucpi), Irene Testa (Detenuto Ignoto), Christine Weise (Amnesty International).
    Per aderire:
    segreteria@associazioneantigone.it

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