La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Quei giorni di Genova da non dimenticare

Il G8 di Genova è stato sicuramente una delle pagine più dolorose e oscure della nostra storia recente. Ne ho già parlato. Le ombre non sono mai state cancellate e il film “Diaz” le ha rimesse in discussione. Eventi che tuttora hanno ripercussioni internazionali. Press Tv, un notiziario in lingua inglese, mi ha chiesto un’intervista su quei tragici giorni. Eccola.

16 comments on “Quei giorni di Genova da non dimenticare

  1. Pingback: I giorni del G8 « Dossier

  2. Rosaria
    24 April 2012

    ciao bisognerebbe darne diffusione ai giovanissimi non tutti ne erano a conoscenza e non pensavano che una scuola potesse essere luogo per tali azioni

  3. e non dimentichiamo neanche Napoli 2001, dove ci furono le prove generali per Genova.

  4. ceglieterrestre
    24 April 2012

    Gabbià, quante cose brutte assuccèdono su sta terra. Mica se pole fa. L’omo nun vole intenne, la vita è breve e bisogna vive tuttiquanti ‘n santa pace. Vista l’ora me sa che sto a sognà.

  5. Walter
    24 April 2012

    Genova non va dimenticata. Va però ricordata bene. Lì hanno sbagliato tutti, a discapito della manifestazione civile e di chi l’ ha intesa e organizzata come tale. Chi si ricorda di cosa si discuteva in quella sessione del G8?

    • pinoscaccia
      24 April 2012

      nessuno di noi, nessuno, che stavamo l ha praticamente mai visto i signori g8….

  6. Walter
    24 April 2012

    Nessuno sa nemmeno di cosa si discuteva. L’ evento primario è passato in secondo piano, anzi si è dovuto assoggettare al “mondo esterno”. Magari “dentro le mura” hanno solo gozzovigliato, mentre fuori il sangue dipingeva l’ asfalto. Ma è da credere, che nessuno si ricorda il motivo dell’ evento. Neanche io.

    • Walter
      24 April 2012

      Quindi la domanda: il senso della manifestazione? Solo quello che è successo durante, nei ricordi di tutti. Perché si manifestava, no. Per un mondo migliore?

      • pinoscaccia
        24 April 2012

        Beh,, il motivo della protesta era evidente: contro la globalizzazione. Genova è stata il culmine dopo le manifestazioni in tutto il mondo e poi anche a Napoli. C’erano suore e boyscout. Ma c’erano anche molti blackbloc: hanno vinto probabilmente la battaglia perchè sono riusciti a far parlare solo di loro, ma hanno perso la guerra perchè forse quel giorno è stata segnata la fine del movimento.

        • Mouse On Mars
          28 April 2012

          Quel giorno è finita la speranza per un Mondo più giusto. Forse era meglio quel movimento invece di vedere oggi la protesta che si sposta verso movimenti di estrema destra. Ma tutto questo fa parte del gioco. Chi ha il potere ha vinto. ;)

  7. icittadiniprimaditutto
    24 April 2012

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  8. Mouse On Mars
    28 April 2012

    A distanza di 11 anni la rabbia c’è ancora. Non dimenticherò mai la follia di quei poliziotti come non dimenticherò mai quegli schifosi di politici che hanno ordinato il massacro. Spero solo che per questi animali la fine dei loro giorni sia un calvario pieno di disgrazie e di sofferenze atroci.

  9. pinoscaccia
    15 May 2012

    Indagato un dirigente di polizia per la morte di una ragazza. leggi

  10. Rosaria
    24 May 2012

    22 maggio n. 18 Arcireport
    Un appello perché il Parlamento approvi subito una legge.
    di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.
    In Italia la tortura non è reato. In assenza del crimine di tortura non resta che l’impunità. La violenza di un pubblico ufficiale nei confronti di un cittadino non è una violenza privata. Riguarda tutti noi, poiché è messa in atto da colui che dovrebbe invece tutelarci, da liberi e da detenuti. Sono venticinque anni che l’Italia è inadempiente rispetto a quanto richiesto dalla Convezione contro la tortura delle Nazioni Unite, che il nostro Paese ha ratificato: prevedere il crimine di tortura all’interno degli ordinamenti dei singoli Paesi. Quanto accaduto nel 2001 alla scuola Diaz ha ricordato a tutti che la tortura non riguarda solo luoghi lontani ma anche le nostre grandi democrazie. Il caso di Stefano Cucchi, la recente sentenza di un giudice di Asti e tanti altri episodi dimostrano che riguarda anche l’Italia.
    Per questo chiediamo al Parlamento di approvare subito una legge che introduca il crimine di tortura nel nostro codice penale, riproducendo la stessa definizione presente nel Trattato Onu.
    Una sola norma già scritta in un atto internazionale. Per approvarla ci vuole molto poco.
    Primi firmatari:
    Andrea Camilleri (scrittore), Massimo Carlotto (scrittore), Ascanio Celestini (regista e attore), Cristina Comencini (regista),Erri De Luca (scrittore), Luigi Ferrajoli (giurista), Rita Levi Montalcini, Mauro Palma (già presidente Comitato europeo per la prevenzione della tortura), Stefano Rodotà (giurista), Daniele Vicari (regista), DonLuigi Ciotti (Libera, Gruppo Abele), Marco Solimano (Arci), Franco Corleone (coordinatore Garanti territoriali), Daniela De
    Robert (Usigrai, Vic – Caritas), Roberto Di Giovan Paolo (Forum salute in carcere), Ornella Favero (Ristretti Orizzonti),
    Elisabetta Laganà (CNVG), Luigi Manconi (A buon diritto), Alessandro Margara (ex capo Dap), Carlo Renoldi (Magistratura Democratica), Valerio Spigarelli (Ucpi), Irene Testa (Detenuto Ignoto), Christine Weise (Amnesty International).
    Per aderire:
    segreteria@associazioneantigone.it

  11. Rosaria
    7 August 2012

    “Diaz”: intervista a Daniele Vicari http://www.youtube.com/watch?v=6-uCTBgdJIc

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This entry was posted on 24 April 2012 by in reporter, violenza.

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