La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Due suicidi al giorno in tempo di crisi

La crisi economica ha i suoi effetti non solo sui disoccupati, ma anche fra imprenditori e lavoratori autonomi. Sono stati 362 nel 2010 i suicidi dei disoccupati, superando i 357 casi del 2009, che già rappresentavano una forte impennata rispetto ai 270 suicidi accertati in media del triennio precedente (rispettivamente 275, 270 e 260 nel 2006, 2007 e 2008), confermando la correlazione tra rischio e integrazione nel tessuto sociale. E’ quanto emerge dal Secondo rapporto Eures Il suicidio in Italia al tempo della crisi. La situazione economica non ha effetti solo sui ‘senza lavoro’, ma anche anche fra imprenditori e autonomi, inducendo al suicidio molti artigiani, commercianti o comunque imprenditori ‘autonomi’. Secondo l’Eures nel 2010 in questa categoria ben 336 si sono tolte la vita, contro i 343 del 2009. Solo nei primi mesi del 2012 1, 23 imprenditori si sono tolti la vita. repubblica.it

Situazione allucinante: e già li chiamano “omicidi di Stato”.

11 comments on “Due suicidi al giorno in tempo di crisi

  1. marcelloululilupoulula
    17 April 2012

    Pino un bollettino di guerra! ; sono sinceramente impaurito… :(

    • pinoscaccia
      17 April 2012

      C’è da preoccuparsi. Con i superagionieri del Governo che continuano a pensare ai conti e non alle persone.

  2. giorgiusgam
    17 April 2012

    Guardatevi intorno, noterete anche nel vostro quartiere diverse persone, anziani-giovani, girovagare di giorno senza una precisa meta, con l’espressione di una sofferenza interna causata dall’attuale “depressione economica”, nazionalizzata politicamente come lunga recessione… “Call Iceland”

  3. giorgiusgam
    17 April 2012

    Fano: titolare di agriturismo si impicca, cadavere scoperto da un amico
    http://bit.ly/HQxw2l

    DISPERAZIONE NEL TERAMANO, DUE SUICIDI IN POCHE ORE
    http://bit.ly/HPPVjl

    Montelabbate: anziano si suicida gettandosi nel pozzo
    http://bit.ly/HVqecY

    Nasce l’associazione contro i suicidi degli imprenditori – “E’ questo silenzio che ci uccide”“
    http://www.vicenzatoday.it/cronaca/suicidi-imprenditori-associazione.html

  4. lorena
    18 April 2012

    per il momento a Cesenatico la crisi non è ben visibile , c’è sicuramente perchè molte famiglie straniere con bambini vengono alle associazioni a chiedere di tutto, vestitini, olio pane , carne , ma non è così visibile

  5. pinoscaccia
    18 April 2012

    Gli imprenditori che denunciano il peso eccessivo delle tasse e della burocrazia, la mancanza di investimenti da parte del governo, la carenza di politiche per lo sviluppo. E i sindacati che parlano di situazione drammatica, con «1,2 milioni di persone nel Lazio fra disoccupati, cassintegrati e nuovi poveri». Aziende e lavoratori oggi manifesteranno insieme a Roma al Pantheon con una fiaccolata. L’iniziativa intitolata «Silenziosamente» è stata organizzata da Federlazio, l’associazione di Pmi guidata da Maurizio Flammini, per ricordare «tutte le persone, lavoratori e imprenditori, che si sono tolte la vita per la disperazione di dover chiudere l’azienda o di aver perso l’impiego».

  6. pinoscaccia
    18 April 2012

    Molti colleghi, inevitabilmente, stanno in questi giorni sottolineando il fenomeno dei suicidi per motivi economici. Fatte salve tutte le giuste considerazioni sulla necessità di fornire una corretta informazione, soprattutto in un momento difficile come questo, temo che ci stiamo un pò tutti rendendo partecipi di un fenomeno che rischia di avere conseguenze gravissime sui lettori più fragili. Limitarsi ad elencare ogni nuova morte sta già provocando una suggestione che porta al triste fenomeno dell’emulazione. Giorgio Sturlese Tosi segue su Dossier

    Una volta al Tg1 c’era una regola ferrea: non dare mai la notizia di un suicidio, a meno di un personaggio pubblico molto popolare. Proprio per l’emulazione. Non so se la regola ancora vale, ma certo è che la situazione è precipitata. A togliersi la vita non è più un individuo fragile e disperato, ma – viste le cifre – si è arrivati a un’autentica strage sociale. Ed è difficile non darne conto. Forse basterebbe evitare il nome della vittima.

  7. pinoscaccia
    19 April 2012

    Fiaccolata a Roma per ricordare le vittime della crisi. Video

  8. pinoscaccia
    19 April 2012

    Mario Monti agita lo spettro della Grecia e del suo «drammatico destino» per dire, ancora una volta, di quale portata era ed è secondo il governo l’ emergenza che ha imposto il decreto Salva-Italia e gli interventi successivi. «Ristabilire un’ Italia capace di crescere è un compito appena iniziato. Ci battiamo ogni giorno per evitare il drammatico destino della Grecia», ha detto il premier incontrando la stampa dopo l’approvazione del Decreto di economia e finanza e del piano nazionale delle riforme. Ma, attenzione, la politica non stia a guardare in attesa di tempi migliori: «I mercati – ha avvertito il premier – guardano anche alla riforma elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari, il finanziamenti ai partiti». Temi dei quali «non pensino i partiti che siano cosa diversa o irrilevante» ai fini della «credibilità» che conta anche per lo «spread». In Grecia ci sono stati 1725 suicidi, «noi lo eviteremo», ha affermato ancora, ma è necessario che i partiti «condividano le riforme al di là della vita breve di questo governo»

    Hai capito? Dobbiamo pure essere contenti.

  9. pinoscaccia
    20 April 2012
  10. Rosaria
    4 October 2012

    Sabato 22 settembre 2012.
    Venezia.
    Estratto video conferenza trascrizione di Rosaria Di Girolamo

    Antonio di Luca (Operaio metalmeccanico Dal 1989 che ha lavorato presso lo stabilimento Alfa Lancia poi Fiat a Pomigliano d’Arco dal settembre 2008 è in Cassa integrazione Guadagni. Sindacalista. Membro del direttivo provinciale della Fiom Cisl Napoli Membro della Federazione Internazionale Città Sociale Interessato al percorso della Decrescita).
    LETTERA DI UN METALMECCANICO.
    Buona sera tutti cari amici e amiche
    permettetemi di iniziare il mio intervento salutando i tanti compagni che stanno lottando al Nord e al Sud per difendere col diritto al lavoro e alla salute la possibilità di pensare un futuro diverso per sé e per i propri figli ciò che in questo momento avverto come sofferenza e come muto dolore che non può essere percepito dagli amici più cari è : l’assenza di speranza la possibilità di scrivere il proprio destino, l’avventura di venire al mondo pensando un’altra vita. Spero che in questa assemblea ci sia l’ascolto ed anche la voce degli ultimi la mia voce possa essere ascoltata e percepita come un valore Quindi mi scuserete in queste ore così drammatiche. Sono del mezzogiorno e posso solo dirvi che in questi ultimi anni nel Sud si è aperto un baratro dove tutti stiamo precipitando ma nessuno ne parla di questo baratro. Nessuno ha voglia di ascoltare il sud che muore nessuno ha voglia di riflettere sulla drammatica fame di lavoro al sud dove il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 20% e la disoccupazione femminile ha superato addirittura il 50 %.Senza contare le migliaia di giovani senza lavoro che ormai dal Sud scappano ma nessuno lo vede nessuno se ne accorge. È una fuga questa che dura senza interruzione da almeno dieci anni e si lascia dietro il vuoto e il silenzio. Ma dobbiamo saperlo il Sud sta morendo anche per le aziende scientificamente ridotte alla crisi come con al sua devastante desertificazione industriale con la distruzione sistemica dell’idea stessa di comunità Perché badate quello che sta capitando in queste ore in Campania l’IRISBUS e l’FMA di Avellino alla FIAT di somigliano di Melfi in Basilicata con la SULCIS e l’ALCOA, a Taranto con l’ILVA in Sicilia con la FIAT di Termini Merese e l’elenco potrebbe continuare che non riguarda solo la cancellazione della produttività dell’uomo … … Ecco perché credo che dobbiamo ascoltare questo grido di dolore che viene dal Sud e la sofferenza di chi sale sulle torri
    Per capire cosa è successo bisogna capire di chi sono le responsabilità di un capitalismo che attraverso una forma di globalizzazione globale sta crescendo le disuguaglianze. Sta aumentano la diversità tra paesi poveri e ricchi questo capitalismo è portatore di morte in Pakistan come alla … I ricchi ci avevano promesso un mondo diverso … non è stato così … siamo cascati in una jungla dove l’uomo si è perso dove la natura umana è diventato una belva feroce irriconoscibile Ci siamo cascati e abbiamo perso l’orientamento. Il mezzogiorno del quale nessuno parla è l’emblema di tutto questo … … I luoghi di lavoro sono diventati luoghi in FIAT come in altri posti di lavoro si sono trasformati in universi concentrazionali di cui nessuno ha il coraggio di parlare con modalità repressive … e di discriminazioni sindacali e di genere
    Noi come FIOM abbiamo raccolto una serie di testimonianze raccapriccianti Penso che Gramsci come del resto Berlinguer che accusarono di pauperismo e di francescanesimo la sobrietà dei consumi e costumi … … … … …
    – conclusione per questo – “… La battaglia di Pomigliano è una battaglia di civiltà, non è una semplice vertenza sindacale”.
    A. di Luca.

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This entry was posted on 17 April 2012 by in lavoro.

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