La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Quando incontrai due comandanti talebani

Quando ancora frequentavo assiduamente l’Afghanistan, nel 2007, incontrai a Kabul due comandanti talebani. Mi sorprese intanto una circostanza: l’incontro avvenne in pieno centro città. A una sola condizione: che li aspettassi dentro una casa. Non so quindi come arrivarono e come andarono via, cioè da quanti erano scortati, ma so che erano tranquilli e non impazienti quindi si sentivano sicuri. “Stiamo già qui, possiamo attaccare quando vogliamo”, mi dissero. Quando ho saputo dell’attacco massiccio di ieri a Kabul ho capito che non era solo una minaccia. Dopo undici anni la situazione è questa. Per diciotto ore hanno colpito in sette punti diversi (i più protetti) della capitale, seminando il terrore. Le ultime analisi serie assegnano agli “studenti di Dio” il controllo di almeno il settanta per cento del territorio. C’è già chi ha scritto che i talebani somigliano ai vietcong. La conclusione mi pare a questo punto scontata: l’Afghanistan come il Vietnam. Bisogna trovare solo il modo di uscire da Kabul, magari in maniera meno vergognosa di Saigon.

27 comments on “Quando incontrai due comandanti talebani

  1. luciogialloreti
    16 April 2012

    E infatti ,anche dopo più mi pare di dieci anni, malgrado tutto , sono ancora lì e attaccano quando vogliono , in barba soprattutto agli americani!

  2. Walter
    16 April 2012

    I talebani somigliano ai vietcong perché usano gli stessi metodi: fanno guerriglia, quindi non hanno bisogno per creare danni,della potenza di fuoco dei carri armati o dell’ aviazione.
    E su questa guerriglia, oltre alla loro follia suicida, un esercito attrezzato come quello americano può far ben poco. Soprattutto perché è il loro territorio, e lo conoscono bene.
    Probabilmente il restante 30% delle zone, controllate dall’ Esercito americano e dai contingenti “amici” è quello che interessa, il resto no.

    • pinoscaccia
      16 April 2012

      Il territorio che interessa, quello dell’oppio, e’ saldissimamente talebano

  3. barbara brunati
    16 April 2012

    Dopo tutti questi anni ancora mi chiedo perché questa assurda guerra sia iniziata, anche se “vendetta” (per l’attacco alle Twin Towers) e rivincita (per chiudere il lavoro iniziato da Bush Sr) mi appaiono come le ragioni più lampanti. Credo che si sapesse fin dall’inizio che sarebbe stata una guerra dura e, soprattutto, lunga ed estenuante. Eppure migliaia di giovani sono stati inviati in Afghanistan con la consapevolezza che sarebbero morti o ne sarebbero comunque usciti rovinati per la vita. E’ questo che fa stare peggio.

    • lorena
      16 April 2012

      è esattamente così , una guerra voluta dall’america ad ogni costo con tanti morti , che non ha prodotto nulla , tanti soldi spesi e le lacrime di tante famiglie

  4. lorena
    16 April 2012
  5. lorena
    16 April 2012

    davvero non si puo’ parlare di portare la democrazia , se questa non è barbarie?ditemi cosè?

  6. pinoscaccia
    16 April 2012

    Rispondo qui in maniera complessiva. Gli Stati Uniti hanno scatenato il conflitto in Afghanistan per “rispondere” all’11 settembre ma dichiarando la cosidetta guerra al terrorismo hanno finta di non sapere che al Qaeda è finanziata dall’Arabia Saudita e ospitata dal Pakistan: paesi invece…alleati.
    In Afghanistan e poi in Iraq sono stati indubbiamente sconfitti. Non si può dichiarare conquistata una zona se non c’è neppure il controllo della capitale, non significa vincere se si sta richiusi dentro i bunker. Per anni hanno bombardato Kandahar, zona dell’oppio, massacrando la popolazione, ma la bandiera talebana sta ancora lì.
    Quello che ancora non hanno capito gli americani è appunto che bisogna fronteggiare una guerriglia. Anche il potentissimo esercito sovietico se ne è dovuto andare con le pive nel sacco. Facile entrare in un territorio puntando sulla forza dell’esercito, più complicato restarci.
    Ricordo la strada per Baghdad: un percorso facile nel deserto con pochi colpi sparati. Adesso sono rinchiusi dentro la green zone e non entrano neppure nei quartieri. Gli americani hanno proprio una concezione militare sbagliata, frutto della presunzione. Loro mettono la guardia pesante al presidio: sotto al Palestine c’erano sei carri armati però ogni giorno buttavano granate dai camioncini e non potevano certo inseguirli… E’ come se uno grande e grosso si dicesse inviolabile: ma ti pare che hanno il coraggio di prendermi a schiaffi? Ovvio, se uno non ce la con le mani…prende il fucile.
    La guerriglia è la guerra degli insorti con l’odio che cresce a ogni malefatta dei soldati. Ecco, questa (queste) guerra gli americani la perderanno sempre.

    • pinoscaccia
      16 April 2012

      Perchè si parla di fine dell’impero occidentale? Perchè, come gli antichi romani, sono passati dal comprare al prendere (con la forza). I popoli reagiranno sempre. Per chiudere la guerra in Afghanistan, territorio poverissimo, invece delle bombe, basterebbe portare un pizzico di benessere. Non ci vorrebbe molto: è gente abituata a un pugno di riso. E costerebbe molto meno: sia in termini umani che squisitamente economici.

      • vincenza63
        16 April 2012

        Sono assolutamente d’accordo.

      • lorena
        16 April 2012

        nulla da aggiungere io sono un ‘ignorante in merito alle strategie militari ma la tua analisi mi convince ,altro che bombe bisogna aiutare il popolo che ha fame , con le bombe si alimenta il terrorismo , grazie Pino delle lezioni che ogni giorno ci impartisci, sono altresi’ preoccupata per i nostri militari in Afganistan

        • pinoscaccia
          16 April 2012

          Non si tratta di lezioni, ma di vita vissuta (complessivamente sono stato nove mesi in Afghanistan). Ormai sono convinto che la missione sia fallita, stretti nei propri bunker non si può più aiutare quel popolo ma al massimo difendere la propria vita. Che senso ha?
          Lo stesso motivo per cui non sono più tornato là. Ho conosciuto il Paese vivendo nelle case afghane, andando al mercato, parlando con la gente. Cosa potrei mai raccontare chiuso in albergo (rischiando comunque) o addirittura in un campo militare?

  7. marcelloululilupoulula
    16 April 2012

    Pino tu sai bene che il potere in mano a questi personaggi significa “dittatura”. Possono essere soltanto le componenti “sane” di quel popolo a creare una svolta e nessun altro. Quindi ritengo che il problema sia solamente culturale oltre che economico.

    • pinoscaccia
      16 April 2012

      Non parlo dei talebani. Parlo del popolo. Vecchissima storia: se lo sfami, non farà mai una rivoluzione. Gli afghani non si rifuggeranno mai nell’estremismo se vivono una vita decente. E’ la storia della mafia. Quei pochi autentici criminali dove trovano adepti? Nella miseria.

  8. marcelloululilupoulula
    16 April 2012

    I talebani si definiscono “al alayyum” i (veri) mussulmani in lotta contro tutti gli ipocriti (munafiq), gli apostati ( murtadd), i miscredenti (kafir) cioè tutti quelli che danno una interpretazione moderna dell’islam e i loro sostenitori occidentali.
    Ma insieme agli integralisti e indistinguibili da essi vi è un po di tutto: clan, forze localistiche, trafficanti di oppio, anche banditi comuni.
    Non è che questo composito mondo possa realmente sfidare gli eserciti occidentali: ma sanno che questi non resteranno per sempre nel paese. E soprattutto lo sanno gli Afghani che temono molto più gli insorgenti che resteranno che non gli occidentali che, prima o poi, andranno via. FONTE “ITALIA NOTIZIE”
    Pino trovo questa sintesi piuttosto convincente.
    Quindi a mio parere in realtà i talebani NON SONO gli “afghani tutti” ma una combriccola di farabutti mafiosi molto molto temuti…

    • sissi
      16 April 2012

      Su questo hai ragione. Avevo letto di una giornalista inglese di origine afghana che ha visitato le donne di Rawa toccando con mano le spaventose sofferenze della popolazione e soprattutto delle donne, e l’ha definito “Un mondo guidato dalla pazzia”; mentre una donna afghana, ripresa in un documentario, ha detto: “è meglio che una bomba americana cada su di noi piuttosto che continuare a vivere come finora” .
      Sicuramente la strada per la civiltà è lontana.

  9. pinoscaccia
    16 April 2012

    Non c’è dubbio che gli afghani non sono tutti talebani. E che sto dicendo da tre ore? Vale quello detto per la mafia: mica tutti, che so, i siciliani sono mafiosi, assolutamente. Ma è chiaro, ripeto, che quei pochi criminali fanno leva sulla fame del popolo. Oltre, non dimentichiamolo, sulla religione. Tutti gli afghani infatti sono islamici ed è facile far credere che… Allah lo chiede. Specie quando si è digiuni e gli invasori sparano sulla folla e oltraggiano i cadaveri o bruciano il Corano.

  10. sissi
    16 April 2012

    Ma pochi grandissimi poteri vogliono spartirsi il mondo, in realtà…
    E’ QUESTO l’unico scopo, – nonchè problema culturale – senza preoccuparsi di massacrare (o di far crollare economicamente) chiunque abbiano deciso loro.
    Altrimenti non solo non avrebbero “confuso” i confini, ma avrebbero cercato, e sottolineo almeno cercato di fare una differenza tra terroristi e popolazioni – bambini, donne, vecchi, innocui cittadini – che non solo non hanno colpa per “ospitare” i terroristi, ma che senza radio giornali televisioni non hanno mai neppure sentito parlare…del World Trade Center o del Pentagono, e senza avere la minima idea del fatto che un gruppo di fanatici abbia attaccato queste icone della civiltà occidentale. E mentre un altro gruppo di barbari, hai ragione Lorena: come altro possono definirsi? – li massacra ulteriormente col sorriso sulle labbra.
    Non oso immaginare la ‘costituzione’ talebana…ma certo che occidente e oriente stanno cercando di spartirsi il mondo, altro che democrazia. (e ancor meno “cultura”).

  11. pinoscaccia
    16 April 2012

    I talebani sono barbari, la loro cultura fa rabbrividire. Ma ho chiesto a molte donne afghane: perchè non togliete il burka? Hanno in genere risposto: “Perchè con il burka ci sentiamo protette, ci sentiamo più forti”. Ci vorranno secoli. Ma la strada non può essere aperta dalle bombe.

    [Il burka è “obbligatorio” dai 13 ai 50 anni. Quando sono giovani le afghane non vedono l’ora di indossarlo per “mostrarsi” donne, quando sono arrivate alla soglia non lo tolgono per non passare per vecchie.]

  12. sissi
    16 April 2012

    Quella non è una “cultura”, è una dittatura.
    Infatti la gioia è intimamente connessa con la bellezza e con l’arte, come ben sanno i dittatori e gli integralisti di ogni tempo, che bruciano le opere d’arte e con esse la gioia della contemplazione e della creazione. Che siano barbari o bolscevichi o talebani che fanno esplodere i buddha di pietra e proibiscono di ridere per strada, vietano gli aquiloni ai bambini e la musica al popolo, lo scopo è sempre quello, ben noto all’esoterismo nero alla base di ogni dittatura: umiliare e impedire la via della gioia agli uomini….
    (questa infatti è la prima missione del buonumore, quella cioè di costituire le fondamenta per una sana vita dell'”io”, per uscire dal conformismo dogmatico di ogni ideologia che schiavizza l’uomo umiliando la sua libera iniziativa, relegandolo ad anima di gruppo al servizio del potere, dell”istituzione’. L’arte, la gioia creativa e contemplativa, l’umorismo sorridente e la satira politica, la “risata che vi seppellirà” sono sempre stati i nemici acerrimi di ogni potere costituito e, in quanto tali, perseguitati). – da un articolo di G. De Luca.-
    Non è forse vero?

    Per quanto riguarda le donne in burka… io posso solo immaginare come siano traumatizzate per sentirsi con il velo “più protette”.
    Poi sarà anche un fattore culturale loro, che nessuno ha il diritto di sradicare, di strappare….

    • pinoscaccia
      16 April 2012

      Appunto. La cultura si cambia con il sorriso. E con l’amore. Non certo con i fucili mitragliatori.

  13. lorena
    16 April 2012

    io comunque sarò pazza ma provo profonda pietà anche per i militari americani , che presi vengono sbattuti in una guerra tremenda senza averne probabilmente nè la preparazione per capire cosa si andrà a combattere , nè la motivazione per combattere , quando nel video si parla che gli americani fanno gli scempi per divertimento , allora si capisce propio quale grado di depravazione hanno raggiunto , i responsabili veri sono gli stati maggiori del governo che non tutelano i propi uomini e donne .
    Se c’è un Dio spero abbia pietà di loro

    • pinoscaccia
      16 April 2012

      L’ho sempre detto (e lo ripeto): la guerra non la fa mai il popolo, e neppure i soldati (entrambi vittime). Ma i governi che le proclamano.

      • sissi
        16 April 2012

        Condivido.

        • lorena
          16 April 2012

          non posso che essere d’accordo

  14. giorgiusgam
    19 April 2012

    [Semi OT] UAV-equipped vehicle to debut

    Italy’s Iveco/Oto Melara consortium is gearing up to create a splash at this year’s Eurosatory exhibition in France… http://bit.ly/HSRvjE

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This entry was posted on 16 April 2012 by in afghanistan.

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