La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Il sorriso spento di una rapinatrice

Questa ragazza si chiamava Rosa Donzelli, aveva trentasei anni. Scusate se la chiamo ancora ragazza, ma a una certa età cambiano i termini di paragone. E’ morta per quattro colpi di pistola, l’ultimo decisivo al cuore. Il cuore in effetti è sempre stato il suo problema. Napoletana, da un pò di anni si era trasferita nel sud delle Marche trascinata da un amore sbagliato, un balordo che l’aveva portata alla droga. Anche l’ultima storia era con uno spacciatore. Era una ragazza dolce, dicono tutti, che lavorava come aiuto-cuoca in una pizzeria. Infilata di brutto dentro il tunnel una mattina va a fare una rapina. Gli altri con la scacciacani, lei addirittura disarmata. Per carità, non era una vittima, in ogni caso incarnava la parte del carnefice, nessuno la assolve. Il gioielliere ha reagito con una pistola vera: quattro colpi e il sorriso di Rosa è sparito per sempre insieme alla sua vita sballata, finalmente in pace. Le indagini dimostreranno se è stata legittima difesa o se la rapinatrice bionda è stata colpita alle spalle. Comunque c’è da capire la reazione. Quello che non riuscirò mai a capire sono gli applausi della gente. Non si festeggia mai una morte.

90 comments on “Il sorriso spento di una rapinatrice

  1. Royma Ta
    6 April 2012

    Pino hai ragione, ma questa forse è una reazione che nasce dalla disperazione della gente che ha paura, ogni giorno, che non si sente protetta da chi dovrebbe farlo, quasi si sentisse giustificata a dofersi far giustizia da sè.

  2. sheyda84
    6 April 2012

    Vile, l’aplauso di chi esulta di fronte alla morte di una persona. Foss’anche cattiva.
    Perchè i cattivi non hanno sempre addosso l’onta di tutte le colpe del mondo.
    E, spesso, i buoni, sebbene si tengano lontani dalla colpa, non si coprono di meriti particolari.

    Torno alla Torre “poco e spesso”, come mangiano i pettirossi sul mio davanzale.
    Spesso, “resto in silenzio”.
    Ogni volta, è un bel ritorno. Questo post, però, rende amara la buonanotte.

    • sheyda84
      6 April 2012

      L’ “applauso”, pardon, errata corrige. Il sonno mi tira nel suo vortice e così le lettere sfuggono..
      Sogni felici. Almeno un po’.

  3. pinoscaccia
    6 April 2012

    Nella vita c’è chi non ha scelta.

  4. barbara brunati
    6 April 2012

    Applaudire una morte non è bello, ma credo sia un effetto dell’esasperazione data dalle troppe rapine finite con carnefici in fuga dopo aver freddato vittime disarmate. penso a Luca Rosi, che tentava solo di difendere la sua compagna,in casa, e a tutti negozianti uccisi per non aver ceduto ai delinquenti.

  5. aurelianoflavio2
    6 April 2012

    schifato dagli applausi!

  6. Tarida
    6 April 2012

    Nel “nostro piccolo mondo ” la scelta ce l’abbiamo tutti.Rimane il fatto che non sempre si è in grado di fare quella giusta, non sempre intorno abbiamo persone che ci sappiano capire e dare una mano, non sempre si è disposti ad accettare quella mano.Hai ragione Pino, il sorriso di questa ragazza era spento forse da tanto, troppo tempo.Credo che in qualsiasi modo verranno acclarati i fatti un altro sorriso si sia improvvisamente spento, quello di chi ha sparato.Perchè prendere coscienza di aver ucciso un essere umano, se pur per legittima difesa, deve essere una cosa teemenda con cui c’è da fare i conti per il resto dei propri giorni.Altro che applausi…

  7. ceglieterrestre
    6 April 2012

    “Il sorriso spento di una rapinatrice”

    Anche la sua vita
    si è spenta…

    Una vita sbagliata…
    o giusta non possiamo dirlo.
    Sappiamo solo
    che la sua vita ormai
    si è spenta insieme
    al suo sorriso.
    Una fine sbagliata…
    o giusta non possiamo dirlo
    Sappiamo solo
    che la sua fine ormai
    si è spenta insieme
    al suo sorriso.

    franca bassi

  8. fabrizio
    6 April 2012

    tempi brutti, e quelli che verranno saranno peggio……

  9. Alessandro Errigo
    6 April 2012

    Caro Pino, condivido l’impostazione del tuo articolo. Provo pena sia per Rosa, sia per il gioielliere che ha sparato. Non so come avrebbe reagito ciascuno di noi di fronte alla rapina, non ci voglio nemmeno pensare.

  10. davide
    6 April 2012

    è vero, nn si applaude mai ad una morte. . . . si può solo dire che ” CHI è CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO, proviamo però a metterci nei panni del gioielliere che da questo momento è entrato in un tunnel infinito

    • pinoscaccia
      6 April 2012

      Infatti stiamo parlando di due vittime.
      Ma evitiamo giudizi: non tutti nella vita hanno la possibilità di scegliere.

  11. monica0302
    6 April 2012

    In questa brutta storia ci sono solo vittime, da una parte e dall’altra. Provo tanta tristezza.

  12. rita
    6 April 2012

    “Non possiamo mai giudicare le vite degli altri, perchè ogni persona conosce solo il suo dolore e le sue rinunce. Una cosa è sentire di essere sul giusto cammino, ma un’altra è pensare che il tuo sia l’unico cammino”. (Paulo Coelho)
    e…di fronte a eventi così tragici sicuramente è meglio meditare che giudicare!

  13. lupus.sine.fabula
    6 April 2012

    Non si festaggia mai la morte, hai ragione. Ma la gente comune è abituata a non andare molto per il sottile e non riesce a far altro che dividere il mondo in ‘buoni’ e ‘cattivi’ come ai tempi delle elementari. E come in una fiaba, se muore il ‘cattivo’ la gente pè abituata a non chiedersi niente e ad applaudire. Si erge a giudice a Dio delle situazioni e giudica, senza sapere…
    Bel post, molto profondo e intelligente.

  14. Arturo Bonsignore
    6 April 2012

    Pino, ma cosa Ti aspetti?
    Oramai è passato in cavalleria anche l’uso del termine “tossico”, per definire i tossicodipendenti.
    Esorcizziamo, così, la Nostra cattiva coscienza.
    Sono tempi di barbarie profonda.

  15. Siv
    6 April 2012

    Non mi sento di giustificare il gesto di chi l’ha uccisa, ma non mi sento neanche di giustificare il suo. Quando si prendono certe scelte si sanno anche i rischi a cui si va incontro purtroppo. Quando hai un negozio, una vita, una famiglia e ti trovi davanti dei rapinatori con la pistola, non sai se quella pistola è vera o è finta, non te lo chiedi. La paura fa più danni della situazione in sé, chi l’ha uccisa non sapeva come uccidere, questo è il problema. La pistola era lì pensando che non sarebbe mai servita e una volta che è servita il gioielliere non l’ha saputa usare.
    Non era pronto.
    Così come non era pronta lei a morire.
    Triste come è morta la ragazza. Lasciata abbandonata sulla porta, mentre tutti scappavano.
    Anche a me non piacciono gli applausi, una morte è una morte sempre, ma capisco anche le sensazioni di un paese di 7000 anime che fa sentire la sua vicinanza ad un uomo che conoscono, che sanno che è un uomo buono, che ha ucciso non certo per malvagità e se anche non fosse legittima difesa, neppure è per crudeltà voluta.

  16. salinaversosud
    6 April 2012

    Non abbiamo più compostezza neanche davanti la morte.
    Siamo diventate grette caricature del nostro bisogno di approvazione, di gruppo, di appoggio. Perché da solo, un essere umano che gioisce davanti a un corpo morto, non esiste più.

  17. Pingback: Il sorriso spento di una rapinatrice « Il Malpaese

  18. Marco Alici
    6 April 2012

    Neanch’io mi sento di giudicare nessuno. Inutile dire – Monte Urano è laggiù, quasi lo vedo dalla finestra – quanto questo fatto abbia scosso questa gente e questi luoghi dove non succede mai niente. Un mio collega conosce molto bene Francesco, il gioielliere, che oggi ha un braccio rotto e una ferita alla tempia, perché gliele hanno date di brutto per farsi aprire la cassaforte Questo è il contesto in cui si svolge la rapina.
    Francesco è una persona tranquilla, gli amici neanche sapevano che avesse una pistola. Insomma, non “quel” genere di persona.

    Non giudico neanche la “folla”. Immaginiamo una piazza di paese, una mezza mattina di sole: qualche pensionato seduto al bar vicino, qualche passante, qualche massaia a comprare il pane. All’improvviso il finimondo. Grida, spari. Poi i Carabinieri e l’ambulanza. E poi esce lui, in barella. E – tutt’altro che scontato – vivo. Un applauso ci può scappare, anche se non si vuole applaudire alla morte. Ognuno risponderà alla sua coscienza.

    Voglio invece sottolineare (forse non emerge abbastanza dalle cronache) il coraggio di babbo Duilio. Suona l’allarme in casa, e lui si precipita in negozio senza esitazioni, ben sapendo che potesse anche trattarsi di una rapina. Lo prendono per trascinarlo dentro, lui non ci sta e si aggrappa alla maniglia della porta con tutte le sue forze, bloccando il braccio del rapinatore che lo tiene. Con tutte le sue forze, tanto da strappare la grossa maniglia dalla porta (si può vedere nelle foto), cadendo a terra.

    Il figlio si rialza, in stato confusionale (ricordiamo che ha un braccio rotto e una ferita alla testa) e vede questa scena. Da qui ognuno scriva il finale che vuole.
    La magistratura scriverà la verità processuale, decidendo se considerarla legittima difesa. A me, normale cittadino, a occhio e croce sembra di sì, anche se so bene che quello che sembra a me non ha nessuna importanza.

    • GiulioL
      6 April 2012

      Direi di si anch’io. Anche se io non avrei mai il coraggio di sparare a nessuno.Capisco la rabbia che ho anche vissuto. Hanno scippato amici,parenti e certo ti viene voglia di reagire in qualche modo soprattutto se senti in pericolo la tua vita e quella di un tuo genitore. Ma qualcosa non và in questo meccanismo se il risultato e’ che una tipa disarmata viene uccisa e gli altri avevano una scacciacani. Probabilmente con dei rapinatori tra virgolette professionisti e veramente armati il risultato sarebbe stato diverso e forse sarebbero rimasti uccisi anche lui e il padre.

  19. GiulioL
    6 April 2012

    Pino ti ammiro tantissimo. Post stupendo.

    • pinoscaccia
      6 April 2012

      Sapevo che era un post difficile, volevo solo riflettere insieme. Ci sono riuscito.

  20. ranio
    6 April 2012

    pienamente d’accordo. Probabilmente legittima la reazione del negoziante, sempre, ovviamente, che non le abbia sparato alle spalle. inaccettabili gli applausi di questa Italia sempre più maramalda e impietosa.. si deve aver rispetto anche della morte del peggiore dei nemici o del peggiore dei criminali, senza imitare le scomposte grida di giubilo che i peggiori degli americani cacciano di fronte ai penitenziari dove vengono eseguite le condanne a morte, figuriamoci se non si può provare compassione per la fine di questa donna e se non la si prova, almeno si taccia per decenza e non si umili se stessi rendendosi simili alle iene

    • pinoscaccia
      6 April 2012

      La storia e’ lontanissima ma pensavo anche io a chi si gode lo spettacolo della sedia elettrica o, peggio, a quei marines che oltraggiano i cadaveri.

  21. pinoscaccia
    6 April 2012

    Chi era Rosa: la sua vita sballata

  22. EmmaVittoria
    6 April 2012

    Già…. ormai abbiamo tolto la dignità ai morti e alla morte.
    Quasi a voler esorcizzare l’atto ultimo della nostra vita. Ci nutriamo avidamente del dolore e della morte altrui, eleggendoci spesso a sommi giudici senza comprendere fino in fondo il perchè di gesti estremi che ci vengono propinati quotidianamente dai mezzi d’informazione.

    Concordo con salina; “non possiamo chiamarci esseri umani se gioiamo di fronte a una morte” di qualsiasi tipo essa sia.
    Qualcuno diceva… “chi è senza peccato scagli la prima pietra”… ma non si può, ne si deve inneggiare alla morte….

    Pino….. e poi che succederà?

    Ti lascio un saluto e un abbraccio

  23. EmmaVittoria
    6 April 2012

    Già….

  24. sissi
    6 April 2012

    Anch’io istintivamente ho pensato alla “folla”… passiva, inerte, incosciente; sensibile alle suggestioni, mossa solo dalla curiosità, inferocita e barbara, “anima di gruppo” senza nessun intervento attivo, con le loro giaculatorie di compianto o di accanimento, passivamente prona alle sollecitazioni per lo più su base emotiva e istintiva: la plebe al colosseo… ai tempi degli antichi romani, le masse prive di un pensiero autonomo, qualcosa di indescrivibile per quanto è odiosa.
    Per molto meno “l’anima di gruppo” non perde occasione di smentire la propria barbarità interiore, frustrazioni represse che si trasformano in linciaggi alla prima occasione, dalla più banale a quella più grave.

    Fatta questa premessa, per me d’obbligo perchè son di quelli che “amano l’umanità ma non sopportano la gente” (autoironia), condivido più di tutti Marco Alici. E’ vero, senza nulla togliere alle immancabili giaculatorie di cui sopra – perchè sempre di queste si tratta – poi bisogna conoscere e contestualizzare i fatti: magari hanno davvero soltanto visto il gioielliere vivo e ferito in barella, dopo una rapina, ed è scattato ‘istintivo’ – appunto – l’applauso per essere ancora vivo, non so. Il che è già diverso dall’applaudire dinanzi a un cadavere, o addirittura oltraggiarlo. (manifestazioni della “folla” di cui sopra…questo il vero punto).

    Non condivido invece quella sorta di giustificante, che trovo un tantino qualunquista, sui “cattivi…che poi così cattivi non sono” e sulle elementari suddivisioni del mondo in “buoni e cattivi”, o la “mancanza di scelta”: certo sì, nessuno è solo male o solo bene, altrimenti neanche saremmo qua, ovvio. Certo, ci sono tanti “buoni” che non si coprono di meriti particolari – verissimo… – ma non per questo possono “sentirsi in colpa” se qualcun’altro delinque, o livellarsi a ciò che, almeno finora, non hanno mai fatto. Insomma non è questione di “buoni e cattivi” ma nemmeno di generalizzazioni qualunquiste: si tratta come sempre di differenti livelli di coscienza. Anche il discorso delle condizioni economiche e relativa “mancanza di scelta” poi non l’ho mai condiviso perchè appunto porta lontano… infatti ora si arriva a farlo pure in fase di rapina, e non mi pare proprio il caso. C’è sempre…una scelta, come ha già detto qualcuno qui. Si tratta sempre di scelte, più o meno consapevoli o inconsapevoli che siano.
    E dunque il punto è proprio qua. sulla famosa consapevolezza.

    Bisognerebbe chiedersi: e ma perchè?? non c’è scelta?
    La scelta si riduce nella misura in cui si smette di esercitare la propria libertà. La quale via via la si perde poi sempre di più. (di vita in vita, perchè come ho già detto io non penso ci sia una vita soltanto). Nella misura in cui non si lavora sull’ampliamento della (famosa) coscienza…. che desta la consapevolezza, ordinaria quella di tutti i giorni, e permette appunto di scegliere.
    Ora, specificando e ricordando sempre che questa è un’epoca a dir poco particolare, che rimarrà nella Storia….come un momento terribile ed epocale per l’umanità, piena di gente ONESTA che chiede veramente solo e unicamente di poter LAVORARE perchè sennò costretta veramente a delinquere per poter mangiare…. tolte dunque tutte le altrettante responsabilità sociali, che in parallelo fungono da squallido contesto della disumanità a cui siamo arrivati, e che meriterebbero un altrettanto capitolo, il punto nodale sulle Scelte per me rimane quello di cui sopra.

    (P.s. nessun “giudizio” sul gioielliere – credo anch’io legittima difesa…ma anche qui: si riapre il discorso delle “scelte” sull’armamento personale, perchè quella pistola prima o poi spara…. – nè alcun “giudizio” sulla rapinatrice: solo considerazioni personali, in quella che è fuori di dubbio una tragedia per tutti in cui da qualche parte…qualcuno muore).

    – chiedo scusa per la lunghezza.

  25. Federico Gnech
    6 April 2012

    Non credo che altri abbiano ricordato l’episodio. Non in questo modo. E’ un bellissimo pezzo, che condivido in pieno. Ancora una volta, a fare ribrezzo – e anche un po’ paura – è la folla, il ‘terzo’ che giudica e che applaude.

  26. pinoscaccia
    6 April 2012

    E’ sempre difficile ragionare intorno alla coscienza.
    E non tutti hanno capito che parlavo di questo: nè delle vittime nè dei carnefici. Ma degli spettatori.

  27. Alberto
    6 April 2012

    Siamo quello che scegliamo… anche avere una pistola per autodifesa è una scelta… anche applaudire davanti a una morte è una scelta.

  28. sissi
    6 April 2012

    Difficilissimo. Ma ciò non toglie…
    Io ho capito benissimo che mettevi il punto sugli “spettatori” – l’ho colto cercando di trasmettere la disistima che ho per la cosiddetta “folla” nelle sue manifestazioni meno edificanti e sempre passive, mai attive…in un’offerta d’aiuto.

    Appunto ci tenevo a mettere a fuoco qual’è il problema, secondo me: non una sorta di ‘giustificazione’ velata, colta in alcuni commenti in quanto “male e bene si confondono…o si fanno suddivisioni elementari di buoni e cattivi”… – perchè le differenze nei vari livelli di coscienza ESISTONO, non è che siamo noi che stiamo alle elementari – verso quella che era comunque una rapinatrice, c’è poco da fare, pur con tutta la compassione umana della situazione – giovane e in balia della droga, quindi non più autonoma della sua vita – che c’è sempre in questi casi (o che almeno dovrebbe esserci), ma la folla la folla… in tutta la sua espressività più mediocre (e ripeto anche per molto meno….di una rapina).
    Poi si capirà se le hanno sparato alle spalle – e allora sarà un eccesso di difesa – oppure no, ma come dice anche Siv chi può sapere dei rapinatori se hanno pistole vere o finte, se sono armati o meno.
    Insomma tutto quel che ho già detto, rimettendo l’importanza delle scelte….nella vita, condizione che viene a mancare qualora si omette di esercitare allargamento di coscienza e libertà, questo è. Secondo me. E con una società esterna che non ti aiuta certo a farlo….anzi.

  29. irisilvi
    6 April 2012

    Questa ragazza dal sorriso spento mi ricorda Barbara dalla personalita fragile e da un triste destino che l’ha portata fino a casa ,definitivamente.Un angelo senza ali ,rubate da una vita che spesso non è quella che volevamo ,magari nemmeno quella che ci meritavamo…..
    Gli altri,gli spettatori, hanno reso un tributo solo alla loro paura.Quella che paralizza al momento e che poi rende lupi famelici.Siamo tutti coinvolti ,nessuno è innocente.
    Perchè ,anche se avessero solo applaudito al gioielliere in barella ,c’era pur sempre un brandello di persona a terra,che si faceva bionda quando era felice……
    Non posso nemmeno pensare al senso di colpa di quell’uomo che ha sparato per difendere il padre….

    • irisilvi
      6 April 2012

      Avevo letto il post ieri sera e ho seguito il susseguirsi di commenti in fb,truci,inneggianti alla pena di morte,pure di risposte sensate.Mi sono voluta prendere del tempo per riflettere,l’argomento porta con se un dolore e una ferocia che richiedeva una pausa di pensiero che ancora ,per quanto mi riguarda, non è completa.Ho scritto stamani di fretta cio’ che da subito mi ha fatto tornare alla memoria:Barbara.Ma lei non ha mai partecipato a rapine,mai ha fatto del male a nessuno se non a se stessa,anzi era un piacere trovare del tempo per fermarsi a parlarle.Ho solo visto in Rosa la fragilita’ di Barbara .Non giustifico assolutamente chi con il delitto si procura un redditto.Resta la pena per chi ha avuto la sfortuna di trovarsi in questa situazione senza nè cercarla nè tantomeno provocarla e per quella ragazza con la testa piena del nulla di vivere e di infelicita’.

      • pinoscaccia
        6 April 2012

        Certo, Barbara e Rosa erano molto diverse.
        Ma è sempre molto difficile giudicare.

        • irisilvi
          6 April 2012

          Ora il giudizio spetta a qualcuno piu’ giusto e magnanimo di noi…

  30. pinoscaccia
    6 April 2012

    Il gioielliere: “Ho sparato per paura”. Video

    • Marco Alici
      6 April 2012

      Che ne pensi, da reporter, di questo modo di carpire immagini di nascosto?

  31. pinoscaccia
    6 April 2012
  32. stefano re
    6 April 2012

    Resto basito dal comportamento della gente, ma spesso l’assurdo è mosso dall’emotività.
    Stefano

  33. barbaincampagna
    6 April 2012

    Non si può certo gioire della morte. Nemmeno di quella di un rapinatore/ice. Detto questo però dobbiamo dobbiamo dare il giusto peso alle situazioni. Onestamente non riesco a provare, per questa morte, più dolore di tanto e la cosa un pò mi turba. Non mi sento di plaudere alla rerazione del gioielliere ma ho cercato di mettermi nei suoi panni. Che vuol dire vivere ogni giorno nella paura di essere obiettivo di un malfattore? Guardarsi le spalle in ogni momento, cercare di capire se ogni persona che entra nel mio negozio, che mi si avvicina, al bar, dal giornalaio, per la strada sia qualcuno che possa rappresentare una minaccia. Rientrare a casa guardando, prima di entrare, se ci sono i segni premonitori di una possibile minaccia. Vivere blindati in casa tra inferiate e sistemi di allarme. A lungo andare è logorante e porta a reazioni che alla fine possono pesare sulla coscienza. Non credo che una persona onesta riesca ad uccidere a cuor leggero qualcuno anche quando rappresenta una minaccia. Così oltre il danno ci si porta dietro per tutta la vita il peso di un gesto che sicuramente, a mente fredda, si sarebbe voluto evitare.

  34. mcforesight
    6 April 2012

    Penso solo che l’applauso degli astanti sia dovuto alla reazione del gioielliere e non per l’uccisione della criminale, perchè tale è comunque da identificare.
    Poi se sia stata una cosa giusta o meno, è un altro discorso (che non dev’esser nemmeno menzionato).
    Certo non mi sento di giustificare ne il gioielliere, ne tanto meno lei, coprendola con il manto della “poveretta”.

  35. sissi
    6 April 2012

    Il fatto è che tutti conviviamo ogni giorno con la paura… tutti.
    Chi più chi meno, secondo caratterialità personale o secondo il lavoro che si svolge, secondo le ricchezze che si possiedono o secondo condizioni estreme di sopravvivenza che fanno vivere in baracche accessibili al primo malvivente di passaggio o che costringono a dormire in strada, o a prendere autobus alle 2 di notte nella zona più malfamata di una città. E’ proprio vivere… che è ‘pericoloso’. (non so come dire).
    E la paura, che si sa, poi produce aggressività, può limitare di molto la vita di una persona, che smette di sentirsi libera, o si induce ad armarsi, ad autodifendersi.
    Chiunque ha paura, e nutre un istintivo rifiuto della violenza, della ferocia, dell’aggressione (perchè tali sono, chiamando le cose con il loro nome, senza nulla togliere poi alla comprensione volendo ragionare ‘caso per caso’) è umano…… sarebbe ‘anormale’ il contrario.
    Comprensibile quindi, quell’istinto di autodifesa; si fa presto a ‘condannare’ – con le parole, beninteso – chi sente questo impulso di difendersi armandosi personalmente, anzichè immedesimarsi anche nelle SUE paure, nei SUO lavoro, nella SUA condizione, magari perennemente a rischio, di vita. Perchè l’istinto di sopravvivenza e di autodifesa è umano, non giriamoci intorno, parliamoci chiaro. E senza ipocriti “buonismi” – perchè poi, di fatto, nessuno è disposto a farsi aggredire tanto passivamente, o a immedesimandosi nelle condizioni tanto difficili di vita dell’aggressore…in piena aggressione.

    Il punto secondo me è riflettere su due questioni: 1. fino a che punto si è disposti ad arrivare… in quel, ripeto, umano istinto di sopravvivenza, e 2. l’innegabile vortice di violenza che s’innesca conseguenzialmente.
    Dove nel primo caso…. ricordo la scena di quel film con Nino Manfredi “Il Giocattolo”, in cui l’amico poliziotto nel regalare una pistola a lui che ha subìto una rapina facendo per mestiere il portavalori, la pistola gliela dà, ma gli dice anche: “ricordati che l’uomo che morirà con questa pistola, non sarà morto quel giorno…ma ora”.
    E nel secondo caso, si aprono scenari talmente ampi, che a rifletterci su…non basta davvero una vita. (nel vero senso).

    Sempre lungi da me “giudizi”, solo considerazioni, per quel che valgono.

  36. nazario
    6 April 2012

    Mi chiedo l’utilità di questo post in cui troppi se sono necessari. Cosa centra il genere in questa vicenda?
    Che senso a dire “la rapinatrice bionda?” è come dire “il rapinatore albanese o rumeno”.
    Non è forse meglio cercare un altro epiteto? altrimenti siamo come nel caso della costa concordia: republica titolava:
    “cosa ci faceva una bionda in cabina di comando?”

    Se poi il senso era: “vedremo le indagini cosa accerteranno” se è stata operata una discrimniazione, sparando alla donna e non all’uomo..insomma dai… basta.
    E se invece d’essere “una binda” fosse stato un signore straniero? Avresti parlato di come si fosse spento il suo sorriso?
    Perchè ora dovresse essere in pace? Quanta retorica.
    Domanda sibillina: fosse stata mora, sgraziata e molto meno avvenente, avresti publicato lo stesso la foto? ti saresti avventurato nelle descrizione caritatevole della sua vita? facendo cronaca di un destino sbagliato, assolvendo colpe e attribuendole ai senitmenti (seguire l’uomo sbagliato)?
    PROPONGO UN ESERCIZIO:
    ecco quil’articolo al maschile, a voi il giudizio.

    -Il sorriso spento di un rapinatore-

    Questo ragazzo si chiamava Rosario Donzelli, aveva trentasei anni. Scusate se lo chiamo ancora ragazzo, ma a una certa età cambiano i termini di paragone. E’ morto per quattro colpi di pistola, l’ultimo decisivo al cuore. Il cuore in effetti è sempre stato il suo problema. Napoletano, da un pò di anni si era trasferito nel sud delle Marche trascinato da un amore sbagliato, un balordo che l’aveva portato alla droga. Anche l’ultima storia era con uno spacciatore. Era un ragazzo dolce, dicono tutti, che lavorava come aiuto-cuoco in una pizzeria. Infilato di brutto dentro il tunnel una mattina va a fare una rapina. Gli altri con la scacciacani, lui addirittura disarmato. Per carità, non era una vittima, in ogni caso incarnava la parte del carnefice, nessuno lo assolve. Il gioielliere ha reagito con una pistola vera: quattro colpi e il sorriso di Rosario è sparito per sempre insieme alla sua vita sballata, finalmente in pace. Le indagini dimostreranno se è stata legittima difesa o se il rapinatore biondo è stato colpito alle spalle. Comunque c’è da capire la reazione. Quello che non riuscirò mai a capire sono gli applausi della gente. Non si festeggia mai una morte.

    • pinoscaccia
      6 April 2012

      Io credo che assolutamente inutile, e anche stupido nel finale, sia il tuo commento. Non ho aggiunto che ha un figlio di tredici anni, non l’ho assolta. Il fatto che sia bionda è un puro esercizio giornalistico. Chi sei te, fantasma di un nick, per dare lezioni? Volevo far ragionare e l’intento è riuscito se tra blog e facebook ho provocato centinaia di reazioni. Naturalmente il post era (è) rivolto a chi è in grado e ha voglia di ragionare.

  37. sissi
    6 April 2012

    Capisco, e concordo, con l’allusione ironica a un certo tipo di sentimentalismo…che al pari dell’emotività che di solito muove la “folla”, spesso va per la maggiore in queste vicende, ma il messaggio (il post) di Pino è chiaro:

    “Per carità, non era una vittima, in ogni caso incarnava la parte del carnefice, nessuno la assolve”.

    “Le indagini dimostreranno se è stata legittima difesa o se la rapinatrice bionda è stata colpita alle spalle. Comunque c’è da capire la reazione. Quello che non riuscirò mai a capire sono gli applausi della gente. Non si festeggia mai una morte”.

    Va bene l’ironia quando non è fuori luogo, e soprattutto di pari passo alla comprensione del senso…delle parole.

    (scusate se proseguo, ma io dove c’è da sviscerare, capire, approfondire ecc. ecc. mi ci infilo sempre, non so perchè)

  38. pinoscaccia
    6 April 2012

    A Rosa piaceva il genere «Scarface», al cinema come nella vita. Uomini stile Al Pacino, che naturalmente non devono chiedere mai. E frasi scolpite nel marmo. «Hey Tony, sono io il boss, sparisci…»: una delle frasi cult del film, immancabilmente postata da Rosa sul suo profilo di Facebook assieme a pellicole come «Il camorrista» o «La scorta». Non è un caso che avesse perso la testa per Gaetano Di Stasi, un pugliese di 39 anni con una fedina penale lunga come la Treccani e frequenti permanenze tra il carcere e i domiciliari: anche lui, senza essere Al Pacino, giocava a fare il piccolo boss.
    E da qualche mese nel cuore della donna aveva fatto irruzione un giovane rumeno con il quale aveva preso casa a Porto Sant’Elpidio e la cui foto campeggia sul profilo di Facebook della donna. Non c’è nulla di spericolato nella vita di Rosa, solo confusione e progetti mutilati. Ha vissuto quasi sempre ai confini della legalità, in un’opacità mediocre.
    «Quando era felice, si faceva bionda» raccontano gli amici. L’altro ieri, sull’asfalto di Monte Urano, c’era una donna dai capelli scuri.

  39. Aelthas
    6 April 2012

    Homo (e in questo caso donna) faber suae fortunae. Nessuna compassione per lei.

  40. sissi
    6 April 2012

    Cioè già avere certi “modelli”… la dice chiara sulla differenza tra un’infatuazione romantica da “giovane” ribelle verso il “bello e dannato” galeotto, e una propensione vera e propria…per certe tendenze, eventualmente un po’ affini…come natura.
    Però è difficile dirlo, sia come sempre per non fare troppi giudizi su una persona che non si conosce, (ma che resta coinvolta in una rapina, ri-sottolineato) sia perchè nel caso di uso di droga…c’è per forza una fragilità di fondo che sfalsa tutto: potrebbe trattarsi anche di pura autodistruzione… anche nel seguire certi “modelli”. Forse.

    • sissi
      6 April 2012

      …una specie di cupio-dissolvi…
      Comunque sono per le responsabilità personali in ogni caso, pur valutando sempre caso per caso e con le dovute distinzioni, differenze, eventualmente (chiamate) anche attenuanti. Resta il fatto, e resta l’altro fatto che già si portano dentro di sè… certe tendenze, comprese quelle verso persone affini, come risultanza – lo ripeto – di una serie di omissioni, con se stessi… secondo me.
      Alla fine “fermo” non rimane niente, (non si arriva nel giro di cinque minuti ad essere in un certo modo) nessuno può cristallizzare…l’attimo: o evolvi o involvi, due sono le cose.
      Va beh, concluso, l’eventuale tedio – il peccato più imperdonabile che c’è;))).

  41. davideruggiero
    6 April 2012

    Sbagliato applaudire una morte, ma ancor più sbagliato fare una rapina. Io sto e starò sempre con chi, le rapine, le subisce e non con chi le commette.

    • sissi
      6 April 2012

      Ecco appunto, GIUSTO. (davideruggiero)
      Andando al sodo…anch’io.

      (anche perchè non era una ragazzina comunque, a quasi 40 anni).

  42. sissi
    6 April 2012

    Cioè, aggiungo solo questo: una cosa è la compassione…verso chi, nella vita, non ce la fa. (e in tutti i sensi, dal lato economico a quello morale- interiore). Si può decidere di provarla… o di ‘condannare senza appello’ – anche questa è una scelta. (e a mio parere dovrebbe alla fine prevalere la prima).

    Un’altra cosa è quando da un’eventuale compassione si passa poi alla ‘giustificazione’, per circostanze esterne. E no, qui non mi sta bene. Sennò allora si giustifica tutto, quello perchè non ce la fa, quell’altro perchè è debole, un altro perchè sogna la vita da rockstar, poi perchè lo stipendio non permette di andare alle maldive, e un altro ancora perchè è nervoso, Si capisce da sè…no.
    Spiegabile ma non giustificabile… si suol dire.

    (ecco perchè sono contraria ai “sentimentalismi” – sentimentalismi, non sentimenti – perchè non portano proprio a niente).

  43. Mr.Loto
    6 April 2012

    Posso provare a spiegare ( non giustificare, sia ben chiaro ) la motivazione per cui la gente ha applaudito; probabilmente, visto il periodo storico che stiamo vivendo, in cui spesso trionfano ingiustizia ed illegalità e molte volte risulta difficile, se non impossibile, far valere i propri diritti, la gente ha applaudito a chi, per un motivo o per l’altro, si è fatto “giutizia” da solo anche se nel peggiore dei modi.
    Ovviamente anch’io pur condannando in modo fermo chi compie rapine non mi compiaccio della morte di nessuno.

    Un saluto

  44. sissi
    6 April 2012

    oddio ora mi sparate a me! ;-) virtualmente, ma questa la devo proprio aggiungere!!
    rientra nel discorso iniziale della “gente”… a mio parere (da cui tutto era partito, ma poi si è allargato il discorso nelle mille tematiche).
    Anche perchè…. lo voglio proprio dire, certi ipocriti sentimentalismi, non solo non portano da nessuna parte – sono completamente inutili cioè – ma di solito stridono fortemente con una durezza d’animo invece…che poi quando uno/a è vittima sul serio e SENZA AVER COMMESSO ALCUNCHE’ – perchè fragile, perchè ingenua un po’ stile ‘cappuccetto rosso’… – e riceve una batosta, non manifestano comprensione e immedesimazione manco a implorarli. Una durezza d’animo che è indescrivibile, invece. Tanto sono bravi con le giustificazioni infinite per via delle “circostanze esterne”, tanto sono duri poi con chi le circostanze esterne le subisce…per ‘buona grazia’ altrui.
    Ah….non so se a qualcuno è capitato, ma credetemi: it’s really the trouth.

    (“la gente”, quella per cui è risaputo nutro ormai abbastanza fastidio….perlomeno per tutti i lati piccini della loro miserevole espressione).

  45. sissi
    6 April 2012

    Comprensibile, Mr Loto, l’ho detto anch’io più su, e anche Marco Alici.
    Ma qui si faceva riferimento, credo, conoscendo un po’ il mondo…. questo ‘piccolo’ mondo, a certi linciaggi dei quali spesso “la folla” si rende partecipe.
    Perlomeno viene tale dubbio.

  46. icittadiniprimaditutto
    6 April 2012

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  47. sissi
    6 April 2012

    Riassumibile così, per i sentimentalisti: ‘ti amano fino alla morte!… e poi ti trattano come una cosa del passato’ (Bessie Smith).
    – e comunque devi stare per morire, se non essere già morto, per beneficiare di una comprensione che sia vagamente umana ahhhh! :-)
    insomma, tra una loro lacrima e l’altra….sempre giustificante di tutto, ma una naomi campbell che vi incappasse per sbaglio farebbe meglio a cambiare marciapede (anche una kate moss)

    Ma si sa che preferisco i dandismi di oscar wilde ai tiranni, ordunque dagli applausi dinanzi a un morto a quell”interiorità’ in fondo a ponte sisto, per la sopravvivenza di tutti gli altri dedico questa:

    “ci sono tre tipi di tiranni… ;-) quelli che tiranneggiano il corpo, quelli che tiranneggiano l’anima, quelli che tiranneggiano l’anima e il corpo: il primo si chiama Principe, il secondo si chiama Papa, il terzo è detto popolo” :-)

    (con le mie scuse al Papa…davvero, ma Oscar Wilde rimane la mia bibbia di sopravvivenza… ;-)

  48. emilymcooper
    6 April 2012

    Tutto questo è colpa di uno Stato che non c’è. Colpa di chi dovrebbe fare delle leggi e non le applica, se non per un proprio tornaconto; di chi dovrebbe debellare brutte piaghe come la droga, la povertà e l’abbandono delle persone.
    Sicuramente questa donna avrà avuto una vita difficile, ma ora riposerà in pace.

  49. pinoscaccia
    6 April 2012

    «Non si ammazza una persona così», replica il fratello della donna morta, Gaetano, arrivato da Napoli per il riconoscimento del cadavere. «Rosa era disarmata, in mano non aveva niente…». Rabbia e dolore i sentimenti dell’uomo che tuttavia non accusa l’orefice, «perchè lui è parte lesa», mentre intervistata in tv da Napoli la madre di Rosa ha spiegato in lacrime di non avere i soldi, «sette-ottomila euro» per riportare a casa la salma di quella che per lei resta la sua «brava ragazza». Sotto choc il figlio di tredici anni, affidato al padre, che ha saputo da un amico della morte della madre. Le analisi sul corpo della donna hanno accertato che è morta proprio con un colpo al cuore.

    Al cuore. Un destino, fino alla fine.

  50. sissi
    7 April 2012

    Purtroppo, io non lo so se è colpa pure questo di uno Stato assente..ma siamo scivolati in una violenza ormai raccapricciante, pure qua da noi. Questa la verità.
    (tra rapine, armamenti personali, e mancanza di umanità…in generale).

  51. alberto saracchi
    7 April 2012

    non metto ovviamente link di canzoni, troppo facile e troppo riduttivo per descrivere fatti che, se guardati con occhio umano, con lo sforzo di farlo in tutte le diverse angolazioni, non possono non colpire. mi vengono comunque in mente molti testi di de andre’, dove non giudicando, descriveva vicende disperate e alla fine il giudizio si perdeva di fronte ad una fotografia che lasciava il posto alla tristezza umana, dove non ci sono colpevoli e vittime, ma solo pena, una grande pena generale. la cattiva strada, una storia sbagliata, il pescatore, solo per citarne alcune.
    quello che devono capire le persone a favore della pena di morte e’ che il reato non e’ un saldo bancario, non e’ occhio per occhio. di fatto loro lo capiscono cosi’, una spece di conto da pagare, forse perche’ proprio perche’ questo e’ il loro status di menti che non hanno la possibilita’ di essere colpite al centro del cuore nel leggere, appunto, vicende tristi che trasmettono un senso di pena per tutti gli attori coinvolti, al di la’ delle colpe di ognuno.

    • alberto saracchi
      7 April 2012

      scritto di getto, scusate le ripetizioni..

  52. V
    7 April 2012

    Ottimo esempio di perbenismo ipocrita, generatore di quell’ignavia che ci porterà nel baratro.

    • pinoscaccia
      7 April 2012

      Nel baratro ci siamo gia finiti per colpa di quelli che non ragionano sulle persone come te, coraggiosissimo fantasma V.

  53. Concordo a pieno su ogni punto… mi spiace, per lei e per il gioielliere…

  54. sissi
    7 April 2012

    Sai che anch’io ieri avevo pensato alle canzoni di De Andrè?! non ho avuto voglia di metterle, assolutamente, ma con quella tristezza e pena generale sì…

    La crudezza di questa storia colpisce, sì, vite disperate di povertà, di droga, di modelli sballati… certo ho anche letto che il gioielliere l’hanno picchiato e incaprettato comunque, non so se perchè avesse opposto resistenza, sennò magari avrebbero solo preso i gioielli e basta, però è grave… questa violenza per potermi più di tanto schierare, insomma non erano dei disperati che facevano l’elemosina…in quel momento, ma una rapina e pure violenta. Non lo so, quelli sono momenti…del resto, attimi disperati mors-tua-vita-mea, come si può ragionare percorrerli in rewind immaginarli e dargli un senso? è impossibile.

    E sarà che non riesco a decidermi, sarà che mi immedesimo in tutte le “angolazioni” appunto, che provo fastidio per le unilateralità: sia per quelli che si immedesimano soltanto nel gioielliere dicendo “nessuna pietà”, (della pena di morte non parlo nemmeno) sia per coloro che si immedesimano solo nella vita disperata di lei… che di solito è un po’ ‘ideologica’ come immedesimazione, cioè ha delle durezze poi su altri fronti, è a senso unico… non a 360 gradi, e allora istintivamente non mi sta bene neanche questo.
    Non ho mai sopportato i moralisti, i “reverendi” che predicano sentendosi sempre tanto migliori al riparo delle loro piccole (e piccine) comunità, col bilancino in mano sulle vite altrui… no. Ma neppure quelli che giustificano sempre e comunque tutto, quando mancano i soldi, per cui alla fine a momenti si “deve sentire in colpa” chi subisce un reato…nemmeno. E con la pretesa poi di “uniformare” sempre tutti, per la serie “tu non sei meglio di me” – perchè poi questo è il significato implicito, “tutti uguali, nessuno è migliore di un altro” e no, non ci sto. Provo compassione, ma mettere tutto sullo stesso piano, spacciatori, violenti, con chi magari a suon di sacrifici, ma quelli veri, ha fatto una vita elevatissima…no mi dispiace. E’ solo una scusa per continuare ad autogiustificare se stessi… nascondendosi dietro a qualcun’altro.

    Dunque compassione sì, ma non riesco a stare da nessuna ‘parte’, se i discorsi sono questi…da un lato e dall’altro, specialmente.

  55. pinoscaccia
    7 April 2012

    Anch’io non sto da nessuna parte. Basta rileggere il post: Ma, come ho sempre fatto nella mia carriera di cronista, cerco di guardare tutte le angolazioni. Non è moralismo, è analisi.
    Su una cosa non transigo: sulla pena di morte. Lì, per quanto mi riguarda, non c’è dibattito. Sono assolutamente, tenacemente contro la vendetta di Stato.

  56. sissi
    7 April 2012

    Ma che scherzi!?! sulla pena di morte non parlo nemmeno! ma neanche a nominarla!!!

    Pino, lo so che era un’analisi, quella che faccio anch’io ogni volta e poi non riesco mai a decidermi, il “moralismo” non era riferito a te…. non c’entra niente con te.
    Parlavo dei perbenisti che sembrano dei reverendi quando parlano…tanto a postino ma sempre con quel bilancino in mano…insomma piccini. (e di solito sono quelli che s’immedesimano tanto e solo nelle “regolette”, che hanno una soluzione e una risposta a tutto, tanto religiosi…..ecc.ecc.ecc.). Allora quelli no, escluso come ‘genere’. Ma nemmeno quelli che troppo e solo “ideologicamente”…. s’immedesimano (sempre a senso unico poi, altrettanto).
    Sai che c’è, la solita storia: purtroppo ognuno….valuta solo col proprio metro.

  57. Mouse On Mars
    7 April 2012

    Questa vicenda mi fa pensare ad uno Stato sempre più assente. Un Paese che si sta imbarbarendo, ancora diviso in tifoserie.Chi applaude al gioielliere è lo stesso che gode quando affonda un barcone pieno di immigrati disperati , che insulta gli omosessuali e che magari è pure un evasore fiscale ecc….Tutta gente pronta per un prossimo e speriamo mai possibile nuovo Mussolini. Non hanno quel minimo di cervello per capire che le vittime sono tre : la povera ragazza , lo stesso gioielliere e tutti noi cittadini.

  58. Fimo's Love
    7 April 2012

    Ognuno sceglie il proprio stile di vita, nessuno ti obbliga ad essere drogato o a drogarsi…e non si applaude una morte, ….mai.

  59. principedellemosche
    7 April 2012

    “un insieme di persone”
    equivale al “branco”
    Il branco non pensa.

  60. che dio perdoni i peccatori…
    http://fiorediterra96.wordpress.com/

  61. alberto saracchi
    8 April 2012

    v senza farsi riconoscere mi da dell’ipocrita senza conoscermi, non mi ci fisso facendola diventare subdolamente una questione personale , per carita’, ma forse alla fine e’ tutto li’ il senso. v ci da, incosapevolmente, degli spunti. il senso degli spettatori irritatanti, visti immediatamente da pino in questa vicenda. allora loro vanno giudicati, si GLI SPETTATORI VANNO GIUDICATI, a sto punto, e prima ancora delle persone che hanno commesso i fatti che loro stessi stanno li’ a guardare, come comari pronte ad avere risposte su tutte le questioni della vita. per quanto riguarda le accuse di perbenismo, dico solo che il termine e’ in antitesi con l’atteggiamnento di chi cerca invece di capire o vedere meglio le cose. purtroppo viviamo in un mondo in cui tutti sanno tutto e tutti hanno risposte per tutto. praticamente curva nord o curva sud, io sono per capire, mentre di chi vinca o chi perda, come si usa dire alla sorbona, non me ne puo’ fregare di meno. au revoir. p.s. sono talmente contrario alla pena di morte che mi pento di averla citata anche in maniera negativa, attirato dai dementi che l’ acclamavano. sorry.

  62. alberto saracchi
    8 April 2012

    si, ha ragione pino, sono proprio gli spettatori che ne escono in maniera peggiore in questa storia.

  63. irisilvi
    8 April 2012

    Con la scusa dell’ipocrisia ,spesso ci si protegge ,si nascondono le nostre azioni istintuali,brutali .” Non sono ipocrita quindi posso vomitarti addosso tutto il mio malessere”.Il “non ipocrita” sta dalla parte del giusto ,sempre.Non si pone domande,non si guarda attorno in cerca di risposte,non aspetta nemmeno di capire cosa possa essere accaduto! E’ “non ipocrita” quindi agisce!In realta’ ha gia’ un mondo di risposte stereotipate:qualcuno gliele ha iniettate in testa.Un mondo pulito e perfetto dove la strada ,pulita e celeste,è lastricata di carogne sacrificate alla perfezione.Un mondo assettato di giustizia ad ogni costo,pronto al sacrificio umano.Ho letto da qualche parte che l’occhio per occhio rende il mondo cieco….d’altronde è stato detto che pure cio’ che si identifica con il “buonismo”,termine che personalmente detesto in quanto lo sento carico di cattiveria,ha fatto dei danni irreparabili nella nostra societa’……scusate se mi viene da ridere,tristemente.Io mi ritengo ,a questo punto ,una ipocrita alla ricerca di capire,beati coloro che sempre hanno la Verita’ incorporata,mettono la propria disinfettata manina in tasca e,voila’,la inseriscono in microonde.

  64. sissi
    8 April 2012

    Secondo me hai fatto un ritratto dell’ipocrisia – o della non-ipocrisia – completamente distorto, scusa se te lo dico. Il non-ipocrita è se stesso…. e basta.
    Non pretende verità in tasca, non aderisce a un mondo perfetto e perfezionista anzi… sta sempre un tantino sopra le righe, casomai, il che non è un’altra “regola” obbligatoria o peggio ancora stereotipata ma spesso è così, il non-ipocrita semplicemente NON ha una doppia faccia!

    Non finge di essere in un modo e poi è tutt’altro: sei un ipocrita
    Non finge amicizia e alla prima occasione ti frega, o ti straparla (male) alle spalle: sei un ipocrita
    Non finge sentimenti (sentimentalismi) che non prova: sei un ipocrita
    Non è in cerca di conoscenze superficiali, in base al conto in banca o al ruolo che svolgono nella vita, per il proprio tornaconto personale: sei un ipocrita
    Non vanno ‘perbenisticamente’ d’accordo con tutti ricoprendosi di sorrisi melliflui per mantenere una bella immagine di sè e le pubbliche relazioni che contano: sei un ipocrita.
    Non fa “il presepe” con certi sentimentalismi astratti e da latte alle ginocchia, salvo poi avere un cuore e un animo duro come la pietra. sei un ipocrita.
    E così via….
    QUESTA è l’ipocrisia.

    Poi vomitare o no addosso a qualcuno tutto quel che gli passa per la testa al momento, dipende dai casi…. Naturalmente quando ci vuole un sonoro ‘vaffa’, sarà anche lecito dirlo, mentre sbattere addosso a qualcuno cose odiose non perchè si è incazzati in quel momento, ma per togliersi la soddisfazione di demolirlo con la scusa della “sincerità”…. allora sicuramente diventa una strumentalizzazione della sincerità stessa, la verità usata come un’arma.

    Ora non non che intendesse il “V” con il “perbenismo ipocrita” e nei confronti di Alberto Saracchi che non ha fatto altro che parlare d’amore: per le canzoni di De Andrè? per l’immedesimazione in una vicenda dolorosa? non so, bisognerebbe chiederlo a lui.
    Ma ritengo l’ipocrisia tutto quanto sopra esposto, e al di là che uno si ponga o meno domande nella vita, che è un’altra questione ancora.

  65. sissi
    8 April 2012

    Te lo dico perchè io l’ipocrisia, la falsità….non la reggo, e mi ritengo (conoscendomi) una non-ipocrita. Ma assolutamente non mi rivedo in quel quadro perfezionista di cui parli te: ho i miei difetti, come tutti, ma semplicemente non sono un’ipocrita.

  66. sissi
    8 April 2012

    Anche perchè non ho fatto altro che pormi domande nella vita e cercare le risposte. CERCARMELE…non “farmele iniettare” (non ho mai nemmeno fatto analisi, perchè te la dico con le parole di un mio medico, io l’analisi me la sono sempre fatta da sola). La ricerca è tutt’altra cosa che gli “indottrinamenti”, appunto – quelli contro cui mi scaglio da una vita.

    Nessuno sta dalle parte del giusto, sempre, ma sicuramente una persona che si ponga domande nella vita, cerca…..di stare anche dalla parte del giusto – si immedesima anche in ladri e assassini, ma non si immedesima a senso unico SOLO nei ladri e negli assassini, magari per rispondere a uno stereotipo anti-borghese…. o perchè sennò ha paura di non sentirsi religiosamente buono con se stesso sulla “strada pulita e celeste”, appunto).

    E il “buonismo”, che pure esiste, ed è una piaga quanto il sentimentalismo, quanto tutti gli “ismi”. stai tranquilla che non proviene dal non-ipocrita: ma da quell’ipocrita, sempre, che tanto s’accora come le prefiche ai funerali, tanto è duro poi con chi magari sta semplicemente bene e sereno nella propria esistenza. (o che chiede comprensione per problemi minori, avendo l’enorme ‘torto’ di avere magari problemi non eccessivamente gravi, o di non stare per morire).

    Non a caso più su parlavo ironicamente di una naomi campbell, o una kate moss, che con certi “buonisti” gli tocca cambiare marciapiede…per il ‘troppo amore’ …ahahahah : traducasi: LE PRENDEREBBERO A COLTELLATE, SE POTESSERO. Quegli stessi che piangono e si strappano i capelli per tutto il dolore del mondo….capisci?

    Ma come mai io, se per assurdo mi telefonasse una naomi campbell che piange perchè l’ha lasciata il fidanzato o perchè si fatta male al dito mignolo…ascolto anche lei, anche i SUOI di problemi, e non le sbatto in faccia tutti gli altri e altrui ‘peggiori’ problemi del mondo?? Forse perchè non sono buonista?
    Infatti, preferisco l’ironia….e la totale assenza di tutti gli ismi, compresi i buonismi.

    I sentimenti e l’IMMEDESIMAZIONE….ma quella VERA….nell’altro, sono tutta un’altra cosa.
    (il resto andasse in parrocchietta…)

  67. sissi
    8 April 2012

    E per concludere… – potrei scriverci un’enciclopedia sulle piccinità ipocrite della “gente” – mi piacciono le persone dirette, TRASPARENTI, che nel bene e nel male sono sempre se stesse, senza “doppie facce”, senza dire il contrario di quel che si pensa o stravolgere la realtà a proprio favore, nella menzogna e nella proiezione psicologica di ciò hanno capito benissimo che invece NON E’ (il fango).Senza sovrastrutture, “presepi”, sepolcri imbiancati… sempre a difendere la facciata…in una finzione continua, con se stessi e con gli altri.
    Ma semplicemente le persone spontanee, sincere, nei difetti come nelle qualità, sono le persone non-ipocrite, non false.

  68. pinoscaccia
    8 April 2012

    E l’hai scritta l’enciclopedia.

    • sissi
      8 April 2012

      ;-)

      (è più forte di me, scusa..ma ancora sarebbe niente. Potrei scriverla potrei scriverla…un romanzo, graffiante e ironico, tuttavia…non ne vale davvero la pena).
      Beh BUONA PASQUA!! :-)

      La Resurrezione…l’avvenimento più bello che c’è.

  69. irisilvi
    8 April 2012

    @Sissi:per me puoi pensarla come meglio credi.

    • sissi
      8 April 2012

      Sì, ovviamente…
      anche tu, se è per questo.
      Qua ognuno dice la sua, no?

      ari-Buona Pasqua a tutti, scappo a pranzo…

  70. Enzo Cumpostu, Nuoro
    11 April 2012

    ho inserito questo tuo post, seppur ocn diversi giorni di ritardo, nel mio blog preceduto da un mio commento sull’articolo 52 c.p.
    spero che tu abbia passato una serena Pasqua e Pasquetta.
    Io in assoluta tranquillità.

    Ciao a Auguri seppur in ritardo

    Enzo

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