Via Poma, giallo risolto? Macchè

Anche il più modesto degli investigatori sa che per risolvere un giallo sono decisive le prime indagini. A ridosso immediato del delitto si possono scoprire tracce (e testimonianze) difficilmente recuperabili con il passar del tempo. A meno di clamorosi risvolti, naturalmente. Il giallo di via Poma è sicuramente fra i più intricati della cronaca contemporanea. Sono stati fatti errori investigativi importanti, lo sanno tutti. Soprattutto, come succede spesso, incaponendosi su un’unica pista senza allargare il giro d’orizzonte. Oltretutto, rispetto al passato, si è diventati pigri tralasciando i vecchi, collaudati sistemi da “sbirro” (confrontare voci, alibi e moventi) per farsi cullare dalla scienza. Oh, che bello: ci sono i periti, lasciamo fare a loro. Così succede che dopo ventidue anni una perizia scopre che c’è il morso del fidanzato sopra il seno della povera Simonetta Cesaroni. Eppure nel 1990 nessuno aveva messo alle corde Raniero Busco nonostante il rapporto personale con la vittima e due alibi carenti. No, perchè tutti erano convinti della reponsabilità di Vanacore e hanno stretto d’assedio lui per farsi dire il nome dell’assassino. Quel morso e la comparazione con il Dna sono stati sufficienti per condannare Busco a 24 anni di carcere. Bene, giallo risolto. Neanche per idea perchè, visto che ormai è la scienza che comanda, un’altra superperizia ha negato tutto: nessun morso, il Dna di almeno altri tre uomini sul reggiseno della ragazza, il sangue del “colpevole” assente sia sulla porta che sul telefono che sull’ascensore. Anche l’ora del delitto è stata cambiata. Nonostante siano crollate le prove, l’accusa non demorde: è lui il colpevole. Sulla base di che? E allora ci saranno altre perizie, ognuna smantellerà quella precedente. Come in un film dei Ris. Piastrina contro piastrina, analisi su analisi. E intanto un uomo sta in galera.

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12 thoughts on “Via Poma, giallo risolto? Macchè

  1. Già. Un uomo sta in galera, una ragazza è stata uccisa da circa trent’ anni ed un altro si è suicidato. Bel risultato per gli inquirenti.

  2. ma perchè busco è già in galera , è gia’ stato fatto l’appello , mi è sfuggito assurdo !!!!!

  3. …e magari quei DNA sono di un poliziotto, di un familiare, del medico legale, di un curioso che ha rovistato fra i reperti, valli a ritrovare dopo tutto questo tempo!!! insomma dopo decenni le certezze delle prove scientifiche mi paiono molto azzardate… o no ?

  4. @ Sissi. No, purtroppo la verità non la sappiamo.
    Nessuno di noi. E forse, per questo caso non si saprà mai.
    Ma non siamo nemmeno inquirenti. Siamo quelli che guardano attoniti una vicenda che attraversa il tempo, immobile e cristallizzata in un fatto solo e certo: C’ è stato un omicidio. Tutto il resto solo chiacchiere e ipotesi controvertibili.

  5. Walter, sì, ragionamento perfetto, è che veramente è impicciata la vicenda. Sembra un giallo di agatha christie, in cui può essere chiunque, dal ‘maggiordomo’ al conoscente. Certo dopo tanti anni non so come funziona col dna, non ne capisco niente, e come sempre non riesco a schierarmi da qualche parte perchè troppo contorta.

  6. Guarda che non è necessario schierarsi da nessuna parte. Non è che si deve fare del tifo circense, con pollice su o giù. Bisogna solo attendere che salti fuori il colpevole. Ovvio, ognuno ha la sua ipotesi. Ma tale resta.

  7. per LORENA. Busco per fortuna non è in galera, almeno questo per fortuna gli è stato risparmiato. Ci potrebbe andare solo dopo la eventuale condanna in Cassazione. In questo delitto si sa bene chi sia l’assassino. E’ Federico Valle , nipote di cesare Valle, potentissimo capo massone, autore di piani regolatori, capo del Consiglio dei Lavori Pubblici o giù di lì, potete vedere su Wikipedia. Per non infangare il nome della potente famiglia il patriarca ha creato una rete di depistaggio interessando portieri, testimoni, periti, elementi di forze dell’ordine e magistratura riuscendo a tener fuori il nipote dalle indagini. Il PM Catalani aveva tutti gli elementi per inquisirlo ed ha provato allo spasimo di rinviarlo a giudizio ma il giudice istruttore dell’epoca emetteva regolarmente ordinanze di rigetto.Ma questa storia la conoscono bene i cronisti della giudiziaria dei giornali di Roma alcuni dei quali fanno parte della moltitudine di persone che sono sono state a tempo querelate appena nominavano il nome di Federico . Pensate che nel processo a Busco , quello per il quale il portiere Vanacore era stato chiamato a deporre, sono spariti gli atti relativi al Valle e pertanto non è stato possibile convocarlo per deporre.

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