La macchina dell’odio

Il problema nasce adesso. Il governo afghano ha chiesto un processo pubblico per il militare americano autore della strage a Kandahar. Obama ha promesso giustizia a Karzai, ma dovrà superare un blocco antico e consolidato che garantisce impunità agli uomini (e donne) con le stellette. Inutile e noioso ripetere i mille episodi tragici e comunque violenti in cui sono stati protagonisti i soldati a stelle e strisce. Tutti a ricordare la follia del Vietnam, ma basterebbe limitarsi all’Iraq e all’Afghanistan per trovare orrore senza fine. Licenza di uccidere e non solo. Sono stati puniti quelli delle torture? E sono stati puniti quelli del vilipendio dei cadaveri? Personalmente sono convinto che il “folle” sottufficiale dell’altra notte sia già su un aereo per gli Stati Uniti. Certo, sarà radiato e messo in una casa di cura. Poverino, si dirà. Se fosse stato un cittadino qualsiasi, magari di colore, per un eccidio simile sarebbe finito sulla sedia elettrica con tanta gente estasiata davanti alla sua fine terrena. Sono contro la pena di morte, ma almeno in galera dovrebbe andare. Troppo facile dire: è pazzo. Il fatto è che non si può punire un intero “sistema” che ha fatto di quel sergente una macchina da odio. Mi diceva l’altro giorno un generale italiano: “A questo punto, meglio andar via. Con questi pazzi americani si va a finire male”.

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41 thoughts on “La macchina dell’odio

      1. Non sto facendo politica eh, ma lo penso veramente. Nel senso che non posso che apprezzare chi prende le distanze da questa ferocia. ‘A prescindere’.
        (non è una questione di italia vs. america insomma).

        Ah, Lorena tu dici che lo sapeva già? In ogni caso sta degenerando, adesso. O prima non ne sapevamo niente, non so.

        1. cara che un Generale non sapesse i metodi americani fa un po’ impressione , anche nell’ultima guerra e scusate se ribatto sempre lì , ma con occhio distratto degli americani si sono date in pasto ai nord africani interi paesi , con donne violentate per sottomettere le popolazioni , poi le turture in Iraq le ricordiamo, il Vietnam , con le bombe al Nappal “non so bene se si scrive così ma spero si sappia “, una mia amica non molti anni fa è andata in vietnam fra le raccomandazioni c’era di non uscire dai tracciati perchè le campagne sono piene di bombe

  1. L’occidente si è cacciato in una situazione senza via d’uscita ?
    Temo e tremo per i nostri ragazzi laggiù.Come una mamma.Tutte le mamme.

    1. Cara mamma Franca, ti capisco. Oltretutto bisognerebbe accettare l’idea di un fallimento. Dopo undici anni di guerra ecco dove siamo arrivati.

      1. cara mammafranca capisco davvero , e tanta angoscia provo , i giorni scorsi ho letto un post di una nostra comune amica col fidanzato in Afganistan , lei lo esortava a resistere rimaneva poco , lui è stressato , non passano mai i giorni , ha paura di uscire , questo significa che ha raggiunto il livello di guardia oltre il quale c’è la depressione che ti si appiccica addosso e non te ne liberi piu’ , ma cosa si puo’ fare se hanno rifirmato chi ci governa di nuovo la missione , e noi pecoroni a seguire

  2. infatti, in quel momento era pazzo, ma non si può giustificare tutto con l’idea del raptus. comunque sì, poverino pure lui, per carità.

    1. Scusa, ma non mi sento di definire poverino (prima ero ironico) un pazzo che uccide e brucia tre donne, nove bambini e quattro uomini. Poverine sono le vittime, solo le vittime.

      1. lo stavo per dire! era in senso ironico….qui, nel post!

        ( l’Occidente un giorno proverà un grande senso di vergogna ).

      2. poverino nel senso che anche lui è vittima di qualcosa. certo, nulla a che fare con quelli che hanno perso la vita, ci mancherebbe.

        1. E’ proprio questo il punto: non è vittima che di se stesso. Troppo facile addossare sempre le responsabilità all’esterno. E’ incapace di intendere e di volere? due sono le cose: o uno è incapace d’intendere e di volere, e allora non sarà responsabile ma strumentalizzato e “frutto” di un sistema, oppure è direttamente responsabile…oltre che perfettamente allineato con tutto il sistema.

        1. Eh sì… immagino.
          Solo che un cane si “addestra”, l’essere umano invece ha l’Io… che lo differenzia. Tutto qua, “il segreto”.

  3. …pazzo !! o forse impazzito !!..poco cambia. I militari americani sono iperprotetti dal sistema USA medesimo. Ed i panni sporchi se li lavano completamente a casa loro talvolta in gran segreto !!
    …già, tengono molto all’immagine…

    proprio ieri sera ho visto il film di Ridley Scott “American Gangster”. Tratta di una vicenda realmente accaduta ( di cui personalmente non conoscevo l’esistenza ) negli anni 60, in piena guerra del Vietnam, dove tal Frank Lucas diventa il più grosso trafficante di droga e ne importa direttamente enormi quantitativi dal sud est asiatico con la complicità di alcuni militari americani e la compiacenza di alti funzionari della polizia di New York. Sapete dove nascondeva la partite di droga ?
    Dentro le bare dei militari americani morti in missione in Vietnam !!! geniale !!!

  4. avevano fallito i russi e prima ancora gli inglesi ma gli “onnipotenti” americani non potevano accettare di essere da meno e per tutelare gli interessi economici dell’ex vice di Bush e della Hulliburton si sono cacciati in un ginepraio nel quale hanno tirato dentro anche l’Europa…
    E oggi il mondo “civile” assisterà indifferente anche alle notizie che arrivano dalla Siria…
    mi corre il pensiero a Maria Grazia Cutuli e a tutte le vittime civili del più spietato neoliberismo…

  5. Lo spiego meglio qua.
    Pezzo di quell’articolo…sulla “meccanizzazione dello spirito”, l'”animalizzazione” del corpo e la “vegetalizzazione dell’anima”: specchio della realtà attuale, e delle tre caricature dell’uomo, le tre forme del suo ‘doppio’.

    “La meccanizzazione dello spirito deriva dal fatto che gli uomini, lungi dal prendere in mano il proprio destino e dal pensare veramente il sociale, si sono accontentati di subire gli avvenimenti lasciando il campo libero ai tecnocrati e ai politici, agli esperti che “pensano” e “vogliono” per la massa. L’individuo si rifiuta di pensare, è il “sistema” che secerne al suo posto qualcosa che assomiglia al pensiero senza esserlo veramente. Il vero pensiero è infatti un’esperienza interiore, un immergersi dell’Io nelle cose, in cui si affermano le dimensioni morali, spirituali e creatrici dell’individuo. Al contrario, quella che ci viene rimandata dal sistema è pura esteriorità, struttura vuota, meccanismo-riflesso, informazione, programmazione. E’ solo l’espressione dei pregiudizi e degli assiomi arbitrari divenuti realtà materiale nel sistema stesso. Non c’è posto per la libertà e la responsabilità autentiche.

    Chi sono i responsabili di ciò che accade oggi – della fiammata del terrorismo, dei rischi industriali accresciuti, dell’anarchia finanziaria internazionale? Si potrà cercare a lungo, non se ne troveranno, neanche fra i capi di Stato che sono, essi stessi, solo vittime del sistema. (come risultato di quanto sopra esposto, attenzione). Si fa questa scoperta sconvolgente e un po’ scioccante: non ci sono responsabili! Ognuno non ha fatto altro che obbedire a direttive, fare ciò che gli sembrava essere il proprio “dovere”. E in ultima analisi ci si accorge che il capitale e il potere militare-industriale – ciò che gli economisti chiamano la tecnostruttura – si sono legati così strettamente e accumulati con tale potenza che sono divenuti capaci di autoalimentarsi, di funzionare in circuito chiuso come una gigantesca macchina infernale. E’ questa tecnostruttura, questa macchina impersonale di potere a secernere il “pensiero” freddo e senza interiorità. Analizza razionalmente le situazioni e ne trae le conseguenze, le misure necessarie. Ha programmato tutto, previsto tutto… salvo ciò che non percepisce, ossia l’essere umano, la realtà dell’anima e dello spirito (l’interiorità). Per questa tecnostruttura, infatti, gli uomini sono solo cifre astratte, macchine che consumano e producono, fenomeni di massa da integrare in statistiche. La macchina di potere, come la scienza, prende in considerazione solo la parte più minerale, più meccanica di noi esseri umani. E’ per questo che tende a ridurre il nostro spirito, la nostra vita di pensiero, a una meccanica razionale. Tutte le istituzioni di massa, scuola e università, industria mediatica, ingranaggi economici e politici, tutto ciò contribuisce a fare di noi automi spirituali, teste che riflettono la struttura onnipresente. E questa “meccanizzazione” dello spirito umano ha per conseguenza che l’uomo respinga fuori dalla sua coscienza ciò che avviene nel suo corpo e nella sua anima”.

    In questo senso è “frutto di un sistema” e contemporaneamente responsabile: nella misura in cui un individuo, meccanizzandosi, RESPINGE FUORI DALLA SUA COSCIENZA ciò che avviene nel suo corpo e nella sua anima! Questo, mischiato a idee “filosofiche”, è la causa principale di tutto un meccanismo malato, perchè l’umanità sta veramente alla deriva.

  6. …perchè poi, dimenticavo: da qui….deriva l’animalizzazione del corpo.
    (e la vegetalizzazione dell’anima)

  7. Grazie a te! ti sto leggendo anch’io man mano…. e rispondo anch’io a te ;-)

    a proposito, ti rispondo qui: no tesoro, facebook non lo sopporto, non ci sto. Mi viene in mente un mio amico che aveva un blog…e una volta un tipo gli ha scritto: ma c’è qualcuno con cui non ce l’avete?! :-) ahahahah!
    mah, sicuramente non con tutte le persone belle e ricche di interiore armonia, come sei anche te ;-)
    (scappo che ho da fare! buona giornata a tutti)

  8. Eh Lorena lo so…non mi sono messa a leggere bene perchè proprio non ce la faccio a leggere ste cose, ma lo so quanto può essere orrendo l’essere “umano”. Che dirti…
    raccoglieranno quello che hanno fatto, in misura perfino maggiore, e già questo è un bell’inferno… per questi esseri.

    1. non volevo turbare nessuno , semplicemente per non dimenticare , e che nessuno si scandalizzi scoprendo la ferocia degli uomini , nessuno di noi è ingenuo

  9. A chi assomiglia l’assassino? Come sarà il suo processo? Potrebbe avere l’aria tranquilla del soldato Steven Green, condannato all’ergastolo un paio di anni fa per aver violentato una quattordicenne irachena e bruciato la sua famiglia nel 2006. Ha il grado di sergente, lo stesso di Frank Wuterich, l’unico militare americano finito a processo per il massacro di Haditha nel 2005, forse il più famigerato di tutta la guerra in Iraq: 24 civili uccisi nelle loro case, alla luce del giorno, una rappresaglia in seguito alla morte «fresca» di un commilitone saltato su una bomba.
    Wuterich è stato condannato un mese fa (altri indagati e superiori hanno evitato il processo). Pena: un taglio in busta paga. Giustizia lieve, non è una novità: per le 320 stragi di civili commesse durante la guerra in Vietnam da soldati Usa (e riconosciute dal Pentagono) 203 soldati sono stati indagati, 57 processati, 23 condannati. fonte

    Ogni giorno negli Stati Uniti 18 veterani si uccidono. In un mese mille tentano di farlo, superando di gran lunga i morti sul campo.

  10. Il dramma di una spirale perversa… e senza uscita come le guerre, però. Poi soli o assistiti…come le popolazioni stesse: soli o assistiti, dopo tali violenze PERVERSE vatti a riprendere dai traumi… ormai sono vite spezzate per sempre.

    Che al terzo millennio ancora deve esistere tale barbarie è proprio inverosimile. E avallata…anche, da un proseguimento folle e auto-compiaciuto della violenza come “risoluzione”, osannata da tutti i ‘portatori di violenza coatta’, o ‘conflittualmente’ considerata ingiustificata e indispensabile al tempo stesso – “due”, numero di conflitto, e anche qui delle due cose l’una: o è ingiustificata o è indispensabile.

    Sicchè, quando dico che tutto parte dall’interiorità INDIVIDUALE, non è “pour parler”…o per il gusto di “filosofeggiare”, please… ma è RENDERSI CONTO e dunque poi CONCRETIZZARE le verità e le CAUSE dietro gli eventi esteriori. Cominciando ad accettare il fatto che ogni essere umano (ognuno) è insieme teatro e palcoscenico su cui avvengono dal vivo atti etici e morali, ma anche il loro opposto, con tutte le atrocità e le malvagità che ne conseguono. Ogni individuo è bersaglio e teatro di forze spirituali opposte. La risposta, e la responsabilità, è sempre INDIVIDUALE.

    Bisogna altresì chiedersi : come riconoscere quelle forze che attraversano ognuno di noi, permettendo all’individuo di diventare strumento di atti così opposti tra loro? Se questi atti riconducono sempre ad individui, come mai esecutori e mandanti degli atti terroristici si confondono? I mercenari hanno le stesse responsabilità di coloro che li hanno pagati per compiere quegli atroci attentati contro persone civili e innocenti? Meriti o delitti conducono alla fine sempre agli individui che li hanno prima pensati e poi eseguiti o fatti eseguire. Questi non possono più nascondersi dietro un gruppo o tra una folla in preghiera o mischiarsi nella moltitudine anonima di un popolo: oggi quello che conta sono gli individui, il SINGOLO, indipendentemente da quale sia la nazione o la razza cui appartiene.

    C’è, in occidente, chi teme l’individualismo etico, l’anima cosciente individuale, perchè non strumentalizzabile, ovvio. In oriente fondamentalismi vari combattono l’unilateralità dell'”americanismo”, con ideologie spirituali.
    Ma questa è la quinta epoca post-atlantica, la quale sta aspettando il risveglio dell’ANIMA COSCIENTE, premessa per l’individualismo etico. Che significa? vuol dire consapevolezza…. non solo tra esseri umani, non solo tra uomini d’affari e uomini di cultura, ma anche tra civiltà diverse. I paesi europei avevano e hanno il compito centrale di mediare fra forze opposte. E mentre osserviamo gli scontri tra eserciti diversi, notiamo che credenze religiose superficiali, meno evidenti che non quelle integraliste, si diffondono nell’opinione pubblica delle parti in causa per giustificare la lotta esteriore in corso, che viene combattuta in realtà per le risorse di energie e materie prime preziose. Uomini di culture diverse non si combattono ma si confrontano, lasciando le armi a coloro che le usano per appropriarsi da un lato del potere, dall’altro delle ricchezze del sottosuolo.
    Tra forze opposte – in occidente quelle economiche che si sono spinte fino alla globalizzazione in un’espansione economica senza sosta, in oriente quelle ideologiche spirituali che non tollerano fedeli di altre confessioni – in mezzo ci troviamo noi…. che non siamo stati capaci di creare quella cornice giuridica che distingue uno Stato di diritto. L’antroposofo danese Oskar Borgman Hansen, scrive che è proprio un compito del Centro quello di creare quel pensare giuridico-dialettico che può mediare le tensioni tra Oriente e Occidente. Questo compito mancato ha creato in Europa un vuoto, nel quale sono penetrati gli estremi del consumismo americano e del terrorismo talebano.

    Che fare? Riprenderci in mano destini e consapevolezze, ognuno dei propri ruoli, risvegliando la propria autocoscienza e individualità morale, nel Mondo?
    Perchè, scrive Tiziano Terzani: “Eppure l’Afghanistan ci perseguiterà perchè è la cartina di tornasole della nostra immoralità, delle nostre pretese di civiltà, della nostra incapacità di capire che la violenza genera solo violenza e che solo una forza di pace e non la forza delle armi può risolvere il problema che ci sta dinanzi”.

    Gandhi l’aveva capito, e anche Martin Luther King: entrambi lavorarono tanto a lungo per la pace e per l’amore quanto altri lo fecero per la guerra e per l’odio.
    Il loro impegno era come quello di qualsiasi soldato.

    (da articoli, sempre, un ‘remix’… temo un tantino lungo).

  11. perchè poi, aggiungo solo questo, dalla trasformazione interiore e individuale ovviamente dipende tutto il panorama esterno culturale. Un Bin Laden sarebbe stato un pazzo isolato, così, un Bush..anche. E così via.
    Insomma questa violenza tanto deprecata da qualche parte sta, bisogna metterselo in testa.
    Stop.

  12. ah e quest’altro – anche se dovrebbe essersi capito: questo sempre perchè io metto al centro L’UOMO…. nell’universo. Come percorso evolutivo.
    Certo che se invece ad essere “centrale” è qualcos’altro spostato all’esterno… tipo la nazione, o il denaro, il partito, la religione, la razza, e non so cos’altro, allora certo: facile che il fine giustifichi il mezzo. (e le responsabilità saranno sempre confuse e altrettanto diffuse…all’esterno).
    Iinvece come disse qualcuno tempo fa qui…’la rivoluzione è interiore’. Pure secondo me.
    (e democraticissima, nel senso nessuno escluso… naturalmente)

  13. cara Sissi anche una mia Amica uccisa in somalilend Annalena Tonelli volontaria laica ultima fra gli ultimi , diceva che aveva incontrato tanta “iniquità , tanta ingiustizie nell’uomo , ma che solo l’amore avrebbe salvato il mondo ” io credo che dovremo fare tanta strada ancora ,

  14. ‘santa’ quella tua amica… se dopo quello che ha visto e che ha passato riusciva ancora a pensarla così. Sai quando se ne vedono tante spesso ci si indurisce. Ma la penso come te… quelli erano solo tentativi di ragionamento per cercare di ripartire da qualche parte in un mondo guidato dalla pazzia (poi mi sembra pure di predicare) ma chiaro che il fine ultimo è la realizzazione dell’Amore sulla Terra.

    Personalmente continuo a credere nella Bellezza…che salverà il mondo, come diceva il caro geniale Fedor..;)) Dostoevskij. Perchè bisogna proprio essere delle persone piene di sentimenti come te e la tua amica (e altri come voi), averla proprio innata, cioè, la sfera del cuore così sentita e sviluppata, sennò già tutti quanti tendiamo a privilegiare o la testa o la pancia – la regione del cuore è quella meno sentita e meno vissuta al momento attuale, mi sembra – poi chiaro che con tutti gli orrori che si susseguono, ancora di più uno richiude la porta e dice ‘grazie, non mi interessa’.
    Tu immagina quei popoli nati e cresciuti sotto bombe e violenze d’ogni genere, dalla nascita alla morte così: quelli come fanno a sviluppare sentimenti d’amore?! non saprei.

    Allora visto che è sempre più difficile sopportarsi… la Bellezza secondo me fa effetto e impressione su tutti, proprio tutti: nessuno può resistere o rimanere indifferente alla bellezza!
    è qualcosa che irradia e che fluisce nell’altro, lo pervade… e avviene già così, solo al contatto, una specie di catarsi. Non si può amare ‘per forza’, amare per forza non è amore. E a volte ci sono persone impossibili da amare, parlo di casi estremi, ma…esistono. Invece la bellezza incanta tutti…e il mondo ne rimane talmente impressionato che ha un parametro cui rapportarsi, un ideale in divenire…e migliora. Secondo me, sempre.
    Poi certo c’è chi è allergico proprio, sia alla bellezza che all’amore, paradossalmente perfino più alla bellezza… che all’amore – l’amore vissuto in maniera egoistica può comunque portare qualche vantaggio, capisci… ahh la puntina viperina! è più forte di me – e allora la devono distruggere. Avviene anche questo.
    Del resto siamo tutti qua, e io ho sempre pensato che l’inferno sta qua. Quindi che dire? andiamo avanti…e in altooo! ;-)
    cara e dolce Lorena…

    1. (…intendo la bellezza interiore eh! che si riflette sempre all’esterno comunque, e che comprende anche l’amore… sempre, ma con gli effetti speciali!:)))

    1. il silenzio su questo post mi stupisce , è soccante , vedere calpestati i diritti di un popolo in fuga e trattati male da chi doveva tutelarli , comunque grazie ora so un pezzo di verità in piu’

  15. Come volevasi dimostrare.

    Dovrebbe arrivare oggi in una prigione degli Stati Uniti – dopo aver lasciato mercoledì l’Afghanistan per il Kuwait – il sergente americano responsabile della strage di Kandahar. Probabilmente verrà rinchiuso a Fort Leavenworth, in Kansas. E sulla strage a Kandahar è intervenuto di nuovo il presidente afghano, Karzai. “Gli americani non stanno collaborando con i nostri investigatori al fine di far luce sul massacro, sono reticenti, nascondono informazioni indispensabili”. Il presidente afghano ha criticato anche il rapido trasferimento negli Stati Uniti del militare indicato come responsabile dell’eccidio di donne e bambini.

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