Uno “spiacevole incidente”

Un soldato americano va in libera uscita a Kandahar, preso da un raptus scarica il fucile sulla folla uccidendo almeno quindici civili, fra cui donne e bambini. Poi torna indietro e si consegna. Il comando dell’Isaf  lo definisce “un incidente particolarmente spiacevole”.  Ecco il perchè dell’odio. 

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64 thoughts on “Uno “spiacevole incidente”

  1. Il commento dell’Isaf doveva essere una condanna verbale, invece suona come le parole di una mamma che tenta di scusare il figlio che ha rotto il giocattolo del suo amichetto. L’orrore, oltre che della tragedia avvenuta, è anche nelle parole inappropriate, sminuenti, offensive che non riconoscono dignità alle vittime. La follia non può essere definita “spiacevole incidente”, non stiamo parlando di un cocktail versato sulla giacca nuova di un signore, ma di un atto di follia di un militare che ha ucciso delle persone inermi. Un altro commento che si colloca nell’infinita serie di comunicazioni di organi responsabili che tentano di alleggerite a parole il peso di un dramma insostenibile.

    1. d’accordissimo con Giulia….la follia è sempre in agguato, soprattutto in situazioni di massimo stress, come possono vivere i soldati in missione, e quasi mai si può prevenire…..ma almeno non si esaurisca tutto in un banale e riduttivo , quanto indignotoso commento difensivo…come se fosse logico tutto ciò.

  2. In quel contesto un raptus è addirittura “normale”. Conosco bene le condizioni inumane dei militari americani in quelle zone. In genere portano al suicidio, talvolta si scaricano sugli altri. La guerra non fa solo male agli altri, ma soprattutto a se stessi.

    1. Sì vabbè ma allora andassero a fare i camerieri ai tavoli a Los Angeles… che so.
      (no perchè poi a un certo punto, uno capisce tutto ma…pure quest’altra considerazione ci sta allora. Mica è un obbligo eh!).

        1. Sì, ma appunto esistono anche altri lavori.
          Se è per questo, a meno di non essere nati miliardari, tutto il mondo è obbligato dalla necessità a lavorare.

          1. dipende dai contratti di ingaggio , se continuano a chimarle missioni , uno si fa un giretto , incamera un po’ di soldini , poi si diceva avrebbero garantito il proseguimento degli studi ecc ecc . Invece la realtà è stata diversa , quando ritornano in patria non hanno piu’ aiuti , quando andai in america io forse 25 anni fa esistevano gli ospedali per i veterani , ospedale molto piu’ belli di altri , ma ora tornano nel piu’ totale abbandono . Ma pensate davvero che i nostri giovani quando tornano saranno come prima, la guerra un conto è studiarla l’altra è farla davvero

          2. Scusami Lorena, ma forse non mi spiego: io non ho detto che tornano freschi e gioiosi come da un resort alle bahamas, ho semplicemente risposto alla “giustificante” di certi raptus dovuti alle “condizioni disumane”.
            E’ immaginabile che in guerra, luogo in cui si gettano bombe tanto per capirsi meglio, ci siano condizioni “umane”?? Non credo….no? E’ comprensibile per tutti questo, con o senza laurea. Ergo, ripeto: se diventano pazzi, suicidi, raptus ecc… il problema non è il “ritorno” non abbastanza assistito (questo è un altro problema ancora) ma innanzitutto la partenza…. non so se mi spiego.
            E ripeto ci sono tanti altri lavori – crisi attuale a parte perchè questo è un momento storico – ma insomma da che mondo è mondo non è sicuramente l’unico mestiere sulla faccia della terra. Questo sto dicendo.

  3. Mio nonno mi diceva sempre,Naidì la guerra è terribile,ho visto cose inumane i libri raccontano…ma io che l’ho vissuta
    preferisco tacere.Non sono più l’uomo di prima.

  4. piu’ che un fatto “deplorevole ” è stato un atto criminale, anche se io personalmente penso che molti giovani torneranno dalla guerra cambiati nel fisico ma sopratutto nella mente

  5. Sì, la popolazione afghana (come quella irakena) è stufa di sentir parlare di incidenti. Non sono incidenti, sono frutto della guerra. Come è una bestialità definirli “danni collaterali”. Si sono sforzati, stavolta hanno aggiunto un avverbio: “particolarmente”. Già, particolarmente spiacevole. Soprattutto per le quindici vittime.

  6. comunque pare che sia uscito alle tre del mattino vagando e sparando su persone inermi , donne e bambini , pietà sopratutto per chi ha organizzato queste guerre e anche le future che faranno . Ritiriamo fuori la bandiera della PACE BASTA !!!!

  7. E’ entrato nelle case, facendo una carneficina. Un generalone dell’Isaf ha garantito: “Non era una missione autorizzata”. Missione? Autorizzata? Ma che è matto?

    1. si è bevuto il cervello anche il generale , che confonde la realtà con la finzione , probabilmente hanno anche organizzato delle spedizioni punitive , che noi non sappiamo e lui in qualche modo l’ha ammesso altrimenti perchè questa affermazione’? “missione autorizzata ” ma va !!!!!

  8. sono sicura che la guerra lasci ferite inimmaginabili per chi non ci è passato nel cuore di chi la fa e anche di chi la subisce. detto questo… resta comunque una bestialità. non un incidente, per quanto spiacevole. se avesse fatto strage dei suoi commilitoni poi, come lo avrebbero definito?

  9. diciamo anche che questa si è saputa come altre bestialità , come le torture , pisciare sui cadaveri , ma tante altre neppure noi ne saremo a conoscenza, forse fra 20 30 anni se ci saranno degli obbiettori , altrimenti amen

  10. Il cretino con le stellette, cioè il generale Adrian Bradshaw, sostiene di non essere “in grado di spiegare le ragioni del gesto del soldato”. Bradshaw ha aggiunto che si è trattato di “un gesto disumano” che “non faceva in alcun modo parte di un’attività autorizzata dell’Isaf”.
    Lo ha detto malissimo ma in pratica ha voluto chiarire che si è trattato di un gesto isolato di un pazzo. Solo che ha fatto finta di non sapere in quali condizioni di stress sono sottoposti i soldatini. L’ho appurato di persona: turni anche di diciotto ore, ovviamente con la paura di un agguato, missioni che durano anni. Non è un incidente, è il frutto del “mandato”. Per non parlare dell’odio iniettato… per via militare: non si spiegherebbero altrimenti le azioni orrende sui cadaveri o questo folle che entra nelle case per uccidere.

  11. Rispondo qui a Sissi. Forse non riesco a spiegarmi eppure sono tre volte che lo ripeto. Non è il “tipo” di lavoro che è disumano, ma le condizioni in cui lavorano i soldati americani. Basterebbe fare il confronto con quelli italiani.
    1. Lunghezza delle missioni: per i nostri mediamente sei mesi. Per gli americani anche tre anni.
    2. Turni di guardia. Per i nostri massimo sei-otto ore. Per loro anche diciotto ore.
    Per non parlare di altri piccoli particolari, come la sveglia (noi alle 6, loro alle 4) e il mangiare che è una maniera di spezzare lo stress: noi spaghetti, loro barrette. Senza considerare il rapporto con la popolazione che è un altro discorso (che spiega anche certe follie).
    Insomma, anche a vent’anni si può diventare pazzi a certe condizioni. Spero finalmente di essermi spiegato.

    1. Sì ma per me il discorso è molto più complesso…. ma molto più complesso che turnazioni e spaghetti al posto delle barrette (con tutto il rispetto per i diritti, naturalmente). Non credo che riuscirò a farlo perchè sarebbe troppo lungo.

      Comunque, andando al sodo: questa guerra, dopo quella del vietnam… già come “esperienza” precedente per capire quello che altrimenti non si arrivava ad intuire – e cioè le condizioni disumane in un meccanismo disumano di per sè…come lo è la guerra – sta durando più di quella del Vietnam. Ora lo sanno che le condizioni sono queste? e che pensano di fare? Continuare a dar fuori di matto giustificati perchè “in guerra le condizioni sono disumane”? ma va?

      1. Un generale italiano, stavolta italiano, mi diceva a Kabul che considera la mensa un anti stress. Ed è vero: ricordo a Khost, sempre in Afghanistan, che tutti i soldati americani volevano andare alla mensa italiana e che i nostri vertici furono costretti a limitare gli inviti solo ai militari di guardia.
        Detto questo, gli spaghetti sono un particolare. Rileggi bene quello che ho scritto a proposito della lunghezza della missione e dei turni di guardia. A certi livelli possono mandare fuori di testa. L’argomento è assolutamente centrale.

  12. Uno dei motivi,perchè a volte mi astengo dal commentare ( ma vi leggo sempre ),è la poca conoscenza ( tranne del Gabbiano) con cui si affronta argomenti ( delicatissimi e complessi) come questo.

  13. E Franca, io se mi vuoi spiegare… – sono informata pochissimo infatti in materia – con tutto il rispetto sono tutt’orecchi. Perchè davvero…non riesco a capire.

    Per come la penso io, va da sè che si può parlare di “incidente” quando è involontario: i nostri militari in India… -ammesso che si dimostri siano realmente loro i responsabili – sono stati vittime di un incidente (strumentalizzato dalla politica indiana), ma non scaricare un fucile su civili donne e bambini “perchè le condizioni sono difficili”.
    Spiegabile ma non giustificabile, per me. Oppure considerare la possibilità che esistono anche altri lavori, perchè a un certo punto nessuno gli ha puntato un fucile alla testa per partire, scusa è. Troppo semplice come ragionamento? Allora spiegami tu, io non arrivo proprio a capire.

    1. Forse se leggi anche la mia ulteriore risposta (sopra) potrai capire quello che voglio dire.
      Per me le missioni di un mese erano terribili. I militari italiani stanno in missione sei mesi. Gli americani anche tre anni: hai idea di cosa significa? Franca vuole dire questo: che bisogna esserci passati per capire.
      Stiamo parlando di questo lavoro, non di altri.

      1. E comunque scusa ma continuo a non capire: mi stai dicendo che “bisogna esserci passati per capire”?!?!?
        Quando io sono due ore che sto dicendo che NON c’è bisogno di passare per l’esperienza……….. per capire che la guerra e tutti i suo derivati è disumana???
        O che almeno dopo l’esperienza, vedi Vietnam oltre a questa, ora forse finalmente l’hanno capito?

          1. Non le stragi, ma quello che c’è a monte… sì. Hai voglia se sì! tutto parte da qua, per me. La “filosofia” non è una cosa astratta, per niente.

  14. Infatti ho letto ora, e posso riconoscere essere stata un po’ riduttiva nella mia risposta: il massacro di ANNI di arruolamento ha una parte centrale, sicuramente.
    Questo lo penso, lo capisco, e ti ringrazio per aver sollevato la questione.

    Allora vedremo se si risolverà la cosa in quest’altra ‘ottica’… comunque centrale. Io ritengo i nostri militari MOLTO diversi da quelli americani…(nel meglio, ovviamente) e vedremo se è questione di turni e quant’altro, a questo punto.
    Ma, lo sai ormai, per me le questioni sono sempre più interiori e più complicate, è inutile (quelle che voi definite “filosofiche”, e ma non ci posso fare niente io ragiono così).

  15. Poi scusa è, e poi concludo che ho da fare, ma pure nella seconda guerra mondiale quando per liberarci hanno bombardato a tutto spiano era colpa delle condizioni di stress? pure quando su quel quartiere di milano, accortisi di aver perso il bersaglio, anzichè scaricare le bombe altrove hanno massacrato una scuola di bambini? e poi il Cermis tra una risata e un’altra per gareggiare sulla funivia.
    No, non serve nemmeno disturbare la “filosofia”, veramente.
    Poi capisco che la guerra è guerra…. si dice pure. E allora andiamo avanti così, che altro dire. Nessun responsabile, non si individua più alcun responsabile ormai , nella meccanizzazione…. in cui siamo andati a finire.

    (e dovrei tirare fuori altre cose, dalla “pillola della moralità” al “computer che trasforma i pensieri in azioni” ecc. ecc. ecc. l’ho detto che per me il discorso è più complicato)

  16. Qui non stiamo discutendo della guerra che è di per se una barbarie. Stiamo parlando della follia generata dalla guerra. Motivi estremamente reali.

  17. «Sono entrato in tre case e ho contato 16 morti, inclusi bambini, donne e uomini anziani», racconta in una testimonianza un reporter dell’agenzia Afp che ha visitato i villaggi afghani dove un soldato americano ha compiuto una strage di civili. «In una delle abitazioni c’erano i corpi di dieci persone, fra cui donne e bambini, che erano stati tutti uccisi e bruciati in una stanza. Un’altra donna invece giaceva morta all’entrata della casa. Sono stati uccisi e bruciati. Ho visto (fra i cadaveri) almeno due bambini fra i due e i tre anni, che erano stati bruciati». Il racconto del fotografo continua con immagini agghiaccianti. «In un’altra casa», situata in un secondo villaggio, «c’erano quattro persone morte. Ho visto i loro cadaveri stesi in una stanza. Fra loro c’erano due uomini anziani e una donna».
    La strage è avvenuta nella notte. Il soldato è uscito dalla sua base, nel sud dell’Afghanistan prima dell’alba . Ed è andato casa per casa. Un percorso metodico e folle che lo ha portato al villaggio accanto. il soldato sparava in mezzo alla gente. Senza motivo. Dicono in preda a un raptus, causato dall’esaurimento nervoso. Di lui non si sa ancora il nome. Dopo ore di confusione sul numero delle vittime, se ne sono contate diciassette. I capi tribali dicono che tra i corpi ci sarebbero anche quelli donne e bambini colpiti nelle loro abitazioni. In Afghanistan l’incidente rischia di creare nuove tensioni fra la popolazione locale e le truppe straniere.

  18. Nel bilancio sicuramente tre donne e nove bambini. I vertici americani non possono limitarsi a definirlo un incidente.

    Per il capo del Paese si è trattato di “omicidi intenzionali” e ha chiesto alla Nato di fornire spiegazioni. Karzai ha condannato “l’imperdonabile” gesto. “Quando afghani vengono deliberatamente uccisi dalle forze americane, si tratta di azioni di omicidio e terrore, azioni imperdonabili”, ha detto.

    L’ambasciata Usa a Kabul avverte con una nota che si temono rappresaglie anti-americane. Ma và!

  19. Non entro in argomento perchè tutti qui conoscono il mio pensiero.
    “La guerra fa male a tutti, tranne a chi ne trae vantaggio economico: per la vendita delle armi, per accaparrarsi il petrolio e per l’eventuale ricostruzione.” Ma non va certo lì a combattere: ci mandano i figli degli altri.
    E un soldato è un essere umano e come tale ci sta che può davvero impazzire in certe condizioni.. Ma “lo spiacevole incidente” non si può accettare.

  20. A mio avviso c’è anche un altro fattore, oltre la pesantezza dei turni e la lunghezza delle missioni. La paura. Quando vedi per giorni, mesi o anni corpi dilaniati, qualche amico fatto a pezzi da una bomba, cadaveri sanguinolenti e ti aspetti che qualcuno ti faccia la pelle perchè ti odia allora la paura si impadronisce di te in maniera subdola. Hai voglia ad essere un supereroe, superaddestrato e superequipaggiato. Odi tutto perchè hai paura e se sei un supereroe la cosa ti dà pure fastidio e allora giù anfetamine e tutte le porcherie di questo mondo. Alla fine sei solo un uomo che come un giocattolo male usato prima o poi si rompe.

  21. Definirlo solamente uno “spiacevole incidente” mi pare assurdo…. sicuramente la mente di quel soldato era completamente andata in palla. Noi dal di fuori non possiamo capire il peso psicologico che sopportano i soldati che devono stare in missione a lungo, nonostante penso ci siano dei supporti medici, la mente umana resta sempre fragile, molte lo sono più di altre purtroppo. La guerra ha anche di queste conseguenze e chi ne fa le spese sono sempre poveri innocenti….
    La guerra fa sempre e solo del male…

    Non giustifico l’atto in se stesso sia chiaro , che resta deplorevole…

    1. ma è già certo che il militare abbia fatto tutto da solo? come si spiega il bruciare i corpi? penso sia difficile spiegare.
      Comunque finita l’ultima guerra in italia i manicomi si sono riempiti di poveracci che erano crollati , è vero non sono informata e non so nulla di questa guerra folle , e mi scuso se mi permetto di commentare , ma sono un’utopista guerre basta non ne vogliamo piu’ , non si tratta di pensare che loro impazziscono perchè fanno delle ferme di due e tre anni e noi di sei mesi .Le guerre sono da condannare sempre , chi ruba è colpevole tale e quanto fa da palo ,

  22. Ma, secondo alcuni testimoni non sarebbe un killer solitario impazzito, ma un «gruppo di soldati americani, che ridevano ed erano ubriachi» . Haji Samad, abitante di uno dei due villaggi afghani del massacro, ha raccontato che undici membri della sua famiglia, fra cui figli e nipotini, sono stati uccisi all’interno della sua casa da quelli che descrive come «soldati ubriachi che sparavano all’impazzata». Lui al momento del massacro, in piena notte, era fuori casa. La tv ha mostrato immagini dell’interno della casa con sangue dappertutto. I soldati «hanno versato liquido infiammabile sui corpi e tentato di dare loro fuoco», ha raccontato Samad in lacrime. Una versione dei fatti molto diversa da quella ufficiale dell’Isaf e che è alla base della dura condanna lanciata dal presidente afghano, Hamid Karzai, che parla di «omicidi intenzionali».

  23. Il problema vero viene adesso. Il militare sarà protetto, magari starà già in volo per gli Stati Uniti, lo metteranno in una casa di cura e nessuno saprà niente. Avete per caso notizie di quello che è successo ai quei soldati che hanno pisciato sui cadaveri afghani? Questo è imperdonabile, cioè l’impunità assoluta. Come sempre.

    1. di fronte a tanta follia ho un capogiro, ho passato il pomeriggio ad un convegno dove col proff Lima si parlava di tutela alla vita

    1. JOHN BROWN

      John Brown andò in guerra
      per combattere su una spiaggia straniera
      Sua mamma era davvero orgogliosa di lui
      John stava dritto ed impettito nella sua uniforme
      Il viso di sua mamma si distese
      in un largo sorriso

      “Oh figlio, sembri così bello, sono felice
      che tu sia mio figlio
      Sono orgogliosa di sapere che
      imbracci un fucile
      Fa’ quello che dice il comandante
      e riceverai un sacco di medaglie
      Le metteremo sul muro quando
      tornerai a casa”

      Appena il vecchio treno si allontanò
      la mamma di John cominciò a gridare
      rivolta a tutte le persone nel vicinato
      “È mio figlio quello che sta partendo,
      è un soldato ora, sapete?”
      Ella si assicurò che i suoi vicini
      sentissero bene

      Ricevette una lettera un giorno ed il suo viso
      si irradiò con un sorriso
      mentre la mostrava ai propri vicini di casa
      con i quali si vantò di suo figlio
      in uniforme e fucile
      E tutto ciò era chiamato “una buona
      guerra vecchio stile”

      Oh! Una buona guerra vecchio stile!

      Poi le lettere smisero di arrivare
      per moltissimo tempo
      Smisero di arrivare per oltre dieci mesi
      Finchè ne arrivò finalmente una che diceva
      “Vai incontro al treno.
      Tuo figlio torna dalla guerra!”

      Ella sorrise e corse al treno, si guardò intorno
      da tutte le parti
      ma non riuscì a scorgere suo figlio soldato
      Ma poi, quando tutti i passeggeri furono passati,
      finalmente vide suo figlio
      e quando lo fece non potè credere ai propri occhi

      Oh il suo volto era deturpato ed aveva perso una mano
      Portava un sostegno di metallo intorno alla vita
      Egli sussurrava lentamente con una voce che lei
      non riconobbe
      mentre non riusciva nemmeno a riconoscere
      il suo viso

      Oh! Signore! Nemmeno a riconoscere il suo viso

      “Oh dimmi, figlio adorato, ti supplico dimmi
      cosa ti hanno fatto
      Come hai fatto a ridurti in questo modo?
      Egli fece del suo meglio per rispondere
      ma la sua bocca si muoveva a stento
      e la madre dovette voltare il viso
      dall’altra parte

      “Non ti ricordi, mamma, quando partii per la guerra?
      Tu pensavi fosse la cosa migliore
      che potevo fare.
      Io ero sul campo di battaglia,
      tu eri a casa… orgogliosa.
      Non eri lì nei miei panni”

      “Oh! Ed io pensavo, mentre ero lì,
      Dio, cosa ci faccio qui?
      Sto cercando di uccidere qualcuno
      o di morire nel tentativo
      Ma la cosa che più mi sgomentò
      fu quando il mio nemico si avvicinò
      ed io vidi che il suo viso era proprio come il mio”

      Oh! Signore! Proprio come il mio

      “E non potei fare a meno di pensare,
      nel rumore e nel fetore delle cannonate,
      che ero solo una marionetta in un gioco
      Ed attraverso il rombo ed il fumo
      un colpo di cannone mi fece saltare gli occhi”

      Mentre egli si voltò per camminare
      sua mamma era ancora in stato di shock
      nel vedere i sostegni metallici che lo
      aiutavano a stare in piedi
      Ma mentre egli si era voltato per andare
      chiamò sua madre vicino
      e fece cadere le medaglie nella sua mano

      1. una tristissima e veritiera storia , Cara Franca io e te mai saremmo contenti di veder partire nostro figlio , dobbiamo sperare che finisca presto questa barbarie

  24. Tristissima e vera storia. Basta vedere come sono tornati dal Vietnam… per non dire più nulla, tranne STOP WAR.

    Io vorrei solo capire perchè ci vanno, solo questo non riesco a capire. Le guerre sono cambiate da quelle in vecchio stile: una volta era d’obbligo arruolarsi, oggi no. Una volta c’erano gli uomini al fronte che tornavano distrutti o non tornavano proprio, oggi si gettano bombe da aerei sofisticatissimi e addirittura telecomandati senza pilota.

    Le popolazioni che subiscono tutto questo, tanto per continuare a parlare di stress, lo subiscono e basta, senza possibilità di difesa, senza aver conosciuto altro che bombe da quando sono nati: se si sentissero stressati anche loro….cosa dovrebbero fare?
    Impunità? e perchè mai, mica è colpa loro no? Non è colpa di nessuno, è un sistema astratto in cui tutto è in gioco tranne che le responsabilità individuali; e noi non capiamo niente, siamo tutti cretini. Soprattutto non capiamo ciò che non viviamo come esperienza diretta. Solo che è laddove non arriva la coscienza… che c’è bisogno dell’esperienza.

    Io ho capito benissimo invece, la paura, il peso psicologico, la rabbia, lo stress….insomma tutto. L’unica cosa che non ho capito – al di là che le guerre le decidono ovviamente altri – è perchè ci vanno.

  25. E’ triste vedere che la barbarie sia declassta ad incidente , ma altrettanto triste pensare che essa sia generata da altra barbarie, anche se perpetrata in altra forma. Non voglio giustificare il soldato, ma credo anhe io che il suo folle gesto sia la diretta conseguenza della “scuola dell’odio”.

  26. Si riceverà dolore e sofferenza nella misura in cui li si è causati. Ermanno Olmi.

    Mi auguro che quanto prima un profondo senso di VERGOGNA….ricoprirà tutto il genere di queste orrende azioni.

    1. Sissi speriamo ma ne dubito , l’uomo si spingerà sempre piu’ verso la guerra continuando a costruie armi sempre piu’ sofisticate , anche le religioni hanno la loro responsabilità, non rispettando le scritture ma alleandosi e facendo interessi con chi queste armi le produce

      1. Eh Lorena cara, sapessi quanto ti condivido e quello che mi passa per la testa! l’umanità sta proprio ALLA DERIVA….. altrochè.

        Guerre, nucleare, armi, scienza alla frankenstein, religioni usate come un’arma: un passe-partout per le loro nefandezze…. arrivando neanche a capire quanto sia grottesco… che uomini appartenenti ad opposte schiere si raccomandano al padreterno o qualsivoglia nume per le medesime ragioni di salvezza personale e distruzione del nemico, e Dio a chi dovrebbe dare retta? a chi ha più “ragione” come in tribunale?? ahahahah

        E’ uno schifo, questa la verità.
        E soprattutto lo è la MECCANIZZAZIONE…. terrificante verso cui andiamo, la vegetalizzazione e l’animalizzazione. Appena ho tempo devo assolutamente pubblicare quell’articolo, è un po’ lungo ma Pino lo permetterà forse…perchè la gente deve CAPIRE.
        e spero che mi leggi almeno tu, dolce Lorena.

        (perchè quell’altra di là? “la ministra”…. sono veramente nauseata)

        1. che fatica , io sono nata in un epoca ,finita la guerra , eravamo pieni di speranza, guardavamo al futuro davvero come il sole dell’avvenire , invece tutti ci hanno fregato , purtroppo ora non so piu’ a chi credere , cerco di farmi una mia idea ma con fatica , ma tu sei anche su fb?

  27. Afghanistan suspect’s base had 2010 killing case

    …In 2010, a dozen soldiers from the base were arrested on a slew of charges that ranged from using drugs, beating up a whistleblower in their unit, and deliberately killing three Afghan civilians during patrols in Kandahar Province. Prosecutors at Lewis-McChord won convictions against four of the five who were charged in the killings…

    MORE: http://goo.gl/T85cF

    ———-

    il problema è sempre quello (noto) del passato – Gli USA ed altri stati devono interrompere il reclutamento “non controllato” dei giovani dal passato pre-criminale (baby gang et similis), puntare, già da ora, su un esercito professionista, monitorato nel tempo, composto da “piccoli” battaglioni di uomini e donne selezionati all’interno di un nuovo sistema di “addestramento accademico”, internazionale.

  28. Il sergente Robert Bales, ritenuto autore dell’assassinio di 17 civili afgani, la notte dell’11 marzo nel sud del Paese, avrebbe portato a termine la sua “missione” in due fasi: dopo la prima raffica di omicidi, sarebbe rientrato alla base per poi uscire e tornare a uccidere. Lo ha rivelato un ufficiale americano, coperto da anonimato, senza aggiungere ulteriori dettagli. Il sergente avrebbe agito col favore delle tenebre. Uscito dalla base, si sarebbe introdotto nelle case di due diversi villagi del distretto di Panjwai, nella provincia di Kandahar, facendo fuoco sugli abitanti. Non è ancora chiaro quale dei due insediamenti sia stato preso di mira per primo, ma è l’abilità con cui Bales si è ripetutamente allontanato dalla base a sollevare cruciali interrogativi sulla sicurezza della struttura militare americana.

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