Lo zar, l’ayatollah e lo spartiacque

Allora Putin ha stravinto. Al primo turno, in maniera netta come se l’opposizione non esistesse. Nessuno di noi naturalmente è in grado di sapere se i russi davvero lo amano oppure se l’ex superspia ha saldamente in mano l’apparato. Si è votato anche in Iran dove invece il leader Ahmadinejad è stato sconfitto sonoramente. Così il potere è tornato nelle mani dell’ayatollah Alì Khamenei, guida suprema dei “valori della rivoluzione islamica”, insomma un integralista doc. Tutti quelli che banalmente contestavano Ahmadinejad evidentemente non hanno mai saputo che eletto con l’appoggio dei grandi sacerdoti stava cercando di attuare le riforme. Lui scherzava con le parole, adesso le parole che arrivano da Teheran saranno una cosa seria e già ne sono volate di grosse con Israele. In un momento difficile, in cui il mondo si sta trasformando, c’è forse da essere preoccupati per il successo di due uomini forti che sicuramente sono fra i protagonisti del cambiamento. Lo insegna la storia: ogni dieci anni c’è uno spartiacque. Prima il 1991 (crollo dell’Unione Sovietica e della Jugoslavia) poi 2001 (guerra al terrorismo, cioè scontro con la civiltà mediorientale) e quindi l’appena trascorso 2011 che ha provocato la cosidetta primavera araba. Preludio a una grande, devastante svolta che probabilmente sta per avvenire.

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16 thoughts on “Lo zar, l’ayatollah e lo spartiacque

  1. Sarà, ma l’ ayatollah Alì Khamenei è il minore dei mali rispetto all’ ex Leader Ahmadinejad.
    Almeno come “Guida Spirituale”, si deve confrontare con tutto l’ Islam, quindi un terreno pù vasto dell’ Iran, non solo con la personale idiozia, come ha fatto il suo predecessore.

    Per quel che riguarda Putin, solo lui a questo punto sa quanto è potente. Di sicuro, l’ ex presidente era solo un fantoccio che ha eseguito egregiamente gli scodinzoli del suo mentore ora di nuovo al potere. Fa riflettere però, solo il 63% di affluenza alle urne. Spero che faccia riflettere anche Mister Vladimiro.

  2. Non sono d’accordo sull’Iran. A proposito di ostaggi, Ahmadinejad era nelle mani degli ayatollah che lo avevano fatto vincere. Proprio perchè non più “affidabile” ora lo hanno fatto fuori e sono tornati al proprio posto. Pericolosissimi.

  3. E perché non più affidabile? E’ riuscito a spostare l’ attenzione di tutto il mondo verso la Stella di Davide con i suoi traffici nucleari, Si è insinuato sul leggio del Palazzo dell’ Onu (Sede in USA) non dicendo niente di storico, ma portandosi a casa la soddisfazione di essere stato lì, nel salotto del nemico, poi la sua Guerra Fredda nello Stretto di Hormuz…mah.
    Forse doveva fare di più, non so.

  4. Sì, doveva fare di più secondo gli integralisti. Conosco Teheran: ogni sabato gli studenti protestano nel piazzale dietro l’Università, le ragazze vestono all’occidentale, i ragazzi addirittura contestano il regime in pubblico. Inammissibile per gli ayatollah.

  5. E per quanto riguarda la Russia, questo è un articolo della Stampa.

    (…) Già nella giornata del voto gli osservatori – inclusi perfino quelli dello stesso Putin, per non parlare dell’opposizione – hanno denunciato centinaia di casi di brogli, soprattutto le cosidette “giostre” con elettori da altre regioni che arrivano a votare organizzati in gruppo in seggi diversi da quelli di residenza, e girano più seggi per ripetere l’operazione.Il presidente della commissione elettorale della regione di Mosca Irek Vildanov ha ammesso che decine di cittadini reclutati per queste operazioni gli avevano chiesto “in ginocchio” i certificati per votare fuori dal seggio di residenza, dicendo che altrimenti sarebbero stati licenziati. (…)

  6. Anche chi non mastica politica estera e conseguenti strategie di tensione, capisce che la polvere raccolta dalla Ex Unione Sovietica in Afganistan, ora si è spostata a Sud Ovest. E non pare che i Russi, assieme alla Cina siano stati compiacenti con le attività americane in quelle zone calde. Cadono a caso e si possono collegare questi due avvenimenti politico-amministrativi, da una parte all’ altra del globo? Sta a voi professionisti dell’ informazione farci capire qualcosa.

  7. Ciao Gabbia’ la Pulitica è zellosa, nun c’è pulitica liscia.
    Er più pulito cià la rogna!
    :(
    Vabbé è mejo che termino sto discorzo sinno pijo collera.
    Mo c’è er sole dimani chissà…

  8. Gli Osservatori dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sulle elezioni presidenziali in Russia hanno detto che il voto e’ stato chiaramente “deviato” a favore di Vladimir Putin, hanno espresso preoccupazione per le irregolarita’ procedurali e sottolineato che le eventuali violazioni devono essere chiarite.
    Guarda caso la Russia non fa parte dell’ OCSE.
    E l’ ONU che fa? Almeno li ha mandati i suoi osservatori? O lo Zar gli ha detto di restarsene a casa?

  9. La Russia è ‘na torta
    co er capo de latte
    e le cerase.
    ‘Na torta che fa gargaròzzo
    vabbé ‘na jottoneria.
    E pe magnassela tuttaquanta
    ce vo’er gargarozzo co’ l’imbròjo.
    Gabbia’… sti giuchétti mica
    solo da loro ce so stati.
    Indove ce so li bajocchelli
    co er potere se ingarbujà
    ‘gnisèmpre!

    franca bassi

  10. Mosca, oggi.

    L’opposizione russa è scesa in piazza per protestare contro i presunti brogli che hanno portato alla vittoria di Vladimir Putin nelle elezioni presidenziali di ieri. Secondo alcuni gruppi indipendenti di osservatori, la maggior parte delle irregolarità si sarebero verificate a Mosca e a San Pietroburgo. L’organizzazione Golos, finanziata dagli Stati Uniti, ha registrato 5mila incidenti nelle operazioni di voto. La polizia ha risposto con forza, compiendo decine di arresti. In manette è finito anche il blogger leader dell’opposizione Alexey Navalnyj e lo scrittore Eduard Limonov. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti e lo ha confermato lo stesso Navalnyj da twitter, dove ha scritto: “Vi saluto da un auto della polizia”. Era già stato arrestato e condannato a 15 giorni di prigione per aver guidato una marcia non autorizzata dopo le elezioni legislative. Gli arresti sono stati effettuati in piazza Lubianka, nei pressi della Commissione elettorale. La polizia è intervenuta non appena i militanti hanno cominciato a scandire slogan contro il premier, tra cui “Russia senza Putin”. Secondo la polizia, gli attivisti arrestati sono una cinquantina, mentre secondo un portavoce del movimento di opposizione Altra Russia, sono almeno un centinaio.

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