Primavera araba… o inverno dei popoli?

Secondo appuntamento con la sesta edizione di Sfide culturali e politiche. Domani, sabato 25 febbraio alle 18 all’Hotel Hilton Garden Inn di Lecce si discuterà di Egitto e Libia. Ospiti Pino Scaccia, Gian Micalessin e Hafer Gaddur. Il filo conduttore degli incontri della rassegna che andrà avanti tutti i sabati fino al 17 marzo è il tema “La Primavera araba” per tentare di capire che cosa è accaduto, a partire dal dicembre 2010, e che cosa accade, nelle differenti aree della sponda Sud del Mediterraneo e nell’intero mondo arabo. Dopo la prima puntata, sabato scorso, dedicata a uno sguardo di insieme, domani si approfondiranno due scenari di particolare rilievo, l’Egitto e la Libia, attraverso i reportage di due inviati noti al grande pubblico per la capacità di raccontare e per il coraggio che hanno sempre mostrato nella loro professione: Pino Scaccia, che per il TG1 percorre in lungo e in largo i luoghi delle crisi e delle guerre da decenni, e Gian Micalessin, la cui intraprendenza nel far capire a chi ne legge gli scritti spesso ha portato oltre la soglia del rischio. Ospite di assoluto rilievo sarà Hafer Gaddur, da anni ambasciatore della Libia in Italia, prossimo a tornare a Tripoli per assumere con molta probabilità un importante incarico di governo, che potrà descrivere non solo quanto è accaduto, ma soprattutto le prospettive interne e quelle di collaborazione con l’Italia. In attesa di conferma, data la delicatezza del contesto, la presenza del Vescovo Vicario apostolico di Tripoli Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli. Coordinatore della serata sarà Arturo Celletti.  fonte

Sfida culturale e politica domani a Lecce, un anno dopo le rivoluzioni in Nord Africa.

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23 thoughts on “Primavera araba… o inverno dei popoli?

  1. Vabbè, avrete capito che per un paio di giorni vi lascio in pace… Ma siete comunque sotto controllo, eh! ;)))

  2. Primavera Araba e Burka (almeno in foto). Si spera che il dibattimento consideri anche questa sfida. In bocca al lupo a te Pino, e agli altri ospiti dell’ evento.

  3. “Primavera araba… o inverno dei popoli?” Interessante argomento ricco di sfaccettature, che tu sai benissimo affrontare. Speriamo a un futuro migliore, ricco di pace e libertà.
    Gabbia’ fai ‘n bon viaggio, me dispiace ma sto volanno ar contrario, sinno’ venivo. Quanno torni ce ricconti! Gabbia’ me porti ‘n saluto a la terra rossa de Puja, a li trulli e a l’amichi pujesi.ciao

    Uomini… figli… dove siete?

    Nel silenzio della notte
    si odono i passi
    di uomini stanchi e soli.

    Uccisi dal freddo dalla fame
    in balia della furia di pazzi.
    Non faranno più ritorno.

    Non diventeranno padri e nonni,
    non invecchieranno
    arando un campo di grano.

    La terra restituisce alcuni nomi
    alcuni scheletri, anime di innocenti
    abbandonati nel nulla.

    Campi seminati
    con poveri corpi che
    non faranno più ritorno.

    “Vi prego non chiamatemi eroe
    ero solo un giovane
    che amava la vita.”

    franca bassi

  4. ”Gli effetti della rivolta in Libia sono stati molto piu’ pesanti in termini di perdite di vite umane rispetto a quanto accaduto negli altri paesi: si sono contati piu’ di 50mila morti. Gheddafi e’ stato bravo a far vivere la Libia nella speranza di costruire una societa’ piu’ moderna, piu’ democratica, ma stavolta non ha resistito alla prima vera crisi del suo regime”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore della Libia in Italia, Hafer Gaddur, nel corso del secondo appuntamento della sesta edizione di Sfide culturali e politiche, ciclo di incontri promosso a Lecce da Alfredo Mantovano. “Io e molti altri ambasciatori – ha aggiunto Gaddur – abbiamo preso le distanze dal regime in tempi non sospetti, la nostra prima dichiarazione di dissociazione e’ del 26 febbraio. Gheddafi credeva di poter superare anche questa crisi, ma in questa occasione ha dovuto fronteggiare la prima vera rivolta interna”. ”Sfide quest’anno punta a comprendere cosa e’ successo nell’intera area meridionale del Mediterraneo – e non solo – a poco piu’ di un anno dalla cosiddetta “rivoluzione dei gelsomini” in Tunisia. Obiettivo del secondo incontro -si legge in una nota- l’approfondimento di due scenari di particolare rilievo: Libia ed Egitto. L’evento, moderato dal giornalista di Avvenire Arturo Celletti, e’ stato arricchito dall’analisi di due inviati di guerra di lunga esperienza come Pino Scaccia, del Tg1, e Gian Micalessin de Il Giornale”. Repubblica

    Lecce, ieri.

    1. Franca l ho visto ieri sera…. semplicemente un idiota !! anche io a 20 anni protestavo in piazza ma non mi sarei mai sognato di comportarmi IN QUESTO MODO.
      forse suo padre non lo ha educato a dovere ( anche con qualche sberla )
      …questo non è DISSENSO ma puro ATTEGGIAMENTO DI ULTRAS DA STADIO…

      ….ma fortunatamente i NO TAV non sono solo questo….

  5. Mamma mia…sdegno: è stato molto bravo il Carabiniere a non reagire, professionale e superiore…a non cadere nella ingnominiosa provocazione.

    Comunque è veramente roba da matti quello che sta succedendo lassù. La gente questa tav non la vuole, ci sono persone che perdono le loro aziende agricole per questo tunnel imposto a tutti i costi…e che costi!! visto che gli è già saltata la torta delle centrali nucleari.
    Io continuo a pensare che è inverno gelido…per i “popoli” : di fronte ai soldi e ai loro sordidi guadagni nessuno guarda in faccia a nessun’altro. Dispiace che ci sia chi finisce addirittura in coma…per difendere un diritto, e che ci vadano di mezzo persone professionali e gentili..come questo Carabiniere a cui va tutta la mia stima e profonda tenerezza (in senso proprio affettuoso di affetto).

  6. (cioè “ignobile” non ignominiosa, ma ignobile per chi l’ha fatta).

    Comunque qua c’è il GRANDE CROZZA….
    ..meglio spiegargliele così le cose a certi politicanti (parla pure della TAV ;-)

  7. TAGLI ALLA MANUTENZIONE DEI TRENI:

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/02/29/news/la_porta_vola_gi_dal_treno_a_250_km_h-30664779/?ref=HREC1-8

    Prima di magnificare i vantaggi dei loro affarucci, pensassero alla manutenzione di ciò che c’è già.
    NON CI SONO SOLDI PER I POSTI LETTO IN OSPEDALE….NON CI SONO SOLDI PER LA MANUTENZIONE DELLE STRADE….. NON CI SONO SOLDI PER LA MANUTENZIONE DEI TRENI…..

    …dai che è un concetto semplice anche per le vallette politicanti dei bigliettini-in-parlamento, colazioni e “la ginnastica” in palestra!

    Non li leggono i giornali? non glielo ricorda nessuno quando, ospiti in qualche trasmissione, magnificano i vantaggi di “modernità” mentre non hanno una lira per permettersele?

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