Quelli che danno lezioni a tutti

Si potrebbe risolvere tutto con una battuta: menomale che la Merkel non viene più, già è sufficiente che sia venerdì 17.  Ma è, appunto, solo una battuta anche perchè chi scrive considera la data invece tutt’altro che grama giacchè ha visto la luce in un giorno simile, per giunta alle ore 17. Dunque, il problema è un altro ed è serio. La Merkel, lo sapete, non viene più perchè il suo cocchetto, l’azzimato presidente Christian Wulff, si è dimesso dopo la valanga di accuse per regalini, regali e regaloni. Lo so, lì si dimettono e da noi no. Ed è già una differenza, bisogna ammetterlo. Però è anche la prova che non esistono buoni e cattivi, arraffano tutti. “Sicuramente uno choc per chi dà lezioni di morale” ha ammesso il corrispondente da Roma di Ard Tv. Vale la pena di ricordare che Wulff è quello che aveva criticato la banca europea per il sostegno ai titoli italiani e ci aveva snobbato sdegnosamente durante la crisi di Lampedusa. Non capisco personalmente la confidenza che gli ha accordato il presidente Napolitano, ma questo è un altro discorso (è pura politica). Fatto sta che qui bisogna cominciare a ristabilire le questioni. Non si vive di …solo denaro e non è che chi è più ricco è necessariamente più intelligente e soprattutto morigerato. Non va sottovalutato il grido del presidente greco Papoulias che dopo l’ennesima affermazione del ministro delle Finanze tedesco sulla possibile bancarotta di Atene, si è chiesto: «Ma chi è il signor Schäuble per insultare il mio Paese? Chi sono gli olandesi? Chi sono i finlandesi?» Già, chi sono per bacchettare quelli che ci hanno insegnato la democrazia? E chi sono quelli che considerano Schettino un “italiano tipo”? Ha scritto quell’imbecille su Spiegel: “A un comandante tedesco o inglese non sarebbe mai successo di scappare”. Capita a proposito l’ultimo video diffuso in Rete: un autista di mezzi pubblici a Londra, dico nella civilissima Gran Bretagna, che sperona volutamente un ciclista rompiscatole. Mi pento di aver parlato male di qualche autista italiano che giocava con il telefonino. Già, cos’è l’Europa?

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46 thoughts on “Quelli che danno lezioni a tutti

  1. Più sono grossi i nostri difetti, più cerchiamo negli altri dei difetti che ce li oscurino.
    E vale per tutti: italiani, svizzeri, austriaci, bosniaci, tedeschi, francesi ecc.
    Che sarebbero i norvegesi senza petrodollari? Venditori di stoccafisso, e basta..

    Fatto l’euro fare gli europei, non solo quelli di calcio.

    my 0,02 euro

    1. qualche dubbio stà venendo pure a me , con semplicità e il limite del mio pensiero mi ha deluso molto questa europa non solidale e aguzzina coi paesi in difficoltà, non è questa l’europa che volevo

  2. Massimo concordo parola per parola di ciò che è stato scritto…
    certe battute da osteria su noi italiani mi entrano da un orecchio e mi escono immediatamente dall’altro…
    è vero tutta l’EUROPA è PAESE…detto però questo non mi consolo per niente….attenti a non fare l’errore di pensare che siccome sono idioti gli altri possiamo essere idioti pure noi.
    anche per quanto riguarda la DISUNIONE EUROPEA sottoscrivo la delusione di Pino…di utile, al momento vedo solo la libertà di accesso senza code alla frontiere e la scocciatura di non dover cambiare valuta per pagarti un caffè…ma ci si abitua a tutto…non so se mi spiego. Mah!

  3. E’ sempre facile criticare, giudicare e buttare fango sugli altri ,senza prima guardare in casa proprio e solitamente le critiche ed i giudizi arrivano proprio da chi non è pulito….

  4. « Verrà un giorno in cui anche a voi cadranno le armi di mano! Verrà un giorno in cui la guerra vi parrà altrettanto assurda e impossibile tra Parigi e Londra, tra Pietroburgo e Berlino, tra Vienna e Torino quanto sarebbe impossibile e vi sembrerebbe assurda oggi tra Rouen e Amiens, tra Boston e Filadelfia.[…] Verrà un giorno in cui si vedranno questi due immensi gruppi, gli Stati Uniti d’America, gli Stati Uniti d’Europa posti in faccia l’uno dell’altro, tendersi la mano al di sopra dei mari […] »
    ….tranquilli non è un discorso tratto dal film di fantascienza BLADE RUNNER bensì un discorso tenuto al congresso della pace di Parigi il 21 agosto 1849 da Victor Hugo…che dire, TROPPO OTTIMISTA ? O ABBIAMO QUALCHE SPERANZA ?

  5. Beh, se pensi ai baschi con la spagna, l’irlanda con l’inghilterra, la repubblica ceca e la slovacchia, l’ex jugloslavia ha fatto la fine che ha fatto, vabbè la pianura padana…quella è da ridere – sempre dopo “i tedeschi” dell’alto adige… – i valloni…in belgio o olanda? insomma pure loro qualche problemino di insopportazione ce l’hanno, la cecenia…
    mi sa che è puro ottimismo! ;-)

    (pure io e i miei eravamo convinti dell’europa unita, ma ormai non più).

  6. …moi non plus!
    ma no, anch’io… consapevole solo che una moltitudine ce la mette tutta..per distruggerli (i sogni), quando a questo punto si farebbe perfino prima… a costruirli: realizzandoli.

  7. Vedete la differenza sta proprio qui: Wulff si è dimesso per uno scandalo durato nel suo complesso tre o quattro mesi, noi da vent’anni siamo alle prese con una tangentopoli irrisolta sia per volontà del potere politico, sia per pigrizia dell’opinione pubblica. Lui è stato indotto alle dimissioni dalla stampa (proprio la Bild che ha dato un forte colpo con le inchieste sullo scandalo. La Bild è un giornale conservatore che riflette bene lo spirito del tedesco medio, ma non per questo è un giornale “amico” del potere, anzi.) e dall’opinione pubblica per aver mentito (cioè negato i favori ricevuti). Cose che da noi sono considerate peccatucci veniali. Qual è il risultato? che “loro” hanno un ricambio politico e generazionale costante, noi no. Non autoassolviamoci così facilmente.

  8. Non si tratta di autoassolversi, ma di un’autocritica che da certi pulpiti manca regolarmente, sì.
    (da loro, come da noi).

  9. E quale sarebbe questa autocritica che manca? Mi pare che le dimissioni siano una forma significativa di autocritica, soprattutto con le parole pronunciate da Wulff, che ha preso atto di non godere più della fiducia dei suoi connazionali. Mi pare importante, soprattutto rispetto ai nostri parametri.
    La procura di Hannover presenta istanza di sospensione dell’immunità e il giorno dopo il presidente della Repubblica federale si dimette. Nessuna legge ad personam, nessun voto a favore dell’immunità da parte del parlamento, nessun grido al complotto… Cosa è “da loro come da noi”, spiegamelo, che non l’ho capito, ma proprio concretamente nei fatti.

  10. Anche perchè se l’avessimo fatto prima… almeno questo (un’autocritica), non avremmo unito i vari parlamenti lasciando le stesse identiche problematiche intatte, e quindi con l’unico risultato di averle moltiplicate. (e ora con tanto di accuse che si riflettono sempre ‘altrove’..al solito).

  11. Elena, ti ho letto ora: a parte che già la successiva aggiunta…può ulteriormente spiegare, ma per “autocritica” io intendo “prima”…non dopo. Uno che è anti italiano e che punta il dito su cose a suo dire disdicevoli, è perchè PRIMA si è guardato dentro, NON se le riconosce, e allora ne discute. Mentre “il bue che dice cornuto all’asino”…
    E la Merkel è evoluta? o ha mantenuto la sua durezza d’origine. Quale ricambio generazionale e politico che a me pare che stiamo solo diventando tutti sempre più stronzi (scusate il termine ma è proprio questo).

    1. ..però si dice pure: meglio tardi che mai… ;-)
      (almeno “dopo” si è posto lo scrupolo, mentre da noi neanche quello, di questo te ne dò atto, assolutamente).

  12. Quando l’ ultima persona che ha subito il disastro e gli orrori del Nazismo tirerà l’ ultimo respiro, allora, con un FORSE grande quanto la scritta di Hollywood, soltanto allora i crucchi, potranno cominciare con discrezione, a impartire lezioni su come si campa agli altri.
    E neanche. La pessima eredità che la Germania ha consegnato alla storia dell’ Umanità, non glielo permette.

  13. onestamente non ho molto capito i tuoi commenti: autocritica prima, dopo, durante… mah… posso solo dirti che questo è il quarto (dicasi quarto) politico tedesco di rilievo federale che si dimette in meno di due anni in Germania per scandali di vario genere: 1. nell’aprile 2010 il vecchio presidente Horst Koehler che venne criticato duramente per aver osato dire che la missione tedesca in afghanistan difendeva gli interessi economici della germania, 2. Karl Theodor Zu Guttenberg, ministro federale della difesa per aver copiato la tesi di dottorato, 3. Silvana Koch Mehrin, vice presidente del parlamento europeo, per aver copiato anche lei la tesi di dottorato, adesso Christian Wulff. Sarà l’ostacolo linguistico, sarà che la politica tedesca è molto più noiosa di quella italiana (niente bunga bunga per intenderci), quindi da noi non trova grandi spazi sui giornali d’opinione, ma l’attenzione dell’opinione pubblica e della stampa tedesche sull’operato dei rappresentanti eletti è incisivo e costante e anche la durezza di angela merkel nella gestione della crisi dell’euro si spiega con questo: gli elettori tedeschi in generale, non solo quelli della Merkel, non hanno nessuna voglia di pagare i debiti sovrani altrui. Comunque, tornando alle dimissioni per lo scandalo di Wulff: non è che i tedeschi siano meno corruttibili degli italiani o dei francesi (nazione con la quale io preferisco comparare la germania, piuttosto che con l’italia) è che l’opinione pubblica è molto più attenta ed esigente della nostra o quella francese. Sarkò ha gli stessi scandali di wulff: amico ricco che gli fa favori (anzi amica, scandalo bettencourt, per intenderci) e pressa regolarmente la stampa, eppure è ancora al suo posto. Questo comportamento è stato considerato inaccettabile dall’opinione pubblica tedesca. Questo è il discrimine, la differenza fondamentale: il controllo, la scoperta dell’eventuale peccato, il discredito e quindi le dimissioni.

  14. Sì, oltretutto…

    (ma qual’era quell’altra questione sorta di recente che pare non risarciscano nemmeno le vittime? non so chi, come, dove… ma avevo letto qualcosa del genere poco tempo fa).

  15. Elena, ma io questo te lo riconosco! cioè “glielo”…riconosco, ai tedeschi – come anche altrove. Giusto: il controllo, la scoperta dell’eventuale peccato, il discredito e quindi le dimissioni. Questo…non fa una piega, lo avevamo già detto.
    Mentre quello che mi dà fastidio, pure se può apparire un dettaglio ma che non lo è… è che alla resa dei conti cosa emerge? dimissioni…per gli stessi identici peccatucci. In questo senso “tutta l’Europa è paese”… ed è proprio il caso di dirlo. Altrove, cioè da noi e in Francia, pure con la sfacciataggine di imporli e di restare al loro posto incuranti di tutto – facce di bronzo si chiamano – ma la sostanza rimane pur sempre la stessa: ovunque.
    Pure nel puritanedimo americano, dove l’opinione pubblica è altrettanto attenta e pronta a scandalizzarsi, ma che non impedisce alcunchè salvo… “dopo”.
    Per me uno che critica ha tutto il diritto e la libertà di farlo, ma su basi concrete e soprattutto differenti…perchè altrimenti è il bue che accusa l’asino, ripeto. – e hai voglia “dopo” a battersi il petto…o a dimettersi.

    Che a te o ad altri vi basti questo, cioè vi basta che “paghi”, e quindi la relativa “punizione”, posso anche capirlo, basta che non ci siano complessi di superiorità però, del tutto fuori luogo, questo sto dicendo.

    Poi con sta storia dei lavoratori tedeschi tanto seri e tanto sobri….uff che palle…anche loro sono stati aiutati dal piano marshall dopo la seconda guerra mondiale peraltro da loro provocata. E a maggior ragione che la Francia ci sta vicina… solo di pochi passi, perchè quest’asse franco-tedesco allora? si sentono solo anti-italiani e anti-greci? e la Francia?
    Non devono “pagare i debiti di nessuno”: devono solo dimostrare coerenza su un’Europa unita che non può esserlo solo per i loro comodi finanziari e affaristici.

  16. beh, lascerei perdere la reductio ad nazium (Leo Strauss, cit.), come accennato in un paio di commenti. Stiamo parlando di politici corrotti o sbaglio? In certi luoghi d’europa i politici corrotti si dimettono, in cert’altri no. Questo fa la differenza, o no? Il piano marshall è di circa sessant’anni fa, di acqua ne è passata sotto i ponti. Guardiamo all’oggi: la Germania, i suoi lavoratori così seri così sobri così che palle sono riusciti a recuperarsi economicamente la ex DDR in meno di vent’anni. Perchè noi no, perchè abbiamo ancora gravi sacche di povertà e disoccupazione che stanno sempre più aggravandosi. Secondo me la risposta è facile e l’ha data ieri il presidente della corte dei conti: corruzione endemica, talmente endemica che ormai è socialmente accettata, che ormai siamo senza difese immunitarie, considerata inevitabile. Dovremmo ripartire da qui, dal trovar cura a ciò.

  17. Anche perchè stanno tanto a piangere dei debiti altrui, ma pure la Germania è indebitata eh, parliamoci chiaro.
    La Romania…lo dico a lor signori, da quel dì che ha tagliato gli stipendi e sta pagando veramente per tutti…nel senso per debiti che probabilmente non ha neanche contratto.
    E poi si svegliano or ora? Non lo sapevano che la Grecia stava male, ancor prima che entrasse in Europa? sarà un’altra “autocritica” col senno del poi… pure questa? Svegli eh… questi tedeschi.
    (io poi non so che altro c’è dietro quindi…mi fermo qua. Non so nemmeno quanto dipenda tutto dalla Merkel, o ci sia qualcuno a “tirare i fili dei burattini” dietro. So solo che quando il potere finanziario raggiunge livelli stellari… possono fare quello che vogliono di ogni paese – Germania compresa).

  18. @Sissi. Ma che devono risarcire? Non c’ è risarcimento economico che possa lenire i danni che hanno combinato. Piuttosto, farebbero bene a interessarsi dei maledetti nazisti che ancora stanno in circolazione e trattarli per come meritano, altrimenti come popolo stiano zitti questi crucchi.
    Critiche ad personam fatte dai tedeschi, ci possono anche stare. Ad un popolo o alla sua cultura no! C’ è la storia che li ha condannati. Non tanto per la quantità di morti procurati, ma per la elevata qualità di cattiveria espressa. O si sono dimenticati?

  19. I tedeschi sono il popolo del “bei uns” (da noi). Te lo rifilano spesso con aria di falsa modestia. Certo anche loro come tutti hanno i loro pregi ma hanno anche il rovescio della medaglia. Il fatto che qualche politico tedesco si dimetta è certamente cosa meritoria che però dimostra che anche da coloro che sono pronti a mettere sull’attenti tutti gli altri qualche porcata, e non sempre piccola nè tantomano sporatica, si faccia. Io, che ho vissuto per tanti anni nell’area di influenza teutonica, sono prontissimo ad accettare ed adottare quanto hanno di buono ma mi guardo bene da prenderli a modello. Avrei diversi aneddoti di vita vissuta che potrebbero quanto meno farci riflettere. Noi, italiani, ne abbiamo tanti di difetti ma abbiamo anche una sfilza di pregi. Ci manca un pizzico di furbizia, saper copiare quanto di buono hanno gli altri e lasciare perdere la parte peggiore.

  20. Con un’analisi qualunquistica e ‘ad occhio e croce’ posso dire che noi somigliamo sicuramente sempre più a certi posticini sud americani… ma altri popoli, come i tedeschi, dei quali ok non vogliamo riaprire vecchie ferite, se procedono con questa efficienza senza fervore, a sperticarsi in lodi verso l’alta finanza… rischiano di perdere pure quel po’ che la loro indiscussa efficienza gli ha fatto conquistare negli ultimi tempi.
    Insomma non vedo ombra di socialità.. di libertà e uguaglianza e difesa…dei diritti umani, da nessuna parte ormai nel Mondo.
    Su questo bisognerebbe riflettere, anzichè accusarci l’un l’altro o sperticarsi in lodi verso governi che non fanno altro che risucchiarci l’anima andando a depositare i soldi altrove. E’ il solito vecchio errore della sinistra: esiste solo il rigore e l'”agenzia delle entrate”. Invece ormai siamo molto oltre…… e in discussione ci sono gli equilibri (economici) mondiali, oltre che rischia di venir giù tutta l’Europa.

    1. (con l’ultima frase stavo pensando in realtà a Curzio Maltese…del quale tanto ho apprezzato la ‘sua’ “Bolla”, tanto non riesco a capire perchè sia così entusiasta delle manovre in corso. Dice che stanno addirittura cambiando gli italiani. Secondo me siamo solo terrorizzati di finire come la Grecia…più che altro. Per il resto invece ribadisco che la questione è molto più grave, adesso, dei “furbetti” e delle “tasse”, purtroppo. Magari…stessimo ancora a questo punto qua).

  21. Chi ha meno di 70 anni, non c’ era. Per fortuna. I luoghi della memoria istituiti in molti posti d’ Europa, a questo servono, credo. A ricordare. A tenere a mente quanto successo anni fa.
    Non per fomentare odio contro un popolo quale quello tedesco, per carità. Però, certe affermazioni di “bassa lega” fatte sugli altri popoli e loro culture sono inaccettabili e vanno rispedite con posta prioritaria al mittente.
    Non siamo furbi? E’ vero, pazienza. Ma siamo.

  22. Che poi, lui dice che ha sbagliato ma era “in buonafede” – finanziamenti imprenditoriali per l’acquisto di una casa mi pare – e Scajola che “non sa chi gliel’ha comprata” anzi aggiunge che “se trova chi l’ha fatto lo denuncia!” :-) ma si può???
    la differenza comunque è sempre la stessa… che noi italiani siamo trooppo simpatici!!! ;-)

  23. Non sono daccordo con Massimo lassù, e per un motivo molto semplice. Gli italiani sono i primi a farsi autocritica (parlo del popolo che non conta nulla chiaramente in questo stato) E questo difetto o pregio ce l’hanno da sempre. Io personalmente non lo condivido. perchè se ci critichiamo noi per primi lasciamo un’autostrada aperta al resto del mondo. Quello poi, che più mi sconcertta è che la critica non è costruttiva, ma denigratoria e fine a se stessa.
    Faccio un esempio se un Totti, così uno a caso, Romano, ma anche italiano, avesse dato una capocciata come ZinedineZidane ha fatto con un nostro calciatore, avremmo lasciato che i media di tutto il mondo ne parlassero a vita. Invece Zizu è stato accolto in Patria come un idolo. Ecco dove è la differenza di mentalità per farci prendere in giro.Isomma glielo abbiamo sempre permesso. O questo chiaramente non giustifica il fatto che tutti noi dobbiamo riconoscere di vivere in un paese estremamente corrotto. O meglio che la corruzione qui è diventata uno stile di vita, e questo non è accetabile.
    ” Un giapponese si sarebbe suicidato, un tedesco si dimette.e se guardano l’italia dall’alto in basso non è perchè sono a nord”

  24. Certo, se in alcuni casi……l’autocritica diventa soltanto un passe-partout per farsi passare sopra con tutto il carroarmato col risultato di accentuare la prevaricazione…. allora l’interlocutore di turno sicuramente non merita prese di coscienza che a questo punto appartengono soltanto a noi stessi. (e col sublime risultato di lasciarsi alle spalle tanta paccottiglia, fatta di orgoglio e tracotanza smisurati, salendo di livello). Sono d’accordo con te. L’autocritica non può essere unilaterale – come tutto poi.
    Anche perchè, spesso, non so se ci hai fatto caso ma…tanto è bene accetta l’autocritica – per tutti coloro che amano PREVARICARE – altrettanto non è bene accetta l’auto-consapevolezza delle QUALITA’….oltre ai difetti (altra “unilateralità”, questa, veramente…meschina e denigratoria).

    Comunque, al solito, non si può rinunciare a qualità differenti solo perchè il resto del mondo sbaglia o non le riconosce. Per tanta gente i parametri sono capovolti… e prepotenze e prevaricazioni sono accolte come “dimostrazione di carattere”… è cosa nota.
    Io sono d’accordo con Massimo invece, tantopiù che ci pensavo proprio tempo fa…negli ultimi anni: quanto ci sarebbe bisogno di un nuovo Mazzini, di una nuova “carboneria”! rapportata ai tempi attuali naturalmente, e intesa come FERVORE d’intenti e di ideali non solo in campo politico-nazionale – e tutte relative ‘deviazioni’ che finiscono per crearsi in consorterie per interessi esclusivamente materiali, settari, dunque diretti all’esercizio del potere.. – ma col valore aggiunto della “charitas”…nell’aspetto ‘carismatico”.del termine. – quindi nel rapporto della mutua assistenza e del reciproco aiuto.
    Sì, fatta l’Europa bisognerebbe fare gli europei…. e ritornare umani.

  25. Invece senti qua, il tuo beneamato… gli “efficienti” che insieme alla Merkel tante pretese hanno di insegnare:

    Il FISCO PREPARA LA LISTA NERA (degli scontrini)
    ma…. c’è uno strategico “MA”….
    L’ESECUTIVO POTREBBE PROROGARE I TERMINI PER IL PAGAMENTO DELL’IMPOSTA SUI CAPITALI ALL’ESTERO.

    uahhhhh!! che illuminazione tecnica! oltre alla revisione delle leggi di un MERCATO (E DI UN LAVORO) CHE NON C’E’, questo è il secondo EFFICIENTE emendamento “salva-italia”???

  26. Intanto mi scuso. Talmente emozionata nel fare un omaggio al Faber che ho sbagliato mese di nascita .Chiaramente è 18 febbraio 1940.
    Sissi sono una persona molto schietta e spontanea sarà un difetto ma anche un pregio. Beh io faccio molta fatica ad interpretare il senso del tuo scrivere. Vorrei risponderti , ma non so da dove cominciare. E sono molto incerta se io riesco a farmi capire. Perdonami

  27. Che vuol dire, scusa… anch’io sono molto schietta se è per questo, e apprezzo molto la schiettezza anche degli altri, tra cui la tua che lo so bene che c’è. Infatti mica ti parlo con acredine (sì un’ironia di fondo ma come critica verso ciò che a me non piace, ma non mi sembra un delitto).
    Dunque cos’è che non si capisce? eppure a me sembra di dire cose elementari…e le ultime due sono notizie riportate dal Corriere.it, non vedo dov’è il rebus, sinceramente proprio te lo dico.

  28. Ma sì lascia perdere, Pina: non ho tempo da perdere con la supponenza e la (tua) mancanza di chiarezza.
    Fortunatamente ho di meglio da fare soprattutto in questo periodo, pertanto saluti a tutti.

  29. Lo ammetto (e non me ne pento): un ghigno di soddisfazione,nemmeno troppo sottile, si è dipinto sul mio volto nell’apprendere la notizia delle dimissioni forzate del presidente tedesco.Rileggere poi le figure poco eleganti di due su tre di coloro che lo hanno preceduto in questo nobile gesto mi ha scaldato il cuore. Infine concordo con la riabilitazione del venerdì 17, che a me ha portato una buona notizia dopo mesi davvero bui.

  30. Sissi. non ti avevo letto. Sono uscita e rientrata da poco. Non parlo delle ultime due notizie che neanche avevo visto. Ma in generale il tuo fiume di parole mi spiazza. e spesso non riesco neanche ad arrivare a leggere la fine di un tuo commento. Così tanto per dire, se a volte non replico non è per maleducazione. mentre una capacità di sintesi nell’esprimere il tuo pensiero sarebbe da me apprezzata. poi certo,lo so perfettamente che sei schietta,

  31. Questo è un altro pezzo d’Europa…che se ne va.
    Per chi non l’avesse visto:

    http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-c1485053-e53c-4380-aa63-151ab4d022cb.html?homepage

    Terrificante, commovente e agghiacciante.

    Siamo davvero sicuri che dipenda tutto “solo” dalla corruzione? e invece il liberismo sfrenato che porta le aziende ad arraffare qualsiasi cosa trovano sul mercato, all’estero, affamando il Paese, che cos’è?

    Prego rispondete economisti illuminati…quelli per cui la corruzione è sempre “degli altri” – tanto per tornare in tema di autocritica…. – nelle sue manifestazioni più eclatanti.
    Ma…ormai anche questo, incidentalmente per tutti quelli con la pretesa di sentirsi “migliori”… e che ancora credono nel liberismo economico, anche è questo è diventato un fenomeno eclatante.
    Le relative definizioni le lascio alla loro coscienza.

  32. Ah, la coscienza del “prima”… certo non quella a scoppio ritardato.
    Sempre che del “prima, dopo, durante…” ora se ne capisca la differenza, dopo aver provocato la
    distruzione di interi Paesi (e sempre che non sia anche questa un dettaglio insignificante).

    Del resto ci voleva molto a capirlo “prima”… che chiudendo un’azienda dopo l’altra, delocalizzandole, affonda un paese?
    O sarà anche questa un’altra autocritica del “dopo”, col famoso “senno” del poi… ma proprio ‘dopo dopo’, cioè di chi ci arriva sempre e soltanto dopo?

    Ma tanto c’è sempre qualcun’altro a cui dare la colpa… sicuramente colpa di altri che non si dimettono mai, mettendo i bastoni tra le ruote magari a “confindustria”: già, nel senso che “in due” sarebbero in troppi.

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